Lo chiede il Sindaco di Massa Martana dopo il nuovo suicidio dal ponte ed i tentativi sventati all'ultimo momento
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Dopo il Ponte delle Torri di Spoleto, anche il viadotto di Castelvecchio sulla strada che doveva essere un collegamento veloce tra la valle del Tevere umbro e la valle del Topino,ma che è rimasta incompiuta anche se transitata, rischia di divenire un’attrazione fatale per chi ha idee suicide.
Il recente suicidio di un giovane diciannovenne di Giano dell’Umbria, non è l’unico tragico episodio da quel ponte.
Era il giugno del 2008, quando un uomo di 40 anni di Gualdo Cattaneo si tolse la vita lanciandosi nel vuoto sempre dal Ponte della Fonnaia di Castelvecchio, da non confondere con l’antico ponte romano Fonnaia risalente al 220 a. C. ubicato a Sud sul confine fra i comuni di Massa Martana e Acquasparta.
Qualche giorno fa, anche una donna di Bastardo aveva pensato di buttarsi giù dal viadotto di Castelvecchio, ma poi non ha più staccato le mani dal guard rail: chi l’ha dissuasa dal compiere l’estremo gesto ha riferito che, in mano, teneva alcune fotografie dei suoi figli.

Per questo il sindaco di Massa Martana, Maria Pia Bruscolotti ha scritto ieri una lettera al presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi e all’assessore provinciale alla Viabilità, Domenico Caprini, in cui chiede loro di intervenire urgentemente per mettere in sicurezza lo stesso viadotto.

«Occorre posizionare quanto prima», afferma Bruscolotti, «delle alte protezioni ai lati del ponte, delle reti invalicabili o qualcosa di simile che impediscano tali pericolosi scavalcamenti. I guard rail sono bassi, forse nemmeno più sufficienti per i moderni autoveicoli che oggi percorrono il rettilineo del ponte a velocità sostenuta. In ogni caso», conclude Bruscolotti, «ritengo che vadano fatte delle verifiche e presi degli accorgimenti.
E al più presto».

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