Dopo l’intervento del Sindaco Todini sull’impianto a biomasse di San Biagio, arriva anche la presa di posizione di Pietro Peccia, rappresentante della società Nova Vis, proprietaria dell’impianto che dovrà essere realizzato.
“Se ne sono dette di tutti i colori in questi giorni sulla struttura che intendiamo realizzare e proprio per questo, intorno alla metà del mese, faremo un incontro pubblico per spiegare alla popolazione le nostre intenzioni”.
Il progetto è al momento fermo, in attesa delle autorizzazioni da parte del Comune di Marsciano: se i tempi verranno rispettati entrerà in funzione poco prima dell’estate 2011; si tratta di un impianto a biomasse da 360 Kw che produce energia da biogas, dopo il processo di fermentazione anaerobica, ovvero in assenza di ossigeno.
“Si dice che vogliamo fare un inceneritore, nulla di più falso, basta vedere i progetti” ci dice Peccia “questa struttura che vogliamo realizzare non ha impatti negativi sul territorio, l’energia viene prodotta esclusivamente da biomassa agricola, come trinciati di mais, sorgo, ecc., il tutto proveniente dai terreni circostanti; c’è chi ipotizza che bruceremo qualsiasi cosa li dentro, nulla di più falso, chi conosce queste strutture sa quanto sono sensibili, funzionano solo con sostanze ben precise e soprattutto, non c’è combustione all’interno”.
Il progetto è in evoluzione, l’ultima modifica apportata riguarda le vasca per lo scarto della produzione: “Abbiamo preso un modello di vasca ermetica sia per evitare qualsiasi cattivo odore in zona sia, soprattutto, per recuperare il gas e produrre più energia perchè per noi, ogni eventuale puzza, corrisponderebbe ad una minor produzione di energia e quindi ad un minor guadagno”.
Insomma, una struttura che produce energia in modo pulito, il progetto viene dalla Germania e proprio in quel paese ci sono migliaia di impianti funzionanti, alcuni dei quali all’ interno di centri abitati: “In Germania, oltre all’energia, da questo tipo di impianti, vengono sviluppati dei sistemi di teleriscaldamento per il riscaldare le abitazioni, qui invece c’è chi pensa che una struttura del genere sia nociva per l’ambiente” dice Peccia “la mia abitazione è tra le più vicine al sito di realizzazione dell’impianto, potrei mai fare un qualcosa di inquinante, brutto e rumoroso davanti casa mia? L’unico dispiacere che ho è di non poterlo fare più vicino alla mia abitazione, così da sfruttare il teleriscaldamento”.
- Matteo Berlenga
- 2 Novembre 2010











