Se le vicende relative alle perizie su coltello e gancetto del reggiseno hanno portato acqua al mulino di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, altri guai si potrebbero stare addensando sui due accusati e condannati in primo grado per l’omicidio di Meredith Kercher e rischiano di mettere in una luce dubbia tutte le testimonianza a favore della coppia.
Come quella di Luciano Aviello, l’ex collaboratore di giustizia che aveva deposto nel processo d’appello ai due ex fidanzati su richiesta della difesa Knox.
L’uomo aveva accusato del delitto il fratello tuttora irreperibile.
Ora però, sentito dalla Procura perugina avrebbe sostenuto che le dichiarazione rese ai giudici d’appello che stanno processando Amanda e Raffaele erano ”false, concordate con l’avvocato”.
Tutto ciò sarebbe avvenuto in cambio di una promessa di 30mila euro.
Già altri detenuti nel carcere di Terni, nel corso delle testimonianze rese nel processo d’appello, avevano parlato di false dichiarazioni di Aviello, che ora ha da confrontarsi con una accusa di calunnia che potrebbe coinvolgere altri se le nuove dichiarazioni dovessero trovare riscontri oggettivi.






