Notte di paura lungo il Tevere, a valle della diga di Montedoglio fin verso Civita Castellana, dove il Sindaco aveva chiesto l’evacuazione dalle zone prossime alle sponde.
Verso le 21,30 di ieri sera, una frattura sulla diga ha causato una grande fuoriuscita d’acqua.
Conseguentemente sono state fatte evacuare d’urgenza le popolazioni, circa 200 persone, residenti in alcune località di San Sepolcro, San Giustino Umbro e Città di Castello: Santa Fiora, Gricignano, Il Trebbio e Vannocchia.
Successivamente lo sgombero è stato esteso.
”I Comuni di Citta’ di Castello, Citerna, San Giustino, Montone Umbertide, con le proprie strutture di Protezione civile – rilevano dal Centro regionale di Protezione Civile dell’Umbria- si sono attivati per assistere la popolazione che a scopo precauzionale nella notte aveva lasciato le proprie abitazioni, per un totale di circa 1000 persone, con la preziosa collaborazione delle Associazioni di volontariato presenti sul territorio che hanno prestato la dovuta assistenza”.
Anche i ponti lungo il fiume fino a Città di Castello sono stati chiusi.
L’attività degli agenti della Polizia provinciale di Perugia è stata di particolare intensità a Citerna, dove maggiormente si è avvertito il pericolo.
Intorno alle 3 inoltre si è reso necessario chiudere temporaneamente al traffico le strade provinciali 100 I tratto e 100 II tratto di Selci Lama.
La situazione sulla diga al momento sembra più tranquilla.
Dalla breccia di circa 30 metri dello sfioratore della diga, a circa 15 metri di profondità cioè a meno di un terzo della sua profondità complessiva (50mt), escono ora circa 250 metri cubi di acqua al secondo, mentre ieri sera l’invaso perdeva anche fino a 600 metri cubi al secondo. Il livello dell’invaso sta quindi calando ed il calo si arresterà quando il livello raggiungerà l’altezza della falla che si è aperta.
”L’acqua continua a calare dalla diga e solo a partire dal pomeriggio e nei prossimi giorni sara’ possibile cominciare a verificare i danni subiti dalla diga e quelli provocati dall’inondazione”. E’ quanto si legge in una nota del Centro regionale di Protezione civile dell’Umbria.
Il fatto accaduto, che potrà meglio comprendersi nel corso della giornata, tuttavia suscita preoccupazione sulla stabilità della struttura, che è in funzione da circa 20 anni ed i cui lavori erano iniziati nel 1978 e che solo da poco ha visto l’acqua raggiungere, con condotte, la zona del Trasimeno, che su questa realizzazione conta molto per risolvere i propri problemi idrici.
Due le ipotesi formulate nelle prime ore: cedimento dei giunti di congiunzione tra le varie parti della struttura in cemento armato oppure cedimento delle fondazioni.
Sotto controllo anche i ponti per accertare se la piena li abbia danneggiati.
”Non c’e’ stata nessuna rottura della diga.
Ad essersi rotta e’ solo una struttura secondaria che serve a far fuoriuscire l’acqua dal bacino artificiale in caso di piena del fiume”.
Lo ha spiegato Diego Zurli, direttore dell’Ente Irriguo Umbria Toscana che gestisce l’impianto di Montedoglio in provincia di Arezzo.
In pratica ad essersi rotto e’ il sistema di gestione del sopravanzo, quello che in termine tecnico gli ingegneri idraulici definiscono ”troppopieno”.
”Si tratta – ha spiegato Zurli – di un incidente davvero particolare.
Alcune strutture di calcestruzzo hanno ceduto pur non essendo sottoposte a sollecitazioni idrauliche particolarmente rilevanti.
Non ce lo aspettavamo e ora, passata l’emergenza e’ del tutto evidente che dovremmo capire perche’ e’ successo”.
Al calar della sera la situazione sembra sgombra da allarmi immediati, anche se resta da capire il perchè dell’accaduto.
Sulle cause, come detto, non ci sono spiegazioni. "Quel canale sta li’ da 30 anni – conclude Zurli – dovremo capire se si tratta di un difetto di costruzione o cos’altro. Ora e’ assolutamente prematuro: faremo svuotare ancora un po’ l’invaso e poi vedremo".








