Tali consiglieri ritengono “che tale innovazione comporta di fatto una copertura dei costi complessivi del 108-109 %, fatto di per sé illegittimo e che quindi la riscossione dell’addizionale del 10% ex-eca consente al Comune di eludere la disposizione normativa, tesa a raggiungere la copertura integrale del 100% dei costi imposta dalla legge, per alimentare spese occulte e/o ingiustificate;”
Pd, Prc, Mre-Psi perciò, con un ordine del giorno da discutere nel massimo consesso cittadino, propongono di ridurre del 10% la tassa sulla nettezza urbana.
Nel medesimo ordine del giorno viene preso in esame il fatto che a differenza dei 300 metri previsti precedentemente, “la zona di raccolta obbligatoria dei rifiuti urbani interni, nella quale il servizio è gestito in regime di privativa, è costituita considerando il perimetro dell’area determinata da un raggio pari a metri 1.500 da ciascuna postazione, costituita da uno o più contenitori” per cui praticamente tutti i cittadini pagano per intero la tassa sulla nettezza urbana, non usufruendo più della riduzione del 70%.
Segnalato anche “che in realtà in molte delle zone che sono state oggetto di aumento della tassa (dal pagamento del 30% previsto precedentemente al 100% seguito alla modifica della perimetrazione e del regolamento) non c’è stata nessuna modifica rispetto al servizio offerto, né si è passato al sistema di raccolta differenziata” per cui in tali situazioni si dovrebbe prevedere una sospensione del pagamento della tassa.








