Voto favorevole del Consiglio regionale dell’Umbria alla mozione sul riordino delle competenze e dell’esercizio delle funzioni in materia di bonifica, con il riconoscimento all’unanimità dell’esigenza di un’effettiva uniformità di trattamento contributivo fra tutti i cittadini umbri, impegnando la Giunta ad operare in questa direzione attraverso il proprio disegno di legge di disciplina delle funzioni in materia di tutela del territorio e di abolizione delle Comunità Montane.
Soddisfazione da parte del primo firmatario, il capogruppo regionale Prc-Fds, Damiano Stufara che sottolinea come l’Assemblea legislativa abbia posto le basi “per il superamento dell’annosa questione dei tributi imposti dai consorzi di bonifica, oggetto da tempo di forti proteste da parte della cittadinanza tenuta al loro pagamento. Si tratta – spiega Stufara – di una situazione a cui è possibile porre rimedio in tempi brevi, cogliendo l’opportunità offerta dal disegno di legge della Giunta per garantire equità contributiva, tutela del territorio e salvaguardia delle professionalità e dei lavoratori”. “ Riteniamo pertanto necessario – conclude – che la Giunta, nella propria opera i riordino, si faccia carico di questo preciso impegno e determini il superamento di questa iniqua contribuzione aggiuntiva, assegnando rapidamente e definitivamente le funzioni già svolte dai consorzi ad Enti elettivi o alla costituenda Agenzia Forestale Regionale”.
"Un pronunciamento positivo che impegna il Consiglio Regionale ad affrontare e risolvere secondo principi di equità e giustizia l’annoso problema dei contributi versati dai cittadini ai Consorzi di Bonifica”: così fa eco Alfredo De Sio, consigliere regionale del PdL, in merito alla mozione, sottoscritta da tutte le forze politiche presenti in Consiglio, che “accoglie le preoccupazioni e le sollecitazioni che tanti contribuenti, soprattutto della provincia di Terni, avevano espresso nei giorni scorsi”.
“In tanti anni di attività all’interno del Consiglio Regionale – riprende De Sio – abbiamo registrato atteggiamenti e volontà dilatorie nel voler affrontare un problema che, anche alla luce dei percorsi di riforma in atto, appare oggi quanto mai opportuno risolvere una volta per tutte”.






