La morte di una automobilista schiantatasi contro un albero della ss 75 centrale umbra potrebbe dare origine ad una “guerra” con l’obiettivo di tagliare tutti gli alberi che, lungo le strade extra urbane si trovano a meno di sei metri dal ciglio.
Questa sarebbe la soluzione meno costosa per gli enti proprietari delle strade che altrimenti dovrebbero piazzare tanti guard rail, ripari che secondo alcuni avvocati, dovranno essere messi a protezione di tutto ciò che si trova in quesi sei metri: case, pali della luce ecc. In caso contrario il proprietario della strada dovrà pagare i danni subiti in conseguenza di urti ai proprietari dei veicoli che percorrono la strada.
Tutto ciò a seguito di una sentenza della IV sezione penale della Cassazione, la numero 17601, che era stata chiamata a dare un giudizio sulla condanna – che ha confermato – di un capocantoniere dell’Anas di Perugia per omicidio colposo.
La regola della distanza minima degli alberi risale alla riforma del Codice della Strada del’93, articolo 26. Finora, però, era stata interpretata con riferimento alle nuove piantumazioni.
La Cassazione ha stabilito che la norma è retroattiva e va estesa anche agli alberi già piantati.
Quindi tutti i parenti di vittime degli «alberi killer» potrebbero ora fare una causa civile per ottenere un indennizzo (ci sono 10 anni di tempo per l’omicidio colposo e fino a 6 anni per le lesioni colpose),
- Redazione
- 24 Febbraio 2011










