Nel 1421 un lascito di Lorenzo de Leoni de Manni rese possibile l'assistenza ospedaliera agli infermi a: Todi, Marsciano, Fratta Todina, Monte Castello di Vibio, Collazzone, Massa Martana, Deruta, Gualdo Cattaneo, Baschi, Acquasparta e Montecastrilli
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Se l’ospedale comprensoriale della Media Valle del Tevere umbro ha da avere un ulteriore nome, come richiedono alcuni, sembra chiara l’opportunità che tale nome sia unanimemente condiviso onde evitare polemiche d’ogni tipo.
Il presupposto per la condivisione sembra essere una personalità che abbia operato per tutta la comunità della valle, che abbia svolto un ruolo importante nella sanità ospedaliera e che la cui memoria sia così antica da non richiamare alle mente competizioni campanilistiche o politiche.

Sembra, messa così, una missione impossibile per l’Ospedale di Pantalla, ma un uomo che ha creato l’assistenza ospedaliera a favore delle popolazione che vanno da Marsciano a Todi, da Collazzone ad Acquasparta, da Baschi a Gualdo Cattaneo, da Massa Martana a Deruta, da Fratta Todina a Montecastrilli ed a Montecastello di Vibio, c’è stato e nessuno più di lui, semmai, ha il diritto d’essere ricordato.
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Per le popolazioni di quel territorio, tal Lorenzo di Leone di Manni fece un lascito da cui nacque il primo ospedale della zona che curava gratuitamente gli infermi. Tutto ciò era scritto, nero su bianco, negli statuti.
Era il lontano 1421
e al tempo l’ospedale fu detto di Santa Caterina delle Ruote, ma anche questo nome fu dimenticato e confuso, fin tanto che negli emblemi divenne nei tempi moderni Santa Caterina della Scala.

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