L’Amministrazione Comunale tuderte ha promosso una serie di incontri con diverse categorie di cittadini ed operatori economici per avviare momenti di concertazione in vista del riutilizzo dell’immobile di Porta Romana, dopo che l’ospedale sarà definitivamente trasferito nella nuova sede di Pantalla.
“La condivisione più ampia possibile delle richieste da avanzare alla Regione Umbria, proprietaria dell’immobile ed ente erogatore dei servizi socio-sanitari, è assolutamente necessaria, considerando il fatto che siamo di fronte ad un appuntamento epocale che avrà un effetto impattante sul futuro di Todi, ed in particolare della zona di Porta Romana – afferma l’assessore alla sanità, Mario Ciani -.
Il percorso iniziato da oltre due anni ha registrato anche la firma di un primo protocollo d’intesa, ricco di proposte, con le associazioni sindacali e di categoria; quest’ultimo è stato in seguito inoltrato al Presidente della Giunta Regionale con la rinnovata richiesta di aprire un tavolo per affrontare il tema.
Le richieste contenute nel protocollo sono dirette in particolar modo a prevedere servizi socio-sanitari e per questo venerdì 4 febbraio, alle ore 18, abbiamo chiesto l’incontro alla Asl ed ai medici di base presso la sala della giunta nei Palazzi Comunali per avere un contributo tecnico affinché le richieste siano più adeguate e motivate alle esigenze del territorio.
In attesa del confronto atteso, il Comune di Todi ha già prospettato la propria disponibilità per contribuire al progetto di riutilizzo. Ad oggi risulta confermata la disponibilità della Asl2 (già nel consiglio comunale del 5 marzo 2009) di trasferire i propri servizi di Cappuccini e di via dello Zoodiaco – conclude Ciani – migliorando in tal modo il servizio ai cittadini e lasciando i locali attuali, insufficienti, di difficile accessibilità e, oltre tutto, condotti in locazione”.
In merito alla collocazione di servizi della usl 2 nei locali di via Matteotti, occorrerà riflettere se per un miglior servizio alla popolazione non sia il caso di non limitarsi agli attuali servizi distrettuali.
Pur essendo difficile pensare che nella sede dell’ex ospedale persistano anche i servizi ospedalieri di diagnosi strumentale ( radiologia ecc.) che dovrebbero essere duplicati considerato che la loro collocazione più razionale è nell’ospedale di Pantalla, ci sono nella attuale struttura ospedaliera una serie di ambulatori per semplici visite mediche o attività sanitarie non mediche.
Se questi rimanessero nella sede del centro storico di Todi, ne risulterebbero avvantaggiati sia i cittadini, sia il traffico a Pantalla che lo stesso ospedale che dovrebbe affrontare una minor “folla”.
Sempre in tema di ambulatori, la collocazione di quelli per l’espletamento della libera professione individuale dei medici nella sede di via Matteotti liberebbe spazi a Pantalla e renderebbe più trasparente l’esercizio di questa attività.
D’altro canto esistono già in Italia, vedi Padova ad esempio, interi fabbricati distanti dalla sede ospedaliera ove per i medici sono organizzate strutture per la libera professione che non interferisce con l’attività istituzionale e che da questa non è condizionata.
E’ ovvio che con ciò non si potrà pensare di rioccupare l’intero stabile, ma la parte più antica e difficile da adibire ad altri scopi che possano interessare i privati si!
La parte del vecchio ospedale più a monte è di costruzione più recente e non soggetta a vincoli di insuperabile natura, tra l’altro è stata realizzata con una concezione che non è quella del ‘600 e probabilmente adattabile a diverse esigenze.








