“Caro Senatore Ronconi, prendo atto del suo profondo disagio nel continuare a svolgere il suo ruolo politico (peraltro fortemente voluto anche come candidato a Presidente della Provincia) in un Ente che Lei intende inutile e privo di ruolo”.
L’affermazione è del presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi in risposta alla nota di Ronconi (Udc) che interviene in merito al dibattito sui costi della politica definendo le Province ‘enti appaltanti e gestori e per questo senza la necessità di controllo politico e delle sovrastrutture ad esso connesse’.
“Perciò – prosegue il Presidente della Provincia – per non mettere a repentaglio la irreprensibilità della sua coscienza, La invito a prendere in seria considerazione l’ipotesi di rassegnare le dimissioni dando l’opportunità ad un altro esponente del suo partito di poter svolgere il ruolo di consigliere provinciale, magari in maniera più presente e fattiva.
Riguardo i privilegi di coloro che hanno svolto un ruolo importante in Parlamento, come Lei, per alcune legislature, sono convinto che essendo Lei così attento ad evitare sprechi istituzionali sarà pronto ad aprire subito un dibattito trasparente e a tutto campo su benefici e vitalizi”.
Ci sono delle evidenze scientifiche (statistiche) che, ove apparissero nella stessa misura nelle indagini sulle varie malattie che affliggono gli uomini, consentirebbero di affermare che la strada per sconfiggerle definitivamente è finalmente imboccata.
In entrambi i paesi si addita come responsabile il debito pubblico ed il deficit annuale.
Ma Italia ed Usa sono unite da un altro parametro che ben pochi di quelli che contano sono disposti ad illustrare, forse perché loro stessi sono parte di quei dati che evidenziano il problema.
Nel mondo, infatti, in testa alla graduatoria dei paesi nei quali più alta è la sperequazione tra i redditi troviamo proprio Usa ed Italia.
L’indice statistico di Gini, che misura le distanze tra alti e bassi redditi, vede gli Usa e il nostro Paese in testa sopra la media Ocse, tra le nazioni a più alta diseguaglianza, mentre Francia, Germania, Olanda e Paesi scandinavi figurano sotto la media come Paesi a più bassa diseguaglianza.
Non a caso le nazioni a più alta crescita nel 2010 sono state Svezia e Germania, non a caso anche Paesi a più alta eguaglianza.
L’uguaglianza fattore di sviluppo è dimostrato anche dalle classifiche della Banca Mondiale sul reddito procapite: tutti i Paesi più egualitari, i quattro Paesi scandinavi più Olanda e Germania, figurano anche tra i più ricchi al mondo.
Per la cronaca l’indice di Gini per l’Italia assume il valore 0,33 ( per altri già l’anno scorso sarebbe stato a 0,35), è il più alto d’Europa e sta crescendo perché nel 1991 era a 0,29.
L’indice o coefficiente è una misura della diseguaglianza di una distribuzione.
È spesso usato per misurare la diseguaglianza nella distribuzione del reddito o anche della ricchezza.
È un numero compreso tra 0 ed 1. Valori bassi del coefficiente indicano una distribuzione più uguale, con il valore 0 che corrisponde all’uguaglianza perfetta, ad esempio la situazione in cui tutti percepiscano esattamente lo stesso reddito; valori alti del coefficiente indicano una distribuzione più diseguale, con il valore 1 che corrisponde alla più completa disuguaglianza, ovvero la situazione dove una persona percepisca tutto il reddito del paese mentre tutti gli altri hanno un reddito nullo.








