Nuova puntata nella vicenda del riconoscimento delle invalidità civili in Umbria.
Stavolta, dopo le proteste delle Usl, scendono in campo le organizzazioni sindacali e non.
A Perugia, oggi, dalle ore 10, davanti alla sede regionale dell’Inps, in via Canali si tiene un sit in di protesta degli invalidi civili contro i disservizi derivanti dalla nuova procedura telematica, fortemente voluta dall’Inps, introdotta per decreto dal 1° gennaio 2010.
L’iniziativa, promossa dall’Inca Cgil e dal Coordinamento di associazioni umbre per il rispetto dei diritti delle persone con disabilità (cui hanno aderito, fra gli altri la Federazione italiana per il superamento dell’handicap, il Forum del terzo settore, la Lega dei consumatori, Cittadinanza Attiva, Acu, Tribunale dei diritti del malato, Unione nazionale consumatori, oltre ai sindacati pensionati di Cgil, Cisl e Uil) è rivolta anche contro quella che viene ritenuta “ la campagna diffamatoria orchestrata da alcuni settimanali e quotidiani con l’avallo dell’INPS, che tende a far transitare l’idea che l’Umbria sia il Paradiso dei Falsi Invalidi “
“Denunciamo l’assoluta non veridicità di queste affermazioni – spiegano gli organizzatori della protesta -, dovute ad un modo falso di fare statistica. Ma soprattutto contestiamo la strisciante operazione culturale che vuole minare dalle fondamenta la normativa in materia, stravolgendo di fatto i principi ispiratori della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.
“Delle 417 indennità revocate in Umbria nell’anno 2010, pari all’8,4% dei 3857 casi esaminati (e non al 47% come dice Panorama), il 50% riguardava malati oncologici, sottoposti a trattamenti chemioterapici, in seguito fortunatamente guariti.
Sul rimanente 50% si aprirà un contenzioso giudiziario, di cui si vedranno gli sviluppi”, affermano ancora i promotori del sit in.“
“Così può accadere – concludono i promotori della protesta -, come è effettivamente accaduto, che un giovane cerebroleso di bell’aspetto si veda togliere l’indennità di accompagnamento perché ‘non sembra un malato’, o che decine di persone vadano a sottoporsi a visita Inps in ambulanza, viste le loro ‘ottime’ condizioni.
E si continuano a sottoporre a visita disabili dalla nascita e a chiedere le mappe cromosomiche a persone affette da sindrome di Down. Esiste un diritto dei disabili che non può essere abbattuto dal fuoco delle bugie”.








