La cerimonia si è svolta durante una seduta straordinaria del Consiglio comunale alla presenza di alcune classi di studenti
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Il sindaco di Todi, Antonino Ruggiano, è stato nominato questa mattina “Sindaco difensore dell’Infanzia” da parte del presidente regionale dell’Unicef Brunetti e dalla presidente provinciale Catarinelli.
La cerimonia di stamani, per cui è stata convocata una seduta straordinaria del Consiglio Comunale, ha visto la partecipazione degli studenti delle classi medie della scuola “Cocchi-Aosta” e delle due classi quinte della scuola primaria “San Fortunato e Santa Prassede”, con i rispettivi docenti e dirigenti scolastici.
Nel corso del suo intervento, il primo cittadino ha avuto modo di ricordare come il Comune “sia la casa di tutti i giovani del territorio” e come la nomina della giornata odierna sia frutto “di un percorso amministrativo già tracciato dalla precedente giunta”. Ruggiano ha ricordato l’opera costante e universale dell’Unicef per i bambini e le bambine, sia nei Paesi in via di sviluppo ma anche in quelli più industrializzati, soffermandosi poi sulle attività attivate nel territorio tuderte, che vanno dall’amplissima offerta didattica presente per gli studenti di ogni ordine e grado al progetti di avanguardia in ambito scolastico, come quelli che interessano le varie forme di attività motoria, ma anche quelli inerenti l’ambito multimediale della didattica.
Tra le iniziative ricordate dal sindaco vi è stata anche l’istituzione della consulta dei giovani, “luogo privilegiato per la proposta delle istanze da parte dei nostri giovani concittadini”, realizzata attraverso la collaborazione dei consiglieri Romina Perni (Pd) e Michele Martorelli (Pdl), così come il servizio Informagiovani, che interessa tutti i Comuni della Media Valle del Tevere.
Ruggiano ha anche posto l’accento sull’elevato grado di integrazione culturale raggiunto nella città da parte dei giovanissimi, così come l’attenzione posta dell’amministrazione e dalle svariate associazioni ed istituzioni del territorio nei confronti delle famiglie, nonché l’opera dei centri di ascolto, tale da configurare quello tuderte come un vero e proprio “territorio di missione”.

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