Sono ancora da chiarire i motivi per cui, meno di due mesi fa ad Acquasparta deragliava un treno della Ferrovia Centrale Umbra .
Ma una cosa è certa: non ci sarebbe stato un errore umano da parte dei macchinisti.
Gli esami medici sul personale hanno confermato che erano in regola con le prescritte visite mediche.
Il treno – secondo la lettera della zona elettronica del rotabile effettuata dalla Polfer – procedeva ad una velocità di 46 chilometri all’ora ben al di sotto alla velocità massima consentita.
Infine il personale a bordo si è prontamente attivato per richiedere i soccorsi e prestare le prime attenzioni ai passeggeri coinvolti nel deragliamento"alcune decine di passeggeri.
Lo ha affermato l’assessore provinciale ai trasporti, Luciano Della Vecchia dopo aver ha incontrato i vertici di Umbria Tpl – guidata da Giovanni Moriconi – e con gli ex amministratori e tecnici della Fcu per avere un quadro esauriente sul deragliamento di Acquasparta:
Secondo l’assessore Della Vecchia “la tesi dell’incidente sarebbe legata ad un cedimento del terreno a causa della sua argillosità oltre che alle problematiche legate alle traversine dei binari di legno.
Sarà cura dell’ente proprietario avviare il processo di sostituzione delle traversine da quelle in legno a quello in ferro per tragitto di 30 Km su 130 totali”.
Il deragliamento di Acquasparta però ha fatto scattare un nuovo giro di controllo “su tutto il sistema ferroviario della Fcu con mezzi altamente tecnologici”.
“Voglio ribadire al Consiglio – ha concluso l’assessore Della Vecchia – che Umbria Tpl ha confermato la volontà di potenziare e investire sul trasporto su rotaia, considerato importante per molte migliaia di pendolari umbri. Come Provincia stiamo lavorando con la Regione per costruire nuove sinergie affinché la rotaia sia potenzia e resa più sicura”.
Il luogo dell’incidente è stato oggetto di un lavoro di ripristino e di messa in sicurezza della rotaia.










