La tassa cresciuta di più in percentuale è l’accisa (+53,9%), mentre in termini assoluti è l’Irap a pesare maggiormente con un importo procapite di 666 euro.
Ma non tutte le regioni sono state esose: l’Abruzzo ha abbassato i tributi del 6,4%, le Marche (-4,9%) e la Puglia (-1,7%) dove i contribuenti marchigiani pagano 43 euro in meno rispetto al 2005, mentre in Puglia il totale dei tributi regionali è più leggero di 10 euro.
L’Umbria risulta tra le regioni più parsimoniose, passando da 746,6 a 760,9 euro, solo 14 in più del 2005 con una percentuale di solo l’1,9%
I più tartassati sono i contribuenti del Piemonte che nel 2009 hanno versato 1.310 euro, con un incremento tra il 2005 e il 2009 di 281 euro, e che registrano anche in termini percentuali l’incremento maggiore (+27,4%).
Dall’altro lato della classifica quattro regioni del sud: Basilicata (528 euro), Puglia (548 euro), Calabria (550 euro) e Campania (592 euro).
Il Piemonte vince anche il primato degli aumenti, con un incremento di 281 euro (+27,4%) rispetto al 2005, mentre nel Lazio i tributi sono aumentati di 247 euro (+25,1%) e in Liguria di 174 euro (+24,6%)
In termini assoluti a pagare di più sono i veneti con 123 euro, seguiti dagli umbri (117 euro) e dalla Toscana (115 euro).
A fare i conti con gli aumenti più marcati sono stati gli abitanti della Campania, dove il tributo è aumentato del 112,5%, seguita dal Piemonte (+107,5%) e dall’Umbria (+89,2%).
Il Lazio ha invece ridotto l’addizionale del 33,7%, in buona compagnia con Molise (-16,3%) e Basilicata (-4%). I più tartassati in termini assoluti sono i piemontesi che nel 2009 hanno versato 83 euro, mentre in Umbria l’addizionale è arrivata a 77 euro e in Campania a 76 euro.








