La povertà aumenta in Umbria e nella media valle del Tevere e sono “sempre più nuclei familiari e singoli senza fissa dimora italiani in stato di povertà estrema che si rivolgono quotidianamente alla Comunità di vita solidale di Pantalla per chiedere aiuto, perché non hanno un letto per dormire e un pasto caldo da mangiare. Le nostre quattro case di accoglienza sono piene e non c’è posto per altri fratelli che hanno bussato alla porta“.
La segnalazione è del Diacono Franco Emili a capo della Comunità della frazione di Todi che fa anche constatare che "sono quasi tutti italiani del comprensorio umbro”.
La situazione è decisamente peggiorata con l’arrivo dei profughi provenienti dall’Africa e recentemente smistati nelle varie regioni, compresa l’Umbria. Per il responsabile della comunità, quindi “è importante mettere a disposizione strutture per l’accoglienza dei profughi, ma senza dimenticarsi dei nostri poveri che abbiamo in casa. È come se un padre di famiglia per accogliere un profugo cacciasse da casa un figlio.
Il Vangelo ci insegna di accogliere il forestiero amandolo come un figlio, ma senza voler creare polemiche penso che il tema debba essere affrontato con molta sensibilità ed urgenza da parte di tutti gli addetti ai lavori. Lasciando da parte in questi casi la politica, creddo che la Chiesa debba in primis farsi carico del problema".






