La Regione Umbria ha stanziato 80mila euro per nuove indagini ambientali nell'area
pianura-bastia

Si estenderanno anche al suolo le indagini ambientali nell’area compresa tra Assisi e Bastia Umbra dove è stato riscontrato un inquinamento da composti organo-alogenati (tetracloroetilene e tricloroetilene) nelle acque sotterranee. La Giunta regionale dell’Umbria ha garantito un finanziamento di 80mila euro al Comune di Assisi, quale capofila tra i due Comuni, attingendo alle risorse comunitarie del "Por Fesr". Il Comune di Assisi interverrà con un cofinanziamento di 20mila euro.
Il provvedimento "consentirà di effettuare il Piano di caratterizzazione ambientale e l’analisi di rischio, un insieme di attività propedeutiche alla realizzazione degli eventuali interventi di bonifica – spiega una nota della Regione – che saranno eseguite nei modi e con i metodi previsti dalla normativa nazionale, per approfondire gli studi già avviati dall’Arpa, l’Agenzia per la protezione ambientale, e dal Cnr non appena accertato l’inquinamento di alcuni pozzi privati e che hanno portato a individuare un’area contaminata con cinque focolai in località di Bastia Umbra e Assisi. Non è stato invece ancora possibile accertare i responsabili dell’inquinamento".
Con il Piano di caratterizzazione e l’analisi di rischio verranno ricostruiti i fenomeni di contaminazione, con campionature e analisi che interesseranno non solo le falde acquifere, ma anche il terreno. Sarà eseguita pure una ricostruzione delle attività produttive svolte nell’area. I risultati consentiranno di perimetrare l’area o le aree su cui effettuare gli eventuali interventi di bonifica, di ripristino ambientale e di tutela sanitaria così come di apporre eventuali vincoli.

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