La storia si ripete, qualche volta in modo comico.
Cinquanta e più anni fa i maestri picchiavano gli alunni sulla schiena con una bacchetta di bambù quando li vedevano piegati sui banchi e la spiegazione era che questo gli faceva bene: non avrebbero preso una postura sbagliata.
Ora stando ai risultati degli ultimi studi dei ricercatori dell’Istituto di Neurologia dell’Università Cattolica-Policlinico Gemelli di Roma, diretti da Paolo Maria Rossini, il telefono cellulare t’arricchisce il cervello.
Gli studiosi italiani affermano che i telefonini avrebbero la capacità di accrescere l’eccitabilità dei neuroni, soprattutto di quelli che si trovano in prossimità dell’antenna e sarebbero utili alla prevenzione di alcune patologie cerebrali come l’Alzheimer.
In pratica, “elettrizzano” il cervello e modificano l’attività cognitiva, facendo in modo che alcuni processi addirittura migliorino.
I ricercatori hanno sottoposto alcuni soggetti a dei test cognitivi sottoponendoli nel contempo a un encefalogramma e hanno poi esposto il loro cervello alla stimolazione GSM legata ai telefoni cellulari.
Secondo Rossini, l’esposizione al GSM può "in qualche maniera migliorare l’efficienza neurale", attraverso la modulazione delle frequenze alfa del cervello, incaricate all’attenzione e alla concentrazione e influenzate in maniera positiva dalle elettromagnetiche dei cellulari.
"Quello dei cellulari potrebbe essere un effetto positivo, per esempio, in situazioni in cui l’obiettivo sia aumentare l’eccitabilità del cervello di un soggetto malato".








