Il 17 marzo, giorno in cui si ricorderanno i 150 anni della unificazione della penisola, tutte le strutture ricettive minacciano di restare chiuse per protesta contro la tassa di soggiorno, in Umbria quasi 5mila le strutture interessate alla serrata
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Il ripristino della tassa di soggiorno di antica memoria rischia di incrinare l’Unità di Italia, non il fatto storico ma le celebrazioni per i 150 anni.
Le strutture umbre ricettive umbre hanno deciso di accodarsi alla protesta nazionale del 17 marzo prossimo, contro la tassa di soggiorno, definita una «sciagurata ipotesi vessatoria».

Giorgio Mencaroni, presidente della Federalberghi Umbria ha infatti affermato che «se dovesse essere confermata nelle prossime ore questa sciagurata ipotesi vessatoria nei confronti dei consumatori italiani e stranieri che pernotteranno negli alberghi italiani,  i quasi 600 alberghi e le oltre 4.000 strutture extralberghiere umbre, unitamente ai 34 mila alberghi italiani, verranno invitati a non accettare prenotazioni il 17 marzo, giorno della celebrazione dell’Unità d’Italia».

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