Voltafaccia del Governo, dopo l'intervento del vice ministro Castelli, che fa respingere l'emendamento che prevedeva la soppressione del balzello, che interessa 1.200 km di strade in gestione all'Anas.
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C’è ancora chi gioisce per il definitivo annullamento del Tar Lazio dei pedaggi su alcune strade statali in gestione Anas, ma la situazione è cambiata da oggi, con l’approvazione definitiva de “Il Milleproroghe” diventa legge il testo votato alla Camera che non ha accolto l’emendamento Pd che chiedeva l’abolizione dei "nuovi salassi contro cittadini che già soffrono della crisi" e così resta in vigore la Finanziaria che lo scorso anno li ha istituiti.
E così dal primo maggio entreranno in vigore i pedaggi in 1.200 chilometri di strada Anas in tutta Italia, incluso, salvo ripensamenti, il raccordo Perugia Bettole.
Ora ci sarà un nuovo decreto del presidente del Consiglio che stabilirà gli importi e le modalità del pagamento.
La scelta è tra: nuovi caselli, tutor o cellule fotoelettriche del sistema free-flow (flusso libero).

Ma sul nuovo decreto già si preannunciano nuovi ricorsi, mentre infuriano le polemiche sul fatto che il governo ha prima dato parere favorevole all’abolizione e poi ha cambiato improvvisamente idea e lo ha bocciato.
Preso di mira soprattutto il vice ministro alle infrastrutture Roberto Castelli che, dopo la decisione del Tar che dichiarava per la seconda volta illeggittima l’introduzione del pedaggio sul Gra, aveva dichiarato: "Il governo va avanti. Il pronunciamento del Tar del Lazio è semplicemente la coda di una vicenda già conclusa".

 

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