Il Ministro ha creato quattro riconoscimenti per altrettante categorie, che riuniscono le eccellenze italiane: "PATRIMONIO D’ITALIA" per l’arte e la cultura, "PATRIMONIO D’ITALIA" per lo stile e la creatività, "PATRIMONIO D’ITALIA" per l’incanto dei luoghi e "PATRIMONIO D’ITALIA per la tradizione".
Tra i criteri una rilevanza particolare è attribuita al rispetto della biodiversità e al rispetto degli animali, che non devono essere coinvolti e sfruttati in alcun modo.
Non è una situazione che può più essere tollerata, anche per le conseguenze negative che produce sull’immagine nazionale.
Un esempio per tutti é il bollettino dei cavalli morti, in questi prima metà dell’anno, nel corso dei palii, tra i quali quello di Ronciglione e di Siena.
Ma poi anche le ancora numerose feste che vedono coinvolti maiali, oche e tanti altri animali.
Da tempo denunciamo l’inadeguatezza e l’anacronismo di certi eventi che, chiaramente, non possono avere in nessun caso i requisiti per essere patrimonio d’Italia. Non vi è, infatti, nulla di "culturale" nella morte di un animale per il divertimento degli spettatori."
Dovranno aver centrato l’obiettivo di promuovere e valorizzare la cultura, le tradizioni e le tipicità del territorio, siano esse storiche, religiose, enogastronomiche, dell’artigianato o di altra natura.
Devono aver innovato e potenziato, tra una edizione e l’altra, la manifestazione, anche per ciò che attiene alla capacità di divulgare la conoscenza delle tradizioni del territorio, adeguandola ai tempi e alle mutate sensibilità.
Mentre il ministro, sicuramente vantando una maggior leggerezza rispetto ai cavalieri delle tenzoni folignate, non disdegna di montare i suoi destrieri (vedi foto tratta dal suo sito), la protesta in Umbria sale ed unisce sia le forze politiche che i territori che abitualmente si guardano in cagnesco
Al Sindaco di Foligno, infatti, s’è unita anche Carla Spagnoli, presidente del Movimento per Perugia con la nota che riportiamo:
"Il mancato inserimento della Quintana nel brand "Patrimonio d’Italia"ci lascia sgomenti ed indignati.
La manifestazione che si svolge a Foligno non è semplicemente un patrimonio cittadino, ma un autentico fiore all’occhiello della nostra Regione e dell’Italia intera. Un magnifico torneo cavalleresco di rievocazione storica in costume che ha origine nel 1448 e che i Priori nel 1613 inserirono nell’ambito dei festeggiamenti carnevaleschi, non può essere messo in discussione e penalizzato dall’insensato "integralismo" animalista del ministro Brambilla. Anche noi amiamo gli animali e siamo sensibili verso i diritti che essi hanno e che debbono essere tutelati.
Ma in questa vicenda si cade nel ridicolo. Il ministro Brambilla chieda lumi in proposito al Sottosegretario alla Sanità, Martini, che ha messo in evidenza la correttezza, la tutela e l’amore per i cavalli che la Quintana ha nel proprio dna. Ci auguriamo che lo faccia presto e che ritorni sulla infelice scelta adottata.
Nella consapevolezza che l’esclusione fin qui operata pesa come un macigno sul percorso in atto verso l’inserimento della Quintana nel patrimonio immateriale dell’UNESCO. Con il conseguente ed immenso danno di immagine e promozionale che ciò arreca non solo all’Umbria ma alla Nazione intera."










