Per Franco Zaffini  la chiusura del ciclo dei rifiuti in Umbria attraverso la realizzazione di un termovalorizzatore nell’Ati (ambiti territoriali integrati) di Perugia è scelta responsabile e doverosa
inceneritore

Grazie all’ampliamento delle cubature delle discariche per i rifiuti nei siti di Orvieto, Magione e Città di Castello, l’Umbria può ‘dormire sonni tranquilli’ per i prossimi cinque o sei anni."
Lo ha detto, in modo ironico
il Presidente del comitato di monitoraggio in consiglio regionale, Franco Zaffini, dopo l’audizione dell’assessore Rometti, per una verifica sullo stato di attuazione del piano regionale dei rifiuti in vigore.

In modo molto meno ironico Zaffini si è però espresso a favore di un termovalorizzatore
Di sicuro c’è – ha detto il Presidente – solo che i rifiuti verranno conferiti nelle discariche per i prossimi cinque o sei anni, evitando scelte responsabili e doverose come la chiusura del ciclo dei rifiuti attraverso la realizzazione di un termovalorizzatore nell’Ati (ambiti territoriali integrati) di Perugia, contrariamente a quanto avviene nel resto del Paese”.

Per Zaffini "Si conferma dunque l’atteggiamento dilatorio che ha caratterizzato l’agire di tutti gli assessori succedutisi negli anni a Palazzo Donini, sul tema della gestione dei rifiuti”.
Zaffini rimprovera all’esecutivo di aver sempre agito con soluzioni tampone, senza avere una visione di lungo periodo che affrontasse il nodo cruciale del problema, ossia la chiusura del ciclo con l’individuazione del sito per l’impianto di termovalorizzazione, peraltro messo nero su bianco dal piano regionale dei rifiuti.

“Quanto detto dall’assessore in seconda commissione – sostiene ancora Zaffini – in ‘politichese’ vuol dire una sola cosa: la ‘gatta da pelare’ – leggi termovalorizzatore – la lasciamo ai nostri successori.
Ciò che adesso sembra riguardare solo Sant’Orsola, assumerà, via via una dimensione che metterà in emergenza tutto il territorio regionale rendendo sempre più contingente la necessità di bruciare i rifiuti, a meno che i nostri brillanti amministratori che, sinora, hanno saputo solo ampliare discariche e conferire in deroga, non si facciano venire in mente qualche creativa ed efficace idea.
I due pilastri del piano vigente sono: raccolta differenziata spinta oltre il 70% e termovalorizzazione della frazione residua, in un sito da individuare nell’Ati di Peugia.
Entrambe queste opzioni, che andavano attuate entro dicembre 2009, sono ad oggi, autentiche chimere e ciò solo per colpa della inconcludenza e della pavidità della maggioranza politica che governa l’Umbria. E’ ferma intenzione del comitato di controllo – conclude – provvedere ad un’attenta analisi degli accadimenti che hanno condotto a tale situazione, portando all’attenzione del consiglio regionale lo stato complessivo del problema”. 

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