Tutte città con la qualifica di “paese dove cultura e territorio sono veri e propri fattori di sviluppo”.
Un rapporto popolazione – premiati record per l’Umbria.
Uno straordinario “certificato di qualità” che, come sottolineato dal Direttore Censis Giuseppe Roma “deve mettere tutti di fronte ad una realtà minoritaria e locale ma non localistica e trascurabile, in grado di contrapporsi alla globalizzazione che cancella i confini geografici, che omogeneizza negozi e case, pranzi e modi.
Questo perché propone un’altra forma di globalizzazione: la presenza sulla scena mondiale di una rete territoriale orgogliosa della propria tradizione e capace di trasformarla in una fonte di guadagno. Un luogo dove non si svende il decentramento ma lo si trasforma in valore”.
Premiate complessivamente 70 realtà nazionali.
Parte del leone per la Regione Toscana con 14: Anghiari (Arezzo), Bucine (Arezzo), Civitella in Val di Chiana (Arezzo), Pratovecchio (Arezzo), Stia (Arezzo), Greve in Chianti (Firenze), Capalbio (Grosserto), Massa Marittima (Grosseto), San Vincenzo (Livorno), Sovereto (Livorno), Barga (Lucca), San Miniato (Pisa), Cutigliano (Pistoia).
Dopo l’Umbria 7 premi alla Lombardia: Abiategrasso (Milano), Morimondo (Milano), Chiavenna (Sondrio), Teglio (Sondrio), Tirano (Sondrio), Castiglione Olona (Varese); 6 all’Abruzzo: Francavilla al Mare (Chieti), Giuliano Teatino (Chieti), Guardagriele (Chieti), Città S.Angelo (Pescara), Penne (Pescara), Pianella (Pescara); 6 alla Campania: Cerreto Sannita (Benevento), Caiazzo (Caserta), San Potito Sannitico (Caserta), Amalfi (Salerno), Pollica (Salerno), Positano (Salerno); 3 al Piemonte : Bra (Cuneo), Casalbertrame (Novara), Chiaverano (Torino); 3 alla Puglia: Trani (Barletta); Cisternino (Brindisi), Orsara di Puglia (Foggia).
Ed, infine, una a testa per Friuli Venezia Giulia (San Daniele del Friuli – Udine), Liguria (Levanto – La Spezia), Veneto (Asolo – Treviso), Calabria (Altomonte – Cosenza), Sicilia (Ribera – Agrigento) e Lazio (Acquapendente- Viterbo).








