La Fiom-Cgil dell’Umbria esprime forte preoccupazione per le sorti del Gruppo Emicom. Da circa un anno, dopo l’omologa del concordato preventivo, non si intravedono spiragli che possano sbloccare una situazione ormai in fase di stallo, infatti, eccetto una percentuale delle spettanze dei lavoratori, costretti comunque ad accettare la mobilità per riceverla, non ci sono novità che favoriscono la copertura del concordato omologato.
Le conseguenze per l’occupazione e per i lavoratori di tale situazione, che potrebbe tramutarsi in fallimento, andrebbero a colpire un territorio, quello umbro, già duramente martoriato dalla crisi mondiale.
La “galassia” di aziende che compone il Gruppo Emicom abbraccia da nord a sud tutta la regione da l’Electrosys di Orvieto alla Emicom srl di Terni, passando per il nucleo centrale di Massa Martana con la Emicom Service, Semitec, AeA, Ist, Lyra, Dorado, Auriga, Cael e impiega oltre 400 lavoratori che intravedono un futuro senza nessuna certezza.
La Fiom-Cgil esprime forte contrarietà sulla gestione del concordato e auspica che tutte le offerte che si presenteranno e che potranno apportare liquidità vengano prese in considerazione senza ingessature come avvenuto in passato per gli stabilimenti di Terni chiusi ormai da un anno.
La Fiom-Cgil invita tutti i soggetti istituzionali e datoriali a prendere in seria considerazione tale vicenda che potrebbe sfociare nell’ennesima situazione drammatica per i lavoratori.








