Nicola Paolo Di Girolamo, l’ex senatore che, dopo l’arresto per l’inchiesta su un riciclaggio da due milioni di euro, ha ottenuto a settembre gli arresti domiciliari, dopo l’accordo con la procura di Roma di patteggiare una pena a 5 anni e la restituzione di quattro milioni e 700 mila euro, è tra i creatori di una Fondazione nata nel dicembre del 2008, per promuovere il made in Italy all’estero, che sembra al centro di una inchiesta molto riservata in corso per iniziativa della Procura di Perugia.
Un’indagine che ha toccato anche tre noti alberghi del perugino quasi a dar corpo alla sensazione diffusa che in Umbria di denaro di incerte origini ne circoli molto.
I sospetti che sembrano muovere gli inquirenti sono: riciclaggio, frode finanziaria e bancarotta.
Da questi, un’azione degli agenti della squadra mobile tra Perugia, Roma, Napoli e Belluno che è avvenuta nei giorni prima di Natale e che ha interessato: oltre agli alberghi, umbri e sulle Alpi, anche studi di commercialisti e di società immobiliari, umbre e no, e la sede romana della Fondazione.
All’attenzione della Magistratura anche una villa a Monte Malbe utilizzata come sede di rappresentanza.







