Bufala sicuramente la notizia che sia stato “previsto” da uno scienziato morto da decenni.
Tuttavia la Protezione civile è stata costretta a cercare di arginare la psicosi pubblicando sul suo sito web un intero dossier dedicato al temuto sisma, con tanto di domande e risposte.
Cosa che ha amplificato la risonanza perchè la protezione Civile ha potuto solo smentire che allo stato delle conoscenze è impossibile prevedere alcunchè.
Probabile quindi per l’11 maggio che qualcuno si faccia un week end fuori dalla città eterna.
Ma il bacino del Mediterraneo non è molto tranquillo e il terremoto che ha colpito con una magnitudo 4.2 la Grecia (175 km E Thessaloníki, 99 km SE Kavála 32 km NW Mírina) stamattina poco prima delle 11 ( ora locale) ne è un esempio.
Il 20 di questo mese due scosse, di magnitudo 3.2 e 3.5, avevano colpito in una zona del Mare Adriatico di fronte alle coste croate.
Per il resto la rappresentazione grafica dei movimenti sismici delle ultime 48 ore, ricopre interamente con cerchi rossi ( gli epicentri), la zona della Grecia e del mare Egeo
E proprio su quel mare, dove è stata localizzata la scossa di stamattina è al centro dell’attenzione dei sismologhi.
Gli scienziati avrebbero, infatti, individuato una corrispondenza storica tra le principali fasi di attività sismogenetica nei Balcani, in Grecia e in Italia dove la maggior parte dei terremoti negli ultimi 400 anni, si è verificata durante o subito dopo l’attività parossistica nel fronte greco-albanese.
Ma da un po’ di tempo la sismicità profonda più intesa (magnitudo superiore a 7,5° Richter) sembrerebbe essere in forte ritardo sotto l’Egeo e questo non lascia tranquilli gli scienziati né sul fronte dell’arco calabro né lungo la dorsale appenninica.








