1 ottobre 2011
Pensioni di invalidità, pensare anche alla "miseria" che si dà agli inabili veri

Il problema come tutti ricorderanno era venuto fuori un paio di anni fa. Allora si parlò di uno scandalo. Alcuni ipotizzavano circa il 50% di pensioni fasulle.
Oggi abbiamo alcuni dati che meritano di essere commentati. La media nazionale delle revoche è stata del 10,2%. Ovvero una su dieci. Ovviamente il 10,2%è la media nazionale poi ci sono Regioni nelle quali la percentuale è più bassa in altre è più alta. L’Umbria si piazza al terzo posto (vicina al 20%). Ovviamente andrebbe tenuto conto anche del criterio di rigidezza che i medici dell’INPS hanno adottato,nella loro specifica attività di controllo, la cui finalità era ben chiara
A fronte ad un numero ritenuto anomalo. legge. Ma non voglio entrare su questo argomento. Elenco alcuni dati forniti dal Ministro delle Politiche Sociali.
Nel 2009 ne sono state revocate 21.982; nel 2010 invece 9.801.
Questo significa che il secondo anno le revoche sono più che dimezzate. Siccome al controllo sono stati chiamati(almeno da fonti dell’INPS quelli con età compresa tra i 18 e 78 anni) si può concludere dalla lettura dei due dati che rimane poco altro da "grattare", anche perché nel frattempo la popolazione invecchia. Non è stato detto di quanto è diminuita la percentuale sul totale della popolazione. Credo che siamo intorno all’1%. Non è stato detto che è pendente un contenzioso non amministrativo ,ma davanti al giudice ordinario (che ad oggi è di circa 350.00 ricorsi- Fonte: federazione italiana per il superamento dell’handicap). Chi ricorre al giudice, con le spese che comporta,, certamente non fa finta, ma qualche invalidità ritiene di averla. Non e stato detto che ad alcuni è stata revocata per motivi di reddito. Il reddito non deve essere superiore a 15.154,24 € per invalidi totali- 100% -per invalidi dal 74 al 99% e fino a 65 anni , se disoccupati ed iscritti al collocamento il limite di reddito annuo scende a 4.408.95 €) .
L’assegno in ogni caso è di € 256,67 e mensili(9.0€ giorno). I dati sono al dicembre 2010. Salvo ovviamente che con l’invalidità del 100% non venga riconosciuto anche l’assegno di accompagnamento che oggi viene erogato a prescindere dal reddito. Chiarite questi dati preliminari occorrerebbe sapere anche quanti erano i veri falsi invalidi(per capirci quelli che erano cechi ma guidavano, o simili e perciò un vero e proprio "furto" alle casse dello Stato e perciò a Noi tutti. Quanti invece i controlli hanno ritenuto di attribuire un punteggio inferiore e di quanto al 100%. Perché allora entriamo in un campo ancora più complicato. Insomma i risultati o sono certi precisi e suddivisi per fattispecie o non servono a molto. A me come a tutti piacerebbe la trasparenza assoluta e sino in fondo. Si aggiunge che le domande di pensione accolte nel 2009 sono state 539.000 nel 2010 462.00 . Nonostante le restrizioni e l’arretrato accumulato in questi ultimi due anni non mi pare che ci sia stata una contrazione così forte ,o almeno pari al" clamore che si era fatto".
Ed infine la nota del Ministero conclude affermando che in questo modo l’INPS risparmia una somma non trascurabile. Ma non mi pare così: il punto vero non è il risparmiodell’INPS ma che semmai si è fatta un po’ più giustizia, riconoscendo il diritto a chi lo ha; e giustamente negandolo a chi non lo ha.
L’Italia spende per questa voce un punto del proprio Pil mentre la media europea è del 2% circa . In compenso siamo i primi in spese che non nomino per non alimentare la demagogia. La gente capisce ugualmente. Con ciò non si nega l’esistenza di fatti discutibili e scandalosi anche in questo settore, ma la "campagna" che ci viene montata per nascondere altri privilegi molto più consistenti e a favore di altre categorie,non mi pare dello stesso tenore.
Ottavio Nulli Pero.
 

1 ottobre 2011
Fratta Todina, no a quell’ampiamento della scuola elementare

La Scuola Pubblica ha svolto e svolge per tutti noi un ruolo determinante. Crediamo che rappresenti un’Istituzione e un bene comune, pertanto, per quanto di relativa competenza e facoltà, questo gruppo PDL sosterrà sempre le iniziative valide a favore della Scuola Pubblica del nostro Paese.
Abbiamo cercato mediante il confronto di capire le motivazioni che spingono parte della maggioranza a sostenere ostinatamente l’ampliamento dell’edificio della Scuola Elementare, appena ristrutturato….e non abbiamo trovato validità in nessuna argomentazione sostenuta.
Ecco perché questa spesa non è giustificabile.
1. Necessità di spazi: la relazione del tecnico comunale attesta che la capienza dell’attuale edificio è di 120/130 alunni circa nel rispetto degli spazi per alunno previsti dalla legge (edilizia scolastica) e dalle norme di sicurezza. Gli attuali alunni sono circa 75, dunque, gli spazi sono più che adeguati.
2. Prospettive future: un piccola e facile indagine sulle proiezioni demografiche dimostra che il futuro numero di bambini in età scolare non è in aumento. Il fatto è dimostrato dal paventato rischio di essere costretti a ricorrere alla pluriclasse per la  classe prima dell’anno scolastico in corso, evitato solo facendo ricorso ai benefici concessi ai Comuni montani, come da Prot. n°2381 del 30-06-2011, Prot.n°2534 del 8-7-2011 e Regione Umbria Prot.n°0097847.
3. Eventuale necessità di accogliere gli alunni di Monte Castello di Vibio: lo stesso Sindaco in sede di Commissione Consiliare ha ammesso che non esista nessun protocollo né preliminare di intesa con tale Comune in merito all’accorpamento delle due Scuole Primarie, malgrado l’esistenza di un percorso che lo prevederebbe sul nuovo PRG intercomunale.
4. Si tenga presente che gli alunni per tre anni sono stati ospitati dalle Scuole Medie.
5. Importante tenere in considerazione i ripetuti pareri contrari rilasciati dal tecnico Comunale, che definisce il progetto “sovra dimensionato per le esigenze attuali, (è prevista infatti la realizzazione di ulteriori 2 aule da mq. 50,00 oltre alle 6 aule esistenti rispetto ad una popolazione scolastica di circa 80 alunni), che comporterà un aumento dei costi di funzionamento della struttura “.
E’ significativo che parti importanti di questa Amministrazione, come il vice-Sindaco, un Assessore e un Consigliere, abbiano preso responsabilmente e giustamente le distanze da questo progetto, opponendosi in Giunta e sulla stampa all’attuazione dello stesso.
Antidemocratica e irresponsabile, nonché politicamente discutibile, la perseveranza del Sindaco a sostenere l’ampliamento anche a costo di rischiare una frattura insanabile, pur di non rimettere in discussione la D.D.G. 36/2011, adottata con soli 3 voti favorevoli.
Grave e sintomo di profonda crisi interna anche che il Sindaco non sia in grado di rispondere come Amministrazione alle perplessità manifestate istituzionalmente dal gruppo PDL e permetta ad un partito, il PD,di tentare di giustificare questa scelta al suo posto.
Pensiamo che il nostro Paese abbia bisogno in questo momento di opere più semplici, utili e fruibili, come la messa in sicurezza delle strade che il Sindaco ci ha rifiutato adducendo a motivazione la mancanza di fondi.
Crediamo ci voglia maggior sostegno alle politiche sociali, soprattutto agli anziani e alle famiglie vulnerabili.
Reputiamo che parte dei fondi destinati a questa opera possano essere utilizzati per la messa in sicurezza e a norma della nostra Scuola media e delle altre strutture pubbliche (urgente per esempio è la messa a norma della piscina da fare per il 2012).
Ci sembra che affrontare una spesa così importante per un’opera, che attualmente non serve, che non servirà neanche nel prossimo futuro, e che rischia di essere inutilizzabile e superata nell’eventuale cambiamento dei presupposti, come avvenuto in passato per altre opere, in un periodo cosi duro per l’economia di tutte le famiglie, vada fatto con molta responsabilità.
Protestiamo per l’arroganza del Sindaco e di parte di questa maggioranza che ritiene sufficienti tre persone per prendere decisioni importanti che ricadono sulle tasche di tutti i cittadini. Al contrario pensiamo che in queste decisioni i cittadini vadano informati correttamente e con onestà.
Se gli Amministratori fossero lungimiranti e pensassero sul serio al futuro del Paese si adopererebbero per gettare le basi per il così detto Polo Scolastico presso le attuali Scuole medie. Ciò consentirebbe una seria concertazione anche con questa opposizione, in considerazione sia dei tempi non brevi di realizzazione dell’opera, che non graverebbe nell’immediato sulla difficile situazione economica dell’Ente e delle famiglie, sia dell’assenza di costi di progettazione, che sono totalmente a carico della Provincia, al contrario di quelli dell’ampliamento che gravano sul bilancio del nostro Comune. Oltretutto in prospettiva dell’accorpamento dei piccoli Comuni renderebbe appetibile Fratta Todina come sede elettiva degli insediamenti  scolastici unici.
Infine è vero che il Comune riceverà un contributo per realizzare l’ampliamento della scuola elementare ma è vero anche che saranno sempre i cittadini a farne le spese, pagando più tasse, di volta in volta al Comune, alla Regione e allo Stato.
Quindi ci appelliamo al senso di responsabilità di tutti voi presenti nell’amministrare i soldi e i beni di tutti e di usare il buon senso del padre di famiglia che sa scegliere le cose necessarie da quelle superflue e che, con giustizia, sa dire anche di no.
Riteniamo doveroso che i soldi pubblici vengano adoperati per le opere che sono veramente necessarie, sempre e ancor più in questo periodo di crisi economica.
Concludiamo con una domanda: dunque questo ampliamento della scuola elementare a chi serve davvero?
GRUPPO CONSILIARE PDL FRATTA TODINA

30 settembre 2011
Anpi Todi: 12 domande al sindaco Ruggiano sull’area verde di Collevalenza

Egr. Sig. Sindaco, il primo articolo dello statuto dell’ANPI, recita: “Restituire al Paese una piena libertà e favorire un regime di democrazia per impedire in futuro il ritorno di qualsiasi forma di tirannia e assolutismo”. Questo è il vincolo che ci spinge ad intervenire ogni qualvolta l’ombra del nazi-fascismo si affaccia nella vita pubblica del paese in forma palese o subdola. A tale scopo vogliamo porLe alcune domande sulle modalità di assegnazione dello spazio Verde pubblico di Collevalenza in modo che tutti i cittadini Tuderti possano capire le motivazioni della sua scelta:
1 – Come mai ha proceduto ad assegnare la gestione dello spazio Verde pubblico di Collevalenza ad una associazione da poco costituita e non ad associazioni già presenti nella frazione?
2 – Sono state consultate le associazioni locali già esistenti  prima di valutare altre soluzioni?
3 – Quale esperienza aveva “La Contea del Terzo Millennio” per ottenere una convenzione per la gestione dello spazio Verde pubblico di Collevalenza?
4 – Era a conoscenza che lo spazio Verde pubblico di Collevalenza,Vocabolo Castello, era la sede legale de “La Contea del Terzo Millennio”, ancora  prima della stipula della convenzione stessa?
5 – È a conoscenza di quali siano i soggetti che finanziano e collaborano all’organizzazione con “La Contea del Terzo Millennio” Visto che il Presidente Federico Ranieri ha scritto che tale associazione “collabora anche con altre associazioni, locali e nazionali, che danno una grossa mano in termini di organizzazione, di manodopera ed anche di risorse economiche…” ?
6 – È a conoscenza che “La Contea del Terzo Millennio” è uno “spazio non conforme” di CasaPound Italia, come risulta alla lista “Spazi non conformi”, pubblicata nel sito web ufficiale di CasapoundItalia, con sede in Collevalenza Vocabolo Castello e non teme che giovani e magari minorenni, ignari della situazione, possano essere strumentalizzati per altri fini da oscuri personaggi esterni all’ambiente colvalenzese?
7 – Era a conoscenza che Nulli Andrea, socio fondatore de “La Contea del Terzo Millennio” è coordinatore regionale di CasaPound Italia e responsabile del nucleo di Todi?
8 – È a conoscenza del legame politico esistente tra Casa Pound Italia e Fiamma Tricolore Tuderte, legame talmente saldo e formalizzato che lo stesso Nulli Andrea, in un commento a sua firma presente in un blog,scrive: “Casapound Italia è parte integrante dell’Amministrazione Comunale. Questo ci permetterà di prendere parte alle decisioni importanti dell’Amministrazione”  ?
9 – Era a conoscenza che CasaPoundItalia è un movimento di estrema destra, costantemente sorvegliato dalle forze di P.S., i cui componenti si definiscono “fascisti del terzo millennio”?
10 – È a conoscenza che sul sito di CasaPound si può leggere quanto segue: «La Costituzione della Repubblica Italiana va riscritta. Essa è opera di uomini che la compilavano all’indomani della guerra civile ed adempivano a quel compito nella scia dei carri armati stranieri. Per un’Italia sovrana, libera e degna, orientata ad essere protagonista delle sfide del Terzo Millennio, riscrivere la Costituzione, sulla base di questo programma, si rivela un compito indispensabile»?
11 – Non Le sembra strano che l’associazione che gestisce il Verde pubblico si chiami proprio
 “La Contea del terzo Millennio”?
12 – Non Le sembra poco opportuno che un’associazione che si è dimostrata nei fatti “poco trasparente”, e collegata direttamente a Casapound Italia, un’associazione di chiara  ispirazione  nazi-fascista, gestisca uno spazio pubblico del Comune di Todi?
In mancanza di risposte esaurienti, continueremo a fare opera di informazione
 in ambito locale e nazionale.
Anpi Todi

29 settembre 2011
Prestito "d’onore" in Umbria

Ovverosia come sentirsi improvvisamente miracolati grazie a qualcuno che si interessa ai tuoi problemi, e ritrovarsi alla fine con l’ennesima delusione e, cosa ancor più grave, umiliazione.
Il "Prestito Sociale d’Onore" voluto dalla Regine Umbria, nasce con l’encomiabile finalità di concedere un pò di respiro, sotto forma di aiuto economico mediante finanziamento rateale, a quei soggetti singoli o nuclei familiari che improvvisamente si ritrovano in una situazione di estrema vulnerabilità non potendo far fronte a spese impreviste in funzione della propria situazione reddituale e con problematiche che non gli consentono il "normale" accesso al credito.
Esso viene concesso solo per alcune specifiche finalità, tra le quali spese per traslochi, ricongiungimenti etc., ed in presenza di precisi parametri reddituali per un importo massimo di €. 5.000 ed un massimo di 60 rate. La Regione interviene pagando gli interessi ed al beneficiario spetta la restituzione del solo capitale ricevuto. Bella iniziativa, no?
Non fosse altro per il percorso seguito alla fine del quale, la parola finale spetta, udite udite, alle banche.Quelle stesse banche che  con i loro comportamenti usuali di negazioni di credito, sono alla base e fonte dei problemi dei soggetti interessati e richiedenti….
L’istruttoria per la pratica di finanziamento con gli Istituti convenzionati dalla Gepafin altra istituzione pubblica coinvolta (vedi seguito), è la stessa di quando si và a chiederlo da soli; a questo punto la domanda sorge spontanea: ma se andandoci da soli i soldi non ce li danno, così che cosa cambia? NIENTE, ed infatti i soldi non te li danno, alla faccia del "sociale" e dell’ "onore", visti i soggetti ultimi.
Io parlo per esperienza diretta: sono stato il primo, nella Zona Sociale 4, quella dove è compresa Marsciano dove vivo, a farne richiesta per 3.000 Euro in 60 rate da 50 Euro per fronteggiare in parte le spese di un trasloco. Sono stato spedito da Gepafin, dopo oltre un mese dalla richiesta, alla banca dove avevo il conto corrente con tanto di unico stipendio canalizzato. Lì la mia banca, …. che aveva in pratica sottoscritto la convenzione sì e no il giorno prima, ha istruito la richiesta normalmente come ci fossi andato di mia iniziativa; dopo 10 giorni mia convocato e mi ha consegnato un bel foglio con il rifiuto del prestito, per motivazioni assolutamente risibili, e che sicuramente avrebbero dovuto essere previste vista la finalità sociale e quindi lo stato di chi richiede, che sicuramente qualche problemino,seppur veniale magari ce l’ha.
Perciò niente da fare, l’ennesima delusione, soprattutto l’ennesima umiliazione, dato che per la mia banca, ma fosse stata un’altra sarebbe uguale, la mia famiglia non vale nemmeno una rata da 50 Euro al mese. Ed allora di quale sociale e specialmente onore, vogliamo parlare?
Un ultimo pensiero và doverosamente rivolto a Gepafin però; la finanziaria pubblica Umbra, che doveva attivare le convenzioni con gli Isitituti di credito presenti sul territorio. Bè, innanzitutto si è dovuto aspettare che lorsignori rientrassero dalle loro ferie, alla faccia di chi ha ben altri problemini;in più ancora agli inizi di settembre avevano convenzionato 2 o 3 istituti di credito, con il paradosso che alcune persone sono state spedite in banche che non ne sapevano nulla, oltre il fatto che visto che molti istituti si sono defilati,in particolare i"grandi", se non avessero effettuato convenzioni addio a tutta la baracca. Un massacro totale, soprattutto per quelli che avevano sperato e creduto per qualche settimana, di poter ricevere un aiuto.
 Roberto Proietti, Agente in Attività Finanziaria

27 settembre 2011
Epifani: sulla Rocca di Todi i Sinistri si comportano da soliti mestatori

Come sono soliti comportarsi, i Sinistri nostrali, non perdono occasione per dimostrare la loro faziosità e la loro indole di mestatori. A dimostrazione è l’interrogazione presentata sulla vicenda della Rocca. Promotori dei più disparati comitati anti Ruggiano, hanno pensato bene di sfruttare, meschinamente, l’iniziativa legittima di un gruppo di genitori e nonni. Va detto che si è preso atto della posizione dei promotori del comitato, che lamentano la situazione di degrado e chiedono che si ridia al Parco la fruibilità e la sicurezza, senza porre in atto posizioni di strumentalizzazione politica. Che ci sia stata disattenzione da parte dell’Amministrazione è innegabile, come non ci sono dubbi sulla volontà a riparare, al più presto, a tale manchevolezza. Ci voleva “la rivolta dei nonni” affinché la “Roscetta and company” si accorgessero della situazione? Sono come gli sciacalli che passano il tempo a roteare in cielo con la speranza di avvistare una carogna da spolpare. Non deve servire da scusante per chi amministra attualmente ma ci vuole una bella faccia di granito per porsi come capopopolo contro una situazione che, come tante altre, abbiamo ereditato dalla Zarina. La loro riqualificazione del Parco della Rocca è consistita nella realizzazione di pedane in legno presto marcite e resesi pericolose. Non me ne voglia chi ha contribuito alla realizzazione del percorso per i ciechi: buone le intenzioni di chi ha finanziato questo progetto ma negativi i risultati, con quei roseti non certo appropriati dove giuocano e scorrazzano bambini e per nulla utili ai non vedenti. Encomiabile anche la disponibilità dei Lions che sovvenzionarono la palestra all’aperto nella Pineta, le cui attrezzature sono andate presto in disfacimento per mancanza della minima manutenzione. Per non parlare delle orrende e scomode panchine, alcune con lo schienale che costringe, chi accompagna i piccoli, a stare di spalle rispetto all’area dove essi giuocano od ad assumere una posizione da torcicollo per poterli controllare. Una Rocca piena di boscaglia, con innumerevoli imbrattature da parte dei grafomani e con quel campo da basket pressoché inutilizzato e non certo adatto per un parco dove genitori e nonni, con i loro piccoli, necessitano di ben altre strutture. Questa è la condizione in cui hanno lasciato il Parco. Così come per i Giardini Oberdan, i Sinistri, hanno buttato al vento denaro pubblico per realizzazioni cervellotiche. Altro che interrogazione! La facciano alla Marini ed la sua ex giunta, chiedendo lumi su come e chi ha voluto, progettato e realizzato opere talmente scriteriate e dispendiose. Non riescono ad essere costruttivi ma questa volta il comitato spontaneo sarà ascoltato e soddisfatto dall’Amministrazione nelle proprie richieste, e non si farà strumentalizzare e gestire dai soliti mestatori da quattro soldi.
Mario Epifani – Fiamma Tuderte

26 settembre 2011
Parco della Rocca, dopo il Comitato, l’interrogazione

I sottoscritti consiglieri comunali presentano la seguente interrogazione urgente.
CONSIDERATO che si è costituito un comitato di cittadini che ha denunciato sulla stampa lo stato di degrado in cui si trova attualmente il Parco della Rocca, “sporco, con giochi rotti e obsoleti, pieno di erbacce e con pericolosi vetri di  bottiglie e rifiuti vari  sparsi ovunque” e ha sollecitato l’Amministrazione comunale a intervenire;
VISTO che la situazione descritta è molto grave perché il Parco della Rocca è un luogo di ritrovo per molti ragazzi, per le famiglie, ma anche per i turisti in visita alla nostra città;
RILEVATO INOLTRE che non viene più garantito il servizio di apertura e chiusura del parco e di sorveglianza dello stesso;
Si chiede, a sostegno della mobilitazione dei cittadini, i motivi per cui l’Amministrazione ha permesso che si arrivasse ad una situazione del genere e un intervento urgente per risolvere tale problema.
Si richiede risposta scritta e orale.
Gruppo consiliare del Partito democratico

22 settembre 2011
Assisi, quote rosa, la risposta del Sindaco

«In riferimento alla questioe “quote rosa” avanzata dal consigliere Cianetti e all’origine del ricorso al Tar Umbria avverso il provvedimento di nomina degli assessori, preme evidenziare quanto segue.Per quanto attiene all’asserita – nel ricorso presentato al TAR dell’Umbria – “misoginia” politica del sindaco, giova evidenziare, come già affermato ripetutamente, che dopo l’esito della recente tornata elettorale, è stata nominata presidente del consiglio comunale l’eletta consigliera Patrizia Buini e presidente della terza commissione consiliare la consigliera Travicelli Claudia Maria; oltre al fatto, non secondario, che tra quarantacinque aspiranti, è stata individuata nella dott.ssa Claudia Bianchi il soggetto cui assegnare l’ufficio di segretario comunale. Infine, lo stesso sottoscritto sindaco ha invitato il dirigente comunale competente, alla nomina di tre soggetti, su quattro, di sesso femminile quali componenti del proprio ufficio di staff. Non v’è chi non veda, quindi, come l’accusa di “misoginia” politica appaia del tutto fuori luogo e destituita di ogni fondamento fattuale.
In punto di diritto, invece, non sembra sussistere alcun ragionevole dubbio sul fatto che l’articolo 30 dello statuto con il “di norma” alla previsione di ordine generale circa la presenza di entrambi i sessi nella giunta comunale consenta al sindaco anche – e quindi del tutto legittimamente – un’opzione diversa.Nel caso che ci occupa l’opzione diversa si è concretizzata, come risulta inequivocabilmente dagli atti elettorali e come già evidenziato al consiglio comunale nella prima seduta del 6 giugno 2011, nel rispetto della volontà popolare espressa dalla cittadinanza nella relativa tornata elettorale e, quindi, in totale ossequio al principio di rappresentatività.
Sicuramente la scelta in argomento può essere oggetto di critica e di dibattito politico, come del resto ogni atto espresso da un organo politico (tanto più nella dialettica tra maggioranza e opposizione), ma la scelta stessa si appalesa legittima stante il chiaro dettato della norma in argomentoAttendiamo, pertanto, sereni e fiduciosi, la decisione del Tar.»
Claudio Ricci Sindaco del Comune di Assisi

22 settembre 2011
Assisi, metà del cielo oscurata dalla Giunta

Assisi è una anomalia a livello regionale. Poco comprensibile, per nulla giustificabile. Di questo innanzitutto parla il recente ricorso al Tar delle  opposizioni, sull’assenza di donne nella giunta targata Claudio Ricci. Aldilà delle opinioni sono i numeri che danno torto alla amministrazione di centrodestra che amministra la città. Nei 16 comuni umbri con una popolazione superiore ai 15.000 abitanti Assisi è’ l’unica realtà a non avere almeno una donna nell’esecutivo. Negli altri municipi è ovviamente tutta un’altra storia: sono infatti 29 le rappresentanti femminili presenti nelle varie giunte (1 sindaco, 4 vicesindaco, 24 assessori). Circa un terzo del totale. Stesse situazioni nelle due province di Perugia e Terni (3 assessori) e in regione (2). Opportuno, in questa circostanza, ricordare ancora una volta che la Presidente della Regione Umbria è Catiuscia Marini  eletta a larga maggioranza appena un anno e mezzo fa.
Le capriole verbali di questi giorni del sindaco Ricci, anche involontariamente comiche (" ma la segretaria del comune è una donna ") non sono ovviamente un argomento serio per giustificare questo suo atteggiamento  politicamente anormale nelle scelta di assessori tutti uomini, questo difetto nel valorizzare anche la rappresentanza di genere, questo accanimento che sembra  quasi sconfinare nella misoginia. Dietro  il proposito di opporsi in tutte le sedi anche a fronte un eventuale pronunciamento favorevole del Tar (opporsi si, ma con una nuova consulenza di un avvocato esterno pagato con i soldi dei cittadini) c’è anche un’altra verità semplice ed  elementare: le nomine in giunta sono state fatte con un faticosissimo dosaggio tra partiti e capocorrenti della maggioranza. Per accontentare tutti sono state addirittura assegnate anche delle " competenze esterne " ad alcuni consiglieri di maggioranza. Ovvio quindi che se si dovesse rimuovere anche  solo una pedina crollerebbe tutto il cucuzzaro.
SEL ritiene ovviamente che le donne sono sempre  una grande risorsa. A  differenza di quanto sostiene il capogruppo del Pdl  Rino Freddii, anche ad Assisi ci sono in abbondanza  nell’altra metà del cielo esperienza, capacità, rappresentatività  e competenza. Innanzitutto per questo motivo Sel, con alcune sue iscritte, è  doverosamente e convintamente  tra i promotori del ricorso al Tar.
I portavoce SEL: Alessandro Comi e Maurizio Tomassini:

 

20 settembre 2011
Cavalli dopati, la condanna penale e quella morale

L’associazione U.N.A. (Uomo-Natura-Animali) Foligno esprime grande soddisfazione per la condanna dei 10 imputati coinvolti nell’inchiesta “Zodiaco”. Si tratta di una prima vittoria contro l’uso del doping sui cavalli e, in generale, un segnale forte contro i maltrattamenti sugli animali. Infatti, quanto avvenuto fra il 2005 e il 2006, nell’ambito dei Campionati Italiani Endurance e negli ambienti della Quintana, rappresenta un vero e proprio maltrattamento ai danni degli animali, costretti ad assumere farmaci in assenza di patologie e sostanze vietate, solo per accrescere la loro competitività durante le gare. Talvolta queste “bombe” medicinali hanno provocato gravi reazioni ai cavalli, con il rischio di compromettere in maniera seria la loro salute. Si tratta di animali trattati come macchine da corsa, oggetti usati per compiacere la smania di vittoria di qualche fantino o proprietario di scuderia.
E’ uno scenario sconcertante e crudo quello che emerge dalle intercettazioni telefoniche, che hanno permesso di evidenziare le responsabilità degli imputati. Bisogna essere forti di stomaco per sopportare il tenore di certe  conversazioni. E’ aberrante in particolare la condotta dei veterinari coinvolti, , che hanno agito in base ad interessi molto lontani da quelli dell’animale. Alla faccia del giuramento di Aristotele.
Grazie all’avvocato Gianfranco Angeli, che ci ha assistito durante il processo e ha creduto fortemente in questa battaglia, proseguiremo il percorso verso il raggiungimento di una maggiore sicurezza nell’ambito dei controlli anti-doping. Chiederemo infatti, insieme alla Lav, un incontro con il presidente dell’Ente Giostra, Domenico Metelli, e il Sindaco di Foligno, per definire un protocollo più efficace contro il reiterarsi di certi atti fraudolenti, come ad esempio l’identificazione del cavallo con un microchip anziché “a vista”, come invece è avvenuto fino ad ora. Proseguiremo in questa lotta, avviata nel 2007 dalla nostra ex presidente Franca Stoppi, recentemente scomparsa, per garantire il benessere degli animali coinvolti loro malgrado in competizioni e palii.
Siamo rammaricati che Ente Giostra e Comune di Foligno si siano tirati fuori dalla vicenda. Un comportamento di tale gravità, da parte di personaggi che gravitano intorno ad una delle manifestazioni più importanti della città, meritava almeno un commento di biasimo. 
Associazione U.N.A. Foligno

19 settembre 2011
Interrogazione sulle multe esternalizzate

PREMESSO che con Delibera di Giunta n. 35 del 10 febbraio 2011 è stato approvato l’atto di indirizzo per l’esternalizzazione del servizio di gestione del procedimento sanzionatorio delle violazioni delle norme del codice della strada e di polizia amministrativa;
che a sostegno dell’approvazione dell’atto citato, come riportato dalla stampa locale, si sono addotte motivazioni inenerenti la esigua dotazione di personale amministrativo;
CONSIDERATO che con Delibera n. 12 del 25/02/2011 il Consiglio comunale di Todi ha approvato la “Convenzione per la gestione associata della funzione di polizia municipale” tra i Comuni di Todi e Collazzone, sulla quale i gruppi consiliari di Prc e Pd hanno espresso perplessità rilevanti e dubbi di legittimità e ne hanno proposto la sospensione con una mozione del 9 maggio 2011, che non è stato ancora possibile discutere in Consiglio comunale,
che accanto ai dubbi sulla legittimità dell’atto sono state espresse preoccupazioni sulla opportunità di un provvedimento e sulle capacità del personale in dotazione di poter effettuare un servizio efficiente anche per il comune di Collazzone;
che nella suddetta mozione si faceva menzione del fatto che sarebbe stato auspicabile adottare tale convenzione in via sperimentale in modo da poterne valutare gli impatti per quanto riguarda i servizi offerti  e che perciò, il successivo atto di indirizzo di cui sopra testimonia che al momento della stipula della convenzione non si avevano ben chiari vantaggi, svantaggi e limiti di tale convenzione; 
CONSTATATO che a giustificazione di tale scelta sono state portate argomentazioni quali la necessità di garantire “efficienza ed efficacia del servizio da svolgere” e, al tempo stesso, il reimpiego di alcune unità del comando P. M. alle attività di controllo del territorio, ma non si fa menzione delle conseguenze che deriverebbero per i cittadini da tale scelta;
RILEVATO inoltre che nei giorni scorsi è uscito sulla stampa un comunicato a firma della FP-CGIL Perugia in cui si fa notare che tale provvedimento è stato assunto senza alcuna concertazione con i sindacati;
ALTRESÌ CONSIDERATO che la esternalizzazione ad una società privata che, ha in quanto tale l’obiettivo di trarre profitto dalla propria attività, avrà ripercussioni sia sul bilancio comunale, che verosimilmente dovrà garantire delle entrate certe per il soggetto concessionario, sia per le tasche dei cittadini già pesantemente colpiti dalla crisi economica;
I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI COMUNALI interrogano il Sindaco per conoscere
– i motivi che hanno portato a questa scelta anche e soprattutto in relazione alla convezione citata;
– quali conseguenze sui cittadini ci saranno a seguito di questa decisione;
– per quale motivo non sono state coinvolte le associazioni sindacali prima di approvare l’atto di indirizzo.
Si richiede risposta scritta e orale.
I consiglieri comunali dei gruppi di Prc e Pd

17 settembre 2011
Sede distaccata del Tribunale, lavorare sulle aggregazioni territoriali

Leggo che molto probabilmente gli uffici distaccati del Tribunale di Todi, unitamente a quelli del Giudice di Pace, dovrebbero essere soppressi.  Non entro nel merito di ciò che occorrerebbe fare per salvarli perché c’è sicuramente chici starà pensando. Voglio solo ricordare che il problema del riordino delle sedi giudiziarie si era già posto nel 1997,quando la legge di riforma di allora, prevedeva le chiusura delle Preture e l’avvento al loro posto delle Sedi distaccate del Tribunale dove ce ne fossero le condizioni..
Ebbene in Umbria non c’era alcuna Pretura che per i  requisiti, ,stabiliti dalla legge poteva essere trasformata a sede distaccata del Tribunale . Non era in discussione la sede o le sedi del Giudice di Pace. Ebbene pur con il vento contrario delle massime istituzioni Regionali, ci impegnammo a creare le condizioni perché la sede distaccata venisse istituita. Debbo riconoscere che a Todi insieme a molti Avvocati che non nomino per correttezza e per non far torto ad altri che potrei scordare, ci impegnammo fortemente  per raggiungere i requisiti previsti dalla legge  (territorio,abitanti, n.° di processi ecc.). Fu in quel contesto che raggiungemmo un accordo con il Comune di Deruta perché aderisse al territorio Tuderte per raggiungere quei requisiti posti dalla legge. Devo dire che Todi allora rappresentava ancora un punto di riferimento anche per tutti i Comuni che andavano da Massa Martana sino a Deruta. C’era un solo problema ,e non era quello degli spazi, ma quello dell’accessibilità agli Uffici.(in sostanza l’ascensore) . Probabilmente dopo si sarebbe dovuto pensare a far modificare anche il territorio di riferimento del “Giudice di Pace”. Poco dopo è terminato il mandato perciò non so perché questa modifica non andò avanti o le difficoltà che si sono incontrate. So soltanto che a distanza di quasi quindici anni l’ascensore ancora non viene alla luce.    
Non attribuisco colpe a nessuno perché la vicenda non l’ho mai seguita.
Va aggiunto che solo Todi ed Assisi si salvarono dalla scure di allora. Questo a premessa per rimettere le cose, anche per grande sintesi, al loro posto. Oggi si ripresenta un problema analogo, forse più pressante nel quadro dei provvedimenti assunti dal Governo. Ritengo tuttavia  che con un forte impegno, non sulle possibili deroghe( sarebbe una strada sbarrate),ma operando sulle aggregazioni territoriali si possa venir fuori dal problema. che si pone. In questo contesto ,non essendo stato fatto prima occorre ridisegnare anche le competenze territoriali del Giudice di Pace.
Le difficoltà se ne incontreranno e molte , ma ritengo anche che a favore del mantenimento della sede distaccata, Todi abbia ancora parecchie carte da giocare.
Preoccupati si ma impauriti ed allarmati non si andrebbe da nessuna parte. Nella città e nei rapporti con gli altri territori occorre ricreare il clima che c’è stato allora. Si tratta comunque di un problema molto serio, molto al disopra di quanto sembrerebbe a prima vista.  Perché anche  il rischio concreto di perdere  altre strutture si farebbe molto più concreto. Questo si, che appartiene alla categoria di uno dei veri problemi di Todi.
Ottavio Nulli Pero

13 settembre 2011
Sul terremoto di Marsciano ed i finanziamenti, opposte opinioni:

della CGIL
La CGIL di Marsciano esprime la sua disapprovazione e il suo sdegno per l’indifferenza che le istituzioni nazionali mostrano verso i cittadini di Marsciano colpiti dal sisma del 2009.
La bocciatura dell’emendamento presentato dai parlamentari del PD e che avrebbe dato la possibilità di iniziare la ricostruzione è solo l’ennesima conferma che chi ci Governa e chi detiene la maggioranza in Parlamento non tiene in considerazione i problemi della gente!
La CGIL è impegnata in una aspra lotta contro la manovra finanziaria del Governo, testimoniata dalla riuscita dello sciopero dello scorso 6 settembre! 
Il Governo è accecato dall’idea di risanare i conti pubblici pigiando sulle condizioni dei lavoratori e dei cittadini onesti.  E anche sulla vicenda del terremoto dimostra la propria miopia.
Proprio quei  60 milioni chiesti dall’emendamento avrebbero permesso di iniziare le opere della ricostruzione “pesante” e quindi di far rientrare tante famiglie nelle proprie case, ma allo stesso tempo avrebbe dato fiato all’economia locale, e contribuito in piccola parte, ma significativa per il territorio, a far crescere il PIL.  Quel Prodotto Interno Lordo, che l’Europa ci chiede di far crescere e che invece questa manovra deprimerà ancora
Noi non ci stiamo! Questa manovra è sbagliata e iniqua e soffocherà l’Italia! Come CGIL continueremo la battaglia anche in nome di quei cittadini di Marsciano che questo Governo considera di serie Z.
P. La CGIL di Marsciano Rossano Rubicondi
 
di PIETRO LAFFRANCO
Non era la manovra straordinaria di finanza pubblica il provvedimento idoneo a contenere la misure necessarie al reperimento delle risorse finalizzate alla ricostruzione post terremoto per Marsciano e zone limitrofe ed era ovvio che fosse bocciato l’emendamento strumentalmente presentato dal PD..
Con tutti i colleghi del PDL e del PD  si era deciso, come poi effettivamente fatto, di chiedere una riunione al Governo per affrontare la questione in modo corale e collegiale nell’interesse dell’Umbria e dei cittadini coinvolti dal sisma, per questo la decisione del PD, intervenuta nelle more dell’organizzazione dell’incontro, di presentare l’emendamento è stato un atto scorretto che rischia di minare profondamente l’impegno bipartisan che ci eravamo dati. Per conto nostro continueremo a lavorare per trovare una soluzione equa all’individuazione delle risorse per la ricostruzione, pur consapevoli che c’è chi intende giocare sulla pelle dei cittadini.
Pietro Laffranco, Vice Presidente del PDL alla Camera



10 settembre 2011
La  coop “La Terra Comune” sul Peglia chiede maggiore sensibilità alle istituzioni

Nasce sul Monte Peglia la cooperativa  “La Terra Comune” costituita dagli ex occupanti dei casali una volta abbandonati , che hanno così voluto dare un nuovo impulso quindi una nuova forma alla loro più che trentennale esperienza di vita sul territorio . 
La loro presenza è minacciata negli ultimi anni da tentativi di vendita indiscriminata del demanio da parte della regione, che rende così esposto a speculazioni immobiliari. La coop “La Terra Comune” ha indirizzo agricolo e sociale , intende realizzare una nuova forma di economia ecocompatibile , solidale , sostenendo e valorizzando modelli di sviluppo quali il mantenimento dei piccoli poderi, un turismo “dolce”, energie rinnovabili ,orti e fattorie didattiche nonché organizzare incontri e convegni, tutto ciò favorito dalla presenza capillare dei soci sul territorio.
Una grave minaccia è costituita dalla mancanza di uno stabile contratto d’affitto agricolo che consenta loro una programmazione duratura ed efficace per il conseguimento dello scopo prefisso. Ci auguriamo che da parte delle istituzioni ci sia maggiore sensibilità di quanto dimostrata finora verso temi attuali quali biodiversità rispetto del territorio e ripopolamento.
Cooperativa   “LA TERRA COMUNE”  del Monte Peglia  Vocabolo Fontanelle 14  05010     San venanzo – Terni

10 settembre 2011
TodiArteFestival dei giovani

Ancora una volta Todi, si è affermata una delle città più brillanti del panorama umbro, offrendo al grande pubblico la tanto attesa "Rinascita" del "Todi Arte Festival".
A testimonianza di ciò sono stati gli undicimila spettatori paganti, che grazie alla loro presenza hanno contribuito a creare un’atmosfera perfetta ad accogliere i grandi artisti che si sono esibiti nell’arco della manifestazione. Non è esagerato sostenere che questo è stato il "Festival dei Giovani"; si può infatti tranquillamente affermare che l’ottima riuscita dell’evento è da attribuirsi all’attiva partecipazione dei ragazzi tuderti, ed è su questo aspetto che la Giovane Italia vuole richiamare particolarmente l’attenzione di tutta la cittadinanza in quanto simbolo di una futura todi, viva e determinata ad emergere.L’ottimo lavoro dei giovani è stato coordinato in maniera impeccabile dalla direzione tecnica di Claudio Serrani.
E’ per noi inoltre motivo d’orgoglio sottolineare che questa edizione è stata ideata da Giulio Castrica e Emiliano Leonardi, due giovani che con il loro impegno e i loro sforzi hanno ripagato in pieno la fiducia riposta in loro dall’amminiztrazione comunale.
Giovane Italia Todi

8 settembre 2011
Multe da fuori, la Cgil non ci sta

Abbiamo appreso in data odierna dalla stampa, che l’Amministrazione Comunale di Todi nei prossimi giorni esternalizzerà il servizio di riscossione delle multe.
Una decisione della quale, in barba al CCNL, non siamo mai stati informati, per cui non è stato possibile avviare alcuna concertazione in merito.
Non ci meraviglia questo atteggiamento dell’Amministrazione, né il rispetto che la stessa ha delle corrette relazioni sindacali visto che da mesi stiamo aspettando di sapere che fine ha fatto la ricostruzione del fondo del salario accessorio e quando i lavoratori potranno di nuovo, dopo tre anni, percepire quanto previsto dal CCNL.
Rispetto alla questione specifica però, questa organizzazione, esprime la propria contrarietà e chiede di rivedere tale decisione e di discuterne insieme al fine di trovare una soluzione alternativa all’esternalizzazione.
Siamo consapevoli dei provvedimenti del Governo rispetto ai tagli dei trasferimenti, rispetto al blocco del turn over e le ricadute che questi hanno nei confronti degli Enti Locali, ma non comprendiamo perché, tenuto conto di ciò e della ristrettezza dell’organico della Polizia Municipale, si è ritenuto di correre in soccorso di “altri” attraverso convenzioni, senza preoccuparsi delle ricadute che questo avrebbe avuto nel proprio territorio rispetto alla qualità e alla garanzia del servizio per il quale i cittadini pagano i loro tributi.
Fabrizio Ricci – Ufficio stampa Cgil Umbria

8 settembre 2011
La scoperta dell’acqua "calda"

Volevo segnalare una cosa che sicuramente anche altri contribuenti avranno notato ,oggi mi e’ arrivata la fattura del consumo dell’acqua con mia sorpresa ho visto che l’ importo era molto piu’ alto del solito, andando a leggere i consumi ho visto che 80 euro era una voce non di consumo bensì’ di- aggiornamento deposito cauzionale- ho chiamato il numero verde per saperne di piu’ mi e’ stato risposto con molta disinvoltura che siccome da molto tempo non si era fatto un aggiornamento di tale deposito ora si e’ fatto. Ma dico, si
puo’ pagare per un consumo di 60 euro una bolletta di 140 euro? se si ‘per quale motivo non e’ stata fatta una dilazione in diversi mesi?il deposito cauzionale a quanto ammonta , come e’ stato fatto l’aggiornamento e con quali criteri?Chiedo a chi ne sa’ piu’ di me dei chiarimenti in merito ,possibilmente anche da chi dovrebbe vigilare sull’operato della gestione di un bene pubblico, come l’acqua!!!!!!!!!!!!!!                                                           
lettera firmata da una cittadina tuderte


8 settembre 2011
Semplificazione amministrativa, troppa grazia…

E’ una vergogna politica che la Giunta regionale abbia imposto sul Ddl semplificazione amministrativa la cancellazione di tutti gli emendamenti presentati, tra cui quello fondamentale che abbassava e rendeva effettivo il tetto di 50 mila euro al di sopra del quale è necessario il Durc con congruità sui lavori privati L’emendamento, fortemente voluto da tutte le parti sociali del settore spiegato- avrebbe infatti favorito l’emersione del lavoro nero  e quindi la sicurezza sul lavoro, oltre la concorrenza leale tra le imprese. I sindacati, rivolgendosi a tutte le associazioni che hanno condiviso la presentazione dell’emendamento, chiedono che si esprimano in merito.
Gianni Fiorucci (Fillea), Tino Tosti (Filca),  Franco Righetti (Feneal).

8 settembre 2011
Legge sulla semplificazione amministrativa

La Regione dà più fiducia al cittadino, che assume la completa responsabilità del suo comportamento
Atto importante, fondamentale e strategico, riformatore, che caratterizza
profondamente questa legislatura.
L’Umbria è la prima Regione in Italia ad adottare un atto di riforma completo come quello di oggi, che avrà effetti di grande impatto perché darà una forte spinta semplificativa alle procedure e quindi alla burocrazia.
Meno adempimenti equivalgono ad una precisa scelta culturale che intendiamo portare avanti con forza. In questo modo la Regione dà più fiducia al cittadino che assume la completa responsabilità del suo comportamento. Non mancheranno comunque, chiaramente, i controlli da parte della Regione. Bene l’adozione dei sei testi unici.
Un grandissimo lavoro di semplificazione è stato fatto soprattutto per il settore urbanistico. Meno norme, ma particolarmente precise.
Grazie a questo atto sarà possibile raggiungere più chiarezza dei contenuti, legati a scelte precise. Nella messa a punto del testo la Giunta ha saputo ascoltare tutte le parti interessate e le proposte scaturite in Commissione.
Il nostro sarà un voto favorevole.
Buconi Massimo

5 settembre 2011
Mario Epifani querelato dai genitori di Carlo Giuliani per un commento su TamTam

Non intendo assolutamente svolgere il ruolo di vittima: non mi si addice proprio. Però nasce il sospetto che tanto simpatico al Pubblico Ministero dr. ssa Comodi io non lo sia. Prima, il magistrato, reputa di non archiviare le indagini sul mio “disegno criminoso” di offesa dell’onore e la reputazione di Catiuscia Marini, disegno criminoso attuato per mezzo di due facezie pubblicate ad agosto del 2009 sul mio blog, poi procede e mi indaga per un commento postato su TamTam, a luglio del 2008, con l’accusa di aver offeso l’onore ed il decoro dei genitori di Carlo Giuliani.
Dopo tre anni di indagini preliminari,la fatica di tanto lavoro porta alla conclusione che queste vadano avanti. Quanto ho scritto nel precedente post, affermando che non è la Marini che mi mette paura ma il magistrato invece sì, si sta verificando. Se dovessi essere condannato per aver scritto quello che risulta dagli atti, allora mezza Italia dovrebbe essere sotto procedimento penale, per le ingiurie, le minacce e gli
oltraggi indirizzati, tanto per fare un esempio, verso il Presidente del Consiglio Berlusconi.
Certo, la Magistratura, non può consentire ad un cittadino di dire quello che pensa della Presidente della Regione Umbria, né, tanto meno, ipotizzare come la signora Adelaide Giuliani sia diventata senatrice di Rifondazione Comunista: i mostri sacri della Sinistra non si toccano. Intanto io annovero, con questa, cinque querele per diffamazione (tutte per motivi di ordine politico, s’intende). Evviva la Democrazia e la
tanto decantata libertà di espressione. Ma, certi magistraiti, non hanno niente altro da fare?
Mario Epifani


5 settembre 2011
La manovra bis, cosa succede a Marsciano

E’ stato approvato dal Consiglio comunale del 30 agosto 2011 un Ordine del Giorno nel quale viene definita una netta presa di posizione sulla nuova manovra finanziaria correttiva, cosiddetta Manovra bis. Nel documento viene ribadito il ruolo centrale del Comune per la salvaguardia del sistema del welfare locale e per la promozione di misure di sostegno al reddito delle famiglie meno abbienti. Viene inoltre sottolineato il ruolo dei Comuni quali fondamentali strumenti per rilanciare la ripresa economica del Paese e avanzare nella lotta all’evasione fiscale.
Partendo da queste valutazioni, come si evince dal testo del documento approvato, il Consiglio comunale ritiene che:
• la manovra approvata dal Consiglio dei Ministri sia ingiusta perché carica ancora una volta addosso ai Comuni un peso sproporzionato, senza riconoscere i risultati oggettivi raggiunti da questo comparto e senza correggere gli errori della legislazione vigente che hanno prodotto una diminuzione drastica della spesa per investimenti ed un abbattimento dei livelli di autonomia chiaramente incostituzionale;
• sia inaccettabile che si definiscano  ulteriori tagli (1,7 miliardi per i Comuni nel 2012) che vanno ad assommarsi a quelli previsti dal decreto 78 dello scorso anno e dalla recente manovra del luglio scorso. Un taglio che per il nostro comune raggiunge l’enorme cifra di 1,2 milioni di euro mettendo a serio rischio la rete del welfare locale e dei servizi alle famiglie, penalizzando in particolare il ceto medio e le famiglie meno abbienti;
• le forti penalizzazioni incidono in misura maggiore proprio verso quegli Enti locali come il Comune di Marsciano che hanno già attuato comportamenti virtuosi. Marsciano, ad esempio, a livello di struttura amministrativa interna presenta uno dei migliori dati nazionali di rapporto dipendenti/residenti. Tutto ciò, comunque, organizzando e gestendo una rete di servizi alla comunità di elevato livello con punte di eccellenza su alcuni elementi strategici: raccolta differenziata, nidi, servizi scolastici, attività di volontariato (come testimoniato anche dalla recente indagine del Sole 24H sul livello di Benessere Interno lordo) e affrontando in modo efficace emergenze imprevedibili quale quella del sisma del 2009 che ha visto il Comune di Marsciano e la propria struttura organizzativa e associativa in prima fila unitamente al resto del sistema istituzionale umbro e nazionale;
• sull’Ente locale si scaricano anche gli effetti dei tagli sulle risorse umane ed economiche di altri servizi dello Stato centrale. È il caso, ad esempio, del sistema scolastico verso il quale il Comune di Marsciano è sempre intervenuto per favorire il superamento delle molteplici difficoltà in cui versa;
• sono dieci anni che tutte le manovre sono centrate principalmente su tagli alle risorse di Regioni, Province e Comuni. Siamo arrivati al di sotto della soglia minima per continuare a erogare servizi fondamentali ai cittadini. In questo modo si seppellisce ogni forma di federalismo e autonomia. Si scarica sui comuni la possibilità di aumentare le tasse e si ipotizza l’anticipo dell’Imu, l’imposta municipale unica, al 2012 ma contestualmente si tagliano i trasferimenti per una cifra molto superiore a quanto i comuni potranno incassare con queste due misure;
• i Comuni italiani, all’interno dei comparti che compongono la pubblica amministrazione, siano gli enti più efficienti perché hanno migliorato i saldi di finanza pubblica in modo sensibile (3 miliardi di euro) e perché hanno offerto ai cittadini e alle famiglie un sostegno sociale in un momento di forte disagio, aumentando la spesa sociale e razionalizzando la spesa improduttiva;
• la manovra bis risulta viziata da una forte iniquità sociale perché pagano quelli che lo hanno sempre fatto e cioè Enti locali, lavoratori dipendenti e ceto medio. Non solo non si toccano i tanti privilegi diffusi  ma soprattutto non si colpiscono coloro che non hanno pagato mai, a partire dai grandi evasori;
• che all’interno della manovra non c’è alcuna risorsa per le  misure utili alla crescita e allo sviluppo;
• è oramai evidente che il patto di stabilità, per come è concepito, ha prodotto finora una depressione degli investimenti del 20%, a cui si aggiungerà ora una ulteriore riduzione del 15%. Il risanamento del Paese, è cosa acclarata, non si può fare con questo patto di stabilità. Il debito pubblico del nostro paese è generato per il 95 per cento dalle amministrazioni centrali: si cominci a guardare in quella direzione;
• il comparto dei Comuni è il pilastro più importante all’interno della Repubblica, capace di sostenere la crescita sia per i valori assoluti di spesa in conto capitale, sia per la qualità della stessa (grandi opere e piccole infrastrutture), sia infine per quanto concerne la distribuzione territoriale e capillare della spesa che interessa piccole e grandi imprese.
Nel quadro di questa analisi il Consiglio comunale ha inoltre espresso condivisione e apprezzamento per la decisione della Giunta di non aumentare l’addizionale dell’energia elettrica per l’anno corrente, facoltà introdotta da questo governo lo scorso mese di giugno. Un aumento di addizionale che avrebbe favorito un maggior introito per le casse del Comune di circa 220.000 Euro, gravando a carico di ogni famiglia per circa 38 euro l’anno. Una decisione assunta sulla base della corretta programmazione dell’Ente rispetto al bilancio 2011 e sulla volontà di non aderire all’impostazione di chi vuole scaricare sui Comuni il ruolo di “gabelliere dello Stato” che tradisce il dettato dell’art.114 della Costituzione  che proclama il pari ruolo istituzionale di Comuni, Province, Regioni e Stato.
Nella sua parte finale l’Ordine del Giorno approvato impegna la Giunta a:
• promuovere e partecipare ad ogni iniziativa utile a richiamare  la massima attenzione dell’opinione pubblica, delle Istituzioni, dei Partiti e delle Organizzazioni sociali e economiche del nostro Paese, sulla pesante e grave situazione economico-finanziaria, ma anche istituzionale in cui versano tutti i Comuni italiani;
• inviare una decisa  comunicazione ai Presidenti di Senato e Camera e per conoscenza al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, garante dell’Unità della Nazione, nella quale si inviti ad adoperarsi ciascuno per il proprio ruolo affinché la legge di conversione del decreto legge 138/2011 c.d. Manovra bis sia profondamente e radicalmente rivista almeno nell’impianto relativo agli enti locali ed alla loro strategica funzione.
L’amministrazione comunale

5 settembre 2011
Quella strana settima fila per il Brignano  show

Ieri sera ( sabato n.d.r.) nel magnifico contesto della nostra Piazza del Popolo è andato in scena uno degli spettacoli più belli e popolari del Todi Arte Festival 2011.
Una Piazza gremita di gente assiepata ovunque, perfino seduti sui “panettoni” sotto i Portici, ha applaudito entusiasta e quasi ininterrottamente il bravissimo Enrico Brignano: comico romano che è il mio preferito.
Un sincero ringraziamento agli organizzatori di questo evento, anche se mi sento di esternare una critica che spero sia produttiva per il futuro.
La sottoscritta in data 01 Agosto 2011 ha acquistato n. 4 biglietti in terza fila, (prima fila pagante), alla cifra di Euro 46,00 ciascuno. Chiedendo alla prevendita se potevo acquistare i biglietti in posizione più avanzata, mi è stato risposto che la prima e seconda fila erano riservate.
Io, comunque felice, ho chiesto anche a quanti metri sarei stata dal palco poiché volevo vedere bene. Mi è stato comunicato che sarei stata proprio vicinissima. Nei giorni successivi, suscitando l’invidia di qualche mia amica, avevo detto che sarei stata proprio sotto al palco e avrei potuto vedere anche i minimi particolari.
Finalmente ecco l’attesa serata: arrivo in Piazza, mostro il biglietto all’addetto che mi indica il mio posto…Settima fila ( circa 30 metri) su una sedia con su scritto terza fila. Alla prevendita erano indicati a 30 metri i biglietti dal costo di Euro 34,50.
Chiedo spiegazioni all’addetto, senza polemizzare, che mi dice che le prime 6 file, (circa 180 posti) sono riservati agli ospiti.
Caspita! Gli ospiti ci possono stare, ma li fai sedere dove non ledi i diritti dei paganti!
Faccio finta di non curarmene e passo davanti alle sedie riservate, che erano contraddistinte oltre che dal colore, dal nome di coloro che l’avrebbero occupate (alla faccia della privacy).
Chi erano i fortunati? Oltre i politici di “ maggioranza”, i soliti noti della “Todi bene”, persone che sicuramente avrebbero potuto pagare il prezzo del biglietto.
Ora qualcuno mi dovrebbe spiegare perché dalla terza fila sono scivolata alla settima?
Lo stesso Enrico Brignano ha evidenziato che il pubblico pagante non era nelle prime file: in qualche modo lo avrà intuito.
Quello che mi interessa che si capisca, è che se l’Amministrazione Comunale e l’Organizzazione dello spettacolo intendono regalare biglietti a chi vogliono, facciano pure; però devono garantire a chi ha acquistato regolarmente il biglietto con largo anticipo, ciò che è stato promesso.
Concludendo mi piacerebbe che in futuro si abbia maggior rispetto del pubblico pagante.  
Il consigliere comunale Maria Rita Bosi

4 settembre 2001
Tempo di bilanci a M.C.di Vibio, Pro loco soddisfatta

All’indomani del grande successo riscosso dalla manifestazione organizzata dall’associazione Pro Loco di Monte Castello di Vibio, con la collaborazione della società Teatro della Concordia e con il patrocinio del comune di Monte Castello di Vibio, non posso che esprimere l’immensa soddisfazione con la quale faccio il mio personale bilancio di questi primi quattro mesi di presidenza dell’associazione; la grande presenza di pubblico che ieri ha invaso le vie del paese, il teatro della Concordia e il giardino d’estate La Torraccia altro non è se non la conferma e l’approvazione del grande lavoro svolto da tutti i membri del consiglio per la realizzazione del progetto di trasformazione della Pro Loco. Domenica ci siamo divertiti ed abbiamo fatto divertire tutti coloro che hanno deciso di trascorrere una giornata nel nostro splendido paese; grazie alla performance dei ragazzi della P-Funking Band – che non smetteremo mai di ringraziare per averci trasmesso l’entusiasmo e l’allegria con i quali propongono il loro genere musicale facendo spettacolo – siamo riusciti a dimostrare a tutti che l’amore per Monte Castello e il lavoro intorno ad un progetto importante portano a grandi risultati. Sono stati mesi molto difficili per noi tutti; nonostante ciò oggi mi sento di poter dire che i fatti, e non le chiacchiere, ci stanno dando ragione: la splendida stagione della Torraccia che, grazie alla gestione eccellente e professionale dall’amico Roberto Salterini (che ha dimostrato, anche se non ce ne era bisogno, le sue grandi doti  e l’abnegazione con la quale personalmente ed insieme all’intera sua famiglia svolge il proprio lavoro), ha riportato a Monte Castello il grande pubblico dei tempi d’oro, le tante iniziative organizzate dall’amministrazione comunale e della altre associazioni che ci hanno visto fattivamente coinvolti – con particolare riferimento al concerto del tenore Gianluca Terranova, alla cena della confraternita, al concerto di ferragosto dei solisti di Perugia, alla rievocazione medievale ecc.. – sono la dimostrazione che  se si lavora tutti insieme i risultati non possono che arrivare. Abbiamo voluto rischiare: ma eravamo sicuri che sarebbe andata tanto bene da permetterci di incamerare una così grande dose di entusiasmo per programmare le prossime manifestazioni. Così da poter finalmente pareggiare il bilancio ed iniziare a progettare qualcosa di grande per cambiare il volto del nostro paese proiettandoci verso il futuro con la certezza di aver costruito una prospettiva per i nostri figli; ma per fare questo abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, di far cessare questo inutile chiacchiericcio e, soprattutto, di smettere di porci in competizione gli uni con gli altri. Sono certa che ciò che abbiamo fatto in questi mesi, l’atteggiamento di disponibilità nei confronti di tutte le associazioni, dell’amministrazione e dei cittadini tutti abbia sciolto ogni dubbio sulla apoliticità del consiglio della Pro Loco; ora tocca a tutti gli altri dimostrare che ciò che fanno non risponde ad un interesse personale ma va a beneficio del nostro paese. Rinnovo l’invito a chiunque voglia far parte della Pro Loco a partecipare alle riunioni che si tengono il primo venerdì di ogni mese presso la Sala delle Associazioni; inizieremo a programmare il natale 2011 ed abbiamo bisogno delle idee e del supporto di tutti. Grazie a tutti voi
Maria Cristina Tomassi


2 settembre 2011
Asili nido, continua il "ping pong" tra Comune di Marsciano e sindacati

Nel merito della trattativa non possiamo che confermare quanto già detto in una nostra precedente nota. Il Contratto di lavoro prevede 36h settimanali riducibili a 35. Non riducibili a discrezione. Quella dell’orario di lavoro, infatti, non è materia oggetto di contrattazione tra le parti ma punto stabilito per legge. Lo stesso dicasi per il rapporto educatrici/bambini e per la questione delle 42 settimane.
Quella dell’orario di lavoro è inoltre una vicenda sollevata dal sindacato solo 2 mesi fa e non fu oggetto dell’incontro in Prefettura sul quale non è il caso che ci si abbandoni ad interpretazioni “pro domo”.
La nuova posizione del sindacato però sposta l’attenzione su altre vicende su cui sarebbe il caso di essere più corretti. Ci riferiamo agli inviti a ridurre costi della politica, spese di consulenze ecc. A questo riguardo è importante ribadire che:
1. Le indennità degli amministratori di Marsciano sono al minimo consentito per legge.
2. I costi di funzionamento del Comune (personale e consulenze – che di fatto non esistono) sono certamente tra i più bassi in Umbria e in Italia con percentuali, sul totale delle spese, di gran lunga inferiori alla media.
In questa trattativa, tra l’altro, non si discute di soldi, ma di orario di lavoro e di interpretazione corretta del Contratto. Si stia al tema, quindi, e si eviti demagogia a buon mercato. A sparare nel mucchio già ci pensa il Governo, con i tagli lineari e le norme contro i lavoratori del comparto pubblico e non solo.
Ciò che mette a rischio i servizi a Marsciano (come in tutti i comuni virtuosi) non sono le nostre presunte spese pazze (quelle per le attività culturali? Abbiamo già sentito qualcun’altro dire che “la cultura non si mette in mezzo a due fette di pane”) che non esistono, ma scelte contro le quali si è persino proclamato uno sciopero generale.
Di tutto questo e di ciò che accadrà noi discuteremo con la cittadinanza in tutte le sue articolazioni. Lo faremo partendo dal presupposto che la nostra rete dei servizi si è ampliata in questi anni (anche sopperendo con risorse nostre ai tagli su materie di competenza nazionale) e non certo ridotta. Se si conoscono questa realtà e questa comunità, non sarà difficile concordare su questo punto.
Tornando al nido riteniamo che non ci debba essere spiegato il suo valore. Abbiamo dimostrato con i fatti il rispetto dei diritti e la volontà di mantenerne elevata la qualità. Lo abbiamo fatto compiendo scelte, visto che le norme attuali, per esempio, non ci consentono di sostituire un vigile urbano, andato in pensione, proprio perché abbiamo scelto di rimpiazzare l’educatrice che ha dovuto abbandonare il lavoro per cause di salute. E le educatrici sanno di poter contare su tutto il supporto possibile.
Ricordiamo ai rappresentanti della Funziona Pubblica che con l’approvazione del bilancio abbiamo accolto le richieste formulate dalle organizzazioni sindacali, come risulta dal verbale di accordo stipulato. Tanto per dire quanto siamo disposti a dialogare su tutto.
Parlare di atteggiamenti “padronali” o del fatto che vorremmo gettare discredito sul Sindacato non rende merito a chi usa tali concetti e non ci sfiora. Rivendichiamo, questo sì, il nostro diritto/dovere di rappresentare il nostro punto di vista, a tutti i cittadini, nel momento in cui siamo oggetto di attacchi sulla stampa.
Il Sindacato recuperi un po’ di serenità e il senso del proprio ruolo. Si abbandoni il linguaggio da barricata e si provi a vedere se c’è un modo nuovo di riprendere il dialogo.
Sulle responsabilità che ciascuno si deve assumere, spetta ad ognuno di valutare le proprie.
Delle nostre rispondiamo, in primis, ai cittadini.
L’Amministrazione comunale

2 settembre 2011
Rifacimento reti idriche a Vasciano e strada della Marcigliana

Sono iniziati nei giorni scorsi alcuni importanti interventi sulla rete idrica nella popoloso frazione di Vasciano, secondo quanto previsto dal Piano Operativo Triennale tra Umbria Acque ed il Comune di Todi. Nella frazione tuderte, infatti, è in corso il rifacimento dell’acquedotto e del serbatoio di accumulo, opere queste che consentiranno di superare gli annosi problemi di approvvigionamento idrico della frazione, soprattutto in merito alla fruizione ottimale dell’acqua da parte dei cittadini, a causa della discontinuità della pressione idrica  prodotta dalle infrastrutture ormai datate. Altro importante intervento, che inizierà ufficialmente la prossima settimana, interesserà la rete idrica che corre al di sotto della strada della Marcigliana, che anche in questo caso sarà integralmente rifatta. Alla fine di questi interventi si procederà con la bitumatura completa dell’importante arteria comunale, alle pendici della frazione di San Damiano. Si tratta di opere importanti che interessano i servizi primari dei cittadini e del territorio  Il nostro impegno è diretto a sanare, nei limiti del possibile, le criticità nella fornitura e nell’erogazione dei servizi che si manifestano da tempo. Stiamo cercando di pianificare la risoluzione delle varie problematiche sofferte dal territorio e di cui riceviamo segnalazioni, con interventi costanti ed omogenei in tutto le aree del nostro vasto comprensorio.
L’assessore alle frazioni, Ugo Todini

2 settembre 2011
Verso l’abolizione del Consorzio Tevere Nera

Apprendiamo da alcuni organi d’informazione regionale che la Giunta Regionale dell’Umbria nella prossima riunione tratterà anche della soppressione dei Consorzi di bonifica. Questa, se confermata, è una notizia che riempe di soddisfazione non solo il sottoscritto ma l’intero Comitato Tuderte per l’abolizione del consorzio Tevere-Nera Vigileremo con la massima attenzione, rapportandoci con gli altri comitati presenti in Umbria, in modo che le istanze della popolazione siano pienamente recepite e non scavalcate da furbate dell’ultima ora.  Le nostre proposte sono ampiamente conosciute dalla Giunta Regionale, ma è bene ricordarle. Per prima cosa chiediamo la sospensione delle cartelle di pagamento inviate in questi ultimi tempi dall’Ente, il blocco delle procedure per la nuova sede e delle assunzioni preannunciate dal Presidente Contessa, nonché la verifica della necessità del commissariamento dell’Ente nelle more della riforma di riordino. In merito alle funzioni di bonifica e difesa idrogeologica, come peraltro già approvato dal Consiglio Regionale nella mozione del 25 luglio scorso, queste dovranno essere attribuite ad enti territoriali o alla costituenda Agenzia Regionale, mentre per la tassazione tutti i Comuni oggi rientranti nel bacino di contribuenza (tutti quelli della Provincia di Terni e Massa Martana e Todi per quella di Perugia) dovranno avere lo stesso trattamento degli altri Comuni della Regione. In altri termini esentati come tutti dall’odioso balzello.
Todi, 2 settembre 2012
Moreno Primieri Comitato abolizionista Tuderte

 

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