Preoccupata analisi della Filca Cisl che teme il ricorso alla cassa integrazione
calcestruzzo-impianto

Dopo il commissariamento, anno 2008, la situazione della Ediltevere a Pantalla di Todi è ad una svolta.
L’impresa stessa ha subìto negli ultimi anni l’influenza negativa della crisi economica finanziaria che ha interessato tutti i settori produttivi del manifatturiero e soprattutto il comparto delle costruzioni.
Comparto nel quale l’azienda Ediltevere è stata presente con risultati da un punto di vista economico ed occupazionale ottimi, per circa 40 anni.
La crisi si è fatta sentire con particolare intensità nel settore dell’edilizia ed in Umbria con ancora maggiore negatività causando forti contraddizioni in questo ambito sul fronte delle gare d’appalto, della regolarità contributiva, dei pagamenti , della mancanza di liquidità e in alcuni casi della fallimentare gestione aziendale.

La miscela degli elementi sopra elencati hanno causato una deflagrazione del sistema. Questa in estrema sintesi è la cornice all’interno della quale si inquadra, secondo la  Filca Cisl, in termini generali la crisi dell’Ediltevere.
"L’azienda ha risposto alle bordate della crisi con una strategia di sistema cercando, attraverso la cessione di alcuni rami d’azienda di sopportare l’imponente impegno finanziario.
Le OO.SS. ed i lavoratori hanno condiviso e favorito tale percorso per un motivo fondamentalmente giusto, la salvaguardia dei livelli occupazionali e salariali, che nelle operazioni già effettuate questi risultati hanno sortito (calcestruzzo, conglomerati bituminosi e frantumazione-trasporto inerti).

Ulteriori e più profonde preoccupazioni sono incominciate ad affiorare da quando l’Ediltevere ha iniziato le trattative per la cessione dell’ultimo ramo d’azienda (infrastrutture) , con una importante azienda della edilizia civile che da anni opera nel territorio regionale e nazionale.
Quest’ultima non riuscirà ad assorbire  tutta la manodopera eccedente rispetto alle ultime operazioni. Parliamo di circa 40 esuberi.
Il 23 marzo 2011 si è svolto un confronto diretto con la dirigenza aziendale rappresentata dal presidente Dott. Vittori Antisari, che le OO.SS. ed i lavoratori hanno voluto con gran forza. I lavoratori oltre ad aver espresso grande preoccupazione per il loro futuro occupazionale, con coraggio e determinazione hanno posto sul tavolo diversi problemi organizzativi che negli ultimi tempi e rispetto al regime di crisi nel quale si sta lavorando hanno fatto emergere diverse contraddizioni.
L’assunzione di alcuni operai e regimi di orario estremamente gravosi per alcuni quando altri sono fermi in attesa di lavoro, sono gli elementi che con maggiore veemenza sono emersi come problemi da dover affrontare e risolvere nell’immediato."
L’organizzazione sindacale ha dichiarato che "Abbiamo potuto constatare non con poca meraviglia che di tale situazione il presidente era sommariamente informato. Abbiamo  per contro apprezzato la volontà di risolvere tali incongruenze. Le OO.SS. con l’aiuto dei lavoratori hanno già predisposto un elenco di tutti i lavoratori con rispettive mansioni e anzianità dal quale attingere per la ridistribuzione più equa del lavoro rimasto. 

In questi ultimi giorni di marzo e i primi del prossimo mese saremo tutti impegnati nel capire quale soluzione si potrà dare ad un problema che apre necessariamente un nuovo confronto con urgenze nuove, far fronte ad una emergenza occupazionale, ed interlocutori nuovi, quelli istituzionali quali Comune e Regione.
Sembra che comunque all’orizzonte ci sia la necessità inevitabile di far ricorso alla cassa integrazione, su quale forma eventualmente  si stabilirà nei prossimi incontri. "         

 

condividi su: