La polstrada di Città di Castello ha intercettato un camion di Perugia con a bordo l'apparecchiatura per falsificare i dati di velocità e percorrenza
camion

Oltre che a dover subire infiltrazioni malavitose l’Umbria sta subendo anche influenze negative che vengono dalle stesse zone dove impera mafia, camorra e ‘ndrangheta.
Alcuni mesi fa alcuni servizi televisivi avevano messo il luce il fenomeno dei tachigrafi truccati sui Tir.
Il trucco consente di falsificare la reale velocità del veicolo e le ore trascorse alla guida di autoveicoli industriali,  poste a tutela non tanto dei guidatori e proprietari dei camion quanto degli altri automobilisti ed utenti della strada che li incrociano.

Le imprese dell’Umbria non hanno disdegnato di accodarsi al sistema truffaldino e così si spiegano tanti Tir che corrono a velocità elevate, magari scodinzolando per autisti ben poco saldi al volante, anche sulle strade umbre con targa di casa.

Uno di questi, con alla guida un 44enne altotiberino è stato sorpreso dalla polizia stradale di Città di Castello con a bordo l’apparecchiatura pirata. Il tir  è di proprietà di un’azienda perugina.
1600 euro per il conducente, oltre al ritiro della patente e la decurtazione di 10 punti, e  circa 800 euro per il proprietario, sono multe e sanzioni che non fanno ben sperare sulla futura diminuzione dei rischi che si incrociano sulle strade.

condividi su: