Cresce l’allarme per quella viene chiamata infezione da cetriolo spagnolo, una attribuzione di responsabilità che potrebbe essere errata.
Da un lato, infatti, nella zona di produzione del cetriolo incriminato a Malaga, non si registrano casi e la gente prosegue indisturbata a mangiare l’ortaggio.
In secondo luogo non si è proprio sicuri che sia il cetriolo ad aver portato l’infezione e l’attenzione si sta estendendo ad altri ortaggi e verdure.
La Spagna, per voce del ministero della Sanità Aguilar, si difende dichiarando che "non c’è alcuna prova" che la contaminazione sia partita da loro , anche se in via precauzionale ha avviato un’inchiesta, come si sostiene in Germania che ha coinvolto anche l’Olanda.
Sta di fatto che ci sono stati fino ad ora 10 morti e 270 persone infettate in Germania.
Diversi casi di contagio anche in Svezia, Danimarca, Austria, Olanda, Gran Bretagna, Svizzera, Francia.
Per gli esperti dell’Ecdc, il centro europeo prevenzione e controllo, è la peggiore epidemia che si sia mai verificata da batterio E.Coli VTE 0104, che in certi casi porta la cosiddetta sindrome emolitica uremica(HUS) e da qui raramente anche alla morte.
In verità l’inquinamento, sia a carico del cetriolo che di altri ortaggi e frutta, potrebbe essere avvenuto lungo il trasporto per difetti di conservazione e considerate le colonne di camion che si utilizzano non sarà facile trovare la fonte dell’infezione che potrebbe estendersi seguendo i percorsi di tali mezzi che magari potrebbero essere utilizzati per il trasporto di altri generi e con destinazioni le più diverse.
In questo caso i controlli si dovrebbero concentrare sui magazzini e sui mezzi di trasporto utilizzati.
Ma i dati sui decessi segnalano una netta prevalenze di donne.
L’ipotesi più plausibile è che l’infezione batterica si acquisisca nella fase di manipolazione degli alimenti, probabilmente – ove dovesse trattarsi dei cetrioli – quando si procede a sbucciarli ed ovviamente nei casi in cui venga consumato intero, cioè con la buccia.
Indispensabile quindi manipolare gli alimenti freschi con molta cautela e soprattutto lavare e disinfettare le mani prima di toccare altri cibi o portarsi le mani al viso o alla bocca.
In Italia, intanto, per il presidente Codacons, Carlo Rienzi è indispensabile, «effettuare controlli stringenti su tutta l’ortofrutta diretta in Italia e proveniente dalla Spagna e dall’Olanda.
Queste misure – secondo Rienzi – sono necessarie per evitare il diffondersi del pericoloso batterio anche nel nostro Paese». L’associazione invita infine «i cittadini a verificare con attenzione la provenienza degli alimenti, obbligatoria su tutte le etichette di frutta e verdura».








