L’Enel l’ha spuntata e la Regione dell’Umbria ha dato il suo ok al programma di miglioramento ambientale concordato e già condiviso dalle altre amministrazioni locali, all’insegna del “ chi vivrà vedrà”.
Di fatto per rendere le prestazioni della centrale esattamente rispondenti agli indirizzi europei sulle emissioni degli impianti industriali, bisognerà attendere, se tutto va bene, almeno otto anni.
L’ENEL, infatti, dovrà presentare, entro 5 anni dal rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), un ulteriore piano di adeguamento della Centrale di Gualdo Cattaneo alle “migliori tecniche disponibili”, da realizzare in tre anni.
La decisione conferma che un ulteriore miglioramento è tecnicamente possibile, ma evidentemente il "ricatto" dell’Enel che intende risparmiare risorse per impegnarsi sul nucleare italiano ha funzionato ottenendo ben 5 anni per pensare quel che già esiste nel mondo.
La motivazione politica della scelta è stata fornita dall’assessore regionale Rometti per il quale: “dal punto di vista energetico la centrale “Pietro Vannucci” costituisce, con la centrale di Pietrafitta, uno dei fondamentali centri di produzione su cui si basa il pareggio del bilancio elettrico dell’Umbria.
L’autosufficienza energetica costituisce uno degli obiettivi strategici individuati dal Piano Energetico Regionale e in questa esigenza risiede l’importanza che esso attribuisce al contributo fornito proprio dalla centrale di Gualdo Cattaneo che, però, non rappresenta solo un elemento chiave dello scenario energetico regionale, ma svolge anche un ruolo economico e sociale nella sua funzione di polo di know-how tecnico e di realtà produttiva capace di dare impulso economico ed occupazionale ad una porzione di territorio regionale altrimenti marginale”.
Di conseguenza per Rometti: “Era ormai necessario prevedere nel medio e nel lungo termine un progetto di aggiornamento e riqualificazione delle soluzioni tecnologiche adottate nella centrale di Gualdo Cattaneo.
Avevamo già condiviso un programma in grado di ottimizzazione la gestione corrente dell’impianto attraverso una serie di sostanziali miglioramenti sul versante della tutela ambientale.
Ora si aggiunge anche l’obiettivo di assicurare all’impianto quei requisiti tecnici e funzionali a garantirne l’operatività in una prospettiva più lunga.
Di conseguenza, la proposta di richiedere all’ENEL l’elaborazione, nell’arco di 5 anni, di un piano finalizzato a rendere le prestazioni della centrale esattamente rispondenti agli indirizzi europei sulle emissioni degli impianti industriali produrrà un ulteriore beneficio ambientale e appare ragionevole sia nella tempistica, sia per gli investimenti richiesti”.








