Se veramente in Italia arriveranno i 50mila profughi politici previsti, alla regione ne toccheranno al massimo 800, ma al momento a Lampedusa ne sono sbarcati solo un paio di migliaia
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Il Governo ha deciso di inviare in Umbria 800 extracomunitari, una percentuale dell’88,2% dei 50.200 da distribuire contro una percentuale media nazionale, Abruzzo escluso, dell’ 84,7%
Ma tale numero si riferisce a rifugiati che attualmente a Lampedusa sono arrivati in numero estramamente ridotto ( circa 2.000).

Per gli altri sbarcati in Italia, la Regione Umbria, come già anticipato nei giorni scorsi, non ha dato alcuna disponibilità – nel corso del vertice svoltosi ieri a Roma, a Palazzo Chigi tra Governo e Regioni sull’emergenza profughi, al quale è intervenuta la vicepresidente della Regione Umbria –  ad accogliere cittadini extracomunitari in condizione di "clandestinità".
Tale decisione è stata determinata dall’assenza nel territorio regionale di alcun Centro di identificazione ed espulsione (CIE), non è dunque previsto l’arrivo in Umbria di “clandestini”.
Così come definito nell’accordo di ieri tra Governo e Regioni, anche l’Umbria accoglierà invece, gli eventuali profughi o cittadini oggetto di “protezione umanitaria”, nelle forme che sono state decise nel corso del recente “tavolo emergenza profughi”, convocato dalla presidente della Regione Umbria con i rappresentanti di Anci Umbria, Upi Umbria e la Caritas.
Gli eventuali invii in Umbria di profughi saranno in ogni caso decisi dal Ministero degli Interni che, per il tramite delle Prefetture di Perugia e Terni, informerà la Regione.
Al momento, comunque, non vi è stata da parte del Ministero alcuna comunicazione in merito.
La Regione, assieme a Provincie, Comuni e la Caritas umbra sta comunque proseguendo nel lavoro di predisposizione del programma di accoglienza degli eventuali profughi che saranno assegnati  all’Umbria.

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