La questione delle pratiche di invalidità civile in Umbria e segnatamente nel territorio di competenza della Usl 2 di Perugia ha avuto un salto polemico dopo che il consigliere regionale Zaffini ha di fatto sposato le tesi dell’Inps e per di più ha fatto apprezzamenti non lusinghieri sull’operato della azienda sanitaria.
La risposta della Usl2 non poteva mancare, visto che Zaffini ha sostenuto che i disagi sono imputabili esclusivamente alle Aziende Sanitarie ed in particolare all’usl n.2 di Perugia, ritenendo inoltre che l’INPS abbia operato con efficienza ed efficacia.
La risposta della Usl2 non poteva mancare, visto che Zaffini ha sostenuto che i disagi sono imputabili esclusivamente alle Aziende Sanitarie ed in particolare all’usl n.2 di Perugia, ritenendo inoltre che l’INPS abbia operato con efficienza ed efficacia.
”Le certezze del Consigliere Zaffini sono tali da spingerlo a formulare affermazioni gravissime, assolutamente gratuite, non corrispondenti alla realtà dei fatti, utili solamente per arrecare confusione e ulteriore disagio per la cittadinanza.
Purtroppo, per la popolazione umbra e per gli operatori dell’usl che lavorano quotidianamente anche per tamponare le criticità delle procedure INPS, le certezze sono decisamente contrarie a quelle rappresentate" in un articolo sulla stampa cartacea.
Veniamo ai fatti:
Veniamo ai fatti:
– la procedura informatizzata INPS ha subìto un avvio assai stentato mettendo in grave difficoltà sia gli uffici invalidi civili dell’Azienda Sanitaria n.2, sia le commissioni mediche che inizialmente hanno provato ad utilizzarla.
Molte domande di accertamento non vengono acquisite dalla procedura INPS e solamente dopo tanto tempo, vengono calendarizzate dalle Aziende Sanitarie in seguito a sollecitazione provenienti dai cittadini o degli Enti di Patronato;
Molte domande di accertamento non vengono acquisite dalla procedura INPS e solamente dopo tanto tempo, vengono calendarizzate dalle Aziende Sanitarie in seguito a sollecitazione provenienti dai cittadini o degli Enti di Patronato;
– Solamente in seguito a forti sollecitazioni operate anche da altre regioni del centro nord Italia, l’INPS nazionale ha consentito alle Aziende Sanitarie di poter optare per “l’applicazione operativa informatizzata” condivisa, in maniera tale da permettere alle stesse il mantenimento delle precedenti modalità operative e la contestuale conversione dei dati sul sistema informatizzato INPS.
Sin da subito l’usl n.2 di Perugia ha fornito piena disponibilità per usufruire di tale opportunità, preoccupandosi tuttavia di non perdere quanto già inserito nella propria banca dati.
Sin da subito l’usl n.2 di Perugia ha fornito piena disponibilità per usufruire di tale opportunità, preoccupandosi tuttavia di non perdere quanto già inserito nella propria banca dati.
In realtà della effettiva e funzionante procedura condivisa della banca dati si è persa memoria perché non attivata dall’INPS, quindi l’usl n.2 di Perugia ha deciso di proseguire con il proprio programma informatico, per assistere i cittadini. Si tratta di una fonte importantissima di dati, indispensabili per un’Azienda che ha un compito istituzionale ben diverso da quello dell’INPS." che si è avventurato in un campo in cui la sua esperienza ed i suoi scopi erano limitati, mentre la informatizzazione della procedura in Umbria ha avuto inizio con un’esperienza proprio in quel di Todi ai tempi della Ulss media valle del Tevere, circa 20 anni fa.
– Anche altre Aziende Sanitarie della nostra regione non utilizzano la procedura informatizzata INPS per le gravi e croniche criticità che comporta.
Inoltre le criticità delle procedure INPS non si riscontrano solo in Umbria, ma riguardano l’intero contesto nazionale. I Dirigenti Regionali lo sanno perché presenziano da tempo alle conferenze Stato – Regioni e sono quindi consapevoli di quanto realmente accada.
Inoltre le criticità delle procedure INPS non si riscontrano solo in Umbria, ma riguardano l’intero contesto nazionale. I Dirigenti Regionali lo sanno perché presenziano da tempo alle conferenze Stato – Regioni e sono quindi consapevoli di quanto realmente accada.
– Infine è fondamentale ricordare un fatto: eventuali tempi lunghi per la definizione delle pratiche non sono imputabili ai comportamenti delle Aziende Sanitarie. L’Azienda Sanitaria lavora costantemente per accorciare le tempistiche e contenere i costi. Il numero delle Commissioni attive è irrilevante in quanto il costo di ogni singola commissione è calcolato a pratica definita, come previsto dalla legge regionale. Il numero attuale delle commissioni è irrilevante a fini economici ma consente di contenere i tempi di attesa per gli accertamenti in termini soddisfacenti.
Semmai la lunghezza delle procedure è riconducibile alla mancata integrazione delle commissioni da parte del medico INPS. Se fosse presente in commissione (cosa che avviene sporadicamente e senza regolarità), e se il parere medico – legale fosse condiviso ed espresso all’unanimità, il relativo verbale potrebbe essere validato in pochi giorni per poi essere trasmesso al cittadino.
Attualmente l’usl n.2 invia i verbali dopo sette giorni all’INPS, tuttavia siccome il medico dell’Istituto previdenziale non è presente in commissione e l’intera documentazione deve, ogni caso, essere inviata alla sede INPS di Roma per la definitiva verifica, inevitabilmente si causano allungamenti dei tempi e relativi disagi.
In riferimento a quanto precisato, rappresentare una realtà distorta, non solo non è corretto sotto il profilo deontologico – professionale, ma produce effetti contrari a quelli da tutti auspicati, ossia il confronto e il dialogo costruttivo, momenti sempre richiesti e sollecitati dalle Aziende Sanitarie attraverso i propri rappresentanti Regionali, e non raccolti dall’INPS.
Pertanto invitiamo il Consigliere Franco Zaffini a verificare, personalmente, quanto abbiamo precisato e spiegato. L’Azienda Sanitaria lavora in assoluta trasparenza e sarà lieta di aiutarlo a formularsi un’opinione più esatta e finalmente corrispondente alla realtà. “








