A partire dal 2011 le Pubbliche Amministrazioni devono ridurre le spese per consulenze dell'80%
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‘Alla Regione dell’Umbria, da tempo si predica rigore e tagli agli sprechi, ma nei fatti, si continua a mantenere fior di consulenze”. Lo rilevano, in una nota, i segretari della Cisl Umbria, Ulderico Sbarra e della Fp Cisl Umbria, Ubaldo Pascolini.
I due sindacalisti hanno sollevato il problema sull’onda del fatto che” l’unica Regione che ha gia’ applicato normative restrittive in termini di distribuzione di risorse per la produttivita’ dei dipendenti regionali e’ quella Umbra, che in maniera impropria ed arbitraria ha accantonato dal fondo produttivita’ anno 2009 circa 541 mila euro, ed a tutt’oggi non si intravede una concreta volonta’ di liquidazione di tali somme”. 
”Vedendo elargire queste risorse a consulenti esterni – scrivono gli esponenti sindacali – viene spontaneo constatare che l’Amministrazione Regionale va nella direzione di continuare a mantenere clientele politiche a scapito di processi lavorativi interni che possano garantire la qualita’ amministrativa necessaria ad un serio progetto industriale pubblico.
Sollecitiamo proposte ed incontri – sottolineano – al fine di esaminare progetti di riforme endoregionali che devono ridurre e semplificare e razionalizzare la pubblica amministrazione umbra, con il federalismo fiscale che avanza, rischia di determinare condizioni ancora piu’ gravi nel mantenimento del livello occupazionale di questa regione”.  “Nel contempo – ribadiscono – vediamo l’attribuzione di somme a consulenze esterne, ricordiamo che anche all’interno della Regione Umbria ci sono diversi contratti di lavoro precario che sono in attesa di un processo di stabilizzazione, non sarebbe meglio investire risorse economiche per dare sicurezza lavorativa a giovani precari, che da tempo garantiscono il mantenimento dei servizi essenziali con elevato livello professionale.
La Legge 122/2010, prevede che a partire dal 2011 le Pubbliche Amministrazioni devono ridurre le spese per consulenze dell’80%, a nostro avviso – concludono – dobbiamo da subito andare in questa direzione attraverso un concreto investimento sulle diverse risorse umane esistenti all’interno degli Enti”.

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