E le dosi individuali sono in crescita costante: da 21,6 nel 2001 a 25,5 nel 2009 passando attraverso valori quasi sempre in aumento negli anni intermedi (21,5 22,4 21,7 22,9 22,3 23,8 25,0 25,5 ).
Statisticamente, ma solo apparentemente, può consolare che quel 1,8% di aumento è sotto quello medio italiano che è del 2, ma mentre questo valore significa una quantità pari a 2,3 dosi giornaliere quello umbro significa 4,9 dosi.
Nell’Italia di mezzo una situazione variegata. Emilia-Romagna 20,0 dosi nel 2009 ed un incremento del 3,15%. Per le altre regioni i valori sono rispettivamente: Toscana 22,2-2,8; Marche 23,8 – 2,4; Lazio 26,9 – 1,9; Abruzzo 26,1-1,3; Molise 27,4-2,7
Complessivamente, in Italia, l’eccesso di spesa evitabile legato ai consumi e ai costi non appropriati degli antibiotici ammonta a 413,1 milioni di euro.
In particolare, nel 2009 la spesa per antibiotici si e’ attestata a 1.038 milioni di euro con la Campania, la Puglia e la Sicilia che insieme determinano quasi il 60% di tutto l’eccesso di consumi in Italia.
A livello di singola regione, spiega ancora lo studio dell’Aifa, il risparmio ottenibile ”inciderebbe considerevolmente sul valore dello sfondamento della loro spesa: nel Lazio per il 29%, in Puglia per il 43% e in Sardegna per il 20%”.
Legato all’incremento e all’uso inappropriato degli antibiotici non c’è solo un effetto economico: lo sviluppo dell’antibioticoresistenza in Italia e in tutti i Paesi europei, costituisce un problema di particolare rilievo per la tutela della salute dei cittadini tanto da spingere istituzioni internazionali come l’ECDC a lanciare l’allarme e ad invitare gli Stati membri a realizzare iniziative di comunicazione rivolte alla popolazione generale per contrastare questo fenomeno .
In quelle regioni dove il consumo di antibiotici è più elevato, è necessaria poiché alcuni germi patogeni importanti hanno già sviluppato livelli di antibioticoresistenza che arrivano anche al 90% e alcuni ceppi sono divenuti resistenti a tutti i 100 antibiotici disponibili tanto che in un futuro prossimo si comincia a temere di non poter disporre più di alcun farmaco per combattere le infezioni.
Tali conseguenze anche per efftetto di utilizzi impropri quali quelli in presenza di sintomi determinati esclusivamente da virus, dosi insufficienti o per troppo poco tempo.








