In Africa, America centrale e del Sud milioni di persone sono spinte ad abbandonare i loro villaggi ed il loro paese da una terribile malattia trasmessa da una mosca, malattia che si può eradicare, come lo è stato in Colombia ed Ecuador
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Quanti amano le vacanze in paesi lontani spesso vedono solo la faccia bella della realtà locale.
Una realtà che invece, sia essa bella o brutta, molti degli abitanti locali non vedono più.
Il problema potrebbe sembrare che non interessi né il turista italiano né l’italiano che le sue vacanze se le fa nella penisola.
Ma in tempo di globalizzazione non c’è modo da stare tranquilli: troppe merci, mezzi e persone si muovono tra il nord ed il sud del mondo, impossibile controllare tutto e poi il clima cambia e cambiano anche le condizioni in cui sopravvivono o no animali esotici o certi tipi di insetti che pur piccoli possono essere la causa prima di quelle migrazioni di persone che tanto spaventano.

In Africa e America del Sud c’è una malattia, l’oncocercosi, conosciuta anche come cecità fluviale, che provoca un intenso prurito, dermatiti e lesioni oculari che portano alla cecità.
La malattia è provocata da un parassita filariforme,  l’Onchocerca volvulus ed è trasmessa all’uomo dalla puntura di una piccola mosca nera che vive soprattutto in fiumi dallo scorrimento veloce.  
Le larve una volta nel corpo dell’uomo migrano verso l’occhio per poi morire lì, provocando infiammazioni e cicatrizzazioni causa di disabilità visive e cecità.
L’aspettativa di vita di una persona che diventa cieca in aree endemiche può essere ridotta di circa 10 anni.

A livello mondiale l’oncocercosi è la seconda causa di cecità di origine infettiva.
La cecità fluviale ha un impatto devastante non solo a livello del singolo ma anche della collettività
La vita di molti villaggi si svolge lungo le rive di fiumi: qui si viene a pescare, a fare il bagno, a lavare le proprie cose e ad attingere l’acqua.
Tuttavia, per colpa della paura del contagio le popolazioni abbandonano quei villaggi rifugiandosi ai margini delle città e quindi ipotecando un futuro spesso di povertà e non di rado emigrano anche verso l’Europa. 
In Africa, ma anche in molti Paesi dell’America Centrale e del Sud, ha già colpito 18milioni di persone
, provocando difetti alla vista a 800 mila persone e rendendone cieche 270 mila. Ma sono cento milioni quelli che, secondo l’OMS, sono a rischio di contrarre l’infezione.

Fortunatamente c’è anche chi non pensa solo al suo “orticello” ed in più ha la vista lunga e cerca di arginare i fenomeni già da quando si manifestano lontano dal suo orto.
Con un’iniziativa che non ha eguali e dal 1987 è stata scritta una bella pagina della storia della medicina: la donazione di un farmaco, il Mectizan, da parte di una multinazionale, la Merck. Una donazione senza data di scadenza: perché il farmaco sarà donato gratuitamente per tutto il tempo necessario ad eradicare la malattia.
La casa farmaceutica Merck, conosciuta in Italia con il nome MSD, attraverso il suo specifico Programma di Donazione, fornisce gratuitamente il Mectizan, l’unico prodotto che si è mai dimostrato efficace nella lotta all’oncocercosi – ma anche alla filariasi linfatica – grazie al principio attivo ivermectina.

Il farmaco non è mai stato commercializzato, neppure una confezione. Una decisione senza precedenti che la Merck ha preso sin dall’inizio perché si è subito resa conto di avere in mano un prodotto di grande efficacia ma destinato ad una popolazione che non sarebbe mai stata in grado di acquistarlo. 
Il Programma di Donazione Mectizan è la più significativa e longeva partnership pubblico-privato al mondo e rientra in un lungo impegno dell’Azienda in oftalmologia, un impegno che dura da oltre 50 anni.
Obiettivo: l’eradicazione della malattia entro il 2020. Obiettivo raggiungibile se si pensa che nel 2007 la Colombia è stato il primo Paese ad avere sconfitto la malattia, e che l’Ecuador ha raggiunto lo stesso risultato pochi mesi fa.

 «Continueremo a rispettare l’impegno preso nel lontano 1987 e a donare Mectizan a tutti coloro che ne hanno bisogno fino a quando questa devastante malattia non sarà eliminata in tutti e 33 i Paesi nei quali è endemica» afferma Pierluigi Antonelli, Presidente e Amministratore Delegato di MSD Italia. «Una decisione che rispecchia il senso di responsabilità della Merck e la sua convinzione che scienza e ricerca debbano essere, in primo luogo, al servizio della Società.
I successi di Colombia e Ecuador non fanno che rafforzare la nostra convinzione che l’eradicazione dell’oncocercosi sia un obiettivo non solo possibile, ma anche molto vicino».
 
Il Mectizan Donation Program ha distribuito oltre 850 milioni di trattamenti, pari a 3,5 miliardi di dosi, raggiunto 110 milioni di persone ogni anno in 33 Paesi per un valore di oltre 5 miliardi di dollari.
il 34 per cento della popolazione in America Latina non è più da considerarsi a rischio di contrarre la cecità fluviale. Il Mectizan viene somministrato una sola volta all’anno, un dettaglio non trascurabile in queste zone disagiate.
 Recentemente, l’Azienda ha annunciato la sua volontà di continuare il cammino intrapreso avviando un programma della durata di otto anni a supporto dell’African Program of Onchocerciasis Control (APOC) attraverso un’ulteriore donazione di 25 milioni di dollari.
 

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