A parità di posizione sul podio, spesso i premi riservati alle atlete sono inferiori a quelli dei colleghi maschi, contravvenendo le disposizioni della Fidal
coppe-vincitore

L’art.15 comma 2 delle "Norme per l’Organizzazione delle Manifestazioni" emanate dalla Fidal, stabilisce che per le corse su strada i premi previsti per ciascuna posizione di classifica, per gare effettuate sulla medesima distanza, devono essere gli stessi sia per le donne che per gli uomini.
 
La disposizione, tuttavia, non sembra che sia sempre osservata, almeno in Umbria che parrebbe essere, al contrario di altre, maschilista
Spesso, come ci segnala un’appassionata della corsa, guardando i volantini delle varie manifestazioni in calendario nella  regione si noterebbe che ci sono sempre, tranne rari casi, delle differenze anche forti nell’entità dei premi fra la categoria maschile e quella femminile a discapito di quest’ultima.

Fermo restando che di solito il numero di partecipanti di sesso maschile a queste gare è maggiore di quello delle partecipanti donne, sembrerebbe giustoche il numero dei premi riservati alla classifica maschile sia maggiore di quello riservato alla categoria femminile.
Non c’è però, alla luce della norma, una spiegazione plausibile al fatto che l’entità del premio a parità di ordine di arrivo sia sempre maggiore per la categoria maschile rispetto a quella femminile.

Anche se si tratta quasi sempre di premi in natura, buoni acquisto o comunque piccole cifre in denaro, dal momento che la quota di iscrizione alle gare è la stessa per tutti non sembra ci sia motivo per la discriminazione. 

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