La sperimentazione, condotta da Giovanni Scapagnini, insegnante di biochimica clinica all'universita' del Molise, ha interessato 1.052 pazienti
alzheimer

Gli inviti pressanti del mondo scientifico a salvare la biodiversità ed evitare i pericoli che si annidano nell’inquinamento delle acque trovano il sostegno di una notizia che dà qualche ulteriore speranza per i malati di Alzheimer.
E’ infatti estratta dalle alghe marine l’omotaurina, una molecola naturale  che avrebbe la particolare capacità di difendere il cervello e l’ippocampo contro l’effetto neurotossico della proteina beta amiloide, quindi utile nella prevenzione dell’Alzheimer e di altre malattie neurodegenerative.

La ricerca, condotta da Giovanni Scapagnini, insegnante di biochimica clinica all’universita’ del Molise, e presentata al Sanit a Roma, ha interessato 1.052 pazienti tra Europa e Stati Uniti colpiti da Alzheimer lieve o moderato.
E’ stata somministrata per 78 settimane
, due volte al giorno, una dose variabile di 100 mg e 150 mg".
Il risultato sarebbe stato che l’omotaurina e’ in grado di far registrare un miglioramento dello stato cognitivo ed ha la capacita’ di proteggere i pazienti dalla progressiva perdita della memoria.
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