31 agosto 2011
Tevere-Nera: Epifani e Boschi sull’odg approvato dal Consiglio comunale

Con voto bipartisan è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale del 30.08.2011 l’ordine del giorno sul riordino delle competenze del Consorzio Tevere Nera e sulla tassazione, presentato dai Consiglieri Mario Epifani per Fiamma Tuderte e Stefano Marchetti per il PDL.
L’ordine del giorno impegna il Sindaco e la Giunta a farsi promotori presso la Regione Umbria per la semplificazione dei soggetti chiamati ad assolvere le attività di tutela idrogeologica del territorio, nonché per l’uniformità dei trattamenti negli interventi e nella tassazione.
Inoltre, visto il recente invio di nuovi avvisi di pagamento il Consiglio Comunale ha avallato anche l’ipotesi della sospensione delle cartelle.
È un passaggio importante quello segnato dal Consiglio Comunale di Todi in un momento in cui la situazione economica è diventata drammatica ed è inconcepibile addossare ai cittadini balzelli solo per sostenere dei carrozzoni che servono soltanto a mantenere poltrone.
Inoltre, è necessario rimarcare che il voto di Todi serve anche a ricordare ai vertici del Consorzio che il legislatore regionale ha già approvato una mozione che impegna la Giunta regionale a tenere conto di una nuova distribuzione delle competenze in materia di bonifica e sicurezza idrogeologica. In particolare in data 25 luglio scorso è stato ribadito da tutto il Consiglio regionale che occorre procedere con una ridistribuzione della tassa in quanto così come imposta (soltanto una parte dei cittadini la pagano) presenta delle disparità inconcepibili.
Risulta quindi fuori da ogni logica l’atteggiamento tenuto dai vertici del Consorzio di bonifica che parla di una nuova sede e di nuove assunzioni, disattendendo nei fatti l’orientamento politico della Regione.
Anche per questo i gruppi consiliari di maggioranza si sentono vicini alle istanze del comitato abolizionista tuderte e condividono le varie richieste come quella ultima di valutare la necessità del commissariamento dell’Ente.
Renzo Boschi (Pdl), Mario Epifani (Fiamma Tuderte)

31 agosto 2011
Il Comune di Marsciano pretende di fare il bello e cattivo tempo

Avremmo fatto volentieri a meno di rispondere, ma quando ci si da pubblicamente dei “bugiardi” non possiamo resistere. Ne va della nostra credibilità e dignità personale.
Mai avremmo pensato, né voluto, che le relazioni sindacali all’interno del Comune di Marsciano diventassero di questa natura, simili solo ad alcune realtà “padronali”, nel vero senso letterale della parola.
Di questo “qualcuno” se ne dovrà assumere la responsabilità, ma se così è, ne prendiamo atto ed accettiamo la sfida.
Mai avremmo pensato che il comune di Marsciano, alla stregua del governo nazionale, tentasse di gettare discredito sulle Organizzazioni Sindacali pretendendo di fare il bello e il cattivo tempo nei confronti del personale in barba alla Legge ed ai contratti di lavoro.
L’interpretazione dell’Amministrazione di alcune norme contrattuali riguardante il personale educativo è sempre stata confutata dalle organizzazioni sindacali ed è proprio per questo che dopo 11 mesi di discussione non è stato raggiunto alcun accordo, contrariamente a quanto avvenuto in altri comuni sullo stesso argomento, nonostante l’interessamento e la mediazione della prefettura di Perugia, che, come risulta dal verbale della riunione, non ha certo incensato l’atteggiamento del comune di Marsciano.
Una cosa vera nel comunicato dell’Amministrazione di fatto c’è: esistono le sentenze emesse dai vari tribunali in giro per l’Italia, anche queste però contrastanti tra loro e che riguardano le 42 settimane del calendario scolastico. Ma su questo, chi era al tavolo sa benissimo che la posizione che esprimiamo è quella che le segreterie nazionali di CGIL – CISL – UIL  hanno da sempre espresso e condiviso con le Amministrazioni locali e che a Marsciano, dopo oltre dieci anni di pacifica applicazione del CCNL, si pretende di rimettere unilateralmente in discussione.
Ma per quanto riguarda l’orario di lavoro delle educatrici è stato solo chiesto il rispetto dell’Art 31 del CCNL Regioni ed Autonomie Locali del 14/9/2000, che nessuna Legge successivamente intervenuta ha mai abrogato  (altro che la richiesta di un nuovo accordo), che tutti coloro che leggono possono tranquillamente tramite Internet verificare. Articolo che fissa per questa figura professionale 30 ore settimanali a contatto con i bambini oltre alle 200 ore annue (20 ore mensili per 10 mesi all’anno) per attività aggiuntive (aggiornamento, formazione, incontri con le famiglie, ecc..) non necessariamente da effettuare nella stessa giornata lavorativa, ma comunque, mai portate alle 36 ore settimanali, come richiesto dall’Amministrazione. Questo, non perché questi lavoratori godano di un privilegio rispetto agli altri dipendenti, ma perché così recita il contratto nazionale di lavoro tenuto conto della particolarità della mansione svolta.
Per quanto riguarda il numero dei bambini, ci dispiace per coloro che non hanno trovato posto, ma non poteva essere diversamente, sempre che qualcuno non ignori che anche in questo caso ci sono delle Leggi da rispettare e che i nidi non sono fabbriche di mattoni o di bulloni!
Per il resto per carità nessuna morale! La gravità della situazione è sotto gli occhi di tutti, l’attacco ai servizi e ai pubblici dipendenti è sempre più forte. Ciò impone soprattutto a chi amministra scelte precise, che vadano verso la riduzione dei costi della politica ed il risparmio di spese secondo noi inutili per esempio per consulenze, incarichi professionali, fondazioni e quanto altro, utilizzando questi risparmi per garantire servizi ed occupazione.
Non sappiamo se a Marsciano sarà così.
FP – CGIL Ivano Fumanti      UIL – FPL Andrea Russo
 


29 agosto 2011
Auguri ai giovani direttori del Todiartefestival

Leggendo l’ultimo comunicato stampa del PdL viene spontaneo chiedersi: “Sarà un caso”.
“Sarà un caso”: Ogni volta che si organizza qualcosa, deve esser subito bollato come “evento di partito”.
“Sarà un caso”: La Giunta crede che il Todi Arte Festival necessita davvero di non veder concessi eventi prima del suo inizio?
“Sarà un caso”:  Vogliono far passare l’idea che noi vogliamo fare ostruzionismo quando invece la data era dettata soltanto da nostre esigenze organizzative senza voler intralciare le attività relative al Festival.
“Sarà un caso”: Dicono che noi siamo sempre assenti anche se ci resta difficile capire su cosa sia basata la loro affermazione in quanto non ricordiamo la loro presenza ad eventi a cui abbiamo partecipato.
Senza ulteriori riflessioni, ci arrendiamo all’evidenza che tutto questo possa essere solamente un caso.
Ancora convinti che la nostra serata non avrebbe arrecato difficoltà, invitiamo il PdL a godersi anche loro con serenità il Festival e ne auguriamo ai giovani direttori la piena riuscita soprattutto per il bene della città.
Giovani Democratici Todi

29 gosto 2011
Ottorino G.Caramazza: il futuro nel passato

L’Amministrazione Comunale di Massa Martana,sabato 27 u.s.  ha organizzato un’ evento dedicato al Sig.Ottorino G. Caramazza,nostro emerito  concittadino,scomparso 8 anni fa ,del quale i Massetani ne conservano ancora vivo e affettuoso ricordo,vista la loro numerosa partecipazione .AvendoLo conosciuto ,ho partecipato con molto piacere alla   iniziativa promossa  dal Comune.Il Sig.Caramazza ha dedicato un lungo periodo della sua vita ad “amare” Massa Martana e come spesso  succede, i piccoli centri li ama ,li apprezza ,li valorizza chi ,venendo da fuori poi  vi fissa stabilmente la propria dimora,come ci è stato ben ricordato dalla Sig,ra Simonette,sua moglie  ,che tutt’ora risiede a Massa Martana.Gli affettuosi ricordi di chi gli è stato vicino,raccontati soprattutto dai giovani di allora ,rimasti affascinati da chi  fin da subito  si è “ innamorato” del vissuto massetano ,sono la garanzia che il ” personaggio”  vivrà a lungo nei  pensieri dei Massetani. Per  anni è andato alla ricerca delle testimonianze storiche e rurali della nostra comunità,con una amorevole dedizione che  ha impersonato con la  immedesimazione totale nel nostro tessuto storico e sociale. Dalla sua fervida mente sono nate iniziative eccellenti come : la valorizzazione delle Catacombe Cristiane di Massa Martana,uniche esistenti in Umbria,(riscoperte  grazie  alla  preziosa opera dello storico Don Mario Pericoli, fin dal 1941,con l’aiuto di alcuni giovani massetani di allora: Alcini (d) Angelo,Alcini Urbano,Baglioni Giuseppe,Serafini(d.)Antonio , della cui partecipazione esistono reperti fotografici dell’epoca);LA MAGNATA per la Pro Loco di Massa Martana ”; l’ideazione del “ MUSEO CIVICO FLAMINIO MASSETANO” ,luogo ove raccogliere la storia.la ruralità e la modernità  di Massa Martana,concependo le prime embrionali forme di museo scenografico in cui il visitatore deve trovarsi al centro della scena come un attore. Nell’occasione è’ stato molto apprezzato anche quanto scritto e letto ai partecipanti nella lettera inviata  al Sindaco dal Dott.Cesare Angelantoni, amico carissimo del Sig.Caramazza,specialmente nella parte che ha messo in risalto la geniale idea della “MAGNATA”,iniziativa creata dal Sig. Caramazza e portata avanti per 25 anni consecutivi dall’Associazione “Ordine della Magnata”.Auspico,anche come membro del Consiglio Direttivo dell’attuale Pro loco  che in futuro  tale manifestazione possa essere nuovamente  realizzata  ,magari attualizzata nella forma ma comunque nel solco dello spirito iniziale con cui è stata concepita .L’iniziativa intrapresa dall’Amministrazione Comunale,anche se concettualmente condivisa,non mi esime però dal fare alcune considerazioni  sulle sue modalità di realizzazione. Dedicare al Sig.Caramazza solo una piccola saletta conferenze all’interno del “Centro Documentale dei Monti Martani”,(brutto nome che ricorda un luogo freddo e inanimato,quasi di schedatura)credo sia solo un contentino riduttivo se confrontato con il progetto di chi quel luogo  lo ha ideato,voluto  e iniziato a realizzare.Non concordo con chi ha detto che per  bisogno  di concretezza a volte occorre raggiungere un compromesso e quindi  permettere anche che l’originalità di un’idea  venga  poi superata da “ qualcosa “ che addirittura  arriva a sostituirsi alla stessa,cominciando dal nome.Occorre avere la capacità di trovare un alto compromesso sulla vicenda e come cittadino,interessato alle vicende della propria comunità ,mi permetto di proporre , per riconoscenza al Sig.O.G.Caramazza ,di dare al luogo individuato  come sede delle radici massetane il nome da Lui pensato e scelto:” MUSEO CIVICO FLAMINIO MASSETANO“ con i dovuti riferimenti a O.G.Caramazza e alla Sovraintendenza delle Belle Arti di Perugia. Mi auguro che quanto preannunciato dal Sindaco ,cioè della possibilità di un eventuale cambiamento del nome attuale,in occasione della presentazione di un prossimo progetto da attuare in collaborazione con la Sovraintendenza di Perugia,non abbia ostacoli e si possa realizzare quanto prima a supporto concreto di tutte le bellissime parole che sono state dette durante la cerimonia in onore del nostro illustre concittadino.
ALCINI MELLITO

28 agosto 2011
Perchè non aprite quella strada per Chioano?

Per prima cosa spiego di che cosa sto parlando! Strada vicinale ad uso pubblico “San Benigno”, via di collegamento tra la provinciale S.P. 382 Collevalenza (provinciale Collevalenza-Todi) ed il centro abitato di Chioano (strada passante per il nuovo centro urbano di Todi, Cimitero nuovo , individuato al foglio catastale 102 del comune di Todi). Questa via è interrotta ed inaccessibile ormai da anni! Chioano chiede di poterne tornare ad usufruire! A molti questa storia non risulterà nuova, infatti il problema di questa strada comincia ad avere svariate lune!! Per quanto mi riguarda, appena iniziai ad interessarmi della vita politica di Todi, mi venne fatta presente questa vicenda ed io consultai subito le Istituzioni e gli Enti coinvolti. Dopo ripetute sollecitazioni, nel giugno del 2009, mi venne assicurato che tutti i lavori necessari sarebbero stati realizzati prima della fine dell’estate, massimo inizio autunno, cercando di non sforare nella stagione fredda. Ripeto 2009! La saga delle promesse si arricchisce di un ulteriore tassello un anno fa, quando il sindaco Antonino Ruggiano, durante la festa paesana di Chioano di fronte alla cittadinanza, promise che la strada sarebbe stata riaperta in breve tempo! Non sto qui a descrivere tutte le peripezie che hanno portato alla situazione attuale; dico solo che questi “enormi” lavori che non permettono a noi cittadini di poter usufruire del percorso si riducono alla ricostruzione di un “ponticello” che collega le sponde di un fosso. Tutto qui! Mi chiedo, perché questa situazione non sia ancora risolta?   
Sono anni che aspettiamo!
– I cittadini di Chioano continuano anche a chiedere che venga aumentata l’illuminazione pubblica nel centro del paese; sono necessari più punti luce ed un più lungo percorso illuminato.
– Ma non solo:
qui si chiede di affrontare seriamente l’annoso ed ormai atavico problema del traffico ad alta velocità che, soprattutto nel centro storico di Chioano, mette a rischio la sicurezza dei pedoni! Qualcosa è stato fatto, ma non è sicuramente sufficiente!I ritardi ci possono stare! Il famoso quarto d’ora accademico si concede a tutti! Ma qui i tempi d’attesa iniziano pericolosamente ad assomigliare ad ere geologiche!
Si spera che queste richieste vengano finalmente ascoltate. Abbiamo aspettato
anche troppo!                                         
Manuel Valentini 

26 agosto 2011
Portici comunali e musica, la risposta del Pdl

Ha   dell’inverosimile l’intervento dei giovani democratici di Todi. Chiedere che sia concesso lo spazio dei Portici Comunali per una festa (di partito ?!?) a due giorni dall’apertura del Todi-Arte-Festival, non considerando che in quell’area dovranno essere fatti allestimenti funzionali al festival stesso, non considerando che li è allestita una biglietteria che vende centinaia di biglietti, non considerando che il clima e l’umore cittadino si deve "concentrare" sul principale evento culturale tuderte, ha, francamente, dell’inverosimile.
Ma sarà un caso che dal Pd, sotto varie forme, siano essi consiglieri comunali e capigruppo, o giovani rampanti politici, arrivino solo proposte di feste da fare prima o durante la massima manifestazione cittadina organizzata dall’Amministrazione Comunale.
Sarà un caso che il capogruppo del Pd, Presidente della commissione cultura non si accorge, nella sua meritoria opera di sostegno al Tuderock, che l’evento cade proprio nella sera finale del Festival?
Sarà un caso che i giovani Piddini, con tutte le sere che ci sono in questa lunga e calda estate, per una serata (certo piacevole) di musica, scelgano proprio una data a ridosso dell’apertura del Festival.
Sarà per caso, o c’è una strategia volta a fare ostruzionismo ad una manifestazione che con fatica e straordinario impegno due nostri giovani concittadini stanno organizzando, con l’obiettivo di dare lustro alla città.
Sarà un caso, ma le coincidenze sembrano troppe. Troppe, come le assenze che in questi anni anno caratterizzato il Pd e i giovani del Pd, spesso intenti a criticare manifestazioni senza nemmeno parteciparvi.
Forse sarebbe stato meglio evitare polemiche sciocche su concessioni o meno a ridosso del Festival, e scegliere una data più consona rispetto alla quale siamo certi non ci sarebbe stato nessun diniego; per il resto invitiamo tutti i giovani del Pd a godersi questo meraviglioso Festival e a gioire dei successi che lo aspettano.
PDL-Todi

25 agosto 2011
Un pannello di controllo contro l’inquinamento a Todi

Un ambiente più pulito determina un miglioramento della qualità della vita. Il nostro futuro sarà di arrivare a vivere in un ambiente equilibrato, dove l’uomo e la natura coesistono in maniera quasi simbiotica. Ciò che affermo potrà sembrare un’utopia, e invece con una buona politica ambientale, anche al livello locale, si può realizzare, anche se non in maniera assoluta, quella simbiosi cui accennavo in precedenza. La prima mossa da compiere, come già ha avuto modo di realizzare la Città di Siena, per costruire la macchina della battaglia contro l’inquinamento, è realizzare un pannello di controllo, un cruscotto in cui appaiono gli indicatori d’impatto ambientale; facendo la somma dei gas serra emessi durante le attività quotidiane e da questa cifra detrarre il carbonio assorbito dai boschi, si potrà stabilire, grossomodo, la quantità di carbonio da eliminare. Avendo calcolato la quantità di carbonio di riferimento, che una città come Todi può produrre, si potrà mettere in campo una serie di politiche rivolte alla difesa dell’ambiente, rilanciando le rinnovabili, migliorando l’efficienza energetica e facendo campagne di comunicazione per stimolare i comportamenti virtuosi. Oltre a questo si possono dare degli incentivi a tutti quei cittadini che vogliono sostituire le vecchie caldaie con altre che consumano meno; si possono rilanciare i biocarburanti, recuperando il metano prodotto dalla fermentazione del materiale organico in discarica. Tenere cura del verde urbano ed extra urbano, è un’altra manovra che può garantire l’assorbimento di parte del carbonio prodotto in città. La squadra del decoro urbano sta già lavorando da qualche tempo su questo. I segnali in questo senso continuano a moltiplicarsi in molte città. A Londra i taxi carbon free, quelli che viaggiano leggeri, con la certezza di non contribuire all’effetto serra, sono ormai centinaia e un gruppo di tassisti romani sta per seguire il loro esempio. A Todi sono quindi in linea con l’assessore all’urbanistica, Moreno Primieri, che intende portare avanti un progetto di pianificazione dell’area urbana della nostra città che rispetti l’ambiente e i criteri di energia rinnovabile, nonchè di risparmio energetico. Anche il mondo dello spettacolo si è mobilitato su questo e molti tour, da quelli di Vasco Rossi a quelli di Gianna Nannini, sono "climaticamente innocenti". Auspico una collaborazione anche con i giovani democratici di Todi, cercando di portare avanti insieme questo grande progetto che mi vedrà impegnato fin da oggi.
Roberto De Vivo Responsabile giovani Pdl-Todi

25 agosto 2011
Portici comunali negati alla musica

Il giorno 2 Agosto abbiamo presentato al protocollo del Comune di Todi una richiesta di occupazione del suolo pubblico relativa alla concessione dei portici comunali per il giorno 26 Agosto dalle ore 20:30 alle 00:30.
In tale data noi Giovani Democratici avremmo voluto offrire alla cittadinanza, in particolar modo ai giovani tuderti, una serata di ritrovo arricchita dalla presenza di gruppi musicali locali che avrebbero suonato gentilmente senza compenso economico.
In un periodo di ripresa dell’attività politica, dopo le poche vacanze estive che ci siamo concessi, avevamo pensato di organizzare questa serata prima della fase congressuale dei Giovani Democratici che ci coinvolgerà a livello locale, provinciale e regionale nel mese di Settembre.
Come nostra abitudine abbiamo posto attenzione a non sovrapporre la nostra data con l’organizzazione di altri eventi, quali serate previste dai diversi locali presenti nel nostro Comune, ma soprattutto valutando che fra i giorni 28 Agosto e 4 Settembre ci sarebbe stato il Todi Arte Festival.
La risposta pervenuta in questi giorni comunica che “la Giunta Comunale non accoglie la richiesta considerando la sovrapposizione con l’apertura del Todi Arte Festival e la localizzazione della biglietteria”.
Crediamo che questa risposta trovi non molto fondamento nelle motivazioni date in quanto, in primo luogo non ci sarebbe stata sovrapposizione con il Festival, che sarebbe iniziato due giorni dopo, ed inoltre non avremmo arrecato difficoltà alla biglietteria sia perché, come espressamente sottolineato nella richiesta, non avremmo fatto uso di palco, non impegnando perciò il suolo nelle ore precedenti, ma soprattutto perché l’orario della sua apertura non coincideva con lo svolgimento dell’evento.
Pertanto le motivazioni che hanno guidato questo rifiuto non sono quelle espresse, ma evidentemente sono di origine politica.
Ancora una volta l’interesse per i giovani, che dovrebbe essere comune, si rivela un terreno di scontro politico.
Questa amministrazione svela ulteriormente il proprio disinteresse verso il mondo giovanile, non dà spazio all’espressione di chi vuole fare qualcosa per i giovani e si impegna a boicottare la realizzazione di un evento in quanto proposto da una organizzazione di sinistra.
La conseguenza di questo atteggiamento porta ad un impoverimento per la città e ad una sempre più vistosa mancanza di attrattive per i giovani.
Detto ciò esprimiamo il nostro dissenso per la decisione di questa amministrazione, insisteremo nel proporre alternative concrete e non accettando questa realtà riproporremo con forza la nostra iniziativa
Giovani Democratici Todi

23 agosto 2011
Il futuro di Todi non si può far decidere a chi si vende per un piatto di lenticchie

La nota a firma del movimento dei riformisti tuderti ci impone di chiarire la nostra posizione, soprattutto per quello che attiene al metodo per la scelta del candidato sindaco del centro – sinistra.
Le prossime elezioni amministrative debbono rappresentare l’occasione per una svolta nelle politiche amministrative della città di Todi soprattutto alla luce della crisi economica, delle scelte fortemente regressive operate dal Governo centrale e dell’operato della giunta Ruggiano.
Il Partito Socialista è già componente fondamentale della coalizione di centro – sinistra, una forza laica e riformista con cui abbiamo condiviso importanti esperienze di governo, indispensabile per  la costruzione di un progetto credibile in grado di affrontare le sfide future che ci attendono. Crediamo che il centro sinistra si debba far carico di tutte le sensibilità presenti nella città, ma, con la stessa convinzione, non saremo in alcun modo disponibili a ragionare con chi vuol dividere e gettare zizzania per tatticismi infantili o frivoli interessi di parte.
Non possiamo nasconderci l’esistenza di problemi passati rispetto ai quali ognuno di noi forse potrebbe recriminare qualcosa. Proprio per questo, pur non essendo un partito “innamorato” delle primarie anche alla luce dei risultati non proprio esaltanti che queste hanno prodotto in altri contesti, riteniamo che il contributo diretto dei cittadini  possa aiutarci non solo ad individuare un candidato vincente ma anche ad inaugurare una nuova stagione all’insegna della trasparenza e del confronto tra le forze politiche e tra la coalizione e la città.
Non possiamo più permetterci che la politica diventi un campo boario in cui a decidere il futuro dei cittadini sia chi offre il piatto di lenticchie più grande.
Andrea Caprini – consigliere comunale Todi

23 agosto 2011
La difesa dell’indifendibile…

Sono tra quelli, che hanno criticato aspramente la manovra del Governo. A distanza di qualche giorno rimango dello stesso parere.
Mi riesce però difficile capire anche chi vorrebbe difendere tutto.
Che sia stata fatta in tutta fretta e che ci siano molte cose da aggiustare e correggere e fuori dubbio. Su alcune cose dobbiamo però essere tutti convinti.
Primo: ritengo in questo momento sia errato qualsiasi intervento sulle pensioni. L’unica cosa da fare è una norma che ne preveda da subito “una a testa”. La storia dei diritti acquisiti , seppure ha qualche senso, cozza però contro il fatto che purtroppo sul piano dei diritti acquisiti in questi ultimi anni parecchi, e spesso i più deboli, li hanno persi e senza tanti complimenti. Quindi con un po’ più di coraggio qualcosa in più su “vitalizzi “ ed altri privilegi può essere fatto e da subito. Secondo: Dismettere subito le auto blu,a maggior ragione gli aerei di Stato, salvo i casi previsti dal decreto. Non è possibile pensare di dismetterle a mano a mano che si presenta la necessità di sostituirle . Il rischio è che, pur di non dismetterle, diventeranno tutte d’epoca.!! Terzo : Il numero dei parlamentari deve essere dimezzato e lo si deve decidere subito. Quarto : che i piccoli Comuni debbano essere accorpati (per gestire più economicamente i servizi deve ugualmente essere deciso subito. Sulle modalità con cui costituire le “associazioni” o “consorzi” dei Comuni occorre invece una riflessione. Non è solo una questione ragionieristica. Occorre non bruciare i “Gonfaloni ma ridurre le spese e razionalizzare i servizi ma senza cadere in paradossi inaccettabili. Occorre iniziare a ragionare su un modello di rappresentanza ,anche per questi nuovi soggetti.
Quinto: Sui tagli al numero dei consiglieri regionali qualcosa può essere aggiustata ma la riduzione va bene. Sesto: ll taglio subito di tutti gli enti inutili. ( Che abbiano sotto o sopra a settanta dipendenti e solo una discussione oziosa, ma non di sostanza). Il nodo più consistente mi pare essere quello delle Provincie. Anche qui abolirne forse meno di un terzo non ha senso, ed il risparmio non è tale da giustificare la scelta. Io sarei per abolirle tutte,ma comprendo anche i nodi legislativi e la necessità di leggi costituzionali che metterebbero un freno allo snellimento immediato fino a farne diluire tutti i vantaggi.
Il criterio del numero di abitanti e della superficie ugualmente non ha un grande senso. Ma non avrebbe forse più senso dimezzarne gli organi di rappresentanza ( Consigli , Giunte ecc. per tutte) e trasformarle in enti che gestiscono i servizi sul territorio abolendo , Comunità Montane , A.T.I. e tutti gli enti intermedi ? Non si risparmierebbe molto di più che toglierne un terzo? E non sarebbe forse un criterio più equo? E per fare ciò non credo vi sia bisogno di modificare la Costituzione. Vorrei vedere chi sarebbe contrario. Insomma occorre che tutti ci mettiamo in un ottica che non può essere difeso tutto, anche l’indifendibile.
Solo così, per tornare all’Umbria, anche Terni può vincere la propria battaglia, anche se non sarà (come tutte) la Provincia di prima. (Altrimenti la riforma è persa per tutte.)
Solo a questa condizione credo si possa trovare una convergenza tra tutti i parlamentari.
Trovare insomma un punto vero di equilibrio, tra razionalizzazione dei livelli istituzionali risparmio nei costi della politica e rappresentanza democratica laddove si gestiscono i servizi. Essere eletti parlamentari in Umbria per essere uniti non basta.(E lo stiamo vedendo). Anzi potrebbe riportare la discussione ad uno scontro politico dai risultati molto incerti. Occorre cogliere quest’occasione per trasformarla in un’opportunità per decidere senza mezze misure sui livelli istituzionali e per iniziare subito a discutere di economia , di sviluppo,e di possibile occupazione . E su questo ormai non credo ci sia più ragione di partito che regge.
Ottavio Nulli Pero

23 agosto 2011
A proposito di bandiere in fumo a Marsciano

In relazione alla lettera che è uscita in data 20/08/2011 sul Tam Tam il Circolo PRC ‘Roberta Bolli’ Marsciano intende precisare alcune cose:
1. Chi gestisce il profilo PRC su Facebook non sapeva nemmeno che dentro alla macchinetta fotografica ci fossero quelle foto altrimenti le avrebbe tolte per ovvi motivi (tra i nostri 1000 difetti nemmeno i più acerrimi nemici ci attribuiscono una stupidità così spinta).
2. Dalla ricostruzione abbiamo appurato che la bandiera è stata trovata al bar dove, solo una settimana prima, erano numerose la bandiere dei GD e non, come afferma il comunicato rubata nottetempo.
3. In questo contesto, alle 1 di notte, l’ultima sera della festa e’ stato compiuto il gesto.
4. La festa di Liberazione è un luogo assai strano dove, in passato, tra risa di giubileo, è stata bruciata anche la nostra stessa bandiera (di allora….):
http://www.facebook.com/salah.ezzahar/posts/262917463737565#!/video/video.php?v=1080170959333&oid=56165063447
5. Sorridiamo ai falsi moralisti che intendono ricamare e pontificare su questa storia ricordando che non è carino nemmeno scaricare foto da un profilo facebook e pubblicarle su un altro.
6. Chiediamo, infine, scusa a chiunque si sia sentito offeso, nelle proprie convinzioni e nei propri ideali, da quelle immagini.
Circolo PRC ‘Roberta Bolli’ Marsciano

22 agosto 2011
Tirata d’orecchie al Comune di Fratta Todina

L’Amministrazione Comunale di Fratta Todina si sta caratterizzando, sempre più ,per lassismo ed indifferenza pubblica. Basti pensare che nonostante siano passati anni dall’inizio dei lavori di ristrutturazione e adeguamento sismico della sede municipale, a tutt’oggi, a lavori oramai ultimati, ancora non è stato eseguito il trasloco. A nulla sono valse le due interrogazioni da me presentate concernenti lo spostamento definitivo degli uffici ,perché di fatto le risposte fornite sono state molto evasive, non c’è stata alcuna assunzione d’impegno da parte del Sindaco e la situazione è rimasta quindi invariata. Lo stesso comportamento si è riscontrato nei confronti  dell’annosa questione della sovrappopolazione dei piccioni che causa moltissimi disagi alla popolazione del centro storico, oltre a costituire un ingente problema dal punto di vista igienico-sanitario e del decoro urbano. L’Amministrazione, da parte sua, ha preferito respingere la soluzione proposta e giustificarsi con ipocriti tentennamenti volti solo a lasciare la situazione così com’è. Tutte le soluzioni proposte allo scopo di risolvere alcuni importanti problemi dei cittadini, come la proposta d’installazione di dossi in via Barca, vengono puntualmente liquidate con l’alibi della mancanza di risorse, quando in realtà il vero problema è costituito dalla mancanza di volontà politica  e di un progetto reale e ben definito per il nostro paese. Anche l’interruzione del mercato lascia trasparire tutta l’indifferenza dell’Amministrazione nei confronti del volere dei cittadini e delle iniziative meritorie di sostegno, e per di più con grandi difficoltà a comprenderne le motivazioni, considerato che da ciò si sarebbero potuti trarre solo vantaggi. Perfino sostituire nel pubblico lavatoio i rubinetti che perdono acqua diventa un’operazione macchinosa e con tempi d’esecuzione lunghissimi, e intanto si sprecano quantitativi consistenti di acqua pubblica, della cui importanza ci si ricorda solo in concomitanza di alcuni appuntamenti elettorali.
L’auspicio dunque è che i nostri Amministratori abbiano un sussulto di responsabilità politica e comincino ad amministrare seriamente, valutando le priorità non a livello politico quanto piuttosto in base alle effettive necessità dei cittadini.
Cinzia Moriconi- consigliere comunale Fratta Todina

22 agosto 2011
8 settembre, tutti a… Marsciano

• Alle Organizzazioni Sindacali, Alle Associazioni datoriali e di categoria, Ai gruppi consiliari del Comune di Marsciano, Alle forze politiche, Alle Associazioni del Comune.
• E per conoscenza Al Presidente della Repubblica Italiana, Ai Presidenti di Camera e Senato, Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Al Ministro dell’Economia, Al Presidente della Regione Umbria, Al Presidente della Provincia di Perugia, Al  Prefetto di Perugia, Al Presidente Regionale ANCI, Al Presidente Nazionale ANCI.
 
Carissime e carissimi,
Spett.li rappresentanti istituzionali,
l’ultima manovra finanziaria approvata dal Governo ed ora all’attenzione del Parlamento contiene ancora una volta pesanti misure a carico degli Enti Locali e quindi, nello specifico, anche del Comune di Marsciano.
La durezza di quanto previsto, che si aggiunge ad altre tre manovre che, nel corso degli ultimi 12 mesi, hanno sempre avuto il segno del taglio lineare dei trasferimenti, della limitazione delle risorse utilizzabili per investimenti (prescindendo dalle disponibilità finanziare di ciascun ente) e della progressiva cancellazione del principio, costituzionalmente riconosciuto, dell’autonomia del governo locale, avrebbe ripercussioni pesanti sulla rete dei servizi erogati alla collettività e sulla fiscalità locale, a carico di famiglie e imprese, unica leva possibile per il mantenimento di tali servizi, mentre già la manovra del Governo prevede nuove tasse e balzelli. 
Tutto ciò per un Comune i cui limiti di indebitamento e di spesa hanno sempre rispettato i vincoli imposti da normative sempre più stringenti. Il nostro Comune, infatti, può vantare parametri di assoluta virtuosità finanziaria (ad esempio una percentuale molto ridotta di spese per il personale e una sensibile diminuzione del proprio debito) uniti ad una rete di servizi diffusi su tutto il territorio e di elevato livello, dagli asili nido alla raccolta differenziata domiciliare già attiva da tempo su tutto il territorio.
Proprio i Comuni virtuosi saranno, ancora una volta, i più penalizzati!
Nell’auspicare che il Parlamento, ascoltando le tante grida di allarme che si levano da più parti su tali (ed altri) aspetti di questa manovra, possa e voglia modificarne il contenuto, si ritiene comunque necessario attivare un primo momento di confronto a più voci al fine di valutare l’intera vicenda, con particolare riferimento all’impatto che la stessa, al momento, avrebbe sul bilancio del nostro Comune e le sue potenziali conseguenze per l’anno 2012.
A tal fine è quindi convocato per il giorno giovedì 8 settembre (immediatamente dopo la prevista prima lettura da parte del Senato della Repubblica), alle ore 17.00, un incontro al quale Vi invito caldamente ad essere presenti. La riunione si terrà presso la Sala Capitini del Comune di Marsciano.  
Prima di tale incontro, sul sito del Comune (www.comune.marsciano.pg.it) sarà reso disponibile materiale utile al chiarimento ulteriore di quanto esposto (bilancio comunale e impatto di tagli e limitazioni). 
Certo della Vostra partecipazione, invio Distinti Saluti.
 Alfio Todini Sindaco di Marsciano


21 agosto 2011
I cavi sospesi al Nido dell’Aquila a Todi

Gent.mo sig. Sindaco di Todi, ho partecipato ieri al concerto del trio “Happy feet” presso il Nido dell’Aquila.
Essendo arrivato in anticipo ho passeggiato per il chiostro e mi sono attardato sul balcone a godermi il panorama all’imbrunire. Rivolgendo lo sguardo verso il palcoscenico allestito davanti al museo mi sono accorto che il chiostro è attraversato in alto da due fili elettrici.
Il primo è un grosso filo della corrente elettrica che si è totalmente separato dalla fune d’acciaio che lo sosteneva, cosicché si è molto incurvato sotto il proprio peso; il secondo è un filo appena più sottile ancora attaccato alla fune d’acciaio che però è tranciata in più punti, sicchè è il filo elettrico a sostenere il peso della fune d’acciaio e non il contrario. Questi due fili elettrici passano da una parte all’altra del chiostro sovrastando le persone sedute nel chiostro.
All’angolo sud del chiostro, a fianco delle finestre,  penzolano dei cavi raccolti in matasse, appese disordinatamente  al muro.
Probabilmente gli enti appositi (i vigili del fuoco, penso) hanno controllato questa situazione e dato l’agibilità, magari i fili non portano più corrente, tuttavia penso che un controllo ulteriore non sia male.
Le confesso che mentre ascoltavo il concerto (bellissimo, tra l’altro, che ha raccolto il consenso entusiastico degli ascoltatori) mi è successo di  pensare con un po’ di disagio ai cavi elettrici che dondolavano quattro metri sopra la mia testa sospinti dal vento.
Marco M. Pirrami

21 agosto 2011
Ringrazio Umbra Acque che mi fa sentire vicino al Terzo mondo

Mi sento in obbligo di porgere pubblici e sentiti ringraziamenti per l’’opera sin qui svolta nella zona di Massa Martana dall’’azienda Umbra Acque S.p.A.
Mi sono chiesto più e più volte come fosse possibile per una cittadina ai piedi dei monti martani rimanere senza acqua in tutte le stagioni ed in tutti i periodi, con la pioggia o con il sole, con il freddo o con il caldo, ed ora, domenica 21 agosto 2011 in pieno anticiclone africano, al terzo giorno con i rubinetti a secco, l’’ho capito!
Umbra Acque lo fa per il bene degli utenti, per far capire loro quanto sia importante un bene come l’’acqua quando se ne viene privati, per farci capire, o almeno intuire lontanamente, cosa possano provare gli abitanti di un piccolo villaggio del Darfour o del Congo costretti a sopravvivere con 1-2 litri di acqua al giorno.
Grazie ad Umbra Acque, io, borghese piccolo piccolo abituato ai lussi ed agli agi della decadente società capitalistica, quando ora apro il rubinetto della doccia e non esce nulla, mi sento più vicino ai popoli del terzo mondo.
Ringrazio anche il loro meraviglioso “servizio di segnalazione guasti 24 ore su 24” che ti risponde solo dopo ore di attesa: in un lampo di intuizione ho compreso finalmente che l’attesa corrisponde al tempo mediamente impiegato dalla popolazione di un villaggio per recarsi al più
vicino pozzo. L’’ineluttabilità del destino avverso che promana dalle parole del personale Umbra Acque estrinsecato in un mantra continuo “è uno schifo, ci stiamo lavorando, che possiamo fare, se non esservi vicini?” Mi avvicina ad un karma buddista.
Ringrazio anche i lavoratori tutti, i quali dopo essersi radunati in soccorso della tubatura si godono il giusto e meritato riposo all’’ombra di una quercia, perché così mi permeo della umile e fatalista filosofia di vita da paese sudamericano dove è inutile affannarsi perché c’’è tempo per fare tutto, mañana….
La privazione ed allo stesso tempo l’’elevazione ascetica a cui mi ha condotto questo passo finale mi illumina anche sul senso del pagamento dell’”’adeguamento del deposito cauzionale” incluso nelle bollette di maggio-agosto 2011: è un meritato compenso aggiuntivo per l’’opera pia di educazione e di formazione della nostra coscienza sociale, e che personalmente pagherò molto ben volentieri.
Grazie ancora Umbra Acque, incompreso ed ingiustamente criticato.
Fabio Arcaleni

21 agosto 2011
Malcostume alla periferia di Todi

Qualche sera fa, alla periferia di Todi, mi è capitato di incrociare un gruppo di ragazzi dall’apparente età tra i 15-17 anni. Camminavano in due in sella sui loro rumorosi motorini (qui ci sarebbe già da elevare qualche contestazione), ma la cosa che più mi ha lasciato perplesso è vedere alcuni di loro senza casco imitando atteggiamenti evidenziati da servizi televisivi in alcune realtàitaliane.
Non sarebbe il caso di intervenire con controlli più serrati? Il passo da questo malcostume alla delinquenza abituale non è lungo.
Se da un lato gli organismi preposti dovrebbero promuovere iniziative per una sana crescita dei giovani, dall’altro la repressione nei riguardi della mancata osservanza delle regole civili diventa obbligata per curare un male che sembra dilagare sempre più e non bisognerebbe attardarsi perché il cattivo esempio, come la malerba, cresce in fretta.
Se associo questo atteggiamento ad altri che leggo dalle cronache del territorio (vedi aggressione perpetrata ai danni di un infermiere dell’ospedale di Pantalla; furti in aumento ecc.) mi viene da pensare che molto sta cambiando nella tranquilla Umbria dove trovano sempre più spazio comportamenti sprezzanti delle regole del vivere civile. Disattenzione delle istituzioni troppo prese a discutere di massimi sistemi e logiche di potere? Spero che i cittadini pongano attenzione su questi fenomeni e facciano sentire la loro voce sempre più forte e soprattutto negli opportuni consessi, fino alla risoluzione dei problemi. Il
malcostume dilaga dove gli onesti tacciono.
Lettera firmata

20 agosto 2011
A Collevalenza si è toccato il fondo!

Ormai sapete tutti cos’è successo… E ormai sapete tutti cosa sta per succedere! Il preciso ed approfondito dossier dell’Anpi ce l’ha ben spiegato!
L’interrogazione presentata dai gruppi consiliari di Pd, Mre-Psi e Prc ci fa sperare che qualcuno ci spieghi come sia stato possibile!
Ma malgrado sia stato già detto tutto, da cittadino, anzi “paesano” di Collevalenza, mi sento nelle vene di dover dire la mia.
Mai avrei voluto e creduto che Collevalenza, la “mia” Collevalenza, venisse sfruttata come scenario del più grave atto di spartizione e lottizzazione politica che la storia di Todi abbia mai vissuto. La consegna in gestione di una proprietà comunale (quindi di tutti!!!) come “Il Verde Pubblico di Collevalenza” nelle mani di un’associazione vicina ad ideali di estrema destra, neo fascisti, reazionari, revisionisti, con idoli violenti e con principi contrari a quelli della Costituzione. Tutto ciò non ha precedenti nella storia repubblicana del nostro Comune.
Nel constatare questo indecente presente, permettetemi una divagazione; non posso infatti non pensare alle ACLI del paese dove ho passato la mia adolescenza, oggi completamente abbandonate a se stesse, come sembrerebbero abbandonate, a Collevalenza, le giuste regole del vivere civile.
Ma a questo punto, tornando all’attualità, la domanda sorge spontanea (cit.): il Comitato di Frazione di Collevalenza, insediatosi nel dicembre del 2007, che aveva in gestione l’area, che fine ha fatto? Come ha potuto permettere che “il Verde” andasse nelle mani di un’associazione affiliata a Casa Pound? In primis ne chiedo conto al Presidente del Comitato di Frazione e ai grandi fautori di quel “passaggio di consegne” del 2007, molti dei quali ora nell’associazione “La Contea del Terzo Millennio”. Da questo si capisce la faziosità degli esponenti della “Contea”, se volevano fare qualcosa per il “Verde” perché non l’hanno fatto come Comitato di Frazione? Hanno avuto quattro anni per farlo!!! Finalmente l’operazione di allontanamento degli storici gestori dell’area verde, fatto passare come rinnovamento e cambio di guardia, si manifesta in tutti i suoi più squallidi profili. Visti gli odierni sviluppi, il sedicente Comitato dovrebbe chiedere scusa a tutti quei cittadini che nel dicembre del 2007 hanno partecipato e votato (alcuni dei quali entrando anche a far parte del direttivo per puro e limpido spirito associativo) e che oggi si trovano di fronte una realtà molto diversa da quella che gli era stata delineata (non a caso nel direttivo del Comitato ci sono state molte dimissioni dal 2008 ad oggi!!!). Vorrei sottolineare come “Il Verde Pubblico di Collevalenza” esiste da tempo e non nasce oggi. Vorrei sottolineare come il Comitato di Frazione attuale, di cui, lo ridico, fanno parte molti che ora sono nella “Contea”, lo abbia completamente trascurato ed abbandonato dal 2008 in poi. Loro l’hanno abbandonato e nessun altro!!!
Chi avesse avuto dubbi sulle vere intenzioni che hanno da sempre mosso le azioni dell’attuale Comitato ora può vedere. Ecco qua. Tutto si è palesato! Tutto chiaro! Le forzature dell’ormai nominatissimo attuale Comitato di Frazione che ha degradato il “Verde”, erano solo un primo passaggio per consegnare un bene pubblico nelle mani di un’associazione vicina a Casa Pound.
Chi ha trasformato Collevalenza in una “cosa nostra” ora ha veramente toccato il fondo.
Manuel Valentini Coordinatore Circolo Pd Collevalenza

20 agosto 2011
Marce e ricette per superare la crisi

Da Federconsumatori – Lavoratori e pensionati con ritenuta alla fonte,commercianti ed artigiani onesti, che pagano per furbi ed evasori,e sui quali grava 90% manovra bis,indicono marcia degli onesti per aliquota del 20% sui capitali scudati.
Per non far gravare sui soliti noti la manovra lacrime e sangue del Governo,quali lavoratori e pensionati in regola con gli adempimenti fiscali, commercianti ed artigiani onesti,già bersagliati da tasse e balzelli aggiuntivi appena introdotti un mese fa,come la patrimoniale sui dossier titoli,la possibilità (necessità causa tagli) degli Enti Locali di aumentare  le proprie addizionali Irpef dell’1%,i ticket sulla salute e le accise (tasse) sui carburanti,occorre colpire evasori ed elusori fiscali,che da decenni sottraggono al fisco circa 120 miliardi di euro l’anno,ed hanno un nome e cognome perché hanno aderito al terzo scudo fiscale tassato al 5%.
Adusbef e Federconsumatori,a fronte di uno scandaloso scudo fiscale,varato dal Ministro Economia ed a fronte di una crisi straordinaria che ha colpito l’Italia anche per la sottrazione illecita di 120 miliardi di evasione annua,tornano a chiedere che il governo invece delle risibili proposte dell’1-2%,accolga la trattenuta straordinaria del 20% su tutti gli evasori fiscali dichiarati,che hanno scudato 105 miliardi di euro,che devono essere soddisfatti di aver risparmiato il 25%,rispetto ad un’imponibile medio del 50% se avessero ottemperato ai loro doveri fiscali.
Adusbef e Federconsumatori,che già il 4 novembre 2005 avanzarono la proposta di far gravare sui capitali scudati una tassa aggiuntiva del 20% equiparandola all’accordo sottoscritto nei giorni scorsi tra Germania e Svizzera per tassare e regolarizzare i capitali esportati irregolarmente nella confederazione Elvetica dai cittadini Tedeschi,che fissa una aliquota media del 26% sui capitali scudati,chiedono  adesioni della politica e della società civile ad una marcia degli onesti,da svolgere il 15 settembre 2011,per far pagare il costo della crisi anche ai furbetti ed evasori,fin troppo in sintonia con il governo e con il ministro dell’economia,che non possono continuare a fare orecchie da mercante con aliquote marginali dell’1-2%.
Per evitare che siano solo i cittadini onesti a pagare una manovra di vera e propria macelleria sociale,che avrà una pesante ricaduta sulle famiglie tra maggiori tasse e maggiori costi di sostituzione per servizi di welfare che non saranno più erogati dagli enti locali,pesanti tagli ed una perdita aggiuntiva di potere d’acquisto pari ad almeno 1.375 euro annui a famiglia,il 15 settembre Adusbef e Federconsumatori,propongono per il 15 settembre 2011, la “MARCIA degli ONESTI” con sit-in finale davanti a Montecitorio a partire dalle ore 11.00  e a Perugia ore 17.00 Piazza Italia,auspicando adesioni e grande mobilitazione di cittadini con le “tasche vuote “ per cercare di riempirle finalmente con i soldi scippati dagli evasori.
Da Moreno Primieri – Vice Sindaco Todi –  Se penso che solo fino all’anno passato nella nostra Regione c’era chi ancora proponeva di modificare lo Statuto per portare gli attuali 30 Consiglieri a 36 mi viene la pelle d’oca. Infatti, non si capisce come certi politici fossero così ciechi da non rendersi conto che la realtà umbra è sovradimensionata rispetto al territorio ed agli abitanti. Tuttavia, ancora oggi qualcuno seguita a dire che l’Umbria è una realtà virtuosa rispetto ad altre. Io non ci ho mai creduto e non ci credo, quindi ritengo che abbia fatto bene il Governo a prevedere un taglio netto ai costi della politica prevedendo il passaggio da 30 a 20 consiglieri e un massimo di quattro assessori per la Giunta.
Però, penso anche che per essere veramente efficace la riforma dovrebbe innanzi tutto alleggerire la mano sugli enti territoriali come i comuni che sono le istituzioni più vicine ai cittadini, chiamate tutti i giorni a risolvere i problemi veri della gente. I costi della politica non sono nei comuni che erogano servizi concreti e reali.
Quindi, se mai la manovra dovesse essere rivista, almeno tre punti spero che vengano presi in considerazione.
In primo luogo il dimezzamento del numero dei parlamentari fin dalla prossima legislatura. Se poi si riuscisse in maniera bipartisan a fare subito il Senato delle autonomie con 100 senatori e la riforma del bicameralismo perfetto, per evitare la duplicazione bicamerale, sarebbe il massimo. D’altra parte in uno stato federale, qual’è di fatto il nostro, non ha più senso tenere 945 deputati più i senatori a vita. Le Regioni hanno potestà legislativa esclusiva in certe materie e quindi il Parlamento deve per forza alleggerirsi. Qui avremmo sicuramente risparmi milionari.
In secondo luogo, per rendere la spesa pubblica locale più efficiente ed eliminare sprechi, prima di tutto occorre abolire i privilegi ancora concessi alle Regioni a statuto speciale. Non si capisce per quali motivi la Sicilia, la Sardegna, la Valle D’Aosta, il Trentino Alto Adige e il Friuli Venezia Giulia debbano godere di potestà esclusive e legislative concorrenti e soprattutto di privilegi fiscali che vedono lo Stato versare a queste regioni più di quanto producono. Per applicare un equo federalismo fiscale, che si ispiri al principio di trasparenza e di maggior controllo sulle scelte degli amministratori da parte dei cittadini amministrati, occorre che tutti concorrano alla pari. I correttivi di solidarietà delle Regioni più ricche a sostegno di quelle più deboli sono un altra cosa e dovranno tenere conto del territorio e del PIL di ogni Regione.
Infine, visto che è stato fatto trenta perché non fare trentuno e abolire del tutto le Province ?
Credo che puntare su questo tipo di riforma sia un’ottima strada per il Governo per risparmiare sui costi veri della politica e garantirsi un’eccellente occasione di passare alla storia del Paese come attuatore di una vera riorganizzazione dello Stato.
 

20 agosto 2011
Bandiere ed intelligenza in fumo a Marsciano

Dal confronto politico ci si aspetterebbe sempre una soglia minima di rispetto. In occasione della fine della Festa Democratica di Marsciano sono state rubate alcune bandiere dei Giovani Democratici. Naturalmente nessuno aveva intenzione di sollevare un caso per qualche bandiera rubata.
Tuttavia, alcuni giorni dopo la Festa di Liberazione di Marsciano, su facebook sono state caricate 2 fotografie che ritraevano alcuni soggetti (adulti) nell’atto di bruciare la nostra bandiera. Di fronte a questo atto inutilmente offensivo ci sentiamo indignati e increduli. Atteggiamenti del genere non appartengono ai metodi democratici di fare politica, soprattutto quando questi provengono da partiti dello stesso schieramento. Perciò ci siamo sentiti in dovere di portare a conoscenza di questo evento, sperando che non sia banalizzato, in quanto segnale di un astio che non permette confronto.
Giovani Democratici Marsciano

19 agosto 2011

Giù le mani da Todi

Non siamo abituati a dare peso alle goliardate ma non possiamo astenerci dal commentare le dichiarazioni bipartisan di esponenti di autorevoli partiti politici su riequilibri territoriali che vorrebbero la città di Todi ridotta a un mero dato numerico per il raggiungimento di un quorum.
La storia e l’autorevolezza della città di Todi consiglierebbero maggior cautela a chi si è svegliato in queste calde mattine ferragostane avanzando ipotesi fantascientifiche su futuri assetti che la riguardano.
Todi è un comune della Provincia di Perugia e tale dovrà rimanere; non sarà certo né un provvedimento delle destre fortemente lesivo delle autonomie territoriali e del tanto invocato federalismo né tanto meno i colpi di calore di qualche giocatore di Risiko troppo audace a decidere per Todi e i suoi cittadini.
Ci permettiamo, al contrario, di lanciare un appello per unire gli sforzi di tutte le forze politiche e sociali per contrastare una manovra che, accanto alla soppressione di alcune province, cala come una mannaia sui redditi medio bassi e sulle famiglie, mettendo a repentaglio una uscita dalla crisi che tuteli principalmente i soggetti più deboli della società.
Auspicando che l’arrivo dell’autunno stemperi i bollori di questi giorni presenteremo a breve un ordine del giorno sulla vicenda per tutelare il diritto di Todi e dei tuderti a non essere trattati come pedine di un gioco che sta assumendo i toni di una farsa
Il Consigliere comunale Prc Andrea Caprini

19 agosto 2011 

Brava Presidente

La 46^ edizione delle "Giornate Massetane" si è conclusa e dunque è il momento di tirare le somme dei risultati, certamente positivi, al di là di ogni più rosea aspettativa ed a fronte delle premesse incerte e dei tempi fattisi strettissimi, entro i quali, la nuova gestione capitanata dalla neo presidente Francesca Orsini Federici, è stata costretta a muoversi.
La nuova presidente è riuscita velocemente a convogliare intorno a se, oltre ovviamente ai componenti il Consiglio Direttivo, una vasta ed eterogenea compagine di cittadini- collaboratori  i quali tutti , in un’eccezionale ed encomiabile unità di intenti, a testa bassa e lavorando alacremente ha saputo costruire e portare a termine un nutrito programma di manifestazioni, condiviso ed apprezzato da un elevato e costante riscontro di pubblico. La   sua pacata autorevolezza ( si badi bene autorevolezza e non autoritarismo) , ha giocato il ruolo determinante, unitamente al suo carattere gioviale, democraticamente aperto ed attento a tutti i suggerimenti, pronto a coglierne ogni aspetto che, in qualche modo, avesse potuto arricchire l’intero percorso organizzativo degli eventi.
Dunque una chiave di volta saldamente poggiata anche sulla sua familiarità con il project management, un modo di essere e di fare rivelatori delle capacità di una persona che, in buona sostanza , ha già saputo  ridisegnare, migliorandolo, il volto  della pro loco massetana.
Edoardo Antonelli

18 agosto 2011
Area Verde di Collevalenza in mano ai neofascisti di “Casa Pound Italia” ?

Solo poco tempo fa il consigliere di Fiamma Tricolore Epifani, era ostile verso questa formazione politica, soprattutto al suo capo, Gialluca Iannone, che definiva un “Capo Popolo” dedito alle occupazioni e agli scontri di piazza. In seguito alla deriva berlusconiana del suo partito, rimasto un “cane sciolto”, si converte e fa un patto con l’ex nemico di Casa Pound, il quale gli garantisce la sopravvivenza politica attraverso i voti e il galoppinaggio elettorale. Gli effetti si vedono subito: i neofascisti di Casa Pound Italia, entrano con forza all’interno del Comune di Todi.
Andrea Nulli, dirigente di spicco di CPI, scrive: “…Casa Pound Italia è parte integrante dell’Amministrazione Comunale (di Todi ndr), dopo aver trovato un accordo con il consigliere Epifani con il quale abbiamo appunto deciso di collaborare insieme tramite un direttivo politico […] Questo ci permetterà di prendere parte alle decisioni importanti dell’Amministrazione, dire la nostra e cercare di portare le nostre proposte e iniziative direttamente dall’interno”.
Il “ricatto politico” messo in atto da Epifani, attraverso il “commissariamento della giunta Ruggiano” a suo dire troppo berlusconiana, funziona, e presto CPI gode dell’appogio della giunta. Ultimo gravissimo episodio, l’indiretta concessione dell’area verde di Collevalenza, attraverso un’associazione che sembra proprio creata per l’occasione. La giunta Ruggiano, con Convenzione Rep. 8661 del 15.12.2010 (deter. del Dir. Resp.del Servizio Tecnico n° 421 del 12.10.2010, reg. gen. 1219) affida all’ Ass.Cult. “Contea del Terzo Millennio”, l’uso in gestione per 9 anni dell’Area Verde comunale di Collevalenza. Direte: perché indiretta, che c’entra la “Contea del Terzo millennio” con Casa Pound Italia?
Chi sono e cosè l’ Ass. Cult. “ Contea del Terzo Millennio”. La nuova associazione indica la propria sede presso l’area verde di Collevalenza. Come tutte le associazioni, hanno finalità sociali meritorie e niente politica. Ma perché questo nome?
Ve lo spieghiamo noi: i soci fondatori della “Contea del Terzo Millennio” sono perlopiù membri dell’organizzazione neofascista “Casa Pound Italia”, i cui adepti si autodefiniscono “Fascisti del Terzo Millennio”. La “Contea”,invece, è un tipico luogo-simbolo dell’ immaginario fascista, Collevalenza non era certo una contea! Il logo dell’associazione, un cerchio nero e rosso, è invece ispirato al logo di “Radio Bandiera Nera”, emittente radiofonica di Casa Pound Italia; inoltre, cosa ancora più grave, l’ Area Verde Comunale di Collevalenza, destinata a parco per bambini, anziani e attività ludiche innocenti, risulta ora nella lista delle sedi di Casa Pound Italia come “Spazio non Conforme”. Questo e’ assurdo e indecente! Chi li ha autorizzati?
Cos’è “Casa Pound Italia”. CPI ha il suo quartier generale a Roma, in uno spazio di proprietà pubblica del valore di 11 mln di euro donato da Alemanno. Questa organizzazione neofascista anima strutture collaterali che si presentano sotto forma di associazioni culturali, tentano d’ingannare le nuove generazioni con un finto fine sociale che invece cela violenza e interessi politici importanti e personalistici. Nonostante si dichiarino anticapitalisti e antirazzisti, CPI appoggia il capitalista Berlusconi, persegue la violenza a danno di immigrati, studenti e avversari politici. Sono costantemente controllati dalle forze dell’ordine.
ALLA LUCE DI QUANTO EMERSO, l’ANPI TODI CHIEDE:
1) che il sindaco Ruggiano riferisca immediatamente in consiglio comunale su quanto accaduto, se era al corrente dell’inserimento dell’area verde negli “Spazi non Conformi” di CPI e, magari, come cittadini e antifascisti, vorremmo conoscere la consistenza e la natura del presunto accordo politico tra la maggioranza ed i neofascisti di Casa Pound Italia.
2) l’immediata revoca dell’affidamento dell’area verde all’Ass. Cult. “Contea del Terzo Millennio”, per aver indicato l’area verde stessa, come “Spazio non Conforme” di Casa Pound Italia, un’associazione (neofascista) esterna, cosa, come sembra, non prevista nella convenzione. La lista dove è segnalata è consultabile nel sito web ufficiale dell’organizzazione. Il tutto è documentato dall’ANPI Todi.
3) In considerazione della pericolosità sociale di Casa Pound Italia, associazione costantemente attenzionata dalle forze dell’ordine per le ripetute violenze e attività illegali (violenze, occupazioni di proprietà pubbliche e private, ecc…) e in attesa di un’eventuale decisione in merito da parte del Comune, chiediamo che la comunità di Collevalenza sia messa al riparo da possibili eventi negativi, o peggio ancora, in uno stato di pericolo costante per i fruitori dell’area verde, attraverso l’istituzione di una commissione di garanzia esterna all’Ass. “Contea del Terzo Millennio”, che valuti preventivamente le iniziative che verranno svolte nell’area verde di Collevalenza, soprattutto se prevedono la presenza di soggetti esterni alla comunità locale.
4) Chiediamo inoltre le dimissioni degli assessori che hanno firmato la delibera pur conoscendo la natura dell’associazione “ Contea del Terzo Millennio” ed i forti legami della stessa con CPI.
Anpi Todi

18 agosto 2011
A Todi scoppia il caso della "Contea del 3° Millennio" legata a Casa Pound

Questa mattina i gruppi consiliari di Pd, Mre-Psi e Prc hanno consegnato al protocollo del Comune di Todi un’interrogazione urgente sulla questione dell’affidamento della gestione del Verde pubblico di Collevalenza all’Associazione “La Contea del 3° Millennio”. Da statuto questa associazione figura come associazione di promozione sociale, culturale, ricreativa e sportiva dilettantistica senza fini di lucro. In realtà, navigando nel sito dell’Associazione di Casa Pound Italia, la troviamo tra i cosiddetti “Spazi non conformi” legati proprio a Casa Pound, con tanto di indirizzo: “Fraz. Collevalenza – Vocabolo Castello snc – Todi”. Casa Pound, legata a filo diretto con il Blocco Studentesco, è un’associazione di tipo politico che si rifà direttamente agli ideali ed ai valori dell’ideologia fascista. L’associazione “La Contea del 3° millennio”, legata a Casa Pound e a Blocco Studentesco, ha quindi un connotato politico evidente, riconoscendosi negli stessi ideali.
L’Amministrazione Ruggiano ha dato in gestione una proprietà comunale ad un gruppo di estremisti!
Come il Sindaco intende giustificare questo atto scandaloso? Tutto ciò non è in contrasto con il Regolamento comunale per l’affidamento delle aree verdi, in base al quale queste non possono essere date in  gestione ad associazioni che abbiamo interessi di parte e non generali?
Crediamo che sia grave e lesivo dell’immagine del Comune di Todi che la sede del Verde Pubblico di Collevalenza compaia come “spazio non conforme” nel sito www.casapounditalia.org, quale sede dell’Associazione “La Contea del Terzo Millennio”.
Sabato 20 agosto ci sarà l’inaugurazione di questo spazio verde e la locandina dell’evento è stata esposta per giorni nel sito di Casa Pound. In altri volantini distribuiti “La Contea del 3° millennio” annuncia presuntuosamente  la nascita di qualcosa “dove prima non c’era niente”. In realtà il Verde pubblico di Collevalenza è patrimonio collettivo da decenni, non è stato certo inventato ieri o oggi dal centrodestra, ma è stato creato in passato grazie alla buona volontà di semplici cittadini. Ora l’Amministrazione Ruggiano, sempre più in mano all’estrema destra, concede lo spazio pubblico ad una parte, non alla collettività!
Stigmatizziamo e denunciamo pubblicamente l’operato dell’Amministrazione comunale e chiediamo l’immediata risoluzione della convenzione con l’Associazione “La Contea del 3° Millennio” . L’interrogazione è stata mandata per conoscenza anche al Prefetto di Perugia.
Gruppi consiliari di Pd – Mre-Psi – Prc

17 agosto 2011
Roberto De Vivo, responsabile giovani del Pdl Todi, fa il punto sulle politiche giovanili

L’attuale amministrazione comunale ha investito molto sui giovani. I molti progetti portati a termine dal comune di Todi, in questi ultimi quattro anni a loro favore sono veramente significativi. L’economia locale soffre molto a causa delle continue perturbazioni finanziarie, di cui ogni giorno siamo costretti a sentire e a leggere ulteriori notizie : nonostante questa grave situazione economica, il nostro comune è riuscito ad elaborare politiche giovanili di grande rilevanza pubblica. I giovani rappresentano infatti l’energia nuova che serve al nostro territorio per guardare al futuro.
Quest’anno ho avuto modo di partecipare alla conferenza stampa sul resoconto del triennio di gestione dell’associazione"fatTodigiovani" per la Scuola Comunale di Musica della nostra città. I risultati ottenuti sono il frutto di un’energia nuova; un’energia che è riuscita a creare, in tre anni, otto corsi in più d’insegnamento con 153 iscritti rispetto ai novantanove dei tre anni precedenti. Insomma risultati straordinari, che vedono in prima linea il presidente dell’associazione sopra citata Lorenzo Brizioli, cui vanno le mie congratulazioni per il lavoro svolto in questo periodo, nonchè i miei auguri per i prossimi anni di attività. I complimenti ovviamente li estendo anche a tutti i giovani e non giovani dell’associazione, insieme agli insegnanti, allievi e musicisti, che si sono impegnati per raggiungere questo splendido risultato. Insieme agli ottimi risultati della Scuola Comunale di Musica, c’è da segnalare la nuova edizione del Todi Arte Festival, che per la prima volta vede la direzione artistica affidata a una coppia di giovani, Giulio Castrica ed Emiliano Leonardi. Una straordinaria edizione che vedrà la partecipazione di artisti di prestigio del mondo dello spettacolo, tra cui Alex Britti, Enrico Brignano, Giorgio Albertazzi, Renzo Arbore e altre personalità. Un Todi Festival ricco di talenti, degno di una direzione artistica di alto livello. Personalmente esprimo le mie congratulazioni alla direzione artistica, e in particolare a Giulio Castrica, una persona a me molto cara, fin dai tempi delle scuole medie. Ho un ricordo molto positivo di Giulio: suonavamo insieme la chitarra classica e abbiamo partecipato a moltissimi concerti. Ciò che lo caratterizzava, e tuttora lo caratterizza, era lo straordinario talento che aveva nel suonare e nell’insegnare a suonare. Un ultima considerazione riguarda l’amministrazione comunale, che ha affidato con perspicacia e senso innovativo a giovani personaggi locali eventi di spicco della nostra città, riconoscendo i talenti e le capacità professionali. Valorizzare quindi i giovani per sviluppare un futuro con valide prospettive per Todi ed il suo territorio.
Roberto De Vivo – Responsabile settore giovanile Pdl-Todi

16 agosto 2011
Riflessione ternana sulla soppressione della Provincia

L’approvazione del decreto legge presentato dal Governo prevede, tra l’altro, la soppressione delle Provincie con popolazione inferiore ai 300.000 abitanti o ai 3000 Km, l’unione dei comuni con popolazione inferiori ai 1000 abitanti, la soppressione degli enti con meno di 70 dipendenti.
Misure sbrigative e dettate, come spesso accade in Italia, dall’emergenza e che tuttavia possono rappresentare una grande opportunità per riaprire, e portare finalmente a termine, un dibattito sulla riforma dello stato che ormai non può più essere posticipato. 
Il numero di province italiane che verranno soppresse sarà tra  le 24  e le 35 unità, a seconda dei risultati del censimento previsto per la fine del 2011 e tra queste è inclusa anche la Provincia di Terni. Se applicato il risultato sarebbe una regione, l’Umbria, con una sola provincia, Perugia. Una situazione francamente improponibile nella quale ci sarebbe la sovrapposizione tra due enti di uguale estensione per cui si potrebbe arriverebbe al paradosso di una regione senza province.
Se così fosse si aprirebbe, necessariamente, un discorso sull’utilità della regione Umbria con le possibili ipotesi di smembramento del territorio regionale e successivo accorpamento di tali parti con le regioni limitrofe ovvero l’accorpamento tout-court del territorio umbro ad altre regioni con la creazione delle macro regioni. Questa idea non è nuova e come è noto è stata presentata alcuni anni fa dalla Fondazione Agnelli, ma è sicuramente attuale. Un’attualità dettata da ragioni economiche, la globalizzazione e la necessità di competere con altri territori, ma anche politico istituzionali ovvero il progressivo passaggio di poteri dallo stato nazione all’Unione Europea. In questo scenario le regioni italiane devono ancora acquisire quella capacità di lobbying senza la quale non si esiste nell’arena comunitaria. La ridefinizione delle regioni italiane rientra in questa visione che o è europea oppure non ha ragione di esistere. Il raggiungimento di questo obiettivo implica una situazione transitoria e qui torniamo al tema delle provincie e dell’Umbria.
Che fare? In primo luogo penso che la soluzione, ancorché transitoria in attesa della riforma del titolo V della Costituzione, debba emergere da un dibattito franco e senza preclusioni tra le forze politiche e sociali  del territorio in quanto, senza il dovuto consenso, nessuna riforma è fattibile.
In questi giorni sono emerse alcune proposte per il mantenimento delle due province umbre che prevedono un riequilibro “esterno” della provincia di Terni attraverso l’accorpamento della provincia di Rieti, che tornerebbe a far parte dell’Umbria come in passato, oppure attraverso la creazione di una grande provincia tra Terni, Rieti e Viterbo che diverrebbe parte della regione Lazio.
Io credo, però, che tra le diverse soluzioni possibili meriti di essere approfondita quella praticabile in minor tempo, oggettivamente più realistica ed equa: il riequilibrio territoriale. Argomento di cui da sempre si parla, ma mai veramente perseguito. Esso implicherebbe la rimodulazione dei confini della Provincia di Terni includendo Spoleto, Todi, Massa Martana e i comuni della Valnerina. 
Infine, penso che una seria ed improrogabile riflessione vada fatta sulla necessità di sopprimere le decine di Enti inutili e di modificare la legge elettorale regionale abolendo il listino “dei nominati” e proponendo, anche per la regione, l’istituzione di collegi uninominali.
Il dibattito è aperto e credo sia ormai necessario ed improrogabile tenere in considerazione un ripensamento del sistema dei poteri locali che richiede riforme forti, se si vuole un federalismo vero, cioè delle responsabilità, senza sommare a spese centrali spese locali. Un’ idea di federalismo nazionale e una prospettiva europea sulla base del principio di sussidiarietà.
Se non ora quando?
Alex Paiella – Membro coordinamento Provinciale IDV Terni

13 agosto 2011
Un ministero sotto casa …lo voglio anche io

Ai miei tempi si osava chiedere qualche cosa, un regalino, al bambino  Gesù e al suo corriere babbo Natale. Adesso a “mamma Italia “ si chiede di tutto  e di più, compreso il farsi da parte nelle sue istituzioni fondamentali, leggi base come la carta costituzionale – che tutto il mondo con la testa sulle spalle ci invidia – e proprio in barba alla carta fondamentale del nostro paese “ alcuni signori “ hanno aperto ministeri sotto casa adducendo, tra l’altro, che la gente attiva, produttiva, quella del PIL è solo da quelle parti dimenticando che senza la grande abnegazione dei lavoratori del sud prima e degli extra comunitari oggi il loro Pil sarebbe poca cosa. Essendo questi “signori” parte attiva dell’attuale governo non farebbero meglio a vigilare affinché i soldi che spettano ai cittadini del sud  siano adoperati per risolvere annosi problemi sociali dell’area piuttosto che continuare ad andare nelle tasche di discutibili politici ed imprenditori – anche nordici – collusi con tutto quanto, a prescindere, può fare profitto. Solo così potrebbero rifarsi un volto ed essere perdonati delle tante “cafonerie” fin qui viste e ascoltate. Comunque, sentita l’aria che tira e, per non perdere il treno, un ministero sotto casa lo chiedo anche io anzi,come direbbero quei signori, lo voglio perché sono nato e cresciuto da famiglia contadina e diretto coltivatrice, ho frequentato scuole basse e alte di agricoltura, vasti impegni pro iniziative sociali, “ridendo e scherzando” ho elevato “Agriumbria” a rango di fiera nazionale. Quindi il ministero da portare sotto casa potrebbe essere quello della agricoltura. A pensarci bene avrei da completare il restauro di un rudere agreste di famiglia per avviare una fattoria didattica. Qui potrebbero essere ospitati per “Corsi di rieducazione alla politica volta al bene comune” l’abbondante numero di “cafoni” che scolorano la politica italiana. Scoprire e/o riscoprire che la VANGA ha ancora la punta d’oro potrebbe non essere troppo tardi. E’ un sogno e i sogni aiutano a vivere meglio perché non poche volte si fanno realtà. A ben sperare. Sante Filippettti anche detto ‘ntonio, della serie “chi non scherza non è serio”. Ma quelli che ho sopra citato scherzano o fanno sul serio?
Sante Filippetti

13 agosto 2011
Ancora sulla vicenda del Tuderock

Epifani e il Pdl hanno cercato di fare  furbi, ma si sono rimediati una bella figuraccia. Invece di chiedere le mie dimissioni, perché non si sono interrogati sul perché quest’Amministrazione ha ignorato un evento storico come il Tuderock, abbandonandolo a se stesso? I cittadini devono sapere che, se fosse per Epifani, Ruggiano e il Pdl il Tuderock non ci sarebbe più, a parte il dietro front dell’ultimo minuto seguito alla presa di coscienza dell’errore commesso. Invece di ringraziare e aiutare a tempo dovuto le due associazioni, il Comitato per il Verde di Cappuccini e l’Associazione Foxy Lady, che hanno rimesso in piedi il Tuderock dopo un anno di stop, si sono buttati in polemiche politiche fini a se stesse chiamando in causa la sottoscritta…. a quale scopo? È questo il loro modo di pensare ai giovani di Todi?
Quando hanno chiesto un mio passo indietro, forse si sono dimenticati di aver dato soldi pubblici ad un’Associazione nel cui comitato scientifico sono presenti un consigliere e una esponente della Giunta, per presentare un libro sui rapporti tra chiesa e Repubblica di Salò. Che hanno speso altri soldi di tutti per degli opuscoli di pura propaganda. Che hanno appoggiato e patrocinato concerti e iniziative di gruppi di estrema destra per accontentare uno dei loro consiglieri. Forse sarebbero altri a doversi dimettere!
Da parte mia posso solo dire di essere felice, da semplice cittadina, di dare un piccolo contributo all’importante lavoro portato avanti da due associazioni per consentire ai giovani musicisti di Todi di esibirsi su un palco.
Romina Perni

11 agosto 2011
Perdita idrica occulta: Umbra Acque vuole essere pagata

Quella che doveva essere una semplice questione  di manutenzione di un impianto e di definizione delle relative conseguenze tra Comune di Todi ed Umbra Acque  s.p.a. si è trasformata in una incresciosa vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’Associazione ONLUS Centro di Aggregazione Verde  Quartiere Europa, in Todi.
Questi i fatti: nel 2008 il Comune di Todi affidava in gestione al Centro di Aggregazione Verde  Quartiere Europa  il centro polifunzionale pubblico ubicato nel popoloso quartiere Europa di Todi. All’Associazione la cura ordinaria del centro e degli spazi circostanti,  mentre il Comune di Todi doveva e deve garantire gli interventi di manutenzione straordinaria. Nel mese di Maggio 2009 Umbra Acqua segnalò alla Associazione concessionaria un consumo d’acqua  anomalo, che poi si verificò dovuto ad un guasto occulto nell’impianto idraulico del bagno esterno accessibile a tutta la popolazione. Momentaneamente si provvide a chiudere la valvola che consentiva la fornitura di acqua al bagno, con l’impegno da parte del Comune di effettuare gli interventi necessari per ripristinare il corretto funzionamento dei bagni e per risolvere il problema del consumo anomalo con Umbra Acque.
Senonché  Umbra Acque trasmise alla Associazione una fattura relativa ai consumi del periodo in questione  di ben 14.428,83  €.
A seguito delle ovvie proteste presso il Comune e presso la società concessionaria del servizio idrico, la fattura fu ridotta ad € 7.516,64, che però costituisce cifra pur sempre esorbitante per l’Associazione, che svolge attività di mero volontariato per l’aggregazione degli anziani della città di Todi, e che può contare su poverissimi introiti.
La Presidente Bruna Arcangeli  ha cercato in ogni modo di ottenere lo storno completo della fattura, ovvero un intervento del Comune che tenesse indenne l’Associazione  dalle richieste di Umbra Acque proprio in considerazione del fatto che l’anomalo consumo di acqua era imputabile ad un difetto  dell’impianto del centro di proprietà Comunale.
Epperò, nonostante  le assicurazioni del Sindaco, del Vice Sindaco e dell’Assessore ai Lavori Pubblici, nel maggio 2011  il Centro di Aggregazione Verde  Quartiere Europa ha ricevuto un’ingiunzione di pagamento di € 7.516,64 da parte di Umbra Acque, ed è stata costretta ad opporre detta ingiunzione dinanzi al Tribunale di Perugia chiamando in manleva il Comune di Todi.
Fortunatamente su ricorso dell’Avv. Enrico Marconi il Tribunale ha subito sospeso l’efficacia della ingiunzione, mentre la causa come sopra introdotta dovrà seguire il normale corso.
Restano ora  la preoccupazione per l’esito finale della vicenda e l’amaro sfogo della Presidente e degli Associati  del Centro di Aggregazione Verde  Quartiere Europa che, pur avendo manifestato ampia disponibilità nei confronti del Comune per valutare ogni possibile soluzione gestionale, anche in relazione al limitrofo nuovo parco di recente inaugurazione, chiedendo soltanto garanzie al Comune per evitare l’ingiusto pagamento delle somme ingiunte, oggi si sentono traditi e trascurati, se non sbeffeggiati in relazione all’impegno quotidianamente profuso per il bene della collettività.
La speranza, forse ultima a morire, è che si possa evitare di dover attendere la sentenza di un Giudice per poter risolvere i problemi insorti tra un’associazione di volontariato ed il Comune di appartenenza.
Centro di Aggregazione Verde  Quartiere Europa, la Presidente

11 agosto 2011
Tuderock: il centrodestra non sa neanche di cosa parla

In merito all’attacco compiuto dal consigliere Mario Epifani e dal Pdl a Romina Perni, accusata di organizzare il Tuderock per ostacolare la riuscita del Todi Festival, vorrei precisare che il Tuderock, come l’anno scorso, è organizzato dal Comitato per il Verde di Cappuccini e dall’Associazione Culturale Foxy Lady (che è organizzatore storico), non da Romina Perni.
Dopo l’edizione in piazza del 2008, non c’è stato nessun Tuderock nel 2009. Un evento storico ha rischiato di non esserci più. Nel 2010 è rinato grazie all’idea di alcuni ragazzi e alla buona volontà del Comitato e di Foxy Lady che, senza alcuna partecipazione pubblica, hanno deciso di organizzarlo lo stesso. Era stato richiesto un contributo al Comune ma la richiesta è caduta nel vuoto. Il successo di pubblico è stato enorme perché si tratta di un evento molto sentito dai giovani tuderti, e non solo. Cosa ne sarebbe stato del Tuderock se qualcuno non si fosse rimboccato le maniche e avesse deciso di farlo ugualmente, senza l’appoggio di nessuno?
Anche quest’anno è andata così. La concomitanza con il Todi Festival era inevitabile perché praticamente tutta la Festa del Quartiere, nell’ambito della quale si svolge il Tuderock, si tiene storicamente a cavallo tra agosto e settembre. La decisione di realizzarlo di domenica, e non come l’anno precedente in un giorno lavorativo, è dovuta a motivi organizzativi e allo scopo di favorire così l’affluenza di quanti sono appassionati a questa musica. Non ci sembra che uno spettacolo di teatro che si tiene alle 21 venga ostacolato da un concerto che inizierà alle 15 e durerà fino a notte e comunque vorrei precisare che la data del concerto era stata decisa già da mesi quando il programma del Todi Festival non era ancora stato reso noto. Mi stupisce il fatto che invece di contattare il Comitato o Foxy Lady, magari per contribuire all’organizzazione dell’evento o per parlare di eventuali problemi, l’Amministrazione abbia deciso di far diventare una rassegna aperta ai giovani di Todi, che nasce dal basso, una questione di parti politiche. Mi dispiace!! Perché nessuno ha risposto alla richiesta di contributo e patrocinio fatta dal sottoscritto?
Se l’Amministrazione o qualche consigliere aveva qualcosa da ridire sulla data della manifestazione, che non è comunque iniziativa del Comune di Todi, è a queste associazioni che doveva rivolgersi, non certo a Romina Perni che è solo una delle tante persone che danno una mano volontariamente e gratuitamente nell’organizzazione dell’evento. Anzi… se Mario Epifani e il Pdl di Todi vogliono anche loro dare una mano alla Festa e al Tuderock, sono ben accetti: non per fare polemiche, ma per portare volantini, stare in cucina, portare a tavola, sparecchiare, ecc. Per questo c’è posto per tutti! Concludo dicendo che la Festa comincia il 26 agosto, siete tutti invitati.
Antonio Padovani – Presidente del Comitato per il Verde di Cappuccini

9 agosto 2011
Mario Epifani: un po’ di chiarezza sul nuovo depuratore di Todi

In merito alla questione del depuratore se ne sentono di tutti i colori e c’è chi straparla senza avere cognizione. Leggo che si sostiene che il depuratore in fondo non serva e che questi soldi potrebbero essere spesi per il sociale e dirottati verso famiglie indigenti. Sento dire che basterebbe fare manutenzione a quelli già esistenti e che a volerlo sia Umbria Acque per fare profitto.
Ci sono poi le lotte di fazione per la scelta del sito, scelta che non ha fatto il comune di Todi ma è frutto di studi e valutazioni di tecnici. In merito ai depuratori esistenti, mai perfettamente funzionanti (sin dalla loro realizzazione), sono obsoleti e farli funzionare costerebbe quanto costruirne uno unico, senza avere il risultato di uno smaltimento dei liquami funzionale e con costi di gestione razionale. A chi sostiene che non serve voglio ricordare che sotto la Giunta Marini se ne voleva costruire uno con potenzialità quattro volte superiore a Monte molino e che avrebbe ricevuto i liquami perfino di Deruta e Marsciano.
Il depuratore ce lo impone, innanzi tutto una coscienza ambientale ma anche la Comunità Europea, dalla quale siamo segnalati come inadempienti. I fondi sono, infatti, in gran parte, dell’Europa e non possono essere dirottati per interventi di altra natura, sia essa sociale o quant’altro. Guarda caso che il ritrovamento di resti romani, improvvisamente, sta a cuore a chi è contro, non tanto al depuratore, ma all’Amministrazione Ruggiano. Altrimenti si preoccuperebbero della Domus Romana, tanto per fare un esempio, sotto la palestra della Cocchi, che sono resti di immenso valore che versano in condizioni di disfacimento. Non è vero che la Sovrintendenza non abbia già espresso un parere a che nulla osta alla costruzione del depuratore.
E’ vero invece che questa autorizzazione a proseguire i lavori, spostando il sito di alcune decine di metri, “ristagna” e non viene consegnata alla Regione perché qualcuno ne sta ostacolando l’iter. Se, per interessi particolari, famigliari ed elettorali, si ritardasse la sua realizzazione, perderemmo la possibilità di usare gli investimenti europei e ci troveremmo senza depuratore ed in mora con le direttive della Comunità Europea. I cittadini di Todi, senza accampare posizioni egoistiche, devono prendere atto che attualmente, i nostri depuratori non depurano ed immettono i liquami altamente inquinanti direttamente nel Naia e nel Tevere. Costruire il depuratore è un dovere di civiltà.
Mario Epifani


9 agosto 2011
Tuderock contro Todifestival: il Pdl chiede le dimissioni della Perni

Grave l’atteggiamento del Consigliere Romina Perni che, tentando di politicizzare un uniziativa culturale come il Tuderock, spera di boicottare il Todiartefestival, non rendendosi conto di arrecare danno alla città, al tuderock ed ai tanti giovani che desiderano solo suonare e divertirsi.
Mai ci saremmo aspettati da parte della consigliera comunale Romina Perni,  Presidente della Commissione Cultura e tra le promotrici dell’edizione 2011 di Tuderock,  una simile mancanza di sensibilità e attenzione.
Fissare la data della manifestazione rock al 4 settembre al quartiere Europa in concomitanza con la chiusura del Todi Arte Festival, in cui Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer si esibiranno in “Amleto ed altre storie”, rappresenta secondo noi un vero e proprio sfregio alla città, nonchè un atto di sfida nei confronti degli organizzatori, giovani concittadini tuderti, che con sacrificio e massimo impegno, stanno lavorando ora dopo ora per la riuscita del Festival cittadino.
Crediamo  che una simile scelta possa mortificare anche il valore di una storica manifestazione tuderte, come il Tuderock appunto, che avrebbe potuto benissimo trovare spazi localizzazioni e tempi di gran lunga migliori.
La consigliera Perni dimostra ancora una volta, avallando una scelta che, ad esser buoni, puó definirsi infelice,  di non essere all’altezza del ruolo che il Consiglio ha voluto affidarle.
Speriamo che ne tragga le doverose conseguenze, ma speriamo soprattutto che si possa ancora porre rimedio a questa grossolana leggerezza nell’interesse della città, della cultura in generale e soprattutto di tutti quei ragazzi che intenderanno partecipare come interpreti o spettatori alla manifestazione musicale.
A tal fine il Pdl di Todi ritiene che i propri consiglieri presenti in commissione cultura chiedano al consigliere Perni di riunire quanto prima la commissione cultura con l’obiettivo di individuare una soluzione utile ad evitare tale increscioso episodio.
Il Pdl di Todi si rivolge inoltre all’Amministrazione e al Sindaco Ruggiano chiedendo di valutare la possibilità di far tornare questa importante manifestazione giovanile nel centro storico della nostra Città.
PDL Todi

8 agosto 2011
Il depuratore a Porchiano è un controsenso!

Ci sentiamo in obbligo di eprimere la nostra posizione dal momento che a distanza di due anni dall’annuncio del progetto c’è ancora chi stravolge i termini della questione!! Perché se è vero che il DEPURATORE è fondamentale per la funzionalità civile della città di Todi, (e l’infrazione europea è già esistente), a maggior ragione  è inconcepibile che un’amministrazione attenta alle necessità dei propri cittadini non abbia voluto prendere in considerazione le ragioni del nostro patrimonio naturale: il paesaggio è un bene comune come l’acqua ed il sole! Se il COMUNE di TODI vuole rinunciarci sappia che lo fa a nome e per conto delle prossime generazioni!
Come si è arrivati a determinare il sito di Porchiano? Questo è il punto cruciale! Perché siamo tutti d’accordo sulla necessità del Depuratore, ma nulla ostacolava di rivedere   il progetto sotto la luce della salvaguardia di un luogo naturalmente immacolato, libero dal danno del cemento, senza privilegiare l’interesse ed il mercimonio, ma con mente scevra da pregiudizi,  si poteva ricalcolare i km di collettamenti ed il loro percorso per  arrivare ad uno degli otto depuratori già esistenti, senza ulteriori compromissioni.
Viene il dubbio che ci sia più profitto a costruire un Depuratore ad 1 metro da un sito archeologico che adeguarne uno in un posto dove già esiste! Non vorremmo che sia per questo che da   8,7 milioni di Euro europei stanziati dall’Ato con  il progetto preliminare del 5 febbraio 2010, si arriva oggi agli 11 milioni di cui si parla!
Immaginiamoci solo per un attimo quell’angolo all’imbocco delle Gole del Forello, con una Villa Romana che affiora dal terreno  (l’area Archeologica presumibilmente arriva fino a Porchiano perché lì, sotto il Castello, c’è da sempre un sito e dei reperti di epoca romana Imperiale – c’è chi è certo che sia lì un mosaico incredibile con scene erotiche) con accanto 2 vasconi  rotondi di dieci metri di diametro e ben 6 costruzioni di cemento armato per la decantazione dei liquami! Che spettacolo!
Proprio l’eredità che ci hanno lasciato i nostri avi tuderti: con la Piazza, i Nicchioni, la Consolazione e… il Depuratore!
Comitato per la Salvaguardia dell’Ambiente

8 agosto 2011
Estate calda per le associazioni dei consumatori utenti

Uffici affollati da chi non riesce a pagare le bollette,non riesce a ricontrattare il mutuo,è arretrato con il pagamento del credito a al consumo (prestito) ed è letteralmente inseguito dal recupero crediti,cartelle esattoriali e contratti vessatori con fatturazioni per forniture servizi che volano facilmente sopra  tremila euro o comunque  con crescite improvvise del 15%.
In questo clima di persone indebitate ,in ritardo con i pagamenti,sofferenti per mancanza di informazioni e disperate perché l’unico contatto/ risposta (quando va bene) è un freddo operatore telefonico,si inserisce un bombardamento mediatico sul crollo delle borse,di fallimenti annunciati,smentiti,confermati,degli stati sovrani.
I cittadini sono frastornati,spaventati,persi nelle notizie lette sulle locandine di un giornale,ascoltate dal televisore al bar mentre tentano la fortuna con un gratta e vinci o a lotto.
Anche chi ha qualche risparmio,soprattutto i piccoli risparmiatori,sono presi da colpi di panico per le notizie che i loro sospirati e sudati soldi non valgono più o rischiano di diventare carta straccia.
Soprattutto le persone anziane o con una rete familiare debole sento il bisogno di conoscere che cosa sta succedendo e di essere rassicurati,ecco quindi le tante telefonate e visite,fatte con molta titubanza e riservatezza,quasi vergogna,agli sportelli di Federconsumatori,con una richiesta martellante:per favore un esperto,un avvocato o il presidente per  …. una informazione ….. che cosa posso fare per essere al sicuro … con chi devo parlare …. di chi mi posso fidare.
C’è sfiducia nello stato e nelle istituzioni ( tra queste soprattutto le banche ) oltre che nella politica attuale. Per uscire  dalla crisi  non è sufficiente la fiducia nel Presidente della Repubblica.
Si rende necessario mettere in atto una forte manovra  anche anticipata accompagnata da segnali di equità ed esempi radicali. Per iniziare:
-contributo solidaristico dai redditi superi orinai 100 euro,
-tassa su rendite finanziarie (eccetto titoli di stato)a media europea del 20%,
-più determinata lotta all’evasione( non ci può essere una classe di governo che quando chiede sacrifici,rigore equità,non ci crede neppure lei. Strizza l’occhio,come a dire:sacrifici si,ma domani ..basta che paghino gli altri. Peccato che domani-oggi- è troppo tardi.
Da subito scelte su spese inutili,principalmente su:
° abolizione delle provincie,
° abolizioni miriade enti inutili,
° accorpamento piccoli comuni,
° taglio stipendi dei manager pubblici,portandoli ad un livello identico a quello dei redditi dei parlamentari,a loro volta collocati su media europea.
Dalla crisi si esce anche con una forte dose di fiducia nel futuro, nelle istituzioni ,nella capacità di reazione del paese  animati da una forte coesione sociale,come del resto in passato ciò è stato in momenti di emergenza. Oggi, dal nostro piccolo punto di incontro giornaliero con la società,osserviamo che tutto ciò si sta allontanando, subentra rassegnazione ,diffidenza,paura del domani,dell’altro del diverso.  Se n faranno la solita operazione di facciata e pannicelli caldi per i potenti e eccessivi sacrifici per gli altri, avremo un settembre con brutto risveglio. I cittadini stanno uscendo dalla rassegnazione e cominciano ad indignarsi.
Alessandro Petruzzi – Federconsumatori Perugia

8 agosto 2011
“Bilancio comunale e terremoto, l’appello del PD di Marsciano

Nelle ultime settimane abbiamo assistito sulla stampa locale ad un rincorrersi di articoli nei quali le forze di opposizione hanno manifestato dure valutazioni rispetto alle scelte operate dall’amministrazione comunale nel Bilancio preventivo 2011 approvato un mese e mezzo fa in consiglio comunale. Il diritto/dovere di critica e controllo dell’opposizione è sacrosanto ma ad esso dovrebbero seguire proposte alternative che, ne gli articoli di stampa, ne il dibattito in consiglio comunale, ci hanno dato modo di conoscere.
Il partito democratico di Marsciano, che ha partecipato e discusso con i suo rappresentanti in consiglio le linee strategiche dell’atto di programmazione, è pronto a difenderle e a rivendicarne la bontà politica e gestionale. Ma vogliamo ancora una volta sottolineare che i pesanti tagli del governo sui trasferimenti agli enti locali, hanno imposto all’ente alcune scelte obbligate al fine di continuare a mantenere il livello di servizi sinora garantiti ai cittadini: come la vendita di pezzi di patrimonio non pregiato, l’adeguamento, ove necessario, delle tariffe di alcuni servizi e la richiesta, alle famiglie con redditi medio-alti, di una compartecipazione alle spese per accedere ad alcuni servizi a domanda individuale.
 A parte il fatto che vendere pezzi di patrimonio comunale che ormai non svolgono più la funzione per la quale erano stati realizzati, è una scelta tutt’altro che sbagliata, sia politicamente che economicamente, ma in ogni caso, quali sono le alternative che, in un simile scenario, si propongono? Governare un Comune di questi tempi è cosa oltremodo faticosa e ingrata, servono la creatività e le proposte di tutti e se le forze di opposizione ne hanno di migliori, siamo pronti a discuterle insieme e a valutarle.
Noi, sinora, dalle opposizioni abbiamo sentito solo tante polemiche poco costruttive e molto spesso prive di fondamento (come nel caso della farmacia), senza che nemmeno ci si prendesse il disturbo, almeno da parte delle forze di sinistra, di accennare alle pesanti responsabilità che fanno capo al governo nazionale nell’aver messo in ginocchio le amministrazioni locali e regionali, anche quelle virtuose come la nostra, con le ultime manovre finanziarie (alla faccia del federalismo!).
Ma una piccola e dolente nota polemica ce la vogliamo permettere anche noi: sulle questioni, anche quelle più drammatiche e complesse come la vicenda del terremoto, in cui non si trovano argomenti per criticare e attaccare il lavoro della Giunta Todini, si ode un silenzio assordante. Se alle forze di opposizione stanno davvero tanto a cuore il bene e i diritti dei cittadini marscianesi, a maggior ragione, ci auguriamo, vorranno difendere quelli di chi ha perso anche il diritto a vivere nella propria casa!
Almeno in questi frangenti, occorre un po’ di generosità in più, meno calcolo elettorale e più impegno comune per riuscire a lottare uniti e farci ascoltare da un governo che, fino ad ora, ha trattato i diritti dei cittadini marscianesi colpiti dal sisma, come diritti di serie B!
Chiediamo a tutte le forze politiche di Marsciano di unirsi alla richiesta che i parlamentari umbri, dopo l’appello rivolto loro dal sindaco Todini,  hanno inviato al ministro Tremonti a al sottosegretario Letta, affinché si convochi quanto prima un tavolo tra Regione, Governo, protezione civile e amministrazioni comunali coinvolte, per individuare insieme il percorso per reperire le risorse indispensabili al completamento della ricostruzione.
La Regione ha fatto la sua parte stanziando 15 milioni di euro e senza ricorrere a prelievi fiscali aggiuntivi, ma ora serve che anche il governo reperisca i restanti finanziamenti  necessari per far rientrare nelle loro abitazioni i tanti cittadini delle frazioni di marsciano che ormai da quasi due anni ne sono fuori.
Il Pd di Marsciano esprime tutta la sua gratitudine e il suo appoggio al lavoro sinora svolto dal Comune di Marsciano e dalla Regione e fa appello a tutte le forze di maggioranza e opposizione affinché non facciano mancare il loro sostegno nell’interesse di una causa che richiede l’unità e la determinazione di tutti.
Pd Marsciano

8 agosto 2011
Nuovo depuratore di Todi: occasione da non perdere

Desidero intervenire, per senso civico e per amore della mia città, sulla questione del depuratore di Porchiano. Apprendo in questi giorni dagli organi di stampa come sarebbe a rischio la realizzazione dell’opera a seguito della mancanza di alcuni pareri tecnici sostanziali alla chiusura della conferenza dei servizi. Non è certo mio compito sollevare questioni di carattere tecnico che non mi competono, bensi’, essendo stato per anni amministratore e soprattutto, sentendo ancora oggi l’impegno per il mio territorio, ritengo che perdere un’occasione come quella della realizzazione di un depuratore, finanziato con undici milioni di euro dalla Comunità Europea, sarebbe un grave danno per l’intera realtà cittadina. Uscendo da ragionamenti strumentali e di parte, non posso non sottolineare come per anni intere aree della nostra città sono state private di strumenti di depurazione, con rischi di inquinamento altissimi. Ne consegue che gli impegni presi dalla nostra regione in tema di depurazione nei confronti della UE, se disattesi, creerebbero un notevole danno economico ai cittadini, costretti a pagare per l’infrazione in cui ricadrebbe Todi, aggravata dalla conseguente necessità di affrontare da sola i costi della realizzazione di un depuratore.  Oggi tale grave situazione si supererebbe attraverso il depuratore e la realizzazione dei diciassette chilometri di collettori previsti dal progetto. Ritengo, pertanto, condividendo le perplessità sollevate in queste ore da altri concittadini, che al di là delle responsabilità, vada avviato un immediato confronto fra i soggetti interessati con l’obiettivo di superare la fase di stallo. Bene ha fatto Ivano Lorenzini, della Uil Pensionati ad intervenire in maniera perentoria su un’argomento che in maniera inspiegabile, fino al suo intervento, sembrava sopire nel dimenticatoio.  In questo, sono certo che l’amministrazione, la Regione, l’Umbria Acque, la Sovintendenza, ma soprattutto le forze politiche di maggioranza ed opposizione sapranno cogliere la necessità di affrontare in maniera risolutiva tale questione, non nell’interesse di una parte della città, ma per il bene della collettività tutta.
Giancarlo Castrini

5 agosto 2011
Riconversione delle colture del tabacco e degli allevamenti suinicoli a Marsciano

La Sezione PSI di Marsciano, dopo aver organizzato a metà luglio un pubblico incontro con gli agricoltori dell’area con gli agricoltori e i Presidenti comunali di Confartigianato e Cna – alla presenza dell’Ass. Reg. Rometti, dell’Ass. Prov.le Bertini e del Pres. del GAL della MVT Trivellizzi – torna a sollecitare la Giunta Regionale per una sollecita ed equa ripartizione dei fondi per la riconversione delle aree tabacchicole tenendo conto dell’incisivo rilievo occupazionale, produttivo ed economico che la coltura del tabacco ha avuto nella Media Valle del Tevere.
I consistenti fondi derivanti dalla riforma europea del mercato del tabacco debbono essere messi, dalla Regione, sollecitamente a disposizione  delle imprese produttive (agricole, artigianali ecc.), orientando la ristrutturazione sulle produzioni di qualità e collegate alle vocazioni territoriali, sullo sviluppo di filiere commerciali "corte" a vantaggio dei produttori e sul sostegno di qualificati progetti di risparmio energetico e di produzione di energia da fonti rinnovabili.
I Socialisti marscianesi auspicano inoltre che una parte di queste risorse possano essere assegnate al GAL per lo sviluppo di progetti ed iniziative utili alla crescita ed allo sviluppo dell’intero territorio.
Per quanto riguarda poi le Aziende suinicole del Comune, sostengono la volontà dell’Amministrazione di dare una prospettiva certa al comparto in un contesto però di sempre maggiore compatibilità ambientale e sociale.
Per conseguire tale obiettivo ritengono che l’ammodernamento e la rimessa in funzione del Depuratore di Olmeto – voluti dalla Regione con la Legge   "Piano per la tutela delle acque" – rappresenti una buona soluzione sia sul piano ambientale che della sostenibilità economica per gli allevatori, purché da questi venga una proposta concreta e fattibile che rispetti gli indirizzi del Consiglio Comunale.
Le più recenti tecnologie ed una gestione appropriata consentono infatti di superare i problemi del vecchio impianto che, a differenza del passato, dovrà eventualmente servire solo gli allevamenti del territorio comunale.
Il Regolamento per gli allevamenti suinicoli, recentemente approvato dal Consiglio Comunale, costituisce un potente strumento per portare tutti gli allevamenti – in particolare quelli più arretrati – ad un livello accettabile di impatto ambientale.
Su tali obiettivi è fortemente impegnato tutto il PSI ed in particolare i nostri rappresentanti istituzionali della Provincia e della Regione.
Agli agricoltori ed agli allevatori del territorio i socialisti chiedono di farsi parte attiva, dinamica e propositiva, anche attraverso le proprie autorevoli ed accreditate Associazioni di Categoria.
Al fine di uscire da una fase stagnante ed avviare un percorso di reale concretezza i Socialisti invitano infine agricoltori ed allevatori a fornire personalmente un proprio contributo di idee e di proposte, riguardo ai progetti da promuovere e sostenere, utilizzando i seguenti indirizzi di posta elettronica: webmaste@partitosocialistamarsciano.it, oppure fpitalia@libero.it.
Il PSI assicura che recepirà e farà buon uso di tali contributi e non mancherà, in maniera seria, corretta e tenace di dare il proprio sostegno a tutte le valide iniziative a favore di queste categorie perché si determini un efficace superamento delle attuali situazioni di crisi e di difficoltà ed una concreta ripresa socio-economica del nostro comprensorio.
PARTITO SOCIALISTA ITALIANO SEZIONE DI MARSCIANO

4 agosto 2011
Atc3 Terni, arroganza e sprechi

L’Atc n. 3 di Terni rappresenta uno dei casi di arroganza delle istituzioni e di spreco di risorse più clamorosi di tutto il panorama nazionale, che rischia di avere ripercussioni anche sugli altri due Atc della Provincia di Perugia”. Come si può tollerare, ad esempio, il costo di quasi 44 mila euro lordi del presidente dell’Atc Eroli? Come si può tollerare lo spreco di oltre 60 mila euro per una politica fallimentare di ripopolamento o gli altrettanti spesi per gli interventi dell’associazione agrifauna, i cui risultati sono stati analogamente scadenti ed insufficienti? Chi sta pagando per tutta questa serie di errori che hanno dell’incredibile, se non i cacciatori, a cui è stato imposto l’aumento della tassa di ben 25 euro? Il tutto, ovviamente, con il beneplacito del presidente Feliciano Polli e di quell’opposizione latitante a fasi alterne, che attacca solo a parole i modelli di gestione della maggioranza di centrosinistra. Italia Federale da oltre un mese sta portando avanti una battaglia contro questi costi e contro l’aumento della tassa che vessa in maniera incredibile i cacciatori, che per la propria passione contribuiscono al mantenimento del sistema e dell’indotto, eppure siamo stati lasciati soli sia da gran parte del mondo venatorio che dalle forze di minoranza in consiglio provinciale, che però guardano sempre al mondo venatorio come bacino elettorale in prossimità di ogni tornata elettorale. A tutto questo si aggiunga la somma relativa ai rimborsi per i danni da cinghiale alle colture agricole erogate dalla provincia di Terni in una maniera che potremmo definire “ad personam”. Sono queste le tematiche spinose, ma fondamentali, di cui in tanti si riempiono la bocca senza poi andare a fondo nelle questioni e denunciare sprechi e malgoverno, soprattutto nell’attuale momento di crisi economica e di stasi dell’economia, in cui la gestione dei fondi pubblici deve essere oculata, responsabile, capillare, diretta alle vere situazioni di necessità e soprattutto misurabile nei suoi effetti positivi e negativi nei confronti delle categorie interessanti, nel caso dell’Atc di terni il giudizio unanime è assolutamente negativo. Per questo motivo Italia federale considera la sua battaglia contro i tanti sprechi della politica e per l’abolizione di enti inutili come le Province e tutte le sue istituzioni satelliti assolutamente prioritaria, che vedrà nella manifestazione del 15 ottobre a Roma, di fronte a Montecitorio, il culmine di una vera e propria indignazione popolare che porterà – uniti da uno stesso obiettivo – cacciatori, cittadini, studenti e lavoratori, per protestare contro un sistema da cui si attendono risposte concrete ed immediate”.
Aldo Tracchegiani – Italia federale

4 agosto 2011
Consolazione: dopo le luci, vanno rimosse le copie delle sculture di Beverly Pepper

Dopo aver riscosso un parziale successo con lo smontaggio dei fari dalla cupola centrale della Consolazione, ci vediamo costretti ancora una volta ad intervenire, in quanto è ancora, purtroppo in piedi, questa storia infinita delle due copie delle sculture di Beverly Pepper poste nel cono di luce della Consolazione. Onestamente questo accanimento contro un monumento fondamentale per Todi e per la cultura in genere, non riusciamo a spiegarcelo. In nessun altro paese o città italiana si sarebbe permesso tutto ciò. A Todi, non solo si permette, ma ci si impegna a peggiorare tale situazione e, leggete l’articolo che alleghiamo, si tenta di scaricare la colpa di questa situazione su non si sa chi, pur di fregarsene di quanto accade a danno di uno dei monumenti più "amati" dalla città, ma anche dall’attuale amministrazione comunale. Dinanzi a quest’ennesimo scempio, s’invocano competenze inesistenti, che dimostrano solo menefreghismo rispetto ad una città, alla sua storia ed alla sua cultura. Ancora una volta ci accingiamo a chiedere a tutte le competenti amministrazioni d’intervenire per porre fine a questo balletto assurdo da terzo mondo. Chi può e deve, intervenga senza più alcun indugio e faccia ripristinare la situazione ex ante. La città, la storia e la cultura di Todi lo pretendono.
Comitato "Difendiamo la Consolazione"

2 gosto 2011
"Patrimonio d’Italia", vengo anch’io. No tu no!

Risulta quanto meno singolare che il ministro per il turismo per convinzioni personali escluda, di fatto, tutte le tradizionali feste che utilizzano animali; feste alle quali – come nel caso della Corsa all’Anello – non ha mai partecipato e non conosce.
Spiace rilevare, anche in questo caso, il totale appiattimento del PdL narnese alle decisioni del governo; appare stucchevole ed inutile la tiratina d’orecchie alla Brambilla di fronte al grave danno inferto alla città.
Non può non destare sospetto, inoltre, la totale assenza – forse per vicinanza ‘ideologica’ con il ministro – dal dibattito del locale circolo di Sel che, proprio negli ultimi giorni, aveva spronato il Comune ad una “svolta etica” contro l’uso degli animali al circo.
E’ in questi momenti che le forze politiche dovrebbero dimostrare la loro maturità, fare un fronte unico e compatto a difesa degli interessi del territorio.
Sono apprezzabili gli sforzi organizzativi dell’amministrazione comunale che, negli ultimi anni, è riuscita ad ampliare l’offerta di eventi culturali, artistici e di manifestazioni nel corso dell’anno pur in mancanza di un piano complessivo di marketing territoriale capace di promuovere l’immagine della città in ambito nazionale ed internazionale e di attrarre turismo esogeno.
UdC – Unione di Centro Coordinamento comunale di Narni
 

1 agosto 2011
La Soprintendenza dà il via libera ai lavori per i nuovo depuratore di Todi

Il gruppo consiliare del Pdl di Todi, a seguito della scoperta di alcuni resti di interesse storico nei pressi dell’area entro la quale dovrà avere luogo la costruzione del nuovo depuratore cittadino, prende atto con estrema soddisfazione del parere della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, che ha espresso parere assolutamente positivo affinché l’opera, di importanza strategica per l’intera comunità tuderte, possa essere realizzata.
La realizzazione dell’opera, verrà portata a termine, così come richiesto dalla stessa Soprintendenza ai beni archeologici nella tutela e salvaguardia dei beni ritrovati.
In tal senso, la esecuzione dei lavori, al contrario di quanto paventato, non soltanto non causerà alcun vulnus per l’area archeologica, ma addirittura permetterà di utilizzare i mezzi ed i fondi dell’impresa realizzatrice, per il censimento del sito e per lo studio dello stesso.
E’ del tutto evidente, peraltro, quanto il “via libera” della soprintendenza archeologica rappresenti un vero e proprio momento di svolta per il futuro del nostro depuratore.
L’opera in questione, infatti, appare di fondamentale importanza per l’intera città di Todi, per la possibilità di veder realizzato il nuovo impianto di depurazione per il quale si è ottenuto un finanziamento della comunità europea di circa undici milioni di euro.
Tale necessità nasce dalla consapevolezza che l’intero territorio comunale è da tempo oggetto di infrazione comunitaria per quello che riguarda l’inquinamento del territorio legato alla percolazione nelle falde acquifere, dei reflui, delle fognature civili.
Tale grave circostanza, che oltretutto potrebbe causare gravi rischi anche sul piano della possibilità che si verifichi l’inquinamento batteriologico delle acque potabili, dovrà essere superata attraverso l’avvio dei lavori entro la fine del corrente anno, pena la revoca del finanziamento e la sanzione per i cittadini tutti.
Alla luce del citato parere (che si allega in copia), non resta altro, allo stato, che attendere la conforme decisione della Direzione Regionale, che, vista l’importanza della realizzazione dell’opera, siamo certi non potrà tardare oltre.
Non può dimenticarsi, d’altro canto, che il parere di cui sopra è datato 30 Maggio 2011 e che, da quella data, si sono inutilmente persi oltre due mesi, che avrebbero potuto essere fattivamente impiegati per l’avvio dei lavori e per la soddisfazione del territorio tuderte.
Pdl Todi

1 agosto 2011
Marsciano: sulla farmacia discorsi "come i cavoli a merenda"

Ho letto con grande attenzione il comunicato del capogruppo PD in Consiglio comunale, Massimo Ceccarelli, riguardante la questione della farmacia comunale data in gestione ai privati.
Non sappiamo da quale fonte Ceccarelli abbia tratto i dati di bilancio delle farmacie comunali di Perugia, quello che posso affermare è che quel dato è assolutamente inesatto, o meglio, è una mezza verità che nasconde l’altra metà che sconfessa in pieno l’argomento principe usato dalla maggioranza per giustificare la vendita della farmacia.
Prima di entrare nel merito credo sia giusto fare una considerazione che riguarda l’esperienza delle farmacie di Perugia. Ceccarelli dovrebbe sapere che quella gestione è considerata a livello nazionale una delle migliori esistenti, un vero e proprio modello gestionale, grazie alle professionalità di tutto il personale e alle scelte oculate del Consiglio di Amministrazione. L’averle prese ad esempio negativo è quindi, oltre che di cattivo gusto, anche sbagliato politicamente ed economicamente, vediamo il perché. Ceccarelli afferma che a Perugia ci sono 24 farmacie: dove ha preso questo dato? le farmacie del comune di Perugia sono 10, più altre due gestite per conto del comune di Magione che però non partecipano agli utili delle dieci di Perugia. Per cercare di giustificare la bontà della vendita, il capogruppo PD dice che l’AFAS-Perugia dà un utile di circa 25000euro. Incredibile. Se fosse vero forse avrebbe fatto bene il comune di Marsciano, ma questo dato non tiene conto di due questioni fondamentali: L’AFAS ogni anno eroga al Comune di Perugia, per la concessione delle farmacie, 450.000 euro. Perchè Ceccarelli nel suo articolo non dice questo? seconda questione: l’utile di fine anno è il frutto di scelte sociali che ogni anno permettono alle farmacie comunali di Perugia di offrire sconti su tanti prodotti importanti alle fasce più deboli, come pensionati, famiglie in difficoltà, disoccupati e disabili. Altro che 25.000 di euro di utile: le farmacie di Perugia svolgono una insostituibile opera di ridistribuzione di risorse e servizi che mai un privato offrirà. Basta portare ad esempio la campagna "farmacie solidale" con l’iniziativa del Paniere Solidale con il quale L’Azienda ha individuato un Paniere Solidale di prodotti a prezzo agevolato, per l’alimentazione, l’igiene e la puericultura del bambino, fino ad un anno di età; con particolare riguardo quindi alle famiglie in crescita, ma anche prodotti per la prevenzione, l’igiene ed il benessere della persona.
L’altro tema fronte di soddisfazione di Ceccarelli riguarda la bocciatura da parte del TAR del ricorso del privato. E che cosa c’entra questo con quanto da noi affermato sulla illegittimità della procedura di affidamento al privato seguita dal Comune? Da noi si dice che ci sta come i "cavoli a merenda". Ceccarelli sa che negli altri due comuni italiani che hanno fatto la stessa operazione il TAR ha bloccato le procedure? Ci si chiederà e perché non lo fa a Marsciano? semplicemente perché un ricorso costa e noi non siamo riusciti a trovare i soldi per farlo.
Dicano la verità sulla farmacia che è questa: il comune non ha più un euro per investimenti, per questo preferisce incassare qualcosa subito, arraffando risorse che in futuro non ci saranno, per cercare di arrivare alle elezioni con un po’ di risorse. Denaro pubblico che garantisce un beneficio immediato ma non assicura affatto introiti futuri. Esempio di questa discutibile tecnica è la vendita della mensa comunale: incassati i soldi, messi a bilancio e tanti saluti alla mensa: una volta spesi quelli della farmacia cosa ci venderemo? Il municipio o l’asilo nido?
Comunque noi dubitiamo anche della sostenibilità dell’offerta del privato visto che tutti coloro che hanno analizzato l’offerta l’hanno ritenuta assolutamente fuori mercato. Scommettiamo che all’indomani dell’apertura cominceranno una serie di richieste al comune che faranno ricadere alcuni costi sulle spalle dei cittadini per permettere a pochi privati di avere il loro tornaconto? Noi controlleremo.
Cristian Mattioli

1 agosto 2011
Cara Regione ti scrivo….

Il sottoscritto Moreno Primieri, in nome e per conto del Comitato Tuderte per l’abolizione del contributo del consorzio Tevere Nera 
premesso
 Che il Consiglio Regionale dell’Umbria, nella seduta del 25 luglio 2011 ha approvato all’unanimità una Mozione riguardante “riordino del sistema dei contributi per le opere di bonifica e tutela idrogeologica del territorio e garanzia dell’equità del prelievo fiscale tra i cittadini umbri” facendo propria, di fatto, la posizione portata avanti dai comitati abolizionisti;
 che proprio in questi giorni il Consorzio di Bonifica Tevere Nera sta nuovamente inviando migliaia e migliaia di avvisi di pagamento ai cittadini di Todi;
 che da indiscrezioni sembrerebbe che il medesimo Ente stia procedendo all’assunzione di nuovo personale impiegatizio e definendo la realizzazione della nuova sede;
 che ciò si pone in contrasto con le indicazioni politiche suggellate nella Mozione approvata all’unanimità dai Consiglieri Regionali;
 che la volontà espressa dal Consiglio Regionale è già stata fatta propria da diverse istituzioni locali;
 che l’atteggiamento del Consorzio sta esasperando i cittadini con il rischio di portarli ad un inasprimento delle azioni;
chiede
ogni intervento necessario da parte della Giunta Regionale nei confronti del Consorzio di Bonifica al fine di far sospendere il pagamento degli avvisi nonché l’iter per le nuove assunzioni e per la realizzazione della nuova sede in attesa che il Consiglio Regionale definisca la nuova legge regionale che regolerà le attività in capo ai consorzi e il loro futuro.
Il Comitato Tuderte per l’abolizione della Tassa Tevere Nera – Moreno Primieri
 

1 agosto 2011
Caro Prefetto ti scrivo….

Il gruppo del Partito democratico ha spedito nei giorni scorsi al Prefetto di Perugia e al Presidente del Consiglio comunale Floriano Pizzichini una lettera in cui si fa presente come il ruolo dei consiglieri comunali di minoranza venga regolarmente svilito e non rispettato. Dopo mesi di sopportazione abbiamo ritenuto opportuno fare qualcosa di concreto per stigmatizzare  una simile situazione.
Come consiglieri comunali, infatti, ci sentiamo lesi nei nostri diritti. Che sono quelli di accedere agli atti amministrativi in tempi adeguati e di porre domande all’Amministrazione su ciò che riteniamo importante e che ci viene segnalato dai cittadini e di ricevere risposta e di chiedere la convocazione di un Consiglio comunale su un argomento nei tempi stabiliti dal Regolamento.
Sistematicamente questi nostri diritti non vengono rispettati e il Presidente del Consiglio comunale, che dovrebbe esserne il garante massimo, disattende il suo compito principale, ignorando questo nostro disagio. Quasi 40 sono le interrogazioni a cui non abbiamo ricevuto mai risposta. Le domande di attualità sono state sempre ignorate. Gli ordini del giorno giacciono da mesi senza che vengano mai discussi.
Abbiamo fatto richieste di accesso agli atti amministrativi da tempo immemore e quegli atti non ci sono mai stati dati. Per quanto riguarda le richieste di convocazione di consiglio comunale, l’ultimo esempio di mancanza di rispetto nei nostri confronti è stato quello riguardante il consiglio comunale da noi richiesto sulla questione di Porta Romana. Alla richiesta del 20 maggio è seguita una convocazione per i primi di settembre. Siamo stati costretti a ritirare la nostra richiesta, visto che non avrebbe avuto più senso parlarne quando Comune, Regione e Asl hanno trovato un’intesa sul riutilizzo.
Si tratta di un atteggiamento di chiusura totale di questa Amministrazione, che viene portato avanti con la complicità del Presidente del Consiglio comunale, il quale, invece, dovrebbe essere super partes e trattare tutti i consiglieri alla stessa maniera.
Siamo stufi di questa situazione e non vogliamo essere presi in giro… almeno l’anno che precede le elezioni! Speriamo che con questa nostra lettera di denuncia la situazione cambi e la democrazia venga finalmente rispettata!
Gruppo consiliare del Partito democratico- Todi  

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