Aperta la 48ma edizione della Mostra Mercato Nazionale del tartufo nero pregiato di Norcia con una madrina d’eccezione: Miss Italia 2010 Francesca Testasecca; proposta di legge del consigliere tuderte del Psi di modifica della normativa regionale 
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Si è aperta la 48ma edizione della Mostra Mercato Nazionale del tartufo nero pregiato di Norcia e dei prodotti tipici, alla presenza di una madrina d’eccezione: Miss Italia 2010 Francesca Testasecca.
Dopo Denny Mendez, la seconda Miss a tenere a battesimo l’importante rassegna agro-alimentare di Norcia, città nota alla prima Miss Umbria vincitrice del concorso di bellezza nel 1952, Raffaella De Carolis.

E quasi in contemporanea il consigliere regionale Massimo Buconi ha proposta quella che definisce “Una nuova stagione di tutela e di studio per il prezioso "nero" di Norcia e di Spoleto (tuber melanosporum).
Il capogruppo del Psi, Massimo Buconi, che dopo “una attenta analisi storica e sul campo (attraverso i cavatori professionisti)” ha previsto una modifica importante del quadro normativo regionale, assegnando una maggiore tutela al tartufo nero "più esposto a danni da parte dei cavatori scorretti che possono essere smascherati e individuati effettuando controlli alle ditte acquirenti per stroncare l’uso dell’acquisto di tartufi immaturi".

Tra le modifiche della normativa prevista da Buconi spiccano:

1. Incentivi alle aziende in particolare ai giovani che intendono avviare attività di allevamento di bestiame allo stato semibrado nelle aree a vocazione tartuficola e revisione della disciplina di pascolo caprino nelle aree sempre vocate.
2. Incentivi adeguati per impiantare tartuficoli razionali nelle aree ad alta vocazione e per le specie di tartufo sperimentate con esito soddisfacente.
3. Un’azione di contenimento della popolazione di alcuni selvatici, in particolare del cinghiale attraverso un meccanismo venatorio più appropriato e controllato.
4. La revisione delle norme che regolano l’esercizio del pascolo nei boschi e nei pascoli erborati in particolare quello caprino.

Inoltre si punta "alla eliminazione del limite di 3 ettari nella concessione delle tartufaie controllate dei tartufi neri, perché queste tartufaie spariscono se l’opera dell’uomo o attività ad essa collegata non assicurano la giusta condizione ambientale" ed eliminare le difficoltà ad eseguire le cure colturali nelle tartufaie dei siti ove vigono alcuni vincoli ambientali.

In Umbria si producono tutte le più importanti specie pregiate di tartufi: il tartufo nero (Tuber melanosporum Vitt.) è prevalentemente prodotto nella parte sud-orientale (montagna spoletina, assisana, folignate e ternana); il tartufo bianco (Tuber magnatum Pico) prevale invece nella parte nord-occidentale della regione (Gubbio, Città di Castello, Valtopina, Fabro).
Esiste un albo ufficiale dei tartufai e dei tartufai annualmente attivi (quelli autorizzati che pagano la tassa annuale di concessione), mentre più incerto è il numero dei tartuficoltori, che si può considerare equivalente a quello delle tartufaie coltivate e controllate riconosciute, anche se non è escluso che ci siano tartuficoltori che non richiedono il riconoscimento.
I dati del 2002 dimostrano la presenza in Umbria di 6.201 cercatori attivi su 10.233 abilitati e di circa 940 tartuficoltori, distribuiti nei territori di tutte le Comunità Montane.
Le tartufaie coltivate sono 232 ed hanno un’estensione complessiva di 301 ettari (1,3 ha/tartufaia, in media), mentre le 708 controllate ammontano a 8.522 ettari (12 ha/tartufaia, in media) per una superficie tartufigena totale di 8.823 ettari.
Buona parte del patrimonio è rappresentato da tartufaie pubbliche
, dato che parte del territorio montano è rimasto di proprietà dei Comuni o della Regione: nel 2002 il 38% e il 71%, rispettivamente, delle tartufaie coltivate e controllate, è di proprietà pubblica. La Regione è proprietaria di 73 tartufaie coltivate per un’estensione complessiva di 113 ettari (1,6 ha/tartufaia, in media), mentre, unitamente ad alcuni Comuni, detiene 4 tartufaie della dimensione complessiva di 6.054 ettari (1.513 ha/tartufaia, in media).
Ai dati esposti vanno aggiunte poi le tartufaie naturali e quelle di proprietà delle Comunanze (non soggette al riconoscimento regionale), una realtà che si è mantenuta spesso nel territorio regionale, specie nell’area della Valnerina, dove da sole esse raggiungono un’estensione di 26.315 ettari (28,7% della superficie territoriale).

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