Le risposte dei tuderti al questionario diffuso nei mesi scorsi dal Partito democratico con i giudizi sull'Amministrazione Ruggiano e l'indicazione delle priorità da affrontare nel prossimo futuro
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Cosa pensano della loro città i tuderti? Come vogliono che venga amministrata? Quali sono le priorità da affrontare? Sono in qualche modo queste le "madri" di tutte le domande della "campagna di ascolto" promossa del Partito democratico di Todi  guidato da Carlo Rossini. Un’operazione che, partita qualche mese fa con la distribuzione dei questionari a tutte le famiglie residenti, ha ora dato alla luce le attese risultanze, presentate martedì 21 giugno dopo l’annunciata fase di rielaborazione statistica.
Al di là del soggetto promotore (un partito all’opposizione) e delle finalità dichiarate (la campagna elettorale per le elezioni comunali del 2012) – elementi che si presume abbiano inciso nel bene e nel male sui livelli e modi di partecipazione – l’iniziativa offre un ampio spaccato del "sentito" cittadino, interessante ed utile, non solo al Pd, per cercare di vedere la Todi di oggi e prefigurare meglio quella che si vorrebbe.
A supportare la consistenza dei dati diffusi – riassunti nelle schermate proposte nell’allegata galleria fotografica – c’è innanzitutto il campione piuttosto ampio dei questionari raccolti: 628. Hanno risposto persone residenti in 11 diverse macrozone del comune, il 55% uomini e il 45% donne, con un’età media di 44 anni (29% under 30, 24% over 60).
Alla prima domanda, in assoluto la più "politica", riferita ai passi in avanti o all’indietro fatti da Todi negli ultimi anni di governo del centrodesta, il 47% ha risposto che è arretrata, il 49% che è rimasta ferma e soltanto il 4% che è progredita (un esito questo, va detto, quasi scontato, essendo lecito pensare ad una maggiore adesione di simpatizzati del Pd rispetto all’universo politico cittadino).
Superato questo primo "scoglio" sono numerose e variegate le indicazioni che emergono dalle risposte degli intervistati: sul contenuto da dare alla definizione di "Todi città ideale"; sulle attività su cui puntare per rilanciare l’economia; sui servizi da potenziare; sulla gestione dell’accesso al centro storico (tutte le risposte sono nella galleria fotografica).
Domande con risposte multiple si alternano nel questionario a quesiti più secchi: la promozione turistica è adeguata? (sì per il 13%, no per il 68%); il Todi Festival può ancora contribuire allo sviluppo della città (per il 55% sì, per il 45% non più); la raccolta differenziata va incrementata (per l’82% sì, per il 10% non c’è bisogno).
Un altro passaggio interessante è riferito al miglioramento del trasporto pubblico, con richieste di maggiori collegamenti verso il nuovo ospedale, tra il centro storico ed il parcheggio, tra frazioni e città nonchè con la stazione ferroviaria. Dalle risposte al quesito successivo viene fuori invece l’elenco dei bisogni evidenziati nelle diverse zone del comune: strade e marciapiedi, pulizia e cura del verde, sicurezza, eccetera.
Domanda finale con risposta aperta, infine, per raccogliere suggerimenti in libertà: in questo caso, tra quelle riportate (vedi galleria), vi sono soprattutto delle indicazioni al Pd – estendibili a tutta l’opposizione – sul comportamento e le strategie da seguire.
La "campagna di ascolto", al di là delle diverse valutazioni politiche che seguiranno, sembra aver dunque prodotto un primo terreno perimetrato sul quale il Partito democratico e la coalizione di centrosinistra – i cui partiti hanno tenuto un nuovo "summit" martedì notte –  potranno iniziare a costruire il percorso verso le elezioni del 2012.

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