29 ottobre 2011
Depuratore, no definitivo al sito di Pian dei Mori

Con il Consiglio comunale di giovedì scorso si è preso atto dello stato del progetto del depuratore di Porchiano. Solo oggi, dal giugno 2011, si è discusso in una sede istituzionale di questo argomento senza che il consiglio comunale abbia mai visto o votato prima né il progetto preliminare né l’esecutivo. Una mancanza che più volte abbiamo lamentato e che continuiamo a denunciare. Giovedì i consiglieri del Pd hanno chiesto che venissero aggiunti alla delibera proposta i seguenti dati di fatto:
1) successivamente alla Delibera del Consiglio comunale del 2006 che individuava la località Pian dei Mori per l’impianto centralizzato di depurazione delle acque reflue del Comune di Todi,  sono intervenuti i seguenti cambiamenti:
– mantenimento e potenziamento dell’impianto di depurazione di Pantalla anche a servizio del nuovo Ospedale;
– sviluppo urbanistico e demografico della zona  che rende non più compatibile la sussistenza di un impianto di depurazione. Quella soluzione pertanto è da considerarsi definitivamente superata e archiviata;
2) il nuovo sito di Porchiano è stato individuato senza il coinvolgimento del Consiglio comunale e il progetto esecutivo non è stato mai sottoposto all’attenzione del Consiglio comunale;
3) ad oggi il progetto si trova nella fase di valutazione ambientale integrata e di valutazione di incidenza  e si tratta quindi di una procedura esclusivamente tecnica e non politica;
4) su tale progetto i tecnici comunali hanno già  espresso  proprie osservazioni senza coinvolgere, legittimamente, il Consiglio Comunale:
5) a seguito della conferenza dei servizi e delle osservazioni prodotte dai soggetti interessati Umbra Acque ha elaborato un nuovo progetto, che dovrà essere valutato da una nuova Conferenza dei Servizi. La valutazione spetta, pertanto, agli organismi tecnici del Comune, così come avvenuto per  quello originario.
Malgrado le nostre richieste non siano state accolte, è stato aggiunto, nella delibera proposta, il no definitivo al sito di Pian dei Mori e abbiamo alla fine espresso il nostro parere favorevole.
Attendiamo ora che l’iter si concluda, rimanendo della convinzione che alla politica competono scelte sulla base anche di valutazioni tecniche, ma che quest’ultime devono essere formulate in modo autonomo.
Gruppo consiliare del Pd-Todi

29 ottobre 2011
Marco Simoncelli e…. gli altri che muoiono

Gli occhi mi diventano umidi. È morto Marco Simoncelli, capelli come un nido sulla testa, simpatia e freschezza della vita in volto.
24 anni son pochi per morire lavorando, anche se è stata sua la scelta d’andare in pista ai 300 all’ora, sono migliaia al funerale del centauro
Andrea Gagliardoni di anni ne aveva 23, bello come il sole lo descrive la madre; era operaio coscienzioso e diligente, suonava la chitarra nel gruppo Nervous Breakdow
Andrea lavorava in una grande impresa marchigiana.
Il 20 giugno del 2006 su una macchina chiamata Mag 1000, che imprime icone colorate nel freddo bianco degli elettrodomestici, due tamponi cadono come ghigliottine e in un attimo gli rubano la giovane vita
Come Marco ha visto il cielo diventare nero, l’esistenza e la giovinezza perse per mille euro al mese.
Ranbir aveva la loro stessa età. Il sole preso al suo paese gli aveva colorato il viso, lavorava duramente per mantenere la sua famiglia precario tra i più precari perde il lavoro la crisi colpisce sempre i più deboli
Una mattina fredda è stato trovato morto su una panchina di Piazza dei Martiri a Bologna,
in quella città che è stata un faro di solidarietà. Rambir aveva a fianco per scaldarlo solo una bottiglia vuota.
Anche Marinel Lingurau aveva 24 anni. Saldatore in una fabbrica di Torino era arrivato da poco dalla Romania anche quella mattina utilizzava la vecchia saldatrice per smontare un macchinario in un’azienda che stava traslocando, all’improvviso una scarica elettrica l’ha fulminato invano han cercato di rianimarlo anche la sua vita è scappata in un baleno. Potrei così continuare con decine d’altri casi di giovani che muoiono per lavoro nel silenzio
Carlo Soricelli – osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro – Bologna

29 ottobre 2011
Alla ricerca dell’ausiliario del traffico

I sottoscritti consiglieri comunali presentano la seguente interpellanza urgente con risposta scritta e orale.

PREMESSO
che in data 7/9/2011, con Determina dirigenziale n. 825, è stata  disposta l’assunzione straordinaria a tempo determinato di un “ausiliario del traffico” cat. B1 per il Servizio Polizia municipale;
VISTO
che per tale assunzione si è ritenuto di  richiedere il nominativo al Centro per l’Impiego della Provincia di Perugia con il profilo professionale di “ausiliario del traffico”, in possesso dei seguenti requisiti: scuola dell’obbligo, qualifica di ausiliario del traffico, patente di guida cat. B;
CONSIDERATO
che tale procedura appare anomala perché i requisiti richiesti sono contrari ad ogni regola riguardante le assunzioni nelle Pubbliche Amministrazioni limitandosi  alla richiesta del titolo di studio e del possesso della patente e di una improbabile qualifica già posseduta di ausiliario del traffico omettendo di chiedere ben altri requisiti fondamentali quali:
– cittadinanza Italiana, o di uno degli stati membri dell’Unione Europea;
– godimento dei diritti civili e politici;
– essere in regola con gli obblighi militari per gli aspiranti di sesso maschile;
– non aver subito condanne penali, né avere procedimenti penali che non consentano l’assunzione presso la P.A.;
– non essere stati destituiti, dispensati o licenziati da una Pubblica Amministrazione;
– possesso dell’idoneità fisica all’impiego;
– conoscenza di almeno una lingua straniera;
CONSIDERATO
inoltre che la qualifica di ausiliario del traffico si acquisisce in base ad un provvedimento del Sindaco e non può quindi essere considerata una qualifica professionale come quella di idraulico o muratore;
si interpella la S.V. per sapere:
– se non ritiene necessario modificare la determina emanando un bando conforme ai principi di trasparenza e correttezza amministrativa;
– se non ritiene opportuno prevedere per coloro che saranno avviati dal Centro per l’impiego  una forma di prove scritte ed orali sulle materie relative al lavoro da espletare;
– se non ritenga più corretto emanare un bando per la formazione di una graduatoria di ausiliari del traffico alla quale attingere secondo le necessità.
Si richiede risposta urgente scritta e orale.
Guppo consiliare Pd Todi

29 ottobre 2011
Che fine ha fatto la fusione Etab – Veralli

I sottoscritti consiglieri comunali presentano la seguente interpellanza urgente con risposta scritta e orale.

CONSIDERATO
che con Deliberazione di Consiglio comunale n. 88 del 16 ottobre 2010 il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno sull’unificazione in un’Azienda Pubblica alla persona dei due Enti “Veralli – Cortesi” ed “Etab – La Consolazione”, con il quale si proponeva “di avviare un percorso per la realizzazione di una gestione amministrativa unica degli enti assistenziali tuderti, “Etab – La Consolazione” e “Veralli Cortesi”, secondo quanto già indicato dalla normativa vigente in tema di gestione dei servizi attraverso aziende pubbliche” e “di valutare l’accorpamento dei due enti in un unico soggetto , con conseguente riduzione ad un unico Consiglio di Amministrazione dei due Consigli di amministrazione oggi in carica”;
VISTO
inoltre che con la suddetta delibera il Consiglio comunale impegnava la Giunta, ”successivamente all’audizione in Consiglio comunale dei due Presidenti degli Enti assistenziali tuderti, “Etab – La Consolazione” e “Veralli Cortesi”, a valutare di concerto con gli stessi l’opportunità dell’unificazione e l’elaborazione di una proposta da sottoporre al Consiglio comunale”;
RILEVATO
che ad oggi, dopo più di un anno, non c’è stata alcuna audizione in Consiglio comunale così come scritto nel dispositivo della delibera;
nel sollecitare il Sindaco e il Presidente del Consiglio comunale a rispettare l’impegno contenuto nella delibera sopraccitata, interrogano entrambi per conoscere i motivi della mancata attuazione della stessa delibera.
Si richiede risposta urgente scritta e orale.
Gruppo consiliare Pd Todi

27 ottobre 2011
Carlo Vannini: Tocca smette d’anna a caccia!

“Non c’è più niente da fareeee, è stato bello sognareeee..”: oltre che il refrain di una cover degli anni sessanta potrebbe tranquillamente essere lo slogan di chi si è battuto per anni contro lo strapotere degli SC, gli squadracinghialari umbri, e ne è stato battuto, perché tutto sta proseguendo come prima e, quasi impossibile, anche peggio. Vediamo in dettaglio chi ha vinto e cosa si è vinto:               
– hanno vinto gli SC, che, con la stessa quota di noi poveri non-cinghialari hanno a disposizione ogni libertà: infatti, invece di pensare ad abbassare il numero dei cinghiali si divertono talmente tanto nelle zone loro assegnate che considerano di loro proprietà (la zona è mia, il cinghiale è mio perché gli ho dato da mangiare tutto l’anno)che esportano il modello di squadra anche per le altre cacce e fanno scuola: così si vedono gruppi di 8 10 talvolta 15 persone che circondano la zona per far fuori tutti i fagiani e le lepri presenti. Stendiamo un velo pietoso su beccacce, tordi etc;
– hanno vinto i Politici della Casta, da loro eletti, che portano a casa ricche prebende da consigliere regionale e provinciale;
– hanno vinto le Settoriali che si stanno impadronendo delle Federazioni in cui hanno fatto adottare statuti bulgari per i quali governeranno fino a cento anni; una gestione della attività della Guardia Provinciale che lascia tantissimo a desiderare, soprattutto sul piano della Glasnost promessa dal Presidente. A questo proposito voglio ringraziare la Guardia Forestale che ha supplito alle succitate carenze con una retata che ha dimostrato, ove ce ne fosse  ancora bisogno, con il sequestro di numeroso fucili, che erano state commesse SOLO in quel momento e in quel giorno infrazioni molto gravi (non è che glieli hanno tolti perché non si erano lavati i denti la mattina!);
– ha vinto un’accezione violenta e crudele di una caccia senza regole o con regole francamente disattese (vedi utilizzazione delle altane), che rischiano di continuare a provocare, vista l’arma che si usa, incidenti gravi a persone e danni a cose, dei quali, ovviamente, ai Politici sembra non fregare nulla (se poi consideriamo che è un modello venatorio che sembra fatto apposta per esaltare la brutta psicologia del branco….); la libertà assoluta riservata al 30% dei cacciatori umbri che va a limitare gravemente quella del 70% e quelle fondamentali dei cittadini non cacciatori di girare per i boschi: ultima segnalazione che mi è arrivata è da parte di un gruppo di cittadini che, sui monti di Massa Martana si stava divertendo con il gioco della guerra simulata, regolarmente autorizzata dai CC, e si sono visti minacciare con la solita frase “restate pure qui ma sappiate che rischiate!”; i piccoli Partiti che si sono impossessati dell’area caccia per una questione di pura sopravvivenza;
– ha vinto il business, la borsa nera della carne da cinghiale (attenzione a mangiarla nelle sagre e nei ristoranti, richiedete prima il marchio di provenienza…), i mangimisti che vendono circa 700 quintali all’anno per squadra (moltiplicate per 250…); i proprietari delle Riserve private, verso cui si rivolge l’esercito dei delusi; i venditori di maialone; chi riscuote i premi assicurativi per i danni agli ausiliari;
Partita quindi persa anche perché la lobby squadracinghialara, messa sul chi vive dal movimento spontaneo di protesta fatto di cacciatori e società civile, ha immediatamente fondato la associazione regionale, cioè il Partito Umbro degli Squadracinghialari, con le sue Sezioni (le Squadre) e i Segretari (i capisquadra), un proprio direttivo, propri bracci operativi come i Politici, i nominati negli ATC e, dulcis in fundo le Settoriali, il tutto  così imponente e arrogantemente visibile che anche ad un Assessore sinceramente riformista come la Cecchini riesce difficile immettere un minimo di innovazione.
Quindi, tenuto anche conto che è ricominciata la brutale strage di allodole nell’Est Europa (dalle 5 alle 8000 per squadra italiana) e di beccacce (dalle 40 alle 60 di media per squadra in Crimea e nelle isole del Nord), per le quali sono anni che richiediamo l’intervento di una severa normativa europea, TOCCA SMETTE…
A NOI D’ANNA’ A CACCIA. Ai Fungaroli ai podisti, ai cavalieri, a chi pota le piante, a chi semina, a chi si vuole andare a divertire nei boschi di esercitare la propria libertà, perché con una palla che ti può trafiggere a 500 metri ci si discute male. Ormai è un dato di fatto che la libertà totale concessa all’1% della popolazione umbra ha annullato quelle del 99% e non ci rimane altro che batterci, da cittadini assieme ai cittadini, per il ritorno ad una caccia più vicina alle esigenze della tutela della natura, più sicura e più civile; per i nostri amatissimi cani che non debbano più subire ogni tipo di abuso ed angherie; per l’ambiente che non deve subire le carcasse; per i consumatori che debbono poter mangiare carne certificata; ma soprattutto per i tanti cittadini che mi hanno, in questi anni difficili fatti anche di minacce personali insulti e danni personali, espresso solidarietà e sollecitazioni ad andare avanti.
Carlo Vannini – Terra di Confini

27 ottobre 2011
L’assemblea permanente di Todi ha elaborato un primo programma di proposte

Il secondo incontro dell’assemblea permanente delle attività produttive e abitative di Todi presso il laboratorio Primieri Hair ha suscitato un grande interesse da parte di oltre 50 partecipanti, che il 26 ottobre scorso si sono riuniti per discutere sulle possibilità di organizzare eventi per far tornare a vivere Todi durante il periodo natalizio e non solo. Sono emerse molte originali iniziative tra le quali un torneo di scacchi viventi, la passeggiata in biga per le vie della città e il capodanno in maschera.
Gli argomenti trattati durante la riunione hanno riguardato gli addobbi natalizi per i quali si è pensato di realizzare delle fascine dipinte di bianco da utilizzare per decorare le attività commerciali private e per abbellire scorci e angoli della città come vicoli, piazzette e scalinate, insieme a una rappresentanza di Todifiorita che si impegnerà a contribuire nel decoro natalizio.
E’ stato presente il Vespa club Todi proponendo di organizzare una mostra fotografica, di oggettistica e vespe d’epoca.
Si è presa in considerazione l’ipotesi di affittare un trenino che faccia un percorso in modo da collegare varie parti della città.
E ancora, coinvolgere scuole ed asili per canti natalizi e disegni riguardanti l’avvento da esporre nei palazzi comunali, lanterne luminose da accendere e far volare in cielo, cioccolata calda e frittelle negli angoli della città, vendita degli alberi di Natale sulla piazza, concerti di vario tipo, come jazz, bossanova, di musica classica e lirica per le vie della città.
C’è l’idea di fare organizzare alle frazioni di Todi presepi da esporre negli atri dei palazzi storici,.
Si è discusso sul fatto che sarebbe auspicabile per i membri dell’assemblea riproporre due giorni di Fierabella.
Anche le cantine potrebbero essere coinvolte per degustazioni.
La raccolta delle letterine a Babbo Natale dei bambini nel giorno dell’accensione dell’albero di Natale.
Proiettati film per piccoli e grandi.
Inoltre si pensava alle originali iniziative del torneo di scacchi viventi, la passeggiata in biga e per le vie della città e una carrozza storica in esposizione.
Anche Sistema Museo si impegnerà per diverse iniziative.
Per concludere c’è l’idea di realizzare il capodanno in maschera a tema, ossia per ogni anno che passa si farà riferimento ad un’epoca da imitare negli usi e nei costumi.
Anche se non riuscissimo a portare avanti tutti gli eventi proposti, già riuscire ad eseguirli la metà sarebbe un successo, in più le idee che sono uscite fuori in questa assemblea potranno essere riutilizzate per altre occasioni e festività. Teniamo a sottolineare la apartiticità e la trasversalità di questa assemblea che si propone di riunire chiunque abbia delle proposte. Il prossimo incontro, mercoledì 2 novembre alle ore 20 sempre nel laboratorio Primieri Hair, vedrà partecipare soltanto i rappresentanti delle varie zone della città che a nome di tutti cercheranno di stilare un calendario degli eventi proposti.
Mi auspico che le associazioni di categoria e le autorità  vogliano unirsi alle nostre iniziative per trovare un’armonia e una collaborazione. Credo che tutti debbano partecipare, banche, assicurazioni. commercialisti, avvocati, dentisti, cittadini, e anche la Diocesi perché dopotutto è la sua festa. Tutto questo è importante per riuscire a ricreare l’atmosfera natalizia, per poterla assaporare e far si, in questo modo, che la città si ripopoli.
Per attività produttive e abitative Todi, Carlo Primieri

27 ottobre 2011
Bettona e/o Marsciano, la replica degli allevatori

In vista delle elezioni comunali del 2012 assistiamo ad un grande movimento sul futuro di Bettona, in particolare sulle problematiche degli allevamenti zootecnici locali. Osserviamo che mentre i partiti politici si scontrano per accaparrarsi i voti dei cittadini per le prossime scadenze amministrative, le imprese e le famiglie della filiera zootecnica hanno chiuso i battenti.
Oggi apprendiamo dalla stampa che il dottor Vannio Brozzi, portavoce dei comitati per l’ambiente, si oppone al protocollo d’intesa sulla riqualificazione del biodigestore di Bettona sottoscritto da Regione, Provincia e Comune. E chiediamo: secondo il dottor Brozzi, di cosa dovrebbero vivere i cittadini e le imprese di Bettona? Gli allevatori e gli operatori della filiera zootecnica sono fermi da tre anni, non hanno ammortizzatori sociali, vivono da generazioni della sola attività suinicola. Se al signor Brozzi tre anni di stop le sembrano pochi, ricordiamo che ci vorrebbe più rispetto verso coloro che hanno costruito la prosperità ed il benessere del territorio di Bettona. Prosperità che, a differenza della politica, è stata ed è concreta, e non basata sull’aumento della spesa pubblica che già grava troppo sulle tasche di noi contribuenti. A questo ceto politico, vecchio ed autoreferenziale, che vuole continuare a parlare con il linguaggio ed i metodi dell’assistenzialismo e non di quello dello sviluppo, diciamo che per loro il tempo è scaduto, perché il denaro pubblico è finito. Siamo di fronte ad una società in crisi e in piena ristrutturazione.
Noi vogliamo partecipare attivamente al rilancio della nostra attività, sperando che non siano i politici a dettare i tempi della ripresa anche dei nostri allevamenti, altrimenti passeremmo dalla padella alla brace. Ad una sinistra di governo giova dare voce soltanto ai comitati ed abbandonare la rappresentanza delle forze produttive? Siamo convinti che una tale posizione segnerebbe sicuramente una marginalizzazione inesorabile per i prossimi anni e lustri.
Gli operatori del settore dicono “basta” a questa bassa strumentalizzazione politica delle imprese zootecniche, con dispute sterili che vengono ridotte esclusivamente a questioni ambientali, descrivendoci come “pericolo” o “nemico” della comunità. Noi siamo cittadini ed imprese come le altre, siamo parte attiva e costruttiva della realtà imprenditoriale del nostro territorio. Chi predica il divieto di operare e lavorare in maniera ideologica e strumentale si pone contro la nostra comunità.
Da parte nostra, ribadiamo che quello che a noi sta a cuore è unicamente la ripresa dell’attività suinicola in un territorio storicamente vocato a questo settore produttivo, un comparto che rischia di scomparire e, con esso, tutto il patrimonio di tradizione e di imprenditorialità che contraddistingue da sempre l’attività prevalente di questo territorio.
La zootecnia è un’attività storica che vuole riprendere a vivere anche in forme diverse, compatibilmente e nel rispetto della legislazione vigente. Le normative non possono essere sottoposte agli umori della campagna elettorale, né tantomeno alla ricerca di facili consensi che questi schieramenti vorrebbero acquisire. Ricordiamo ai signori dei comitati che, all’interno del PTA (Piano Tutela delle Acque) della Regione Umbria, il depuratore di Bettona è considerato una risorsa fondamentale per l’intero territorio a salvaguardia delle risorse idriche, da adeguare e migliorare così come riportato nel Piano. Perciò, ben vengano tutte le azioni che dopo tre anni di fermo produttivo possono dare speranza agli allevatori intenzionati a riprendere la propria attività. Il tutto nella consapevolezza che il fermo è dovuto a ragioni di ordine giudiziario, sul cui esito attendiamo con fiducia e serenità il giudizio del procedimento in corso.
Per questo, siamo intenzionati a far valere i nostri diritti in tutte le sedi opportune. È ora, da tempo, di riprendere le attività zootecniche, e cercheremo di farlo insieme alle associazioni di categoria in tutte le sedi utili ed opportune. In questo senso, plaudiamo l’iniziativa di Coldiretti che ha presentato ricorso al Tar per la ZVN (Zona Vulnerabile da Nitrati). Ricordiamo anche che la recente legge sulla semplificazione amministrativa risolve alla radice la questione dell’agibilità degli allevamenti, così come i regolamenti sulle energie rinnovabili risolvono la problematica dell’utilizzo dei reflui zootecnici. Stiamo inoltre aspettando il Piano Zootecnico Regionale, e non ci sembra che ci sia scritto da nessuna parte che Bettona debba attendere il placet dei comitati per la ripresa delle attività economiche. Siamo anche molto meravigliati delle persistenti resistenze del Comune di Bettona nonostante le normative a nostro favore.
Ci sono cioè tutte le condizioni e le regole per la ripresa della zootecnia, chi non lo vuol intendere è fuori dalla storia, e non solo di quella di Bettona.

Movimento 19 Dicembre
Il "Movimento 19 Dicembre” riunisce rappresentanti ed operatori della filiera suinicola e zootecnica umbra, dagli allevatori agli operatori dei mattatoi, dai mangimisti ai trasformatori, dai veterinari ai consumatori

27 ottobre 2011

A Fratta anche i loculi aspettano

Come consigliere comunale ho provveduto a presentare al Sindaco di Fratta Todina due interrogazioni riguardanti la manutenzione straordinaria del cimitero comunale e la costruzione dei nuovi loculi. Nonostante siano trascorsi vari anni dal momento in cui molti cittadini hanno versato una quota molto consistente per acquisire il diritto di avere i nuovi loculi cimiteriali e nonostante la promessa che sarebbero stati disponibili nel giro di poco tempo, a tutt’oggi i cittadini assegnatari ancora non ne hanno ricevuto consegna, perché di fatto i lavori non sono mai stati iniziati. Proprio per rispetto dei cittadini contribuenti ,che si sono privati di cifre molto consistenti pur di acquisire un diritto di prenotazione , è doveroso che il Sindaco spieghi il motivo per cui ancora non sono iniziati i lavori di costruzione dei loculi e fornisca un termine improcrastinabile per la consegna di questi ai cittadini assegnatari, considerando che è in esaurimento la disponibilità numerica delle fosse inumative. Inoltre non si può non notare lo stato di evidente degrado e fatiscenza strutturale in cui si presenta la parte vecchia del cimitero; dove gli edifici funerari presentano un evidente ammaloramento delle strutture portanti con conseguente pericolo per la stabilità di alcune loro componenti e per la fruizione da parte degli utenti. Perciò si richiede al Sindaco di chiarire se intende procedere alla manutenzione straordinaria non solo dei loculi, come previsto in un progetto risalente addirittura a ben dieci anni fa e ancora mai eseguito, ma anche a quella delle strutture portanti con la loro relativa messa in sicurezza, in maniera tale  da limitare ulteriori danneggiamenti e evitare di conseguenza un maggiore esborso di denaro dalle casse pubbliche.
Cinzia Moriconi- consigliere comunale Fratta Todina

27 ottobre 2011
Sulle vicende alla comunità montana ONAT

Come volevasi dimostrare. La chiamata a raccolta da parte del centro sinistra per non affogare nel ridicolo e per non dimostrare incapacità politica ed organizzativa è stata proficua ed ha determinato l’approvazione degli equilibri di bilancio. Dopo due Consigli in cui non riusciva a garantire il numero legale, al terzo il centro sinistra ce l’ha fatta: il tutto, però, non senza conseguenze politiche e di legittimità. La prima conseguenza politica sono le dimissioni del Presidente del Consiglio, Andrea Caprini di Rifondazione Comunista: tali motivazioni si sostanziano, da un lato,  con argomentazioni che prendono spunto da articoli di stampa (sic!), dall’altro, rilevano una esplicita crisi all’interno del centro sinistra, tanto che il Caprini le rende palesi  affermando che esistono chiaramente “responsabilità ascrivibili alla maggioranza”. La seconda conseguenza politica è quella che concerne il raggiungimento del numero legale: in sostanza, solo quando c’è il rischio concreto del commissariamento il centro sinistra precetta i suoi consiglieri per garantire il numero legale. Questo comportamento è dimostrazione di come il centro sinistra sia molto più interessato a difendere le proprie poltrone che a governare per il bene dell’Ente. In più rileviamo, nuovamente e con forza, come la convocazione del Consiglio del 22 ottobre sia illegittima perché non ha assolutamente rispettato quello che prescrive lo Statuto. Ricordiamo, infatti, che l’art. 13 prevede, in via d’urgenza, il termine di 6 (sei) giorni tra la convocazione e lo svolgimento del Consiglio. Nel caso di specie questo termine è stato palesemente violato!. Inoltre, rammentiamo che la motivazione con cui il Presidente della Giunta ha giustificato tale illegittimità è stata una “presunta” telefonata in data 19 ottobre tra lo stesso Bigaroni ed il Prefetto. Il Presidente, in buona sostanza, ha “scaricato” su una telefonata la autorizzazione nel violare lo Statuto ed ha, cosa ancora più grave, addossato la eventuale responsabilità di tale illegittimità sul Segretario Generale e, neanche tanto velatamente, anche sul Prefetto di Terni. Da ultimo constatiamo la doppiezza del Presidente Bigaroni: infatti, mentre quando è in difficoltà (spessissimo) nel gestire il Consiglio si comporta come un agnellino e cerca soluzioni di condivisione istituzionale con il centro destra, quando si accorge che il centro sinistra può fare da solo si comporta con arroganza, in spregio allo Statuto e scaricando responsabilità, non sulla politica, ma sugli organi amministrativi. D’altronde questo è il centro sinistra in Comunità Montana.
Gruppo di centro destra in Comunità Montana

27 ottobre 2011
Il Presidente del Consiglio sul depuratore "fantasma" a Porchiano

La costruzione del depuratore cittadino in località Porchiano, come autorevolmente detto in questi giorni anche da chi ha già amministrato  la nostra città nelle vesti di Sindaco, è una delle grandi questioni che
investono Todi, le istituzioni, la politica ed i cittadini tutti. Come tutti i progetti strategici e fondamentali, anche esso non puo’ essere affrontato con lo sguardo rivolto all’indietro, bensì è necessario rivolgersi al domani ed aprire il confronto sulle prospettive ad esso legate . Il gruppo del Pd ed in particolare il suo Capogruppo omettono di dire che l’ipotesi di una commissione tecnica di approfondimento sull’ubicazione del depuratore, richiesta ed approvata in Consiglio Comunale, si è  discussa in Conferenza dei Capigruppo ma si è >atrettanto repentinamente  arenata sulle modalità con cui individuare  i soggetti che la componessero  e soprattutto sui criteri con cui determinare la scelta dei tecnici stessi. Il Capogruppo del Pd  dovrebbe dire  chi sono i tecnici che avrebe designato, con quali risorse avrebbe sostenuto tale commissione e secondo quale suo convincimento tali tecnici avrebbero avuto più credibilità di quelli di Umbra Acque.
Il Consiglio Comunale ed in particolare la Conferenza dei Capigruppi ha in piu’ occasioni affrontato la questione, trovando ogni volta la piena disponibilità e collaborazione di Umbria Acque e dell’Amministrazione
Comunale.
Tuttavia è chiaro che, sino ad oggi, la discussione su metodo è servita soprattutto a non prendere in considerazione la questione nel merito. Cioè se si è concordi o meno sul progetto di Porchiano. L’unico sussulto fra le forze di opposizione,  in tal senso,  lo ha dato in queste ore l’IdV, forza non presente in Consiglio Comunale, che con chiarezza e senza mezze parole si è schirata a sostegno dell’attuale progetto. Le mistificazioni lette in questi giorni  e un atteggiamento non compatto della politica tuderte rischiano di
non dare il senso dell’importanza che tale progetto riveste per l’intero territorio con enormi e prevedibili danni per tutti i cittadini. Mi auguro che la  discussione sul punto che si affronterà nell’odierno Consiglio Comunale,
esca dal gioco delle parti per lanciare un forte segnale a chi ha la responsabilità di definire l’iter di approvazione del Depuratore cittadino.
Floriano Pizzichini Presidente Consiglio Comunale
 
 
 
27 ottobre 2011
Da Bettona pensando a Marsciano

La vicenda dell’Accordo di Programma sulla riattivazione del biodigestore di Bettona ha aperto una profonda riflessione in tutti i Partiti del Centro Sinistra del Comprensorio Assisi, Bastia Umbra,Bettona, Cannara e Torgiano sulle politiche da attivare nel territorio.

Lo sviluppo industriale dell’attività zootecnica nei Comuni interessati ha prodotto, come emerge anche dall’indagine della Magistratura, danni all’ambiente anche in forma irreparabile e con profonde ripercussioni sull’inquinamento delle falde acquifere. La riflessione politica porta a considerare che le scelte effettuate in passato siano state pesanti e profondamente condizionanti l’evoluzione dello sviluppo socioeconomico del comprensorio e che ora deve essere rivisto per arrivare a delineare un nuovo modello di sviluppo che recuperi e valorizzi l’immenso patrimonio storico, culturale e ambientale di questo territorio.
È ormai chiaro che un modello di sviluppo basato sulla produzione zootecnica di tipo industriale non è più possibile in questo territorio per vari ordini di motivi:
1) per l’insostenibilità ambientale;
2) per il grande disagio che crea alla popolazione del territorio, tenuto conto dell’elevata densità di abitanti per Kmq;
3) perché si vanificherebbero tutti gli interventi progettati e realizzati a sostegno delle attività produttive e commerciali, in particolare per quelle legate al turismo;
4) perché alle popolazioni che hanno subito nel tempo pesanti condizionamenti, disagi e danni ambientali non si può e non si vuole più proporre un ritorno agli allevamenti di tipo industriale.
Per tutte queste considerazioni si ritiene che l’Accordo di Programma sia generico, superficiale e non rispettoso dell’interesse generale e non in linea con queste brevi riflessioni.
L’Accordo presenta infatti alcune ambiguità e problematiche:
a) sottintende la possibilità di una ripresa delle attività di tipo industriale;
b) prevede l’utilizzo del biodigestore per un uso diverso dal trattamento degli scarichi non solo di tipo zootecnico;
c) non rispetta il Piano di salvaguardia delle falde acquifere;
d) ipotizza la possibilità di utilizzare il terreno agricolo per smaltire i reflui della biodigestione in terreni già fortemente contaminati e per i quali occorreranno decenni per un ritorno a condizioni di “normalità”;
e) non esiste alcuna valutazione economica dell’intervento e sono carenti le indicazioni relative alla metodologia e alle procedure per realizzare la bonifica: anzi sembra che si scambi la bonifica dell’impianto e dell’area con la possibilità di riattivare il biodigestore attraverso un processo di revamping recuperando così risorse pubbliche e private e perseverando in un’offesa a quel territorio;
f) si presta a varie ipotesi o proposte, mentre emerge con chiarezza univoca la sola necessità della bonifica.
È nostra convinzione che il modello di sviluppo economico e sociale per questa zona si deve basare sulle produzioni di qualità, come già succede in molti settori come l’olio, il vino, gli ortaggi, e altri prodotti dell’agricoltura. È possibile l’allevamento zootecnico solo in maniera tradizionale su lettiera o a terra in un’ottica che valorizzi la filiera alimentare di prodotti di nicchia, considerata anche la possibilità di sfruttamento di vasti terreni marginali e con un impatto economico ed occupazionale molto più significativo, grazie anche al recupero della filiera derivante dalla riattivazione del Salumificio di Bettona.
È nostro convincimento che questo modello di sviluppo debba essere incentrato sulle esigenze comprensoriali oggi molto più di prima attivando un’agricoltura innovativa, ecocompatibile e rispettosa del Piano agricolo.
Per queste motivazioni si chiede la revoca dell’Accordo di Programma o comunque una sua radicale modifica che preveda due parti molto ben distinte, nella prima delle quali venga individuato con chiarezza il percorso tecnico, amministrativo e finanziario che porti alla bonifica totale del sito e al recupero di valori accettabili delle falde acquifere dell’intera zona, tenendo ben presente il principio “chi inquina paga” sancito dalla normativa europea (direttiva 2004/35/CE) e recepita dal Decreto legislativo n. 152/2006 (Norme in materia ambientale) che stabilisce appunto che chi inquina deve pagare i danni provocati.
È nel periodo che interessa questa fase che occorre valutare le condizioni economiche e tecniche del tipo di attività zootecnica presente nella zona. Queste considerazioni partono dall’assunto che oggi non vi è alcuna attività zootecnica e che, a bonifica avvenuta, si dovrà aprire un confronto politico, culturale ed economico con l’intera collettività e le sue articolazioni sociali per verificare nel dettaglio le possibilità di una presenza zootecnica compatibile con l’ambiente e le attività umane e del territorio.
Tutto ciò premesso è fin troppo chiaro ed evidente che le volontà espresse dai Partiti di Centro Sinistra in questo territorio escludono in maniera categorica la presenza di un’attività zootecnica di natura industriale, e chiedono invece di avviare in maniera sistematica e propositiva controlli da parte dell’ARPA regionale la quale dovrà poi rendere disponibili i dati pubblici.
Comitato per l’Ambiente Bettona-CostaNO-Torgiano
– Partito Democratico di Assisi, Bastia Umbra, Bettona, Cannara,Torgiano
– Sinistra Ecologia Libertà di Assisi, Bastia Umbra
– Italia dei valori di Assisi, Bastia Umbra,Bettona,Cannara,Torgiano
– Federazione della Sinistra di Assisi,Bastia Umbra,Bettona,Cannara,Torgiano
– Partito Socialista Italiano di Bastia Umbra,Bettona
– Movimento Sinistra Critica di Assisi, Bastia Umbra
– Consiglieri e amministratori comunali del centrosinistra Di Bastia Umbra, Bettona, Cannara, Assisi, Torgiano

27 ottobre 2011
Tasse e Consorzi di bonifica

Leggo ora l’esito di un incontro o meglio una "audizione"sul tema dei Consorzi di Bonifica avvenuto tra la seconda commissione del Consiglio Regionale e le tre organizzazioni degli agricoltori maggiormente rappresentative.
L’esito stando ai resoconti dell’Agenzia del Consiglio Regionale mi pare non certamente positivo. In sostanza le tre OOSS. di categoria hanno criticato il disegno di legge pervenuto in commissione. Non entro nel merito delle critiche perché evidentemente se sono state espresse significa che rappresentano le opinioni dei coltivatori che rappresentano.
Nella sostanza mi pare che non viene condiviso il riordino in un unico Ente anche per motivi strettamente funzionali. Non entro nemmeno in questa valutazione perché il discorso ci porterebbe troppo lontano. Prendo atto di questa posizione e basta. Ma ciò; su cui ritengo che tutti possano discutere e sulla utilità dei Consorzi , così come sono strutturati ed i benefici che apportano rispetto alle funzioni a cui sono delegati. Non discuto nemmeno sulla necessità della difesa idrogeologica; perché la ritengo una funzione sicuramente importante per la nostra regione. Mi pongo invece una serie di domande: 1- Se la tassa la pagano tutti coloro che rientrano nel perimetro dei Consorzi( coltivatori e non) mi riesce difficile capire chi rappresenta tutti gli altri soggetti che non sono coltivatori e che pagano la tassa?. 2- Se è giusto che tale tassa sia pagata solo da coloro che risiedono su circa un terzo del territorio Umbro? 3- Se la tassa è omogenea fra tutti i Consorzi ed in modo omogeneo viene applicata? 4- Se il beneficio diretto o indiretto è uguale per tutti; ferme rimando le differenze di importi a secondo dell’ampiezza delle superfici coltivate o abitate? 5-Se nei due terzi del territorio dove la tassa non viene pagata, i compiti dei consorzi vengono svolti da altri soggetti oppure no? . 6- Se i sistemi di riscossione del tributo sono omogenei oppure no. Insomma se vi è veramente un rapporto diretto tra costi e benefici nell’ambito dell’intera Regione. Se, (comunque) non sia il caso, proprio per un discorso di economia di gestione, di esentare coloro che talvolta sommano un tributo e non sono pochi al di sotto di un Euro. Qualche giorno fa vedevo la cartella di un amico il cui tributo era pari a 0.20€(venti centesimi) ma con le "spese di cartellazione"(così vengono chiamate dall’Ente) alla fine gli veniva richiesta una somma da pagare intorno ai 12-13 euro. Mi pare che qualcosa non torni. o no.? In questo, come in molti casi, la maggiore somma finisce non per la " bonifica o la difesa idrogeologica" ma a chi predispone le cartelle. Alla fine del comunicato dell’ agenzia si dice che forse l’unico a lamentarsi è il comitato costituitosi a Todi. Se ne deduce che agli altri va bene così. Non è vero, perché analogo comitato si è costituito a Massa Martana, è sempre esistito a Terni ed è stato sempre battagliero. Ora si vuole ragionare su questo argomento ? Va bene si ragioni. Ma non sarebbe allora il caso che i rappresentanti delle categorie professionali si incontrino con i comitati e valutando, senza pre-concetti le posizioni di ciascuno si arrivi ad una posizione che tenendo conto di tutto, pervenga ad una sintesi unitaria prima che inizi la polemica? La polemica divide sempre,la ragionevolezza e la conoscenza di tutte le istanze talvolta riesce a comporsi in una proposta ragionevole e sostenibile da tutti; compresi gli organi istituzionali che devono legiferare e che trovandosi a dover fare i conti anche con le ristrettezze economiche, probabilmente non potrebbero garantire un servizio importante, efficace ed efficiente, ed a costo zero per tutti.?

Ottavio Nulli Pero


26 ottobre 2011
La doppia "cilecca" dell’Amministrazione Ruggiano

Nelle ultime settimane abbiamo assistito a un’interessante doppietta di fallimenti dell’Amministrazione Ruggiano, passati più o meno inosservati.
Il primo: il ritorno alla Stagione di Prosa del Teatro Stabile dell’Umbria. L’Amministrazione Ruggiano aveva rifiutato sdegnosamente questa collaborazione portando motivazioni di carattere economico, ma soprattutto con l’intento di segnare non si sa bene quale differenza rispetto al passato. Risultato? Abbonamenti quasi scomparsi, qualità bassissima, teatro deserto. L’innovazione è diventata desolazione.
Per un periodo si è tentato di giustificare l’andamento disastroso con un voluto boicottaggio da parte del centro-sinistra che, a capo degli appassionati di teatro della città, avrebbe spinto tutti a non partecipare e a non abbonarsi. Un ragionamento del tutto strampalato, ma soprattutto un tentativo maldestro di nascondere le carenze e le mancanze di un’offerta non all’altezza della situazione. Oggi la stagione di prosa torna giustamente all’esperienza e alla garanzia di qualità del Teatro Stabile dell’Umbria. Esistono realtà che hanno deciso di provare percorsi alternativi per la propria offerta teatrale, ma per farlo bisogna sapere di cosa si sta parlando e proporre cose dignitose. Non è assolutamente il caso di Todi.
Il secondo: la Scuola di Musica e la fine della gestione da parte dell’Associazione FatTodigiovani. Dopo tre anni, tutto finisce e nessuno ha capito bene perché. L’Associazione dice di non farcela più essenzialmente perché la gestione è diventato un impegno superiore alle forze a disposizione e il Sindaco, in un’intervista, si limita  dire che gli dispiace. Che cosa significa? Si può liquidare una scelta, una collaborazione, un percorso con queste parole? Il bando per il conferimento dell’insegnamento è stato pubblicato il 18 ottobre scorso e la questione è quindi chiusa per l’Amministrazione. Si rimetterà in piedi una gestione diretta in pochi giorni e tutto cadrà nel dimenticatoio. Il gruppo del Pd ha fatto quello che doveva fare in questi anni: criticare, quando ce n’era bisogno, il consueto modo pasticciato dell’Amministrazione di fare le cose, ma sostenendo con il proprio voto quelle scelte che avrebbero garantito stabilità nella gestione e quindi la possibilità di costruire qualcosa di sempre più grande nel futuro. Con poche parole Ruggiano & co. liquidano tutto, lasciando anche diversi punti aperti come il fatto che graduatorie triennali degli insegnanti, per quanto fatte da un privato, siano state annullate da un giorno all’altro. E comunque sorge una domanda: perché non si è emanato un nuovo bando per la gestione? Che c’è sotto? Potevano esserci altre associazioni disponibili alla gestione.
Due storie finiscono e nessuno che se ne assume la responsabilità politica e istituzionale. Forse, con l’avvicinarsi del 2012, è arrivato il momento per il centro-destra di un bagno di umiltà e di un’iniezione di realismo. I cittadini si stanno ormai accorgendo di questo modo di fare!

Gruppo consiliare del Partito democratico

26 ottobre 2011
Dalla parte dei Comitati contro la Tassa Tevere Nera

Dopo che i comitati anti tassa Tevere Nera di tutta la Provincia di Terni, del Comune di Massa Martana e del Comune di Todi, del quale sono membro, sono riusciti a compiere una grande manifestazione, con oltre 800 persone, di fronte ai palazzi regionali, il Consiglio regionale all’unanimità, quindi tutte le forze politiche di cui il Consiglio stesso è composto, ha votato un atto di indirizzo che investe la Giunta a creare un disegno di legge che faccia in modo di inserire tale Consorzio all’interno di un unico ente, democraticamente eletto, come può essere l’agenzia unica della forestazione regionale.
Questo è il primo grande risultato che i comitati, insieme ai consiglieri regionali, sono riusciti a portare a termine e che vede una prospettiva di realizzazione di quello che era, ed è, un grande sogno, quello di non pagare più una tassa parallela a quelle che già si pagano con la fiscalità generale.
Dalla mozione, fino a poco tempo fa, i comitati si sono riuniti a cadenza settimanale, per cercare di arrivare ad una conclusione definitiva.
Circa due settimane orsono, una delegazione di tutti i comitati anti Tassa Tevere Nera ha avuto un incontro con l’Assessore regionale competente, per arrivare a costituire una sintesi definitiva tra i comitati, che rappresentano le esigenze e le problematiche dei vari contribuenti, e la Regione la quale, a sua volta, ha il compito istituzionale di mediare tra i comitati ed i consorzi stessi. Insomma siamo arrivati a buon punto, ed è per questo che voglio fare dei ringraziamenti, il primo dei quali va a tutti i comitati che con fatica e passione hanno portato a casa questi risultati, alle istituzioni che si sono dimostrate sensibili, alla stampa ed infine a Striscia la Notizia che si è resa sempre disponibile ad amplificare la voce di 90.000 persone, ingiustamente colpite da questa iniqua tassa.
Roberto De Vivo, Responsabile giovani Pdl-Todi

 23 ottobre 2011
Assemblea permanente delle attività produttive e abitative di Todi

Con questo comunicato si vuole rendere noto a tutta la città la nascita di una assemblea permanente delle attività produttive e abitative di Todi. Il nostro obbiettivo, completamente slegato dalla politica e dalla associazioni di categoria, è quello di pensare e dare vita a tutta una serie di eventi e iniziative per animare il Natale 2011.

Un obbiettivo sicuramente ambizioso e non privo di ostacoli ma il primo incontro, avvenuto il 19 ottobre nel laboratorio Primieri Hair con oltre 45 persone presenti, ci ha dato la spinta giusta per credere in questo progetto. E da qui continueremo con incontri settimanali.
Siamo infatti stanchi di vedere, anche durante le principali festività dell’anno, la nostra bellissima città vuota e priva di qualsiasi iniziativa che possa richiamare davvero non solo turisti ma anche gli stessi residenti.
Quello che abbiamo in mente è presentare, dall’8 dicembre fino alla fine delle feste natalizie, un cartellone eterogeneo che possa accogliere mostre, concerti, esposizioni, appuntamenti, intrattenimento  e aperitivi dislocati dentro i singoli negozi e le singole attività.
 Vivere la città e farla vivere in ogni angolo promuovendo tutte le nostre peculiarità, questo è quello di cui Todi, secondo noi, ha davvero bisogno.  La città infatti gode di un grandissimo patrimonio culturale e professionale che non è stato mai speso come si deve. La crisi si fa sentire come non mai e tutti noi quando torniamo a casa la sera pensiamo al futuro della nostra impresa, di appelli per cambiare una situazione in stallo ne sono, purtroppo, rimasti pochi.  Non ci possiamo permettere il lusso di ignorare l’occasione che le imminenti feste natalizie possono riservare per tutta la città. Invitiamo tutti gli interessati a venire alle nostre riunioni. La prossima si terrà mercoledì 26 ottobre ore 20.00 al laboratorio di Primieri Hair.
Per Attività produttive e abitative Todi Carlo Primieri

 

22 ottobre 2011
Dibattito Todi – Terni sul Consorzio Tevere Nera

Egregio Signor Claudio Pace ho letto con molta attenzione il Suo intervento, pubblicato da ” il tamtam” sulla vicende del Consorzio Tevere – Nera. Sinceramente non ho alcuna intenzione di fare polemiche tanto meno con Lei che non conosco e che sicuramente ha scritto la sua opinione tracciando un percorso per arrivare alla soppressione di tale Ente.
Mi consenta di dirle però che l’ aver fatto parte del comitato “ abolizionista” non aggiunge ne toglie niente al suo ragionamento. Del resto come Lei certamente sa, anche il Presidente faceva parte di una lista di “ abolizionisti” ed oggi ne è diventato il più acerrimo difensore. Solo questo già la dice lunga. Le aggiungo che il suo ragionamento sarebbe accettabile se non volesse spostare il baricentro del ragionamento dall’Umbria a livello Nazionale.
Questo poteva andar bene qualche anno fa . Oggi sarebbe un errore imperdonabile.
Oggi la questione si presenta cosi : 1- Il consiglio Regionale ha votato un documento alla unanimità dove tutti concordano sull’abolizione del Consorzio. Non Le ripeto le ragioni che Lei già sicuramente conosce meglio di me.
2-La giunta regionale ha predisposto un disegno di legge che nella prossima settimana andrà già in discussione alla prima commissione del Consiglio Regionale. La legge ne prevede l’accorpamento con altri due consorzi per andare a formarne uno unico . Come vede anche questo atto di fatto già va a sopprimere il Consorzio Tevere –Nera.
Ma v’è di più questa impostazione, non condivisa dai Comitati , pare non essere condivisa nemmeno da alcuni partiti della maggioranza. Ma le pare che sia più giusto, che la Regione legiferi sul proprio territorio in questa materia nell’ambito di quella riforma più generale annunciata ; o che sia lo stato che se ne occupi senza sapere come muoversi? Qualcuno dovrà pure continuare a svolgerne le funzioni che vanno salvaguardate. Insomma vogliamo sopprimere tutte le funzioni o la iniqua tassa?
E poi mi scusi ma dei due o tre Sindaci che vanno a Roma per sostenere la soppressione dell’Ente è sicuro che sia una strada più breve, rispetto a quella di fare una buona Legge Regionale? E gli altri due consorzi , rimangono in piedi fino a che altri quattro Sindaci non vanno a Roma a sostenere la medesima cosa?. No signor Claudio Pace. Io sono convinto che questo sia il momento per agire affinché venga fuori una buona legge Regionale che vada bene agli Umbri.
Vada Bene significa buttare via il carrozzone che spende per le opere solo il 22% di quanto incassa dai contribuenti , perché il restante 78% viene speso per mantenere in piedi l’ente.
Allora vogliamo togliere intanto questo “ baraccone” oppure no?.
Poi a tavolino “come si dice “ discutiamo sul come e a chi far gestire alcune competenze,
sempre nel quadro di riferimento della riforma più generale degli assetti istituzionali dell’Umbria. Mi creda non c’è bisogno di creare altri Enti, purtroppo in Umbria come in altre Regioni di Enti ne abbiamo troppi occorre agire per riordinarli, non per prenotarne uno nuovo. !!!. Su questo punto che è il cardine della questione dobbiamo trovare il modo per incidere con le istituzioni interessate insieme al Consiglio Regionale e mi permetta con la presenza vigile dei comitati. Può darsi che abbia ragione Lei, ma io la vedo così. Con ciò La saluto cordialmente assicurandole il massimo rispetto anche per le sue opinioni. Anche se spero che non prevalgano. E questo fa parte del confronto corretto e democratico. Con stima.
Ottavio Nulli Pero.

22 ottobre 2011
Sulle aree non idonee all’installazione di impianti per la produzione di energie da fonti rinnovabili a Marsciano


Ritengo opportuno intervenire in qualità di vice-presidente della Prima Commissione consiliare permanente riguardo l’importante atto approvato lunedì 17 ottobre dal Consiglio comunale di Marsciano e relativo all’individuazione di aree non idonee all’installazione di impianti per la produzione di energie da fonti rinnovabili ai sensi dell’articolo 12 del regolamento regionale 29/07/2011 n. 07.
Un ringraziamento innanzitutto va al Geometra Piccioni, agli uffici, alla struttura, alla presidente Mastrini e a tutti i membri della Commissione, ai capigruppo e alle varie forze politiche che hanno apportato un grande contributo alla discussione.
La proposta che la Commissione ha portato all’attenzione del Consiglio comunale è la giusta formula per un processo che da un lato tuteli il territorio, con le sue bellezze naturali, le sue risorse architettoniche e anche qualche sua fragilità ambientale e dall’altro prenda atto che uno sviluppo sostenibile passa anche per la produzione di energie rinnovabili.
Del risultato raggiunto dobbiamo dare merito anche a quelle forze politiche che, pur da posizioni non esattamente vicinissime alla maggioranza, hanno affrontato la discussione con una visione programmatica calata sull’interesse generale, a differenza di chi, ancora oggi, tenta di stringere il campo riducendo un tema di così vitale importanza a interessi localistici, evidenziando in questo modo solo la crisi della propria visione politica.
Qualche mese fa abbiamo detto no al nucleare e sì alle green economy e Marsciano, come molti altri comuni d’Italia, ha espresso un giudizio netto su questo. Noi tutti siamo chiamati a rappresentare quella direzione politica che i cittadini ci hanno chiesto di portare avanti. E l’atto con il quale sono state indicate le zone dove non sarà possibile installare impianti per la produzione di energie rinnovabili va proprio in questa direzione.
In definitiva esprimo un giudizio ampliamente positivo sia nei confronti del lavoro svolto nelle Commissioni, che verso questo atto, al quale è mancata l’unanimità dell’aula consiliare, ma che ha raccolto il voto favorevole di gruppi politici molto lontani tra loro. Segno tangibile che si sta andando nella direzione giusta, nell’interesse dei cittadini, del delicato comparto dell’agricoltura e del tessuto imprenditoriale. Per Marsciano, per le sue frazioni e l’intero territorio questa convergenza politica riscontrata dimostra che l’Amministrazione comunale ha avuto il coraggio di slanciarsi in avanti e di contribuire a progettare il proprio futuro. Il voto su questo atto da parte del Partito Democratico, di Sel, di Proposta Marsciano, di Rifondazione Comunista, di Futuro e Libertà e del Popolo delle Libertà ci restituisce la realtà di un Consiglio comunale dove c’è chi lavora, andando oltre le proprie posizioni politiche, provando a superare gli attriti e gli strascichi che ogni confronto elettorale inevitabilmente lascia, e chi invece è rimasto inchiodato a giugno 2009.
Questo consiglio comunale seguendo la linea dell’innovazione, del cambiamento realistico e radicale, della sfida ai conservatorismi, di destra di centro e di sinistra, è riuscito a dare l’ultima spallata a quel muro di posizioni politiche che per troppo tempo hanno resistito.
La direzione che si è presa è, finalmente, quella dell’ambientalismo dei sì. Sì a utilizzare le immense possibilità della tecnologia per difendere la natura. Sì ad innovare nel rispetto dell’ambiente e nel segno di una più autentica qualità della vita. 
Gionata Moscoloni

21 ottobre 2011
Depuratore….odore di…elezioni

Era un’afosa estate del 2005 quando il sottoscritto inizia ad interessarsi del depuratore di Montemolino, raccogliendo le lamentele di alcuni cittadini che avevano ricevuto lettere di esproprio. Sarebbe più giusto parlare del Megadepuratore, visto che l’impianto era stato pensato per soddisfare le esigenze di 80.000 abitanti ed avrebbe dovuto servire i Comuni di Marsciano, Montecastello di Vibio, Fratta Todina, Collazzone, Deruta e persino Torgiano.  Allora, in qualità di capogruppo di F.I. In Consiglio Comunale, inoltrai subito un’interrogazione al Sindaco Marini alla quale si accodò una mobilitazione di cittadini con la costituzione di comitati anche nel limitrofo comune di Montecastello di Vibio. Fortunatamente venne scoperto per tempo che, i rappresentanti delle forze politiche di centro sinistra che governavano la città in quegli anni, già dal 2004 avevano avallato un accordo di programma Stato-Regione per costruire il megadepuratore a Montemolino, mettendo a repentaglio non solo la qualità della vita dei residenti della zona ma anche le potenzialità turistiche tuderti, visto il non indifferente impatto ambientale che avrebbe causato un depuratore di tali dimensioni. Per di più, quei rappresentanti dei partiti di centro sinistra, presero quella decisione sopra la testa di tutti i cittadini e  senza considerare il danno incalcolabile che avrebbero arrecato al Tevere ed all’impianto di pesca sportiva che, proprio quest’anno, ha ospitato i mondiali. La tenacia dei cittadini e delle forze politiche di centro destra (Forza Italia ed Alleanza Nazionale) in Consiglio Comunale fecero abortire il progetto che venne abbandonato.  Senonché, nel maggio del 2007, in piena campagna elettorale e senza che nessuno fosse informato, fu approvata dalla Regione in sede di conferenza di servizi una nuova soluzione progettuale per il potenziamento dell’impianto di Depurazione già esistente in località Pian dei Mori. Precisamente il progetto prevedeva la realizzazione di un impianto centralizzato di depurazione da 25.000 abitanti mediante ampliamento dell’impianto già esistente di potenzialità pari a 1.000 abitanti. Inoltre, era previsto il collettamento dei reflui da diverse zone del territorio comunale oltre alla previsione di collegamento con i comuni di Monte Castello di Vibio e Fratta Todina. Anche in quest’occasione il progetto trovava l’avallo degli uomini del centro sinistra.
Dopo le elezione del 2007 la nuova amministrazione comunale chiedeva alla Regione di studiare una nuova soluzione, essendo, quella prevista per Pian di Porto, gravemente penalizzante per la città di Todi e per l’intera area densamente popolata.
É stata quindi eseguita un’analisi strategica dalla quale è emerso che il sito di Porchiano è la migliore ubicazione per il nuovo impianto di depurazione della Città di Todi. Anzi, per il depuratore di Porchiano la Regione dell’Umbria ha precisato che: “il nuovo progetto, del quale si chiede l’inserimento, ha le medesime finalità ma soluzioni tecniche, strutturali migliorative anche sotto il profilo della razionalizzazione nonché dell’economia generale di gestione, la quale risulta essere sicuramente più vantaggiosa e meno onerosa”.
Ora, come noto, l’appalto-progetto gestito da Umbra Acque in qualità di soggetto attuatore è sottoposto a valutazione di Impatto Ambientale da parte della stessa Regione dell’Umbria che ha individuato il sito di Porchiano ritenendolo migliore e più economico. Pertanto, se a ciò si sommano anche le valutazioni positive della partecipazione dei cittadini e dei gruppi sociali interpellati, che comunque devono far parte della procedura di VIA, l’attesa per un riscontro positivo si fa più consistente. Certo, soluzioni di rinvio sarebbero considerate come volte a perdere tempo contro gli interessi dei cittadini di Todi.
A tale proposito gli abitanti di Pian di Porto, Ponte Rio e Pian di San Martino devono avere bene in mente che l’accordo di programma per la realizzazione nel loro territorio del depuratore da 25.000 abitanti era stato avallato sempre dagli uomini che nel 2007 rappresentavano il centro sinistra a Todi e che ora fanno “i salvatori della patria”!
il Vicesindaco di Todi Moreno Primieri

Quelle persone che nel 2005-2007 rappresentavano l’area di centro sinistra e che avallarono le scelte dell’amministrazione Marini di far costruire un depuratore, nella zona di Montemolino di Todi per 80.000 persone, ed in seguito, a Pian di Mori per 25.000, oggi non possono rivendicare, in alcun modo, azioni politiche appannaggio dell’attuale amministrazione. Le scelte politiche non possono, e non devono, cambiare con il cambiare dei tempi, giacchè i luoghi sono sempre i medesimi. La scelta, specialmente quella politica, è ciò che determina il modo, conseguenziale, di agire. L’azione deve corrispondere alla scelta, e non viceversa. I cittadini, purtroppo o per fortuna, subiscono le scelte e le azioni politiche; ed il politico deve ponderare, con molta cautela, le scelte che deciderà poi di compiere. E’ per questo motivo che il coordinamento dei giovani del Pdl di Todi apprezza l’intervento fatto dal Vice Sindaco, Moreno Primieri, relativamente al depuratore, perchè, a mio avviso, è utile fare chiarezza su un argomento che interessa 20.000 cittadini che risiedono sul nostro territorio. Oggi, per una serie di questioni, che non riguardano in alcun modo il nostro Comune, il progetto del depuratore di Porchiano, finanziato con fondi europei, è attualmente in una fase di stallo che pensiamo che sarà rimossa dalla stessa regione che ha indicato nel sito di Porchiano la migliore ubicazione per la realizzazione dello stesso depuratore. In quanto esponente del Pdl di Todi, mi attiverò a sostegno dell’ azione politica intrapresa dal Vicesindaco
Roberto De Vivo Coordinatore Giovani Pdl-Todi

Fatichiamo a comprendere la ratio dell’intervento del vicesindaco Moreno Primieri in merito alla questione del depuratore, a meno che non la si legga nell’ottica dell’ormai fatidico scontro tra “ex” nelle fila del PdL.
È nostro dovere, comunque, chiarire alcuni punti che il vicesindaco o ignora o fa finta di ignorare.
Il Consiglio comunale è stato investito della discussione sulla localizzazione del nuovo depuratore a cose già fatte. Se anche qualcuno avesse avuto idee diverse, ci chiediamo in quali sedi avremmo dovuto discuterle.
Da chi scrive, invece, è stato sempre sostenuto che la scelta non poteva prescindere dalle indicazioni dei tecnici competenti e che nell’iter dovessero essere coinvolti tutti i soggetti interessati, a cominciare dai rappresentanti dei comitati, anche per recuperare il gap di comunicazione e di confronto istituzionale imputabile solo ed esclusivamente alla Giunta Ruggiano.
Abbiamo sempre convenuto sulla necessità ed urgenza di dotare il nostro territorio di un impianto di depurazione moderno e il meno possibile impattante, così come siamo stati contrari alla costruzione del megadepuratore di Montemolino.
Anche noi, del resto, attendiamo che il procedimento di VIA si concluda definitivamente per esprimere un giudizio complessivo basato sugli atti e non strumentale a questa o a quella forza politica, convinti che la vicenda della depurazione delle acque riguardi tutta la comunità tuderte.
Ci dispiace, al contrario, che dalla stessa maggioranza, si continuino a evocare fantasmi utili solo ed esclusivamente al narcisismo politico – istituzionale di propri esponenti.
Il Consigliere Prc -Andrea Caprini
 

In questi giorni, sulla stampa, il Vicesindaco Primieri ha tracciato una storia del depuratore di Porchiano. Peccato che sia solo la sua storia e che le posizioni attribuite al centro-sinistra in questo resoconto sembrano frutto più di un vaneggiamento, che di un racconto basato sui fatti.
L’11 giugno 2010 il Consiglio comunale ha discusso, su richiesta forzosa dei consiglieri di minoranza, dell’ubicazione e della realizzazione del depuratore in questione.
Una discussione, quindi, non voluta dal centrodestra e dalla giunta Ruggiano, ma imposta dalla minoranza, anche a seguito delle sollecitazioni di molti cittadini, alcuni dei quali riunitisi in comitati e in gran numero presenti alla seduta. In quella stessa sede sono stati ascoltati dal Consiglio i rappresentati dei comitati e del WWF, oltre ai tecnici di Umbra Acque ed ATO2.
Si arrivava a quel consiglio con due fatti. Il primo: nel 2006 era stata individuata e deliberata in Consiglio comunale una soluzione che, a distanza di 4-5 anni e sulla base di nuovi elementi intervenuti, andava ridiscussa sempre in Consiglio comunale. Il secondo: nel 2009, senza nessuna discussione in Consiglio, l’amministrazione Ruggiano aveva individuato una nuova ubicazione per l’impianto, diversa da quella stabilita in Consiglio nel 2006, con aspetti sull’impatto ambientale importanti e da valutare.
Durante la seduta il Gruppo del Partito democratico ha assunto una posizione chiara: la discussione sul nuovo impianto di depurazione doveva  essere portata avanti in Consiglio comunale, magari supportando i lavori dello stesso Consiglio con una commissione tecnica di approfondimento, riprendendo una vecchia proposta del 2006 dell’allora consigliere di opposizione Antonino Ruggiano. A tale scopo era stato presentato anche un ordine del giorno. A chiusura della discussione il Presidente Pizzichini si era preso l’impegno di riportare la discussione in Consiglio e di trattare la questione anche in conferenza dei capigruppo, dallo stesso presieduta.
Il tempo è passato senza discussioni ed approfondimenti, senza aver dato la possibilità al Consiglio comunale di lavorare sull’argomento, così come, invece, concordato. Un mancato lavoro che ora costringe tutti a prendere atto della realtà, a parlare di situazioni di stallo e a muovere in fretta per non perdere i contributi europei necessari alla realizzazione di un’opera indispensabile per la città.
Come consiglieri comunali non abbiamo mai preteso di sostituirci ai tecnici ed ai soggetti istituzionali preposti, ai quali spettano le valutazioni e le decisioni di legge; abbiamo, invece, chiesto di discutere in Consiglio ciò che ci competeva, ma, invece, non è avvenuto. Il Presidente del Consiglio Pizzichini e l’Amministrazione Ruggiano devono assumersi la responsabilità tanto dell’iter intrapreso, quanto di aver impedito un confronto vero in Consiglio. Siamo stati estromessi dalla discussione. Ora chi ha portato le cose fin qui si deve assumere le proprie responsabilità fino in fondo!
Crediamo inoltre necessario ribadire che alla politica competevano scelte sulla base anche di valutazioni tecniche, per loro definizione autonome e delle quali la politica deve tener conto, senza pretendere di accelerarle, indurle o piegarle.
I cittadini sappiano che se in Consiglio si è parlato della vicenda depuratore è stato solo per nostra volontà e che il Presidente del Consiglio comunale ha totalmente disatteso gli impegni presi pubblicamente, davanti a tutti. Forse il vicesindaco Primieri è troppo intento a preparare comparsate in televisione o a arginare le mire espansionistiche di qualche suo collega di partito per ricordarsi la vera storia del depuratore.
Gruppo consiliare del Partito democratico
 

 

Rimane molto difficile comprendere perché un’opera importante come quella per la realizzazione del depuratore fatichi ad andare in porto, visto che riguarda l’intera comunità tuderte e non fazioni politiche o parti della città e del suo territorio. Todi ha necessità di un impianto di depurazione, ormai non può più farne a meno.
Tenuto conto dell’eventuale impatto ambientale e dei costi di gestione, requisiti basilari per una scelta ottimale, secondo me a tutt’oggi rimane valida l’ubicazione di Porchiano, sito individuato dai tecnici di Umbra Acque, l’ente regionale che gestisce il servizio.
La situazione di stallo nell’attuale procedimento di VIA rischia di far perdere i contributi europei per circa 13 milioni di euro, necessari per la sua realizzazione. Non solo, andrebbero anche gettati al vento i circa 700 mila euro già spesi per la realizzazione del progetto dell’opera e per i sondaggi.
L’individuazione del sito di Porchiano, trovandosi piuttosto a valle del territorio tuderte, in particolare del capoluogo, consente di non prevedere le stazioni di pompaggio che, secondo i calcoli dei progettisti di Umbra Acque, ogni anno, tra il consumo di energia elettrica e manutenzione ordinaria, incidono per oltre 200 mila euro. Onere, questo, che verrebbe ripartito sulle bollette di tutti i cittadini tuderti.
Pertanto con senso di responsabilità e nell’interesse della comunità a cui appartengono tutte le forze politiche che in questo periodo hanno animato la discussione sul depuratore anche attraverso articoli di stampa, la politica deve essere più puntuale nelle decisioni e nelle affermazioni senza dividersi tra guelfi e ghibellini secondo un noioso e vecchio schema tra torto e ragione.
Pertanto invito tutti a rimboccarsi le maniche per evitare che si perda la partita del depuratore con un grave danno per tutti i tuderti, con l’auspicio che il Consiglio Comunale aperto di giovedì possa rimuovere tutte le “perplessità” che stanno facendo allungare eccessivamente i tempi di realizzazione.
Italia dei Valori -Mauro Giorgi
 

20 ottobre 2011
Pineta di Montenero in degrado

Mi rivolgo a Voi perchè so che il Vostro è un giornale molto seguito. Vorrei porre l’attenzione su un problema che mi sta a cuore: IL DEGRADO, L’ABBANDONO, LA SPAZZATURA E LA SPORCIZIA in cui versa la pineta di Montenero. In questa pineta erano stati creati dei punti dove poter passare del tempo libero all’aria aperta con tavoli per il pic-nic, panche, cestini per l’imondiazia (questo luogo si trova all’interno dei circuiti del paesaggio….) e fin qui tutto bene…. Oggi tale pineta versa in uno stato di abbandono totale con sacchi dei rifiuti, cocci di vetro di bottiglie di birra, plastica sparsi ovunque, persino una ruota di un trattore…. Sono mamma di un bambino di due anni e questa estate, per sfuggire al caldo e per fargli respirare aria pura, un pomeriggio l’ho portato alla pineta di Montenero, ma abbiamo potuto solo passeggiare (lungo la strada), non abbiamo ne potuto giocare con il pallone, ne tanto meno fare merenda perchè mangiare in mezzo all’immondizia fa veramente schifo!!!!!!!
Si parla tanto di salvaguardia dell’ambiente e di tutela delle foreste e dei boschi, ma la pineta di Montenero è stata abbandonata a se stessa, anzi alle persone che l’hanno ridotta una discarica!!!
Spero che chi di dovere provveda al più presto a ripulire e a riportare la pineta ad un luogo accessibile a tutti (soprattutto ai bambini). 
Patrizia Mrcheggiani
 

 

20 ottobre
Grazie per il Truck del volontariato a Todi

Desidero esprimere la sua grande soddisfazione  per la giornata del 14 ottobre 2011,nella quale, in occasione della festa del nostro Santo Patrono, San Fortunato, ha fatto tappa a Todi il Truck itinerante del volontariato che sta attraversando tutta la nostra penisola.
In occasione dell’Anno Europeo del Volontariato l’Agenzia Nazionale per i Giovani in collaborazione con il Ministro della Gioventù e con la collaborazione del Forum Nazionale dei Giovani e il Ministero del Lavoro, ha promosso il Truck itinerante del Volontariato con il tema “Volontari che cambiano il mondo”, finalizzato a promuovere il Volontariato in ogni sua forma e la partecipazione attiva dei giovani.
Todi è stata scelta come tappa ufficiale in Umbria di questa campagna di sensibilizzazione, e il fatto oltre a riempirci di orgoglio, ha permesso alle Associazioni di Volontariato presenti nel nostro territorio di avere un’eccezionale vetrina e la possibilità di farsi conoscere dalla popolazione.
Hanno aderito alla giornata ben 25 associazioni, di cui molte facenti parte del mondo del volontariato cattolico, conferendo così all’evento un carattere di partecipazione varia e significativa.
Desidero ringraziare tutte le associazioni che hanno partecipato per l’entusiasmo dimostrato e per l’opera silenziosa di volontari che svolgono per tutto l’anno.
La giornata ha avuto i suoi momenti culminanti nella consegna degli Attestati di partecipazione da parte di S.E. Monsignor Marra e del Sindaco Ruggiano a tutte le associazioni per il grande lavoro svolto in questi anni, e nel convegno svoltosi nei palazzi Comunali sul tema caldo e molto attuale del welfare in Italia e nella nostra Regione che ha visto come moderatore Claudio Ranchicchio e tra i relatori la vicepresidente della Regione umbria Carla Casciari e l’assessore al comune di Todi Nazareno Menghini.
Inoltre il Truck è stato presente per due giorni in Piazza del Popolo distribuendo informazioni e materiale allo scopo di avvicinare quanto più possibile i cittadini al mondo del Volontariato ed i giovani alle misure poste in essere con il pacchetto “Diritto al Futuro”.
Per questo mi preme ringraziare per la grande disponibilità il Ministero della Gioventù nella persona del Ministro Giorgia Meloni, che da sempre ha un occhio di riguardo per la nostra regione e per la nostra città in particolare.
Claudio Ranchicchio  –  Consigliere Comunale Todi     
 

20 ottobre 2001
Sulla caccia ai "parassiti"

Si è aperta ufficialmente la "stagione venatoria" nei confronti dei cosiddetti e maledetti, "evasori fiscali". Lo ho scritto con la lettera minuscola, perchè la caccia è solo nei confronti di quei cittadini contribuenti a cui Equitallia in queste settimnane stà recapitando migliaia e migliaia di "Avvisi", e che sono quegli stessi cittadini che da annni non arrivano più alla fine del mese ed ai quali lo Stato continua a togliere risorse a fronte di aumenti di richieste, e che pertanto non riescono più a far fronte e si ritrovano nelle grinfie del mostro Equitalia, che adesso con i nuovi "avvisi esecutivi" pretenderà anche di togliergli quel poco che gli è rimasto, in termini di fermi auto, ipoteche sugli immobili, pignoramneti, e chi più ne ha più ne metta.
Chi si aspettava che la tanto paventata e sbandierata "lotta all’evasione fiscale", si traducesse finalmente in maggiori controlli delle categorie note a tutti, e lo dico senza tema di smentite, medici, dentisti, avvocati, notai e professionisti in genere, resterà ancora una volta deluso, e continuerà pertanto a cedere con complicità alla riduzione del prezzo a fronte delle rinuncia alla documentazione della pretazione, tanto non si recupera niente. Ed allora "usque tandem?"(non nel senso ciclistico del termine), dovremo aspettare? Dobbiamo ridurci come i Greci (gli spiegassero i fautori e sostenitori, i vantaggi che hanno tratto dall’euro), o possiamo e dobbiamo muoverci prima?
Roberto Proietti

 

20 ottobre 2011
Tevere-Nera: fatti non chiacchiere.
 

Anche e soprattutto da parte dei comitati spontanei che chiedono l’abolizione di questa odiata e ingiusta tassa. Inutile (o forse utile per chi ne fa un grimaldello politico) la filippica verso la Regione. Tagliamo la testa al toro e aboliamo la legge nazionale sui Consorzi. Invece che andare a manifestare a Perugia, si vada a Roma. La questione del Tevere Nera può secondo me essere risolta più facilmente, se si cercasse con un po’ più di calma e con meno clamore mediatico una soluzione definitiva del problema mettendo in campo nuove strategie che riescano davvero dare una risposta a tutte la parti interessate. Di qualcosa di nuovo c’è bisogno per lo stallo che si è creato di fatto, di questa contrapposizione abolizionisti vs amministratori del consorzio, che non fa bene ne alla pubblica amministrazione ne ai contribuenti che sono i principali ‘stakeholder’ non solo perché pagano un servizio ma perché vivono in quell’ambiente dove questo consorzio, che oggi da l’impressione essere costretto ad impegnarsi di più a condurre battaglie legali e politiche, deve operare per garantirne gli interventi necessari in materia di bonifica, finalizzati al razionale utilizzo ed alla tutela del territorio e dell’ambiente come previsto dalle leggi che lo riguardano.
Essendo stato tra quei cittadini che anni fa ha raccolto l’appello della lista abolizionista ed ha fatto la lunga coda per andare a votare mentre il personale perdeva tempo a verificare, votante per votante, se lo stesso non aveva votato in altre sedi dove poteva essere iscritto, e avendo visto che puntualmente si organizzano manifestazioni e si producono atti di indirizzi che alla fine pare producano poco o nulla e forse rischiano di dare all’opinione pubblica nazionale l’immagine di una città rissosa e poco produttiva, mi chiedo se non è il caso, per cercare un aiuto concreto alla soluzione del problema di andare a Roma, precisamente a Piazza San Lorenzo in Lucina n. 4. In questa bella piazza romana che si trova proprio alla fine di via del Corso, ha sede infatti un ministero importante, quello della semplificazione, al quale credo si possa chiedere una consulenza legale e anche degli interventi legislativi anche abrogazionisti se come pare la sussistenza del consorzio di bonifica nasce da regi decreti statali che evidentemente non sono stati messi nel falò delle leggi inutili da bruciare in pubblica piazza sotto lo stretto controllo dei vigili del fuoco e magari non è stato fatto per qualche buona ragione che ignoro.
Potrebbero fare questo importante passo i sindaci di Terni, Orvieto e di Todi e/o loro assessori delegati, ma anche rappresentanti dell’agguerrita opposizione ternana, vorrei ricordare che il ministro Calderoli durante l’ultima campagna elettorale fu invitato a sostenere il candidato sindaco del centrodestra e venne a Terni nonostante che la lega non fosse riuscita a presentare le sue liste per ragioni di carattere burocratico.
La loro visita istituzionale, rafforzata anche dall’interesse mediatico suscitato dai servizi televisivi andati in onda su Striscia, potrebbe far scendere il campo, in modo produttivo ed efficace, il ministero della semplificazione ai fini di trovare una soluzione alla questione che in ambito regionale nonostante proteste, promesse e manifestazioni non si intravede nemmeno all’orizzonte. Abrogare i consorzi e passare le loro competenze alle regioni potrebbe essere una di queste, oppure ai comuni consorziati visto che le province sono in odore di abrogazione o ancora metterli sotto il diretto controllo operativo del ministero dell’ambiente insomma ricercare una soluzione che salvaguardi le necessarie e fondamentali attività volte a garantire la sicurezza dell’ambiente idrogeologico e che nel contempo garantisca la necessaria trasparenza e snellezza nella gestione amministrativa.
Claudio Pace, residente ternano e contribuente del consorzio di Bonifica Tevere Nera.

 

20 ottobre 2011
Gestione della scuola comunale di musica: un mistero tutto da chiarire

Con un colpo di mano degno del miglior autore di libri gialli, la giunta Ruggiano interrompe bruscamente il percorso intrapreso per la gestione della scuola comunale di musica. Un mistero che il comunicato dell’associazione concessionaria non contribuisce a chiarire.
Nell’ultimo Consiglio comunale avevamo già registrato argomentazioni contraddittorie tra il Sindaco (“problemi personali dei soci”) e il capogruppo del PdL (“difficoltà nella gestione dei rapporti di lavoro con gli insegnanti”). Ora sembra che l’associazione improvvisamente si sia accorta delle difficoltà di una gestione complessa quale quella della scuola comunale di musica e tanti saluti.
Sempre che la vicenda non venga annoverata tra i grandi misteri italiani rimasti insoluti, prendiamo atto del fatto che una delle poche iniziative che ha visto la convergenza di tutte le forze politiche in consiglio comunale va a farsi benedire. Un mistero ancora più fitto considerata la roboante conferenza stampa di metà agosto convocata dall’associazione e dal Sindaco Ruggiano, con annesso libello donato a tutti i consiglieri comunali, infarcita  di promesse e buoni propositi per il futuro smentiti non più di qualche settimana dopo.
Risultato? Siamo a novembre e ancora non è dato di sapere non solo quale offerta didattica verrà presentata alla città ma neanche quali saranno gli insegnanti in considerazione del fatto che sono stati riaperti i bandi per le cattedre nonostante  la durata triennale del precedente affidamento.
Nel dubbio l’unica certezza è che forse un po’ più di serietà da parte di tutti i soggetti coinvolti sarebbe stata opportuna, soprattutto relativamente ad un servizio che ha visto tutte le opposizioni condividere le scelte al di là della rispettiva collocazione politica.
Andrea Caprini – consigliere comunale

19 ottobre 2011
Todi Sotto(e)Sopra.

Mi ha sempre affascinato la etichetta di Città ideale per la nostra Todi e dopo l’esperienza che ho vissuto sabato pomeriggio ne sono ancora più convinto. Dovete sapere che sotto l’ex-mattatoio c’è un ingresso che permette di visitare le gallerie della Fabbrica della Piana. Queste gallerie, facilmente percorribili, sono a dir poco meravigliose ed è molto emozionante poter percorrere, nel vero senso della parola, Todi al di sotto del terreno. Inoltre è anche molto facile rendersi conto della profondità a cui si è : infatti in dei punti particolari alzando gli occhi si può constatare di essere all’interno di uno dei tanti pozzi disseminati nel percorso delle gallerie. Come fare per visitarle? Semplice, basta rivolgersi a Valerio Chiaraluce e Massimo Rocchi Bilancini(tular@email.it), due giovani che si sono spesi e si spendono ogni giorno per riattivare la conoscenza di un sistema così significativo e non solo per la storia della Città, e richiedere una visita guidata: credetemi ne vale veramente la pena. Dopo la visita però qualche domanda sorge, inevitabilmente, spontanea. Come mai questo percorso ipogeo non è aperto al pubblico? Basta andare in altri percorsi di questo tipo nella nostra regione, tipo Orvieto Narni Amelia, e scoprire che funzionano molto bene con visite annuali che superano quelle dei musei cittadini. Inoltre perché non migliorare il percorso? Infatti una volta entrati e percorse alcune gallerie ci si trova di fronte a ben 94 scale che portano dritte nelle vicinanze di palazzo Pongelli, quindi basterebbe mettersi nella condizione di creare un’uscita in quella zona invece di obbligare a ripercorrere tutto il percorso all’indietro. Anche come Ecodem credo che la prossima (a differenza di quella in corso) Amministrazione, visto che il turismo è una delle scommesse da vincere se Todi si vuole sviluppare, si debba impegnare per inserire in pianta stabile un tour programmato nel sottosuolo all’interno di un Progetto fruibile di visita turistica.
In questo dono che la natura e i nostri antenati ci hanno consegnato: la Città ideale, la nostra Città.
Andrea Vannini – Ecodem

19 ottobre 2011
Referendum sull’acqua pubblica, una vittoria mutilata
 

Il Comitato Umbro Acqua Pubblica ritiene insoddisfacente l’integrazione dello Statuto Regionale così come approvata dalla Commissione Consiliare per le riforme statutarie e regolamentari.
Il testo approvato non recepisce il senso della battaglia che in Italia si sta svolgendo da un decennio e che si è concretizzata nel vittorioso referendum di giugno scorso, quando oltre 27 milioni di cittadini hanno chiaramente espresso la propria volontà contro la logica del profitto e della privatizzazione dei servizi pubblici ed in particolare di quello idrico, che si sarebbe concretizzato dichiarando il servizio idrico di interesse generale e prevedendo una gestione attraverso un ente di diritto pubblico con un organismo di partecipazione diretta dei cittadini così come era riportato nella proposta del comitato.
Si ritiene insoddisfacente il testo anche in considerazione della ulteriore spinta alla privatizzazione che, dettata dalla Banca Centrale Europea e dalla Commissione Europea, è stata recepita dal Governo Italiano all’art. 4 della ultima manovra finanziaria, in dispregio proprio dei risultati referendari.
E’ inoltre del tutto assente il recepimento del bisogno fondamentale di democratizzazione del servizio idrico in particolare tramite l’adozione di strumenti effettivi di partecipazione dei soggetti collettivi a tutto il processo decisionale, gestionale e di controllo.
Una revisione statutaria chiaramente orientata invece all’adozione di un modello di gestione pubblica partecipata del servizio idrico integrato e l’affidamento di esso ad un soggetto di diritto pubblico, avrebbe assunto particolare rilevanza proprio nella ridefinizione degli assetti istituzionali endoregionali attualmente in corso.
In riferimento a questi ultimi il Comitato Umbro Acqua Pubblica impegna la Regione ha decidere in maniera chiara ed evidente per un modello di gestione pubblica partecipata dei servizi pubblici locali e ad adottare in maniera vincolante ed effettiva nel proprio Statuto, nelle leggi e nei regolamenti il principio e la pratica della partecipazione diretta alle definizioni delle politiche pubbliche, alla loro gestione ed al loro controllo diffuso.
Comitato Umbro Acqua Pubblica

18 ottobre 2011
Lettera aperta al Presidente del Consorzio Tevere Nera

Egregio Presidente del Consorzio Tevere Nera

Ieri sera per la seconda volta( almeno quelle che ho visto io alla televisione), ha avuto il piacere di ricevere la visita degli inviati di” STRISCIA LA NOTIZIA”. Finalmente ha avuto anche Lei la notorietà in tutta la penisola. Una notorietà che sicuramente non avrebbe mai avuto, ma della quale probabilmente sarà capace anche di vantarsi nella letterina,del prossimo anno, che farà inviare a nostre spese unitamente alla cartella di pagamento della tassa “ Tevere nera”da parte della società incaricata alla riscossione del Tributo. Già le ho scritto pubblicamente altre volte pertanto non voglio ripetermi anche perché Lei non ha avuto nessuna sensibilità nei confronti di nessuno. Pertanto è inutile parlarne con Lei in una “lingua” che non vuole comprendere.
Ed allora colgo l’occasione per ringraziare pubblicamente il Dott. Melasecche che segue questa “assurda” vicenda da anni e del quale ho apprezzato moltissimo anche l’ultima lettera nella quale denuncia quello che si cela dietro al nobile ed utile Ente da Lei Presieduto.
Lo ringrazio per la battaglia che sta conducendo da anni per la soppressione dell’Ente.
In verità l’Ente era stato inserito negli elenchi degli Enti da sopprimere. Poi è scomparso
da quell’elenco per opera di qualche”Santo Protettore”. Non certamente per la Sua verificata utilità. Inoltre il consorzio fino al 2005 nel contenzioso con i cittadini vessati dalla tassa è risultato sempre soccombente. Nel 2005 è intervenuto un nuovo miracolo una “ La legge Regionale”ad hoc per salvare l’Ente dalla continua soccombenza e dandogli altro ossigeno.
Recentemente il Consiglio Regionale alla unanimità ha approvato un O.d.G. che ne prevede la soppressione . Questa succintamente è la storia più recente dell’Ente.
Qualsiasi persona dotata di sensibilità politica, si sarebbe dimessa, anche per accelerare
la volontà politica espressa del Consiglio Regionale . Ma in questo non ci spero più.
Anzi credo che lei speri in un terzo miracolo. Sarebbe il colmo!!!. Ma con altrettanta sincerità debbo dirle che ormai non mi meraviglia più Lei .. ma chi non lo caccia, da quella poltrona.
Le ingiunzioni di pagamento che stanno pervenendo in questi giorni a molti cittadini sono il massimo di quanto ci si potesse aspettare. Nel giro di tre o quattro mesi è pervenuto l’avviso di pagamento (talvolta anche inferiore ad un EURO ma che insieme alle spese per la riscossione portano il dovuto a 12-13 Euro. Poi è arrivata la cartella esattoriale con un importo triplicato 36 Euro circa; ora le ingiunzioni che tra spese legali ed altre triplicano nuovamente l’importo).
All’ente arriva sempre un euro il resto va alla società che riscuote il tributo. Di fronte a tanta messe anche la ormai “famosa” gallina dalle uova d’oro arrossirebbe dalla vergogna.
La morale è: che chi si arricchisce veramente è la società delegata alla riscossione del Tributo.
Non credo ci sia bisogno di ulteriori commenti . Sarei ingeneroso è scorretto se non riconoscessi
l’attività svolta a Todi dal Vice-Sindaco presente anche ieri sera anche al momento in cui
hanno tentato invano di parlarle gli inviati di “STRISCIA LA NOTIZIA”. A proposito
almeno avesse avutoil buon gusto di far scomparire il giornale dello Sport, da sotto gli occhi mentre dichiarava di non voler essere disturbato perché stava lavorando.!!! Il consigliere addetto a cui ha indirizzato gli ospiti non è riuscito a spiegare proprio niente. Ed infine non si è fatto mancare proprio niente, perché non è mancato nemmeno il solito impiegato addetto che se avesse usato un pochino più di cortesia verso gli ospiti e verso il rappresentante di una istituzione( Vice Sindaco di Todi) ,non avrebbe certamente perso niente del Suo prestigio . Ora vista che questa è la piega chiedo formalmente di aderire al comitato, ed invito i cittadini di Todi a fare la stessa cosa. La tassa resisterà pure, ma un Comitato forte, rappresentativo e numeroso, sicuramente resisterà un giorno in più.
Ottavio Nulli Pero

16 ottobre 2011
Difesa idrogeologica si, ma tassa Tevere Nera no !

Il nostro obiettivo è fin troppo chiaro: poiché a Perugia la difesa idrogeologica è finanziata dalla fiscalità generale, anche in questa parte di Umbria deve valere lo stesso criterio e non è possibile doverla pagare una seconda volta come è avvenuto fino ad oggi. Con tutte le iniquità annesse e connesse:
1)- un Consorzio gestito da soggetti eletti nella lista “No Tassa Tevere-Nera” che, incuranti di tutto, si ammutinano contro il Presidente indicato dai loro elettori e passano fra i più acerrimi e “violenti” sostenitori della Tassa;
2)- un Consorzio che, finanziato forzosamente dai cittadini, in barba alle più elementari regole di trasparenza, continua ad assumere Direttore e altri impiegati, in base a parentele e comunque senza una selezione trasparente imposta dalla legge in tali casi;
3)- un Consorzio i cui membri, attaccano addirittura il Comune, con atteggiamenti spavaldi e senza un minimo di rispetto per la massima istituzione democratica cittadina, per avere (per la prima volta) richiesto la sospensione del pagamento, in ragione di un atto di indirizzo politico del Consiglio Regionale e Comunale;
4)- un Consorzio tra cui annoveriamo sindacalisti in affari, tutelati da Assessori della Giunta Di Girolamo, che si occupano quotidianamente di diffondere, senza molti scrupoli, il business delle proprie mogli, ma nei fatti il proprio, ben oltre il lavoro per cui sono già retribuiti, utilizzando strutture pubbliche, conoscenze e connivenze negli Enti, senza molto riguardo per nessuno;
5)- un Consorzio il cui cda è ampiamente scaduto nei termini del suo mandato ma tenuto in piedi dalla politica di questa Regione cui ormai sta per cadere la maschera dell’equivoco: ogni eletto, ogni politico dica chiaramente ai ternani, ai narnesi e agli amerini, cosa intende fare, se mantenere in piedi questo odiosissimo balzello oppure agire seriamente per chiudere, una volta per tutte, questo capitolo tristissimo di mancata democrazia.
Potremmo elencare in moltissimi altri punti le assurdità di questa situazione cui occorre dire un basta chiaro, limpido e deciso. Sulla base di questi presupposti é assolutamente necessario, per ristabilire un minimo di serenità nell’ambito dei rapporti tra cittadini ed Ente, l’immediato commissariamento del Consorzio Tevere Nera per una palese inadeguatezza gestionale dell’ attuale CdA.

E’ per questo che è stata accolta con entusiasmo da parte dell’assemblea di ieri a Palazzo Spada la mia proposta di
Manifestazione in Provincia di martedì 25, alle ore 15,30, in occasione del primo Consiglio Comunale che si trasferirà, causa lavori, in quella sede.    
Occorre che i ternani, tutti, al di là dell’appartenenza siano presenti, per dimostrare forse in modo definitivo, il proprio orgoglio e la propria dignità.
Appare infatti chiaro a tutti che ormai non sono più possibili gli equivoci con cui ternani eletti in Consiglio Regionale o collocati in Giunta, raccontavano a Terni (per i creduloni) di essere contro la Tevere-Nera ma, arrivati a Perugia, chinavano la testa in ossequio agli interessi folignato-perugini ed alla propria carriere. Sono passate alla storia le fesserie con cui costoro avevano l’impudenza, fino a pochi mesi fa, di giustificare  quella Tassa: “a Perugia non hanno problemi di inondazione!” Basta andare sulla E 45, dopo qualche pioggia abbondante  per vedere migliaia di ettari inondati dal Tevere  o vedere i bollettini della Protezione Civile che avverte per la possibile rottura degli argini a Ponte S.Giovanni, Ponte Pattoli, Ponte Felcino, tutte frazioni del Comune di Perugia.
Oggi questa brutta storia si può definitivamente chiudere, dipende solo da noi.  
 Enrico Melasecche Udc – UDC

16 ottobre 2011
A proposito dell’attività del Corpo Forestale dello Stato

Ma una volta il Corpo Forestale non si occupava della salvaguardia dei boschi ??? Non e’ che in Italia c’e’ un eccessiva voglia di calpestare sempre e comunque il terreno degli altri e quindi di creare scuppismi, con annessi allarmismi, giusto per difendere il proprio ruolo?? Siamo cosi’ sicuri che queste infrazioni siano reali; io francamente no (e parlo per esperienza). E’ possibile che un commerciante, imprenditore ecc. ecc. in Italia riceva visite (si fa’ per dire) ispettive da una decina di controllori (militari o non) , e’ possibile che questi controllori, a volte ignoranti delle norme, scavalchino l’operato dei loro colleghi???
Antonio Iommi

16 ottobre 2011
Lettera a Napolitano degli studenti di Scienze della Formazione Primaria

Egregio Signor Presidente della Repubblica,
ricorda quando si faceva la fila per poter avere un po’ di pane? Il pane non bastava mai per tutti e molti erano costretti a tornare dalle loro famiglie,tante bocche da sfamare, con niente in mano. Affamati, stanchi, delusi, amareggiati, feriti, preoccupati ed umiliati erano tenuti in vita da un’unica speranza: quella di potersi mettere in fila il giorno successivo e di riuscire ad ottenere un pezzo di pane anche più piccolo di quello che avevano sperato, anche solo qualche crosta o poche briciole.
Il loro destino era racchiuso in una sola possibilità: quella di mettersi in fila. Tutti gli Studenti di Scienze della Formazione Primaria sanno che non esistono i presupposti per un futuro roseo; sanno che l’opportunità di una vita serena è preclusa…
Alle vittime dei tagli del settore scuola è stato negato il futuro, ma gli Studenti di Scienze della Formazione Primaria, immatricolati dopo il 2007, questo futuro non l’hanno mai avuto.
Questi Studenti non solo non avranno il futuro che desiderano, ma non hanno e non avranno la possibilità di mettersi in fila, di sperare in un pane che meritano come tutti gli altri!
Gli Studenti di Scienze della Formazione Primaria, immatricolati dopo il 2007, come gli altri hanno studiato, compiuto sacrifici insieme alle loro famiglie, sofferto per l’attuale situazione sociale ed economica…
Gli Studenti di Scienze della Formazione Primaria, immatricolati dopo il 2007, non prenderanno porte in faccia perché per loro non esistono porte alle quali bussare. La loro strada non conduce ad una porta; conduce ad un burrone.
Terminato il percorso di studio universitario non possono e non potranno chiedere di essere inseriti nelle graduatorie per l’insegnamento perché queste graduatorie sono bloccate da anni. Gli ultimi ai quali è stato riconosciuto questo diritto sono gli Studenti immatricolati fino al 2007.
Loro, gli Studenti di Scienze della Formazione Primaria, immatricolati dopo il 2007, non esistono. Alcuni hanno già conseguito la laurea, altri la conseguiranno… e l’unica gioia che possono provare è quella di vederla appesa, forse corredata di cornice, su una parete. Il loro nome non è e non sarà mai sulla lista di coloro che possono essere chiamati a lavorare nelle scuole.
Cosa hanno fatto per meritare questo? Qual è la loro colpa?
Sosterranno o hanno sostenuto gli stessi esami degli altri, hanno pagato le tasse come gli altri, hanno vissuto come gli altri, sono cittadini come gli altri, sono persone come le altre, ma hanno la disgrazia di essere più piccoli almeno accademicamente…
In un Paese democratico come la nostra Italia, i più piccoli possono essere discriminati, esclusi, annientati?
Sembrerebbe di sì ed i fatti lo dimostrano.
Questi Studenti invisibili siamo noi.
Il 29 Settembre, una nostra delegazione è stata ricevuta presso il Ministero della Pubblica Istruzione. Ringraziamo il Dr. Max Bruschi per averci ricevuti; Lo ringraziamo della disponibilità, dell’efficacia comunicativa, della dichiarata volontà di voler creare uno sbocco meritocratico.
Il 10 Ottobre, migliaia di candidati hanno partecipato al test per accedere al “Nuovo Corso di Laurea Magistrale Abilitante all’Insegnamento”. Abilitante. Abilitante come il nostro corso di laurea. Ma abilitante a cosa? Le graduatorie sono chiuse per tutti, purtroppo anche per loro. Il 10 Ottobre, noi li abbiamo incontrati, abbiamo raccontato loro come stanno le cose e non per scoraggiarli, ma per accoglierli! Li abbiamo
idealmente accolti sulla nostra stessa barca, una barca nuova di zecca, attualmente destinata ad affondare, che non ha mai lasciato il porto… Lavoreremo tutti insieme per trovare una rotta da seguire.
Reclamiamo il diritto al lavoro? Potremmo, ma sappiamo che questo diritto fondamentale costituisce un’irrazionale utopia.
Reclamiamo il diritto di godere di una percentuale, anche insignificante, di possibilità di essere chiamati ad insegnare.
Reclamiamo il diritto di vedere scritto il nostro nome in una lista (le graduatorie per l’insegnamento ex provinciali) affinché un giorno, anche lontanissimo, il Dirigente Scolastico di un qualche istituto possa leggere il nostro nome tra quelli da tenere in considerazione per una supplenza. Magari non saremo mai chiamati… Visto che nessuno sembrerebbe in grado di offrirne, non avremo mai sicurezza e garanzie…
Reclamiamo il diritto di poterci mettere in fila, di poter sperare in un pezzetto di quel meritato pane per il quale abbiamo tanto faticato…
Chiediamo a Lei, Signor Presidente, che lo Stato ci dia almeno la speranza.
Grazie.
Gli Studenti di Scienze della Formazione Primaria di Palermo.

14 ottobre 2011
Mantenere gli uffici giudiziari a Todi: non dividiamoci!

Sulla sorte degli uffici giudiziari di Todi (sezione distaccata del Tribunale e ufficio del Giudice di Pace) i gruppi consiliari del Partito Democratico e della Federazione della Sinistra hanno presentato un ordine del giorno e una richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio Comunale  il 14 settembre scorso .Questo ordine del giorno è stato discusso ed approvato all’unanimità nella seduta del 12 ottobre u.s.. L’unanimità raggiunta è senza dubbio un fatto positivo perché il percorso da compiere per impedire la totale scomparsa del polo giudiziario è difficile,chiama in causa diverse istituzioni locali e nazionali e quindi diversi attori politici e amministrativi che devono poter interloquire con una città unita.
Ricordiamo i fatti: Il parlamento ha approvato la delega al Governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari contenuta nel DL 138 del 13 agosto 2011, , impegna il governo ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi per riorganizzare la distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari al fine di realizzare risparmi di spesa e incremento di efficienza, con l’osservanza dei seguenti princıpi e criteri direttivi:
a) procedere alla soppressione ovvero alla riduzione delle sezioni distaccate di tribunale, anche mediante accorpamento ai tribunali limitrofi;
b) prevedere la riduzione degli uffici del giudice di pace dislocati in sede diversa da quella circondariale;
Di fronte a questo scenario, che per la nostra città potrebbe rivelarsi disastroso, non siamo assolutamente d’accordo però con le dichiarazioni del Sindaco rese in Consiglio che di fatto approva la linea del governo, reputa già persa la sezione distaccata del tribunale, rifiuta ogni ruolo del comune nella gestione dell’ufficio del giudice di pace. Così come non ci convincono le prime mosse del Sindaco che invece di chiamare tutti i rappresentanti delle forze parlamentari umbre, convoca un incontro con un solo esponente del centro-destra, seppur autorevole.
A nostro giudizio e nell’interesse della città che rischia di perdere un importante servizio per i cittadini di Todi e del circondario sono necessarie chiarezza di idee nel dire no a questa spoliazione di servizi e unità di azione, evitando iniziative di parte.
E questo è il senso dell’ordine del giorno approvato che vincola il Sindaco e la Giunta :
-a promuovere tutte quelle azioni necessarie per scongiurare una simile eventualità, attivandosi insieme ai professionisti e alle associazioni cittadine per avanzare proposte di riorganizzazione che, pur tenendo conto dei principi e delle direttive contenute nella legge delega, portino ad un rafforzamento degli uffici giudiziari tuderti piuttosto che ad una loro burocratica e dannosa soppressione;
– ad intraprendere azioni di sensibilizzazione di tutti i soggetti istituzionali interessati a questa azione di riforma;
– a relazionare periodicamente al consiglio Comunale sulle azioni intraprese e sull’esito delle stesse.

Auspichiamo, comunque, che il sindaco mantenga l’impegno ad invitare all’incontro promosso con gli avvocati e il Sen. Benedetti Valentini almeno i capigruppo consiliari.
Getulio Petrini Consigliere Comunale del Partito Democratico

 

10 ottobre 2011
Il mercato che non c’è più a Fratta

Nell’ultima seduta del Consiglio Comunale, tenutosi il 30 settembre scorso, l’Amministrazione di Fratta Todina ha dato ancora una volta dimostrazione di non voler tenere assolutamente in considerazione le sollecitazioni e le richieste avanzate dai propri concittadini. Riguardo alla mozione da me presentata richiedente il ripristino del mercato settimanale, bruscamente  interrotto dall’Amministrazione Comunale nonostante l’apprezzamento espresso dalla cittadinanza, i nostri amministratori hanno ostinatamente espresso voto contrario, nonostante sia stata riconosciuta, da un assessore e da un consigliere di maggioranza, assolutamente meritoria di considerazione, soprattutto perché fortemente suffragata dalla volontà popolare. Inoltre le motivazioni addotte a giustificazione di tale presa di posizione non risultano assolutamente convincenti e sono rivelatrici di una mancanza di volontà politica, visto che l’ Amministrazione avrebbe potuto trarre da questa iniziativa solo vantaggi, se non altro per l’incasso della TOSAP. Evidentemente non rientra tra le priorità di questa Amministrazione adoperarsi per cercare di valorizzare il centro storico con iniziative che potrebbero incrementare l’afflusso di gente al paese, per di più con il massimo disinteresse a considerarne il conseguente beneficio per gli esercizi commerciali presenti e il servizio svolto per la popolazione, in particolar modo per gli anziani non automuniti. Ancora una volta l’Amministrazione dimostra di essere sorda alle richieste della sua comunità.
Cinzia Moriconi-consigliere comunale Fratta Todina

10 ottobre 2011
Comunicato alle lavoratrici e ai lavoratori di Umbria tpl e mobilita’ spa

Le Segreterie Regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt-Uil, Faisa-Cisal, Ugl-Trasporti e Orsa, comunicano alle lavoratrici e ai lavoratori che è fallito il tentativo di conciliazione effettuato in prefettura a Perugia nell’ambito delle procedure di raffreddamento proclamate il 12 settembre 2011.
In tale sede, nonostante gli sforzi compiuti dal funzionario prefettizio tesi a favorire una possibile intesa, la rigidità dimostrata dalla delegazione aziendale non ha permesso neanche di raggiungere un "compromesso" utile a consentire alle Organizzazioni Sindacali di poter almeno sospendere le procedure di raffreddamento per riprendere il confronto in sede aziendale.
Nel merito, le distanze si sono misurate sui seguenti punti:
1) la retromarcia dell’azienda sull’ipotesi di omogeneizzazione dei trattamenti economici del personale dell’esercizio, al punto di rimangiarsi quanto dichiarato alla stampa nei giorni precedenti, accusando il sindacato di aver irresponsabilmente rifiutato una proposta in tal senso; evidentemente questi soldi non sono mai stati realmente nelle disponibilità aziendali;
2) la disponibilità a riattivare un tavolo di confronto con le RSU senza però il preventivo ritiro dei provvedimenti unilaterali emessi in queste settimane;
3) il permanere dell’ incertezza sulla data di inizio del confronto sindacale sul piano industriale;
4) l’ assenza di una risposta rispetto alla questione del mancato riconoscimento degli scatti di anzianità al personale già impiegato con contratto di formazione e lavoro, così come sancito da una sentenza della corte di cassazione a Sezioni unite;
In tale sede, inoltre, le scriventi hanno anche preso atto della soluzione individuata dall’azienda, che si considera transitoria, per le due unità della ex SSIT il cui contratto a termine era scaduto il 30 settembre u.s.
Le Segreterie Regionali, nel rivendicare con fermezza il merito di essere arrivati all’unificazione delle 4 aziende pubbliche, contestano il comportamento di coloro che, dopo essersi opposti strenuamente alla realizzazione del progetto, ne sono diventati improvvisamente i paladini, con la presunzione di auto-definirsi amministratori "responsabili" e tacciando, in maniera inaccettabile, le Organizzazioni Sindacali di irresponsabilità.
Tutto ciò non è accettabile, come non è accettabile che i risparmi attesi dall’ unificazione delle aziende debbano essere conseguiti esclusivamente sulla pelle di chi lavora, spesso in condizioni difficili e con retribuzioni che sono al di sotto della media del settore, invece che andare ad intaccare le vere sacche di inefficienza, la quantità e la qualità di un quadro dirigenziale le cui capacità spesso non coincidono con i livelli stipendialo loro garantiti, e i quali spesso non sono chiamati a rispondere dei propri errori.
Inoltre, ritengono che sia giunto il momento di fare il punto sullo stato delle consulenze/collaborazioni in essere presso Umbria Tpl e Mobilità, e di verificarne sia i costi che i reali benefici.
La disponibilità al dialogo dimostrata fino alla definizione della questione della SAVIT, poi venuta meno, lascia intendere che questa era finalizzata esclusivamente a mettere in sicurezza un progetto funzionale a pochi, ma rispetto al quale in sede di verifica sarà opportuno ritornarci.
Le Organizzazioni Sindacali tutte nella gestione di un’azienda che è patrimonio sia della collettività che di coloro che ci lavorano, non lasceranno mai carta bianca a nessuno.
Per quanto sopra, le scriventi Organizzazioni Sindacali proclameranno nei prossimi giorni tutte le opportune azioni di lotta, a partire dalla prima azione sciopero la cui collocazione deve ancora essere stabilita, ma contestualmente chiedono all’opinione pubblica che non si faccia fuorviare da dichiarazioni strumentali rilasciate ai media dall’ azienda, e chiedono agli enti proprietari, i quali sono i danti causa degli amministratori dell’azienda, se quanto sta accadendo e quanto potrà accadere in futuro si poteva evitare, magari con più perseveranza, responsabilità, disponibilità al dialogo e umiltà.
Infine, quanto prima verrà predisposto un calendario di assemblee che coinvolgerà tutto il personale dell’azienda.
Le Segreterie Regionali

10 ottobre 2011
L’esperienza Ruggiano secondo Fiamma Tuderte

Il Direttivo di Fiamma Tuderte, riunitosi il primo di ottobre, ha analizzato l’esperienza del suo coinvolgimento di questi anni di governo della Città. Tutti i componenti del Direttivo hanno espresso complessivamente un giudizio positivo sull’operato di Antonino Ruggiano e della sua Giunta ed hanno confermato il pieno appoggio alla sua ricandidatura. Si è riconosciuta l’opera di chi ha rappresentato la comunità fiammista nelle Istituzioni cittadine, al consigliere Mario Epifani, l’assessore Ugo Todini ed il vicepresidente della Veralli Giorgio Pordenoni, a Valerio Anselmi e Gianluca Alvi che hanno avuto un ruolo nel CdA dell’Etab-Consolazione.
Hanno, altresì, preso atto che non tutto è andato come si voleva e come si era promesso ma la situazione finanziaria e quella generale ereditata hanno fatto sì che ciò che non si è mantenuto abbia la giustificazione della buona fede e che si sia operato in un contesto ostico, in una regione rossa come l’Umbria e con le Istituzioni certamente non benevolmente predisposte. A tutto ciò va aggiunto il comportamento disfattista dell’opposizione che ha agito sempre con spirito di sabotaggio, usando il loro potere politico verso quegli Enti
regionali che essi ancora influenzano. Cinque anni, dopo oltre sessanta anni di amministrazioni rosse e rosa, non hanno consentito di prendere pieno possesso dei meccanismi amministrativi. Il Direttivo di Fiamma, pur prendendo atto di taluni errori e deficienze, dovute anche alla mancanza di esperienza di alcuni consiglieri, giudica che la strada intrapresa, fin qua percorsa, sia quella giusta e che bisogna, con fermezza e determinazione, proseguire su queste linee. Il Direttivo di Fiamma Tuderte lancia un appello ai cittadini, affinché diano a Ruggiano e la sua squadra una riconferma della fiducia e le forze necessarie per seguitare a governare, dopo il 2012, la nostra Città.
Andrea Nulli – Direttivo di Fiamma Tuderte

7 settembre 2011
Il Comitato per l’ambiente di Gualdo Cattaneo soddisfatto

Il Comitato per l’Ambiente di Gualdo Cattaneo esprime viva soddisfazione per l’importante risultato ottenuto con l’approvazione del documento, approvato all’unanimità del Consiglio Comunale mercoledì scorso, con cui si ribadisce il "NO" alla combustione delle biomasse presso la centrale termoelettrica di Gualdo Cattaneo, si intima un chiaro "STOP" al carbone e si sollecita il gestore dell’impianto a trasformare il sito in un centro di eccellenza per la produzione di energia da fonti rinnovabili potenziando al contempo il centro di formazione che rappresenta già da tempo un’importante realtà.
Si ringrazia pertanto il Consiglio Comunale per aver dimostrato coesione e responsabilità nell’approvare il suddetto documento nell’interesse del territorio e delle persone che vi abitano: per una volta possiamo ben dire di essere stati testimoni di uno dei migliori momenti di vita democratica del nostro Comune.
Si ringrazia il Sindaco Pensi e l’Amministrazione da lui diretta per aver recepito e fatto proprie le istanze che da anni il Comitato proponeva con insistenza.
In particolar modo si riconosce al Sindaco il merito di aver voluto insistere nel dialogo con i "soggetti non istituzionali " come comitati ed associazioni civiche spontanee anche laddove la cosa non era ben vista dalle varie segreterie di partito: ci auspichiamo pertanto che la stessa sensibilità e lo stesso senso di responsabilità vengano al più presto dimostrati nel risolvere l’annoso problema dello sfruttamento del Monte Pelato, in modo tale da garantire la tutela del patrimonio naturale del nostro Comune nell’interesse delle generazioni di cittadini gualdesi che erediteranno questo territorio.
Comitato per l’Ambiente di Gualdo Cattaneo


5 ottobre 2011
Todi: la Finestra sul Verde senza il Comitato per il Verde

Siamo rimasti esterrefatti dal comportamento dell’Amministrazione comunale nei confronti del Comitato per il Verde di Cappuccini. Nei giorni scorsi, infatti, si è inaugurata la fine dei lavori della famosa “finestra su Todi” senza che il Comitato ne sia stato preventivamente informato.
Non si tratta di un nostro capriccio, né solamente di una questione di principio o di cortesia, ma di una mancanza gravissima: è stato infatti il Comitato, in passato, a battersi perché questo angolo del nostro quartiere venisse mantenuto integro, con una bellissima vista sulla nostra città e con uno spazio verde di cui potessero usufruire i cittadini.
Quest’amministrazione fa finta di non saperlo? Se ne è dimenticata?
Siamo stupiti e dispiaciuti di questo comportamento e anche del fatto che questi momenti siano usati solo come vetrine. Non servono a nulla!
Malgrado questo, continueremo a svolgere il nostro ruolo, come facciamo da trent’anni a questa parte, anche se non sembra venirci riconosciuto: attenti alle esigenze e ai bisogni dei residenti di questa zona, al rispetto del verde e dell’ambiente, con la voglia di fare tutto il possibile per rendere il posto in cui viviamo sempre più vivibile e accogliente.
Antonio Padovani – Presidente del Comitato per il Verde di Cappuccini

4 ottobre 2011
La questione del Duomo di Todi
Nella Diocesi Tudertina, pariteticamente fusa con quella Orvietana, la "comunità di fedeli cristiani in comunione nella fede e nei sacramenti con il loro vescovo ordinato nella successione apostolica" si è riunito da secoli in assemblea liturgica nel Duomo di Todi e deve poter continuare ad avere questi momenti d’incontro comunitario perché è un suo diritto naturale, anche nell’interesse della comunità civile di cui fa parte che non può disinteressarsene.
Compete al Capitolo, delegato da Vescovo alla gestione della    Chiesa in cui si trova la Sua Cattedra, di organizzare il culto e garantire alla comunità diocesana la fruizione di questo luogo d’incontro e di comunione, tanto è vero che la Parrocchia della Santissima Annunziata celebra nel Duomo, ma non è mai stata e non è la Parrocchia del Duomo.
Da anni, con vari pretesti e per un’incomprensibile ostilità a questa chiesa, il Capitolo è stato progressivamente esautorato ed il Duomo di Todi è stato emarginato, trascurato ed utilizzato prevalentemente per scopi culturali e turistici.
La colpa di tutto questo è di tutta la comunità diocesana ed anche le istanze civili non possono continuare a disinteressarsi della valorizzazione di questo tesoro spirituale dell’antichissima Città di Todi, che non compete solo ai  "preti", i sempre più vecchi fedeli cristiani non possono privilegiare solo le loro comodità e tutti i cittadini devono rendersi conto che la Cattedrale di Todi non può essere trasferita in un luogo più confortevole e con accesso carrabile ma devono farsi carico degli interventi necessari per la sua gestione: non per carità cristiana ma nel proprio interesse.
Renato Domenico Orsini"e Diocesi Tudertina"


1 ottobre 2011
Pensioni di invalidità, pensare anche alla "miseria" che si dà agli inabili veri

Il problema come tutti ricorderanno era venuto fuori un paio di anni fa. Allora si parlò di uno scandalo. Alcuni ipotizzavano circa il 50% di pensioni fasulle.
Oggi abbiamo alcuni dati che meritano di essere commentati. La media nazionale delle revoche è stata del 10,2%. Ovvero una su dieci. Ovviamente il 10,2%è la media nazionale poi ci sono Regioni nelle quali la percentuale è più bassa in altre è più alta. L’Umbria si piazza al terzo posto (vicina al 20%). Ovviamente andrebbe tenuto conto anche del criterio di rigidezza che i medici dell’INPS hanno adottato,nella loro specifica attività di controllo, la cui finalità era ben chiara
A fronte ad un numero ritenuto anomalo. legge. Ma non voglio entrare su questo argomento. Elenco alcuni dati forniti dal Ministro delle Politiche Sociali.
Nel 2009 ne sono state revocate 21.982; nel 2010 invece 9.801.
Questo significa che il secondo anno le revoche sono più che dimezzate. Siccome al controllo sono stati chiamati(almeno da fonti dell’INPS quelli con età compresa tra i 18 e 78 anni) si può concludere dalla lettura dei due dati che rimane poco altro da "grattare", anche perché nel frattempo la popolazione invecchia. Non è stato detto di quanto è diminuita la percentuale sul totale della popolazione. Credo che siamo intorno all’1%. Non è stato detto che è pendente un contenzioso non amministrativo ,ma davanti al giudice ordinario (che ad oggi è di circa 350.00 ricorsi- Fonte: federazione italiana per il superamento dell’handicap). Chi ricorre al giudice, con le spese che comporta,, certamente non fa finta, ma qualche invalidità ritiene di averla. Non e stato detto che ad alcuni è stata revocata per motivi di reddito. Il reddito non deve essere superiore a 15.154,24 € per invalidi totali- 100% -per invalidi dal 74 al 99% e fino a 65 anni , se disoccupati ed iscritti al collocamento il limite di reddito annuo scende a 4.408.95 €) .
L’assegno in ogni caso è di € 256,67 e mensili(9.0€ giorno). I dati sono al dicembre 2010. Salvo ovviamente che con l’invalidità del 100% non venga riconosciuto anche l’assegno di accompagnamento che oggi viene erogato a prescindere dal reddito. Chiarite questi dati preliminari occorrerebbe sapere anche quanti erano i veri falsi invalidi(per capirci quelli che erano cechi ma guidavano, o simili e perciò un vero e proprio "furto" alle casse dello Stato e perciò a Noi tutti. Quanti invece i controlli hanno ritenuto di attribuire un punteggio inferiore e di quanto al 100%. Perché allora entriamo in un campo ancora più complicato. Insomma i risultati o sono certi precisi e suddivisi per fattispecie o non servono a molto. A me come a tutti piacerebbe la trasparenza assoluta e sino in fondo. Si aggiunge che le domande di pensione accolte nel 2009 sono state 539.000 nel 2010 462.00 . Nonostante le restrizioni e l’arretrato accumulato in questi ultimi due anni non mi pare che ci sia stata una contrazione così forte ,o almeno pari al" clamore che si era fatto".
Ed infine la nota del Ministero conclude affermando che in questo modo l’INPS risparmia una somma non trascurabile. Ma non mi pare così: il punto vero non è il risparmiodell’INPS ma che semmai si è fatta un po’ più giustizia, riconoscendo il diritto a chi lo ha; e giustamente negandolo a chi non lo ha.
L’Italia spende per questa voce un punto del proprio Pil mentre la media europea è del 2% circa . In compenso siamo i primi in spese che non nomino per non alimentare la demagogia. La gente capisce ugualmente. Con ciò non si nega l’esistenza di fatti discutibili e scandalosi anche in questo settore, ma la "campagna" che ci viene montata per nascondere altri privilegi molto più consistenti e a favore di altre categorie,non mi pare dello stesso tenore.
Ottavio Nulli Pero.
 

1 ottobre 2011
Fratta Todina, no a quell’ampiamento della scuola elementare

La Scuola Pubblica ha svolto e svolge per tutti noi un ruolo determinante. Crediamo che rappresenti un’Istituzione e un bene comune, pertanto, per quanto di relativa competenza e facoltà, questo gruppo PDL sosterrà sempre le iniziative valide a favore della Scuola Pubblica del nostro Paese.
Abbiamo cercato mediante il confronto di capire le motivazioni che spingono parte della maggioranza a sostenere ostinatamente l’ampliamento dell’edificio della Scuola Elementare, appena ristrutturato….e non abbiamo trovato validità in nessuna argomentazione sostenuta.
Ecco perché questa spesa non è giustificabile.
1. Necessità di spazi: la relazione del tecnico comunale attesta che la capienza dell’attuale edificio è di 120/130 alunni circa nel rispetto degli spazi per alunno previsti dalla legge (edilizia scolastica) e dalle norme di sicurezza. Gli attuali alunni sono circa 75, dunque, gli spazi sono più che adeguati.
2. Prospettive future: un piccola e facile indagine sulle proiezioni demografiche dimostra che il futuro numero di bambini in età scolare non è in aumento. Il fatto è dimostrato dal paventato rischio di essere costretti a ricorrere alla pluriclasse per la  classe prima dell’anno scolastico in corso, evitato solo facendo ricorso ai benefici concessi ai Comuni montani, come da Prot. n°2381 del 30-06-2011, Prot.n°2534 del 8-7-2011 e Regione Umbria Prot.n°0097847.
3. Eventuale necessità di accogliere gli alunni di Monte Castello di Vibio: lo stesso Sindaco in sede di Commissione Consiliare ha ammesso che non esista nessun protocollo né preliminare di intesa con tale Comune in merito all’accorpamento delle due Scuole Primarie, malgrado l’esistenza di un percorso che lo prevederebbe sul nuovo PRG intercomunale.
4. Si tenga presente che gli alunni per tre anni sono stati ospitati dalle Scuole Medie.
5. Importante tenere in considerazione i ripetuti pareri contrari rilasciati dal tecnico Comunale, che definisce il progetto “sovra dimensionato per le esigenze attuali, (è prevista infatti la realizzazione di ulteriori 2 aule da mq. 50,00 oltre alle 6 aule esistenti rispetto ad una popolazione scolastica di circa 80 alunni), che comporterà un aumento dei costi di funzionamento della struttura “.
E’ significativo che parti importanti di questa Amministrazione, come il vice-Sindaco, un Assessore e un Consigliere, abbiano preso responsabilmente e giustamente le distanze da questo progetto, opponendosi in Giunta e sulla stampa all’attuazione dello stesso.
Antidemocratica e irresponsabile, nonché politicamente discutibile, la perseveranza del Sindaco a sostenere l’ampliamento anche a costo di rischiare una frattura insanabile, pur di non rimettere in discussione la D.D.G. 36/2011, adottata con soli 3 voti favorevoli.
Grave e sintomo di profonda crisi interna anche che il Sindaco non sia in grado di rispondere come Amministrazione alle perplessità manifestate istituzionalmente dal gruppo PDL e permetta ad un partito, il PD,di tentare di giustificare questa scelta al suo posto.
Pensiamo che il nostro Paese abbia bisogno in questo momento di opere più semplici, utili e fruibili, come la messa in sicurezza delle strade che il Sindaco ci ha rifiutato adducendo a motivazione la mancanza di fondi.
Crediamo ci voglia maggior sostegno alle politiche sociali, soprattutto agli anziani e alle famiglie vulnerabili.
Reputiamo che parte dei fondi destinati a questa opera possano essere utilizzati per la messa in sicurezza e a norma della nostra Scuola media e delle altre strutture pubbliche (urgente per esempio è la messa a norma della piscina da fare per il 2012).
Ci sembra che affrontare una spesa così importante per un’opera, che attualmente non serve, che non servirà neanche nel prossimo futuro, e che rischia di essere inutilizzabile e superata nell’eventuale cambiamento dei presupposti, come avvenuto in passato per altre opere, in un periodo cosi duro per l’economia di tutte le famiglie, vada fatto con molta responsabilità.
Protestiamo per l’arroganza del Sindaco e di parte di questa maggioranza che ritiene sufficienti tre persone per prendere decisioni importanti che ricadono sulle tasche di tutti i cittadini. Al contrario pensiamo che in queste decisioni i cittadini vadano informati correttamente e con onestà.
Se gli Amministratori fossero lungimiranti e pensassero sul serio al futuro del Paese si adopererebbero per gettare le basi per il così detto Polo Scolastico presso le attuali Scuole medie. Ciò consentirebbe una seria concertazione anche con questa opposizione, in considerazione sia dei tempi non brevi di realizzazione dell’opera, che non graverebbe nell’immediato sulla difficile situazione economica dell’Ente e delle famiglie, sia dell’assenza di costi di progettazione, che sono totalmente a carico della Provincia, al contrario di quelli dell’ampliamento che gravano sul bilancio del nostro Comune. Oltretutto in prospettiva dell’accorpamento dei piccoli Comuni renderebbe appetibile Fratta Todina come sede elettiva degli insediamenti  scolastici unici.
Infine è vero che il Comune riceverà un contributo per realizzare l’ampliamento della scuola elementare ma è vero anche che saranno sempre i cittadini a farne le spese, pagando più tasse, di volta in volta al Comune, alla Regione e allo Stato.
Quindi ci appelliamo al senso di responsabilità di tutti voi presenti nell’amministrare i soldi e i beni di tutti e di usare il buon senso del padre di famiglia che sa scegliere le cose necessarie da quelle superflue e che, con giustizia, sa dire anche di no.
Riteniamo doveroso che i soldi pubblici vengano adoperati per le opere che sono veramente necessarie, sempre e ancor più in questo periodo di crisi economica.
Concludiamo con una domanda: dunque questo ampliamento della scuola elementare a chi serve davvero?
GRUPPO CONSILIARE PDL FRATTA TODINA

 

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