La Cisl Umbria, la Fp Cisl e la Cisl Medici, pur riservandosi di verificare i contenuti della delibera , danno un giudizio positivo riguardo al progetto della Giunta regionale di intervenire sulle condizioni del sistema della psichiatria a Perugia e in Umbria.
Nello specifico viene vista con favore la decisione del trasferimento del servizio in quanto la struttura attuale che ospitava lo stesso era diventata fatiscente e le condizioni per le persone indecenti.
Le organizzazioni sindacali condividono l’opportunità di organizzare un dipartimento interaziendale della psichiatria per tutto il sistema sanitario umbro, che impegni e coinvolga in un “sistema a rete” tutti i territori e le Usl della regione per potenziare i servizi territoriali così come prevede il Piano sanitario regionale, e l’opportunità di integrare i servizi tra Aziende sanitarie ed aziende ospedaliere per garantire anche al malato psichiatrico un’assistenza completa e di qualità.
All’indubbio successo dell’operazione "psichiatria" condotta dalla Marini che ha scartato senza tanti complimenti le proposte “tecniche” del D.G. dell’azienda ospedaliera, a cui sembravano collegarsi anche aspirazioni di promozione di qualche sanitario, fa da riscontro la rinnovata richiesta da parte dell’opposizione che la Presidente lasci l’interim della Sanità che tuttavia rappresenta la parte preponderante del bilancio della regione.
Secondo il consigliere regionale Maria Rosi (Pdl), che ricorda alla presidente della Giunta regionale come gli umbri “l’hanno votata per governare la Regione, non per fare l’assessore alla sanità”, “La salute dei propri cittadini andrebbe messa in primo piano e ha bisogno di una persona che se ne occupi a tempo pieno”.
L’esponente del Pdl ha sottolineato che la questione del cosiddetto “repartino” di psichiatria di Perugia ha “evidenziato a tutti che la sanità umbra non è un’eccellenza, anzi trascura problemi molto importanti, come la tutela di una categoria debole qual’è quella del malato psichico”.








