C’è un nome umbro, di Spello, dietro una vicenda di sospetta corruzione nell’ambito di quella più ampia degli affari della “cricca” per il G8.
E’ stato, infatti, il dottor Giuseppe Caroli, spellano di nascita e con trascorsi anche a Todi e nella allora Ulss della media valle del Tevere, che – nella sua veste di Direttore generale della usl di Modena – aveva inoltrato un esposto alla magistratura di Perugia.
Il fatto è abbastanza complicato.
In pratica si sospetta che Angelo Balducci e Fabio De Santis, i due funzionari arrestati col costruttore Anemone per gli appalti del G8, abbiano avuto una intesa segreta per indurre un collegio arbitrale a condannare l’usl a pagare un milione di euro in una causa con una impresa.
Pertanto dalle migliaia di documenti depositati a supporto dell’inchiesta di Perugia sulla cosiddetta cricca degli appalti, il fascicolo che il dott Caroli ha fatto aprire prima o poi dovrà partire verso Bologna, dove si è consumato il contenzioso arbitrale ora al centro delle indagini della Guardia di Finanza.
La vicenda risale al 2004 quando una ditta campana aveva ottenuto l’appalto per una serie di ristrutturazione all’ospedale di Mirandola.
Ma otto mesi dopo la firma del contratto, l’allora e diverso direttore generale firmò l’atto di risoluzione del contratto per "grave ritardo nell’esecuzione dei lavori", chiedendo un risarcimento dei danni.
La ditta da parte sua, ritenendosi a sua volta danneggiata, chiese però un confronto "arbitrale", una sorta di processo celebrato davanti ad un collegio di esperti.
Questo collegio nominò Balducci, come proprio consulente, mentre la impresa napoletana scelse De Santis.
Ma stranamento, per l’usl, avviene "la acritica utilizzazione dal parte del consulente del collegio, Balducci, delle tesi del consulente di parte De Santis".
E l’usl viene condannata a pagare 835mila euro, più gli interessi e più i compensi e le spese, somme che tuttavia non soddisfano l’impresa che ha intentato un giudizio in Corte d’Appello.











