A far luce sull’avvenimento il ritrovamento, in un mercatino, di una lettera da parte dell’architetto Gabor Bonifazi, che ne ha dato conto su un quotidiano on line: “Vivere Macerata”.
Il mittente della lettera era quel cardinal Pietro Gasparri, segretario di Stato di Sua Santità Pio XI, che stava attivamente lavorando ai Patti già il 2 aprile del 1928 quando scrisse .
Il destinatario della missiva era il Podestà di Visso, a cui il cardinale scrisse “La restituzione di Visso a Macerata è stata cosa gradita a me” ed a cui raccontò “un aneddoto riferito, non a me, ma ad altra persona da uno che era presente al Consiglio dei Ministri. S.E. Benito Mussolini leggeva e quando fu a Visso disse gentilmente “ed ora faremo cosa gradita al card. Gasparri: Visso a Macerata”.
In questo Comune il cardinale era nato nel 1851, nella allora frazione di Ussita, che nel 1913 fu costituita in Comune e nel quale nel 1914 il card. Pietro Gasparri aveva fatto costruire il cimitero, sicuramente il più monumentale della provincia di Macerata
Visso nel 1927 era stato annesso alla Provincia di Perugia e la decisione del ritorno nelle Marche in cui già stava Ussita, solo dopo poco più di un anno, non si spiega altrimenti che col desiderio di Mussolini di ingraziarsi il cardinale, con cui in quel momento il confronto politico era intenso. Ciò anche se il cardinale sostenne che” la restituzione di Visso a Macerata è stata cosa gradita a me, perché sapevo che era vivamente e con ragione desiderata da tutti i vissani.”.








