Il giornalista Carlo Cambi scopre angoli poco conosciuti e segnala quel che non va
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‘L’Appennino in bianco’  è l’ultimo fascicolo, il 18mo, sulle Terre del Carlino, una iniziativa editoriale, realizzata con il contributo di banca Monte dei Paschi di Siena, nata in onore dei 125 anni del giornale.
E’  un racconto accompagnato da foto anche inedite, scritto con rara abilità dal giornalista Carlo Cambi, che scopre angoli poco conosciuti, ma anche tutti da scoprire, e le eccellenze delle Marche e dell’Emilia Romagna.
Ma anche l’Umbria ha avuto una sua parte
.

Già alcuni appunti riguardano zone a cavallo tra le Marche e la nostra regione o problemi comuni ai due territori, come quando l’autore scrive “ A Visso è conservato il manoscritto originale de L’Infinito, ma per vederlo occorre sapere se il custode ha la pasta sul fuoco o no. Alla Gola della Rossa o alle Grotte di Frasassi occorre fare a cazzotti coi bambini del turismo scolastico.
Le presenze turistiche non si contano, ma si pesano in termini economici, ovvero quanti quattrini lascia un turista. Nell’Appennino non c’è questa consapevolezza. L’Appennino è una miniera di cultura, ma nelle Marche non c’è l’assessore alla Montagna. La gente abbandona la montagna perché mancano i servizi".

Ma poi il riferimento è più diretto: “Un giorno ho percorso la strada da Muccia e Norcia e non mi sono accorto che mi trovavo in un parco naturale se non erano le bellezze dei luoghi a indicarmelo. Non c’è la percezione di entrare dentro un valore.
La Vernaccia è ridotta a un’idea perché nessuno si preoccupa di trovare un mercato. Questi miei scritti hanno lo scopo di restituire dignità a questi territorio e a chi ci abita".

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