La truffa coinvolge agricoltori di Calabria, Puglia, Sardegna, Umbria, Marche, Basilicata ed alcuni ex funzionari dell'Agea
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Anche agricoltori umbri sono coinvolti nella truffa dei terreni messi falsamente a riposo, con la conseguente percezione indebita i aiuti comunitari, per la quale il Pm ha richiesto il rinvio a giudizio dopo un’inchiesta iniziata nel 2008 ma che si riferisce a fatti avvenuti tra il 2003 e il 2006.
A settembre, quando si pronuncerà il Gup di Roma, conosceranno la loro sorte complessivamente 130 persone in maggioranza agricoltori di Calabria, poi della Puglia, della Sardegna, Umbria, Marche, Basilicata e tra loro anche cui alcuni ex funzionari dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (Agea).

L’ammontare della truffa raggiunge i 30 milioni di euro ed essa sarebbe stata realizzata “mediante artifizi e raggiri, costituiti da una serie di reati strumentali che spaziano dalla produzione di falsi documentali, materiali ed ideologici, all’utilizzo di suggelli contraffatti ovvero, indebitamente di suggelli autentici, alla distruzione di atti pubblici veri fino a giungere all’induzione in errore dei pubblici ufficiali dell’esecuzione dei pagamenti dell’Agea”.

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