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Il tasso di cambiamento del gestore dei telefonini supera ampiamente il 20%
telefonocellulare

Oltre il 13% nella telefonia fissa delle piccole e medie imprese e il 17% nel mercato mobile ha cambiato operatore in Italia e l’Umbria è in testa a questa voglia di cambiamento nella telefonia mobile.
Risulta da un’indagine, realizzata a ottobre 2010, su un campione nazionale di 3.000 piccole e medie imprese
Il mercato della telefonia fissa – pur rilevando oltre 50 operatori – è concentrato principalmente su 5 fornitori: BTItalia, Fastweb, Telecom Italia, Vodafone e Wind/Infostrada, con un forte dominio di Telecom Italia che detiene il 71% del mercato.

Nel mercato delle TLC su rete fissa,  la propensione al cambiamento è più accentuata nelle regioni del Piemonte, Trentino, Alto Adige, Lazio e Sardegna con dati prossimi al 20%.
Nel segmento dei servizi di telefonia mobile invece, l’indagine evidenzia una maggiore dinamicità: nell’ultimo anno ha cambiato fornitore il 17% delle PMI.
In diversi regioni quali Trentino, Alto Adige, Umbria, Campania, Sicilia e Sardegna il dato tocca livelli superiori al 22-23.

In ogni caso nessuno è entusiasta del servizio.
Nel segmento dei servizi di TLC su rete fissa, l’operatore telefonico più amato dalle aziende italiane è Wind/Infostrada che, con un indice sintetico di customer satisfaction* pari a 87/100 (contro uno standard di mercato di 84/100) stacca di diversi punti percentuali Telecom Italia. Per la telefonia mobile, invece l’operatore che riesce a soddisfare meglio le aspettative dei clienti è Vodafone con un CSI di 87/100, il cui vero punto di forza è la maggiore facilità di contatto con il proprio contact center.
Va tuttavia sottolineato che sia sul fisso sia sul mobile, nessun operatore ha un indice sintetico di customer satisfaction che supera quota 90: una soglia che segna la differenza tra un buon livello di soddisfazione ed una vera e propria eccellenza.

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