In Parlamento approvato un ordine del giorno che invita il Governo, sulla base della sentenza, a ripristinare gli impegni di bilancio relativi al fondo sviluppo e investimenti

La Corte Costituzionale, con sentenza depositata il 17 novembre scorso,  ha rilevato l’illegittimita’ della soppressione dei trasferimenti erariali alle Comunita’ montane per quanto attiene alla parte relativa al fondo sviluppo e investimenti.
La Consulta ha affermato che la disciplina delle Comunita’ montane rientra nella competenza residuale delle Regioni e che spetta pertanto a queste ultime, in base all’articolo 119 della Costituzione, provvedere al loro finanziamento, in ragione della progressiva riduzione dei trasferimenti statali relativi alle Comunita’ montane stesse.
Le regioni dovranno quindi concertare con lo Stato le modalita’ attraverso le quali si attua il processo.

La sentenza ha avuto subito ripercussioni politiche.
Durante la discussione alla Camera sulla legge di stabilita’ e’ stato approvato l’ordine del giorno
a firma degli on. Quartiani, Giovanelli e Vanucci, tutti del Pd, che impegna il Governo a dar seguito alla sentenza
La richiesta contenuta nell’odg e’ quella di una norma apposita, all’interno dell’iter della Legge di Stabilita’, affinche’ vengano ripristinati gli impegni di bilancio relativi al fondo sviluppo e investimenti e alla progressivita’ dei trasferimenti erariali.

”Il Governo – ha detto Erminio Quartiani – deve trovare il modo di reintegrare il fondo che riguarda i mutui accesi dalle Comunita’ montane e garantiti dallo Stato e accordarsi con le Regioni per i trasferimenti statali. 
L’unione delle forze politiche sensibili a questa tematica, a prescindere dalla colorazione, potrebbe far si’ che nel corso di un mese al massimo ci siano le condizioni per recepire concretamente le indicazioni della Consulta”.

Ma la questione si intreccia con altre.

Parere negativo dell’Uncem sulla legge di bilancio 2011-2013 nella Conferenza Unificata.
”Il parere negativo espresso da Uncem – osserva il vice presidente dell’Unione dei Comuni e delle Comunita’ Montane, Oreste Giurlani – e’ motivato dal fatto che per la prima volta il Governo non prevede alcuna risorsa per gli investimenti sui territori montani. E’ il segnale di una disattenzione gravissima, che tradisce il dettato costituzionale e la sua previsione di interventi mirati alle aree montane”.
La Conferenza Unificata ha rinviato, inoltre, il punto relativo all’attribuzione ai Comuni, gia’ facenti parte delle Comunita’ montane, del 30% delle risorse provenienti dal fondo ordinario delle Comunita’ montane, azzerato dalla finanziaria 2010, e quello sulla situazione economica delle Comunita’ montane, giustificando la decisione con la necessita’ di rivedere la questione alla luce della sentenza della Corte Costituzionale .
 
Una decisione che non e’ piaciuta all’Uncem, secondo cui un ennesimo rinvio rischia di aggravare ulteriormente la situazione dei dipendenti delle Comunita’ montane, da mesi senza stipendio.
”Il 30% delle risorse del fondo ordinario deve in ogni caso andare ai Comuni che facevano parte delle Comunita’ montane – ha detto Giurlani – e chiediamo inoltre che vengano resi disponibili per le Comunita’ montane anche i 15 milioni di euro circa dell’intero fondo ”pre – taglio”, corrispondenti al citato fondo sviluppo e investimenti (mutui per interventi di sviluppo) oltre al fondo consolidato per la specifica copertura delle spese di personale.
La situazione dei dipendenti delle Comunita’ montane sta determinando situazioni gravissime sul territorio, e non possiamo permetterci di rimandare oltre la questione”.
 

 

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