Secondo l’inventore, infatti, il primo esemplare di centrale da 470 kW di potenza, che era stato presentato a Bologna il 28 ottobre, sarebbe stato impacchettato e spedito negli Stati Uniti per nuove prove.
Questo confermerebbe che la prova di Bologna non è stata, quanto meno, negativa e che l’osservatore dell’acquirente ha confermato anche dopo le impressioni a caldo la propria valutazione positiva o, per essere cauti, possibilista.
D’altronde all’esperimento di Bologna c’erano persone qualificate che non si sarebbero mosse se la cosa non avesse avuto qualche fondamento, al di là del fatto che Rossi, per i detti problemi di brevetto, è molto riservato ed ha ammesso, insieme a Focardi, di non sapere quale sia il principio scientifico che presiede alla produzione di energia (calore), anche se si incomincia a ricordare che quasi un secolo fa, nel 1920, gli scienziati austriaci Friedrich Paneth e Kurt Peters avevano ipotizzato una forma di reazione nucleare che non produce radiazioni.
Peraltro in una riunione 2009 della American Chemical Society, il chimico Pamela Mosier-Boss di SPAWAR aveva rivelato che il suo team aveva avuto la prima chiara evidenza visiva di una reazione nucleare (LENR) a bassa energia
Sospetti che si estendono alla possibilità che la scoperta venga “requisita” per fini militari.
Intanto, nell’attesa conferenza di ieri a Bologna il fisico Sergio Focardi ha ribadito
"Energia per sempre, perche’ il nichel e’ presente nel nucleo della terra e l’idrogeno si ottiene dall’acqua per elettrolisi: quindi vuole dire energia illimitata per l’umanita’".
Focardi non ha dubbi. "C’e’ stata una fusione nucleare a freddo avvenuta a temperature nell’ordine dai 100 ai 300 gradi, all’interno del sistema". "In pratica – ribadisce – l’atomo di idrogeno penetra nell’atomo di nichel, si forma il rame che e’ l’elemento che segue, subito dopo il nichel, nella tavola periodica e questo permette di springionare energia notevole che scalda il sistema, circa 200 volte superiore a quella immessa".
Fino ad ora e’ stata usata una bombola di idrogeno, ma in casa "si puo’ ottenere idrogeno dall’elettrolisi". "Il tutto puo’ funzionare per tempi lunghissimi con una sola carica" rimarca Focardi, spiegando che per il momento "il problema dell’energia termica e’ risolto. Per l’energia elettrica servirebbero invece un convertitore e dimensioni maggiori.










