Il proclama è una nuova fiammata nella diatriba tra favorevoli e contrari alle pale eoliche in Italia.
Amici della terra, Comitato nazionale del paesaggio, Italia Nostra e Mountain Wilderness Italia si sono dichiarati ”favorevoli alle rinnovabili e all’ efficienza”, ma assolutamente contrari all’eolico e al ‘fotovoltaico a terra’, ovvero ai grandi impianti solari sui terreni una volta agricoli.
Rosa Filippini, leader storica degli Amici della terra, chiede ”una moratoria di tutte le istallazioni e autorizzazioni” per evitare ”l’assalto alla diligenza” prima che entrino in vigore le nuove regole del settore che sono ora all’esame delle Camere.
Anche Vittorio Sgarbi che sembra abbia ambizioni di arrivare a fare il Sindaco in quel d’Amelia, ci va giu’ duro definendo l’eolico ”una turpe speculazione economica”.
Le pecche dell’eolico – sottolinea Zanchini di Legambiente – come i ‘certificati verdi’ troppo generosi o le infiltrazioni mafiose, sono colpe della politica e che la politica e’ chiamata a risolvere.
In quanto alla questione ‘estetica’ Zanchini ricorda come gli impianti eolici di una certa taglia, in Italia rappresentino solo il 3%, e quindi, sul nostro territorio si possono percorrere centinaia e centinaia di chilometri senza vedere una sola pala eolica. Discorso analogo per il fotovoltaico a terra: e’ vero, occupa terreno agricolo ma, una volta smontato, ”il terreno torna agricolo, mentre non accade cosi’ per la cementificazione delle nostre coste e delle nostre periferie”.








